martedì 3 febbraio 2026

QUANDO ASSUMERE GLI INTEGRATORI?


L'uso degli integratori alimentari è molto diffuso, tuttavia rimangono alcuni dubbi sulle modalità di assunzione. Va fatta prima o dopo i pasti o è indifferente? Facciamo il punto, esaminando gli integratori più diffusi utilizzati dagli italiani. In primo luogo anche se non sono farmaci, andrebbero assunti dopo indicazione di un professionista per evitare le dosi troppo basse o troppo alte del nutriente.

Integratori di vitamina D

Vanno presi subito dopo uno dei pasti principali (pranzo o cena), perché per l'assorbimento è necessaria la presenza di grassi, essendo la D una vitamina liposolubile. Si tratta di un nutriente che il nostro organismo produce da solo, grazie all'esposizione della pelle alla luce solare; non deriva dall'alimentazione, in nessun tipo di dieta (in quella 100% vegetale non è presente, ma anche in quella onnivora se ne può ricavare al massimo il 10-30% del fabbisogno, una quantità trascurabile). La carenza di vitamina D è molto diffusa tra gli italiani, poiché l'esposizione al sole nei mesi invernali e nella città dove lavoro e scuola avvengono in ambienti chiusi, è quasi impossibile, quindi l'integratore è indispensabile, in particolare fino al termine della crescita(ovvero 18 anni) e nella terza età. Meglio sarebbe evitare le megadosi, privilegiando l'assunzione quotidiana, dopo esami del sangue per valutarne la carenzaFine modulo

Integratori di vitamina B12

Vanno presi in qualsiasi momento, non c'è legame con il pasto, basta avere la bocca pulita. Questo perché per la vitamina B12 va scelto un integratore di tipo sublinguale (cioè la compressa va fatta sciogliere sotto la lingua) e quindi una parte della vitamina non passa dal sistema digestivo ma entra direttamente in circolo. Questa vitamina non è prodotta né dalle piante né dagli animali, ma dai batteri, che una volta contaminavano i cibi vegetali. Oggi non è più così, quindi questi batteri vengono coltivati ​​negli stabilimenti di produzione degli integratori. La maggior parte degli integratori di vitamina B12 prodotti nel mondo va a finire nei mangimi degli animali d'allevamento: per questo nella carne e nel pesce si ritrova questa vitamina (nei latticini non se ne trova molta e quella delle uova è molto poco assimilabile). Nonostante questo, la carenza di vitamina B12 è molto diffusa anche tra gli onnivori; chi ne è carente deve assumere l'integratore in modo diretto, in forma sublinguale, esattamente come devono fare tutti i latto-ovo-vegetariani e vegani.

Integratori di ferro

L'integratore di ferro va assunto lontano dai pasti, perché alcuni nutrienti possono contrastarne l'assorbimento. Una dieta 100% vegetale è molto ricca di ferro e nei casi in cui sia necessario assorbirne di più si possono applicare accorgimenti a questo scopo, come associare cibi ricchi di vitamina C a cibi ricchi di ferro. Tuttavia, l'anemia da carenza di ferro è la forma più diffusa, in questi casi può essere necessario assumere un integratore, specie nelle donne fertili con ciclo abbondante. Anche le donne in gravidanza devono spesso integrare il ferro. Un'altra ragione di carenza è in caso di donazioni di sangue troppo frequenti. Infine, abbiamo notato che molte persone credono di essere carenti e di dover integrare, mentre i loro valori sono del tutto nei media.

martedì 27 gennaio 2026

INQUINAMENTO ATMOSFERICO: COME E’ L ARIA DELLE CITTA’ ITALIANE

 


I dati Isde confermano un'emergenza sanitaria strutturale:
sottili polveri e biossido di azoto superano ampiamente i limiti di sicurezza. Migliaia di morti prematuri evitabili e un'esposizione urbana incompatibile con la tutela della salute.

L'inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sanitarie e ambientali in Italia e in Europa. I dati 2025 del progetto nazionale Cambiamo aria .

Lo studio ha analizzato i dati provenienti da 57 stazioni di monitoraggio distribuite in 27 città italiane, confrontando le concentrazioni di inquinanti con i limiti di legge attualmente in vigore, con quelli previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell'aria (2024/2881), che entreranno in vigore nel 2030, e con i valori guida raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il risultato è una distanza ancora marcata tra la realtà delle città italiane e gli standard necessari per proteggere efficacemente la salute pubblica. Tra gli inquinanti monitorati, il particolato fine Pm2,5 si conferma il più pericoloso. Capacità di penetrare in profondità nei polmoni e di raggiungere il circolo sanguigno, è associato a patologie muscolari, respiratorie e un aumento della mortalità. Milano, Torino e Padova registrano le situazioni più critiche, con medie annue rispettivamente di 22, 20 e 20 µg/m³: valori quasi doppi rispetto al futuro limite europeo (10 µg/m³) e quattro volte superiori alla soglia raccomandata dall'Oms (5 µg/m³).

domenica 18 gennaio 2026

AUMENTO DI MALATTIE INFIAMMATORIE E METABOLICHE NELL'INFANZIA

 

 


“Il continuo aumento delle malattie infiammatorie e metaboliche durante l’infanzia, dovuto alle modificazioni della flora intestinale, sta creando una situazione mai vista in passato. I numeri sono preoccupanti. È il pediatra lo specialista della longevità, non il geriatra: è infatti l’alimentazione dei primi 10-12 anni di vita a gettare le basi della salute di tutta l’esistenza. Mantenere un microbiota equilibrato è fondamentale per contrastare le malattie infiammatorie, in costante aumento nell’infanzia e nell’adolescenza. Lo afferma il prof. Antonio Gasbarrini, direttore scientifico dell’Ospedale Gemelli di Roma e gastroenterologo di fama mondiale, nel corso del XXXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica in corso in questi giorni a Roma. "Le alterazioni del microbiota intestinale dovute ai cibi ultraprocessati (cioè quegli alimenti molto manipolati industrialmente e molto additivati)" dice Gasbarrini "lo rendono proinfiammatorio, quindi in grado di favorire malattie metaboliche che prima si manifestavano intorno ai 50 anni e che nei prossimi anni compariranno a 30. L’insulinoresistenza, che è tra le prime manifestazioni di questo squilibrio, interessa ormai in Italia quasi il 15% dei bambini e in America addirittura 30%: tutti candidati a diventare diabetici conclamati entro i 18 anni"."È una vera e propria epidemia quella delle malattie infiammatorie in età pediatrica, responsabili delle cronicità negli adulti" concorda il prof. Claudio Romano, presidente SIGENP "Le malattie infiammatorie intestinali frutto della alimentazione scorretta nell’infanzia ricca di alimenti ultraprocessati provocano infiammazione.

sabato 27 dicembre 2025

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sabato 20 dicembre 2025

ASSE INTESTINO-CERVELLO: IL MICROBIOTA INFLUENZA LE MALATTIE

 


Lo squilibrio del microbiota influenza le malattie. A spiegare come, parlando con l'Adnkronos Salute è l'immunologo Mauro Minelli della Fondazione per la Medicina Personalizzata. Nel microbiota intestinale umano, "esiste una quota di microrganismi capace di agire sul cosiddetto
'asse intestino-cervello' , un canale bidirezionale attraverso il quale l'intestino comunica con il cervello e viceversa. La comunicazione lungo quest'asse viene fornita da alcune molecole che consentono un dialogo costante ed immediato tra i neuroni cerebrali ei neuroni che, distribuiti nell'intestino umano, compongono il cosiddetto 'plesso neuro-enterico'. Tali molecole sono anche prodotte da diversi batteri del microbiota, quali 'psicobiotici' ed in grado di interloquire con le cellule neuronali , così intervenendo nelle dinamiche funzionali di quell'asse delicato"."D'altro canto, organizzazioni microbiche intestinali disordinate e squilibrate sono state trovate in varie condizioni neuropsichiatriche, come  depressione e ansia, disturbi dello spettro autistico, schizofrenia e persino morbo di Parkinson e malattia di Alzheimer E - prosegue - si ipotizza che alterazioni dei segnali del microbiota nei primi anni di vita, se non addirittura nell'ambiente fetale, hanno importanti ripercussioni sui processi di formazione dei neuroni che andranno a costituire la preziosa struttura cerebrale dell'ippocampo, con conseguenze sul comportamento del bambino e, successivamente, dell'adulto", prosegue l'immunologo. "In particolare, per quel che riguarda i disturbi dello spettro autistico, in questi pazienti sono spesso osservati disordini gastrointestinali con alterazioni del microbiota più frequentemente rappresentate da un'aumentata abbondanza di clostridi e da un generale aumento di batteri anaerobi tra i quali primeggiano batteri appartenenti al genere sutterella,

giovedì 27 novembre 2025

VERDE NEI LUOGHI DI VITA: I BENEFICI PER LO SVILUPPO DEI BAMBINI

 


Numerosi studi dimostrano che il contatto con la natura ha effetti positivi sulla salute in ogni fase della vita. Durante la gravidanza, il verde urbano è associato ai migliori esiti neonatali, mentre
nell'infanzia favorisce lo sviluppo cognitivo, comportamentale e la salute mentale , con effetti protettivi anche nei disturbi del neurosviluppo. La frequentazione degli spazi verdi scolastici sembra migliorare apprendimento, creatività e benessere emotivo, anche durante l'adolescenza, contribuendo a ridurre il “burnout” da studio ei sintomi depressivi. Inoltre, la biodiversità degli ambienti naturali promuove la salute visiva, respiratoria e cardiovascolare e rafforza il sistema immunitario attraverso il microbioma, confermando l'importanza della presenza di spazi verdi nelle nostre città .

domenica 2 novembre 2025

Come proteggere i bambini dai pericoli reali: 8 consigli dei neuropsichiatri infantili di Sinpia

 


"La prima valutazione da fare è capire se l'esperienza è adeguata all'età ed è ragionevolmente proponibile", dice Fazzi. La risposta non può essere quella di eliminare il rischio, ma di proporre con intenzionalità e gradualità. Cosa succede quando un bambino sale su un albero, corre più veloce del solito o si cimenta in una nuova esperienza sotto la supervisione costante di un adulto? Riesci ad imparare. A conoscere i propri limiti, a gestire le emozioni, a sviluppare capacità fondamentali per la crescita.
 Parola di neuropsichiatri infantili. "Affrontare il rischio e imparare a gestire emozioni complesse adeguate all'età – spiega Elisa Fazzi, Presidente SINPIA, Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, Professore Ordinario di Neuropsichiatria infantile dell'Università degli Studi di Brescia e Direttore SC Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, ASST Spedali Civili di Brescia - sono tappe essenziali per lo sviluppo sano di bambini e adolescenti. Un bambino che impara a gestire i rischi affina una delle competenze di uno sviluppo neuropsichico ottimale che si chiama resilienza ovvero la capacità di affrontare eventi stressanti o traumatici e riorganizzare in maniera positiva la propria vita anche dinanzi alle difficoltà. Imparare a gestire i rischi aiuta a sviluppare anche altre competenze come la capacità di prendere decisioni e la fiducia instesso .

E se ogni graffio è una lezione e ogni sfida un'occasione per i bambini per conoscersi meglio, cosa possono fare i genitori per lasciargli la libertà di imparare affrontando piccoli rischi, senza correre pericoli? Come è meglio porsi di fronte alle richieste dei bambini di partecipare ad esperienze che possono comportare un rischio?