venerdì 13 febbraio 2026

QUANDO SI DIVENTA ALLERGICI?

 


Scoperto perché asma e allergie alimentari cambiano: nascono dal microbiota

"L'elemento chiave che entra in gioco è il microbiota intestinale che detta il nostro destino clinico decidendo se e quando, cambia l'espressione dei geni che predispongono a malattie come quelle allergiche "

Si può essere allergici fin da bambini, ma anche diventarlo in età adulta, a 50 o 60 anni. Fino ad oggi, non era chiaro il meccanismo che influenza la variabilità nel tempo delle allergie, che, a volte, possono risolversi spontaneamente nella prima infanzia, mentre altre, compaiono all'improvviso nel corso della vita. Le prove più innovative e recenti mostrano che  l'origine delle allergie è solo parzialmente determinata dal patrimonio genetico, ma il fattore che lo innesca è il microbiota intestinale che si forma già dal concepimento , per maturare nei primi due anni di vita. Questo, infatti, influenza la programmazione del sistema immunitario in senso protettivo, se si ritiene un rapporto simbiotico con l'individuo, o in senso negativo, se il microbiota non è in sintonia con l'ospite, determinando un'aumentata suscettibilità alle malattie allergiche in qualsiasi momento della vita.

"Fino a pochi anni fa eravamo convinti che il nostro destino da allergici dipendesse esclusivamente dalla genetica. Ma non è solo colpa del nostro bagaglio genetico , se nasciamo predisposti o meno, a sviluppare allergie come ad esempio, asma, allergie alimentari, dermatite atopica, che colpiscono non solo fin da bambini, ma che possono comparire per la prima volta da adulti, o addirittura da anziani - spiega Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di Allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) e direttore Uoc Medicina interna dell'Azienda Sanitaria di Salerno - L'elemento chiave che entra in gioco è il microbiota intestinale , un ecosistema di miliardi di microrganismi che detta il nostro destino clinico decidendo se e quando, cambia l'espressione dei geni che predispongono a malattie come quelle allergiche" "Il microbiota è come un pianista che suona il nostro spartito genetico: se è in equilibrio con il suo ospite, la melodia è armoniosa e il corpo funziona bene, ma se è disturbato da fattori esterni non previsti dalla nostra evoluzione, come il ricorso sempre più diffuso al parto cesareo, l'esposizione eccessiva ad antibiotici, un'alimentazione inappropriata, inquinamento, o stress, la melodia diventa suono stridente, aumentando il rischio di sviluppare allergie - afferma Alessio Fasano, scienziato di fama mondiale tra i primi a decifrare il ruolo del microbiota, che sta rivoluzionando la comprensione delle malattie allergiche , pediatra e gastroenterologo del Massachusetts General Hospital di Boston, professore di Pediatria alla Harvard Medical School e professore di Nutrizione alla Harvard TH Chan School of Public Health -. In quest'ottica, i primi 1000 giorni di vita dettano la suscettibilità a essere resilienti a possibili cambiamenti del microbioma che possono scatenare allergie durante tutto l'arco della nostra vita .

martedì 3 febbraio 2026

QUANDO ASSUMERE GLI INTEGRATORI?


L'uso degli integratori alimentari è molto diffuso, tuttavia rimangono alcuni dubbi sulle modalità di assunzione. Va fatta prima o dopo i pasti o è indifferente? Facciamo il punto, esaminando gli integratori più diffusi utilizzati dagli italiani. In primo luogo anche se non sono farmaci, andrebbero assunti dopo indicazione di un professionista per evitare le dosi troppo basse o troppo alte del nutriente.

Integratori di vitamina D

Vanno presi subito dopo uno dei pasti principali (pranzo o cena), perché per l'assorbimento è necessaria la presenza di grassi, essendo la D una vitamina liposolubile. Si tratta di un nutriente che il nostro organismo produce da solo, grazie all'esposizione della pelle alla luce solare; non deriva dall'alimentazione, in nessun tipo di dieta (in quella 100% vegetale non è presente, ma anche in quella onnivora se ne può ricavare al massimo il 10-30% del fabbisogno, una quantità trascurabile). La carenza di vitamina D è molto diffusa tra gli italiani, poiché l'esposizione al sole nei mesi invernali e nella città dove lavoro e scuola avvengono in ambienti chiusi, è quasi impossibile, quindi l'integratore è indispensabile, in particolare fino al termine della crescita(ovvero 18 anni) e nella terza età. Meglio sarebbe evitare le megadosi, privilegiando l'assunzione quotidiana, dopo esami del sangue per valutarne la carenzaFine modulo

Integratori di vitamina B12

Vanno presi in qualsiasi momento, non c'è legame con il pasto, basta avere la bocca pulita. Questo perché per la vitamina B12 va scelto un integratore di tipo sublinguale (cioè la compressa va fatta sciogliere sotto la lingua) e quindi una parte della vitamina non passa dal sistema digestivo ma entra direttamente in circolo. Questa vitamina non è prodotta né dalle piante né dagli animali, ma dai batteri, che una volta contaminavano i cibi vegetali. Oggi non è più così, quindi questi batteri vengono coltivati ​​negli stabilimenti di produzione degli integratori. La maggior parte degli integratori di vitamina B12 prodotti nel mondo va a finire nei mangimi degli animali d'allevamento: per questo nella carne e nel pesce si ritrova questa vitamina (nei latticini non se ne trova molta e quella delle uova è molto poco assimilabile). Nonostante questo, la carenza di vitamina B12 è molto diffusa anche tra gli onnivori; chi ne è carente deve assumere l'integratore in modo diretto, in forma sublinguale, esattamente come devono fare tutti i latto-ovo-vegetariani e vegani.

Integratori di ferro

L'integratore di ferro va assunto lontano dai pasti, perché alcuni nutrienti possono contrastarne l'assorbimento. Una dieta 100% vegetale è molto ricca di ferro e nei casi in cui sia necessario assorbirne di più si possono applicare accorgimenti a questo scopo, come associare cibi ricchi di vitamina C a cibi ricchi di ferro. Tuttavia, l'anemia da carenza di ferro è la forma più diffusa, in questi casi può essere necessario assumere un integratore, specie nelle donne fertili con ciclo abbondante. Anche le donne in gravidanza devono spesso integrare il ferro. Un'altra ragione di carenza è in caso di donazioni di sangue troppo frequenti. Infine, abbiamo notato che molte persone credono di essere carenti e di dover integrare, mentre i loro valori sono del tutto nei media.

martedì 27 gennaio 2026

INQUINAMENTO ATMOSFERICO: COME E’ L ARIA DELLE CITTA’ ITALIANE

 


I dati Isde confermano un'emergenza sanitaria strutturale:
sottili polveri e biossido di azoto superano ampiamente i limiti di sicurezza. Migliaia di morti prematuri evitabili e un'esposizione urbana incompatibile con la tutela della salute.

L'inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sanitarie e ambientali in Italia e in Europa. I dati 2025 del progetto nazionale Cambiamo aria .

Lo studio ha analizzato i dati provenienti da 57 stazioni di monitoraggio distribuite in 27 città italiane, confrontando le concentrazioni di inquinanti con i limiti di legge attualmente in vigore, con quelli previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell'aria (2024/2881), che entreranno in vigore nel 2030, e con i valori guida raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il risultato è una distanza ancora marcata tra la realtà delle città italiane e gli standard necessari per proteggere efficacemente la salute pubblica. Tra gli inquinanti monitorati, il particolato fine Pm2,5 si conferma il più pericoloso. Capacità di penetrare in profondità nei polmoni e di raggiungere il circolo sanguigno, è associato a patologie muscolari, respiratorie e un aumento della mortalità. Milano, Torino e Padova registrano le situazioni più critiche, con medie annue rispettivamente di 22, 20 e 20 µg/m³: valori quasi doppi rispetto al futuro limite europeo (10 µg/m³) e quattro volte superiori alla soglia raccomandata dall'Oms (5 µg/m³).

domenica 18 gennaio 2026

AUMENTO DI MALATTIE INFIAMMATORIE E METABOLICHE NELL'INFANZIA

 

 


“Il continuo aumento delle malattie infiammatorie e metaboliche durante l’infanzia, dovuto alle modificazioni della flora intestinale, sta creando una situazione mai vista in passato. I numeri sono preoccupanti. È il pediatra lo specialista della longevità, non il geriatra: è infatti l’alimentazione dei primi 10-12 anni di vita a gettare le basi della salute di tutta l’esistenza. Mantenere un microbiota equilibrato è fondamentale per contrastare le malattie infiammatorie, in costante aumento nell’infanzia e nell’adolescenza. Lo afferma il prof. Antonio Gasbarrini, direttore scientifico dell’Ospedale Gemelli di Roma e gastroenterologo di fama mondiale, nel corso del XXXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica in corso in questi giorni a Roma. "Le alterazioni del microbiota intestinale dovute ai cibi ultraprocessati (cioè quegli alimenti molto manipolati industrialmente e molto additivati)" dice Gasbarrini "lo rendono proinfiammatorio, quindi in grado di favorire malattie metaboliche che prima si manifestavano intorno ai 50 anni e che nei prossimi anni compariranno a 30. L’insulinoresistenza, che è tra le prime manifestazioni di questo squilibrio, interessa ormai in Italia quasi il 15% dei bambini e in America addirittura 30%: tutti candidati a diventare diabetici conclamati entro i 18 anni"."È una vera e propria epidemia quella delle malattie infiammatorie in età pediatrica, responsabili delle cronicità negli adulti" concorda il prof. Claudio Romano, presidente SIGENP "Le malattie infiammatorie intestinali frutto della alimentazione scorretta nell’infanzia ricca di alimenti ultraprocessati provocano infiammazione.

sabato 27 dicembre 2025

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sabato 20 dicembre 2025

ASSE INTESTINO-CERVELLO: IL MICROBIOTA INFLUENZA LE MALATTIE

 


Lo squilibrio del microbiota influenza le malattie. A spiegare come, parlando con l'Adnkronos Salute è l'immunologo Mauro Minelli della Fondazione per la Medicina Personalizzata. Nel microbiota intestinale umano, "esiste una quota di microrganismi capace di agire sul cosiddetto
'asse intestino-cervello' , un canale bidirezionale attraverso il quale l'intestino comunica con il cervello e viceversa. La comunicazione lungo quest'asse viene fornita da alcune molecole che consentono un dialogo costante ed immediato tra i neuroni cerebrali ei neuroni che, distribuiti nell'intestino umano, compongono il cosiddetto 'plesso neuro-enterico'. Tali molecole sono anche prodotte da diversi batteri del microbiota, quali 'psicobiotici' ed in grado di interloquire con le cellule neuronali , così intervenendo nelle dinamiche funzionali di quell'asse delicato"."D'altro canto, organizzazioni microbiche intestinali disordinate e squilibrate sono state trovate in varie condizioni neuropsichiatriche, come  depressione e ansia, disturbi dello spettro autistico, schizofrenia e persino morbo di Parkinson e malattia di Alzheimer E - prosegue - si ipotizza che alterazioni dei segnali del microbiota nei primi anni di vita, se non addirittura nell'ambiente fetale, hanno importanti ripercussioni sui processi di formazione dei neuroni che andranno a costituire la preziosa struttura cerebrale dell'ippocampo, con conseguenze sul comportamento del bambino e, successivamente, dell'adulto", prosegue l'immunologo. "In particolare, per quel che riguarda i disturbi dello spettro autistico, in questi pazienti sono spesso osservati disordini gastrointestinali con alterazioni del microbiota più frequentemente rappresentate da un'aumentata abbondanza di clostridi e da un generale aumento di batteri anaerobi tra i quali primeggiano batteri appartenenti al genere sutterella,

giovedì 27 novembre 2025

VERDE NEI LUOGHI DI VITA: I BENEFICI PER LO SVILUPPO DEI BAMBINI

 


Numerosi studi dimostrano che il contatto con la natura ha effetti positivi sulla salute in ogni fase della vita. Durante la gravidanza, il verde urbano è associato ai migliori esiti neonatali, mentre
nell'infanzia favorisce lo sviluppo cognitivo, comportamentale e la salute mentale , con effetti protettivi anche nei disturbi del neurosviluppo. La frequentazione degli spazi verdi scolastici sembra migliorare apprendimento, creatività e benessere emotivo, anche durante l'adolescenza, contribuendo a ridurre il “burnout” da studio ei sintomi depressivi. Inoltre, la biodiversità degli ambienti naturali promuove la salute visiva, respiratoria e cardiovascolare e rafforza il sistema immunitario attraverso il microbioma, confermando l'importanza della presenza di spazi verdi nelle nostre città .