Capita spesso di rinunciare a ceci o fagioli per paura del meteorismo, è un problema comune, ma la scienza ci dice che non dobbiamo puntare il dito contro i legumi, bensì sulla nostra fisiologia.
I legumi sono pilastri della longevità e della salute metabolica. Vale la pena "allenare" il nostro intestino a gestirli al meglio.
Succede per questi motivi: i legumi contengono oligosaccaridi (come raffinosio e stachiosio). Il nostro corpo non produce l'enzima alfa-galattosidasi necessario per scomporli nell'intestino tenue, quindi questi zuccheri arrivano intatti nel colon, dove diventano il banchetto preferito del nostro microbiota. Il risultato? Fermentazione e produzione di gas.
Se la dieta è povera di fibre, un carico improvviso può "sorprendere" l'intestino, rallentando il transito.
Come sarà possibile risolvere questi problemi?
Per i legumi secchi si potrà fare un ammollo prolungato, ovvero 12-24 ore, cambiando spesso l'acqua.
Sciacquando molto bene se acquistati quelli in vasetto già lessati, prima di consumarli. Curiosità: il liquido di governo è ricco di sali minerali e lo si può' utilizzare in un brodo vegetale; se si tratta di ceci, quella è la famosa aquafaba che in pratica sostituisce nelle ricette gli albumi (e si può montare e neve).
Introdurre con gradualità, iniziando con le lenticchie rosse decorticate o passando i legumi al passaverdure per eliminare la buccia (non frullarli: la buccia rimane, anche se tritata!).
Educando il microbiota gradualmente, più legumi si mangiano in modo regolare, aumentando la dose un po' alla volta, più i sintomi diminuiranno.
Tratto da “Accademia della Nutrizione”06/05/2026

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