Bevande gassate ed energizzanti, snack confezionati, biscotti industriali e piatti pronti da riscaldare: gli alimenti ultra-formulati sono ormai entrati stabilmente nelle abitudini quotidiane di milioni di bambini in tutto il mondo, con una spesa per questi prodotti che ha superato i duemila miliardi di dollari. Un fenomeno che riguarda anche l'Italia, dove oltre la metà dei bimbi consuma snack dolci più di tre volte a settimana, mentre più di uno su dieci mangia regolarmente snack salati e uno su quattro beve quotidianamente bibite zuccherate . Frutta e verdura sono assenti dalla dieta giornaliera di un quarto dei ragazzi, e la colazione sta progressivamente scomparendo dalle loro abitudini: il 10,9% la salta del tutto e un bambino su tre la consuma in modo non adeguato. È quanto emerge dal nuovo rapporto 'Cibo e bambini', presentato dalla fondazione Aletheia, dove viene evidenziato come nel nostro Paese il 9,6% dei bambini e adolescenti tra i 5 ei 19 anni versa in condizione di obesità, mentre il 27,3% risulta in sovrappeso. Questi dati evidenziano la diffusione di abitudini alimentari rischiose con impatti crescenti sulla salute delle nuove generazioni: investire nella prevenzione diventa quindi cruciale, partendo dalle mense scolastiche. In questo senso, le mense scolastiche rappresentano infatti il primo presidio pubblico per promuovere stili di vita sani, perché circa il 41% dei bambini iscritti alla scuola primaria in Europa ha accesso quotidiano a un pasto scolastico gratuito o sovvenzionato, percentuale che sale al 61% nei Paesi ad alto reddito.






