mercoledì 30 settembre 2026

Bambini e adolescenti non dovrebbero bere bevande energetiche

 


Le bevande energetiche, comunemente note come energy drink, contengono una miscela di sostanze stimolanti: glucosio, caffeina, taurina, guaranà, aminoacidi come la L-carnitina e vitamine del gruppo B. Marchi come Red Bull, Monster e Burn sono sempre più diffusi tra giovani e giovanissimi, attratti dalla promessa di energia ed euforia in pochi sorsi. Vanno distinti dagli sport drink, pensati principalmente per la reidratazione con sali minerali durante l’attività fisica e privi, almeno sulla carta, di sostanze come caffeina o taurina. Anche questi ultimi, però, contengono zuccheri, aromi e coloranti che agiscono sul sistema nervoso e possono avere un effetto eccitante. Quanta caffeina contengono in media gli energy drink? Il dato si attesta su livelli piuttosto elevati: 32 milligrammi ogni 100 ml di prodotto. Una lattina di Monster da 500 ml ne contiene dunque 160 mg, circa due tazzine e mezzo di caffè espresso, una quantità sconsigliata anche per un adulto, figuriamoci per un bambino o un adolescente. Gli effetti di una simile dose di caffeina sul sistema nervoso, sul cuore e sul cervello di un ragazzo restano difficili da quantificare, tanto più se si considera che nella stessa bevanda sono presenti altre sostanze eccitanti.

venerdì 4 settembre 2026

ORMONE DELLA CRESCITA E CERVELLO: FORSE E’ POSSIBILE LA RIGENERAZIONE NEURONALE

 


Una revisione sistematica riunisce le evidenze cliniche sull’impiego dell’ormone della crescita in declino cognitivo, Alzheimer, trauma cranico e ictus. I risultati suggeriscono un possibile ruolo neuroprotettivo e rigenerativo. Lo studio ha preso in considerazione 28 pubblicazioni relative a demenza, malattia di Alzheimer, trauma cranico e ictus. Gli autori hanno seguito il protocollo PRISMA e hanno incluso studi clinici randomizzati, studi osservazionali e altre evidenze caratterizzate dalla presenza di valutazioni cognitive o della memoria. Il razionale biologico risiede nell’interazione tra GH e IGF-1, un fattore di crescita prodotto anche a livello cerebrale. Secondo la revisione, questo sistema partecipa a processi quali proliferazione e differenziamento cellulare, neuroprotezione, plasticità sinaptica e produzione di nuove cellule nervose. L’IGF-1, in particolare, favorisce la proliferazione dei progenitori neurali e la formazione di neuroni, oligodendrociti e vasi sanguigni nell’ippocampo. Nell’ambito del deterioramento cognitivo e dell’Alzheimer, la maggior parte degli studi analizzati ha rilevato miglioramenti in alcune funzioni cognitive e nella memoria, sebbene non tutte le ricerche abbiano confermato questi risultati. Un elemento di particolare interesse riguarda il rapporto tra livelli di IGF-1 e declino cognitivo: valori ridotti sono stati associati a una maggiore compromissione delle funzioni cognitive.

mercoledì 5 agosto 2026

L'OBESITA' INIZIA DA PICCOLI

 


Le malattie cardiovascolari si sviluppano nell'arco di decenni, ma le loro radici affondano spesso nell'infanzia. Una revisione della letteratura pubblicata tra il 2010 e il 2025 mette in luce una lacuna critica nella gestione clinica dell'obesità pediatrica: le attuali linee guida per la stratificazione del rischio cardiovascolare non includono strumenti per identificare l'aterosclerosi nelle sue fasi subcliniche precoci, proprio quando il processo è ancora potenzialmente reversibile. L'obesità infantile sta raggiungendo proporzioni allarmanti a livello globale, con conseguenze che si estendono ben oltre l'età pediatrica. Il 56% dei bambini con obesità e l'80% di quelli con obesità grave diventano adulti obesi, accumulando nel tempo un carico metabolico e cardiovascolare progressivo. I dati dell'International Childhood Cardiovascular Cohort Consortium, condotto su quasi 39.000 partecipanti con un follow-up di 35 anni, hanno documentato una forte associazione tra fattori di rischio rilevati in età infantile e successivi eventi cardiovascolari maggiori. I bambini nel quartile più alto dell'indice di massa corporea presentano un tasso di mortalità prematura più che doppio rispetto ai coetanei con BMI inferiore. L'aterosclerosi è una malattia infiammatoria cronica che, nel momento in cui diventa clinicamente manifesta, è già consolidata e non più reversibile. La finestra di intervento più efficace si colloca pertanto nelle fasi subcliniche, identificabili attraverso strumenti non invasivi di valutazione vascolare. Tra questi, lo spessore intima-media carotideo e la velocità dell'onda di polso carotideo-femorale mostrano associazioni documentate con obesità e rischio cardiometabolico in età pediatrica. La velocità dell'onda di polso si distingue come indicatore promettente della disfunzione endoteliale precoce, sebbene la mancanza di consenso sui valori di riferimento in età evolutiva ne limiti ancora l'applicazione clinica sistematica.

domenica 5 luglio 2026

L’Europa riconosce il pesticida TFA come sostanza tossica per lo sviluppo fetale

 

L’acido trifluoroacetico (TFA), tra i composti più diffusi della famiglia dei PFAS, viene ufficialmente riconosciuto come pericoloso per la salute umana. Il Comitato per la valutazione dei rischi dell’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) ne ha infatti raccomandato la classificazione come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 1B, sulla base di evidenze scientifiche. Vi sarebbero infatti   rischi per lo sviluppo del feto e possibili effetti sulla fertilità. Secondo l'agenzia, il TFA è estremamente persistente e difficile da eliminare dai sistemi idrici. Il composto deriva in larga parte dalla degradazione dei pesticidi contenenti PFAS. La decisione rafforza la richiesta di Pan Europe di vietare questi prodotti e potrebbe aprire la strada a nuove restrizioni comunitarie sui pesticidi che rilasciano TFA nell’ambiente.

Tratto da L’Indipendente 12/06/2026

 

domenica 31 maggio 2026

STRATEGIE PER PROTEGGERE LO SCHELETRO

 


Dalla dieta all'integrazione mirata, gli esperti richiamano l'attenzione sull'importanza di strategie personalizzate per proteggere lo scheletro lungo tutto l'arco della vita

La salute dello scheletro dipende da un equilibrio articolato tra alimentazione adeguata, attività fisica e interventi preventivi tempestivi . In questo scenario, calcio e vitamina D continuano a rappresentare due micronutrienti fondamentali per preservare la densità minerale ossea e ridurre il rischio di fragilità. Nonostante la loro rilevanza biologica, le carenze restano diffuse nella popolazione generale, contribuendo alla comparsa di condizioni come l'osteoporosi , che in Italia interessa circa cinque milioni di persone .

Secondo gli specialisti, questa patologia si sviluppa in modo progressivo e spesso priva di sintomi evidenti, manifestandosi solo in occasione di fratture. Diventa quindi essenziale adottare un approccio preventivo già nelle fasi precoci della vita, promuovendo abitudini nutrizionali corrette e contrastando la sedentarietà.

venerdì 29 maggio 2026

I LEGUMI DANNO SEMPRE GONFIORE ADDOMINALE?

 


Capita spesso di rinunciare a ceci o fagioli per paura del meteorismo, è un problema comune, ma la scienza ci dice che non dobbiamo puntare il dito contro i legumi, bensì sulla nostra fisiologia.

I legumi sono pilastri della longevità e della salute metabolica. Vale la pena "allenare" il nostro intestino a gestirli al meglio.

Succede per questi motivi: i legumi contengono oligosaccaridi (come raffinosio e stachiosio). Il nostro corpo non produce l'enzima alfa-galattosidasi necessario per scomporli nell'intestino tenue, quindi questi zuccheri arrivano intatti nel colon, dove diventano il banchetto preferito del nostro microbiota. Il risultato? Fermentazione e produzione di gas.

Se la dieta è povera di fibre, un carico improvviso può "sorprendere" l'intestino, rallentando il transito.

Come sarà possibile risolvere questi problemi?

venerdì 24 aprile 2026

La Moringa Oleifera aiuta a rimuovere le microplastiche

 


Viene dall'India, cresce rigogliosa nelle regioni tropicali, e gli antichi Egizi la usavano già 3mila anni fa per rendere potabile l'acqua del Nilo. Oggi la 
Moringa oleifera  torna al centro dell'attenzione scientifica con una scoperta che potrebbe cambiare il modo in cui il mondo affronta uno dei problemi ambientali più difficili da risolvere: le microplastiche nell'acqua potabile. Uno studio  pubblicato  ad aprile su  ACS Omega , rivista dell'American Chemical Society, ha dimostrato che un estratto salino ottenuto dai semi della moringa è in grado di rimuovere oltre il  98% delle microplastiche in PVC — uno dei tipi di plastica più diffusi e potenzialmente più dannosi per la salute umana — dall'acqua. Risultati pressoché identici a quelli del solfato di alluminio, il coagulante chimico standard impiegato negli impianti di trattamento di mezzo mondo. Con una differenza non da poco: la moringa funziona bene su un intervallo di pH più ampio, è biodegradabile e non lascia residui tossici nell'acqua trattata .