sabato 24 ottobre 2026

MIOPIA DEI BAMBINI IN AUMENTO: GLI SCHERMI SONO DAVVERO I COLPEVOLI?

 


 


Entrando in un’aula di scuola primaria oggi si nota una quantità sorprendente di bambini con gli occhiali. Non è un’impressione: la miopia infantile sta crescendo rapidamente, al punto che entro il 2050 circa metà della popolazione mondiale potrebbe esserne interessata. Il problema non è solo la scomodità delle lenti a vita, ma il fatto che la miopia, soprattutto quella elevata, aumenta il rischio di patologie oculari serie negli anni a venire: distacco di retina, degenerazione maculare miopica, glaucoma e cataratta. Prevenire o ritardare l’esordio, quando l’occhio del bambino è ancora plasmabile, è l’unica vera leva a disposizione.
Nella maggior parte dei casi la miopia nasce da un occhio che cresce troppo in lunghezza: l’asse antero-posteriore del bulbo si allunga eccessivamente rispetto al potere ottico, così l’immagine degli oggetti lontani cade davanti alla retina invece che su di essa. Questo allungamento avviene soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza, quando l’occhio regola la propria lunghezza rispondendo a segnali ambientali come l’intensità luminosa e la distanza a cui si guarda. Una volta che l’occhio si è allungato troppo, non esiste modo consolidato di tornare indietro: i trattamenti rallentano la progressione, ma non annullano l’allungamento già avvenuto. Una premessa che vale per tutto ciò che segue: la prova più solida riguarda la luce esterna intensa, sostenuta da studi randomizzati e da una relazione dose-risposta coerente. I meccanismi biologici (per esempio l’aumento della dopamina retinica che frenerebbe l’allungamento) vengono in buona parte da modelli animali e restano ipotesi. Il ruolo degli schermi in sé, invece, poggia soprattutto su studi osservazionali.
Il filo è uno solo: proteggere l’occhio in crescita agendo sull’ambiente visivo del bambino. Ecco alcuni consigli:

Anteporre il tempo all’aperto, la raccomandazione più solida in assoluto. Portare i bambini fuori, alla luce piena, è la misura più protettiva che si conosca contro l’esordio della miopia.