I dati Isde confermano un'emergenza sanitaria strutturale: sottili polveri e biossido di azoto superano ampiamente i limiti di sicurezza. Migliaia di morti prematuri evitabili e un'esposizione urbana incompatibile con la tutela della salute.
L'inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sanitarie e ambientali in Italia e in Europa. I dati 2025 del progetto nazionale “ Cambiamo aria .
Lo studio ha analizzato i dati provenienti da 57 stazioni di monitoraggio distribuite in 27 città italiane, confrontando le concentrazioni di inquinanti con i limiti di legge attualmente in vigore, con quelli previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell'aria (2024/2881), che entreranno in vigore nel 2030, e con i valori guida raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il risultato è una distanza ancora marcata tra la realtà delle città italiane e gli standard necessari per proteggere efficacemente la salute pubblica. Tra gli inquinanti monitorati, il particolato fine Pm2,5 si conferma il più pericoloso. Capacità di penetrare in profondità nei polmoni e di raggiungere il circolo sanguigno, è associato a patologie muscolari, respiratorie e un aumento della mortalità. Milano, Torino e Padova registrano le situazioni più critiche, con medie annue rispettivamente di 22, 20 e 20 µg/m³: valori quasi doppi rispetto al futuro limite europeo (10 µg/m³) e quattro volte superiori alla soglia raccomandata dall'Oms (5 µg/m³).

