mercoledì 9 aprile 2008

Piante da salvare

Il Botanic Gardens Conservation International, la più grande organizzazione mondiale che cura il coordinamento delle attività di salvaguardia delle piante in pericolo d'estinzione ha pubblicato il risultato di un’indagine durata un anno sulla situazione delle piante medicinali nel mondo. Lo studio, basato sulle informazioni provenienti dai giardini botanici di 120 paesi e condotto dalla dott. Belinda Hawkin, denuncia che sarebbero 15.000 le specie di piante medicinali minacciate e che per 400 di esse, nel giro di dieci anni, esiste un reale rischio di estinzione. La causa sarebbe da attribuire all'eccessiva raccolta nonché alla deforestazione. "La minaccia di estinzione delle piante medicinali non è sempre una delle principali preoccupazioni dell'opinione pubblica. Purtroppo se la scomparsa precipitosa di queste specie non viene contrastata il futuro della assistenza sanitaria, a livello mondiale, potrebbe essere destabilizzato". E’ bene ricordare, infatti che il 50% dei farmaci usati oggi derivano dal mondo vegetale e che il contributo delle piante medicinali alla ricerca scientifica potrebbe essere messo seriamente a rischio. L'allarme, dunque, non riguarda solo ambientalisti e sostenitori delle medicine complementari, ma tutti noi indistintamente. Nel sito del Botanic Gardens Conservation International è possibile approfondire l’argomento.
Enrica Campanini

martedì 8 aprile 2008

Farmaci da banco: usarli con cautela ?


Questo interessante articolo pubblicato nell'ultimo numero del BMJ riprende con vigore il problema della medicalizzazione eccessiva di tante patologie, dei problemi legati all'uso spesso inappropriato di tanti farmaci facilmente disponibili nelle farmacie come farmaci da banco e dall'abuso dell'"autodiagnosi".
Pur contenendo riferimenti a legislazioni del mondo anglosassone è comunque un articolo su cui è utile riflettere anche nell'ottica di una maggiore disponibiltà di trattamenti non convenzionali in farmacia anch'essi doverosamente legati alla prescrizione e all'atto medico della diagnosi.

domenica 6 aprile 2008

VACCINAZIONE ANTI-HPV: È VERAMENTE EFFICACE?

In molte Regioni italiane e ormai partita la campagna di vaccinazione anti papilloma virus (HPV), offerta gratuitamente alle ragazze di 12 anni. Questa vaccinazione offre una copertura contro due dei 13 ceppi virali associati al cancro del collo dell’utero (i ceppi 16 e 18), responsabili peraltro del 70% circa dei casi di questa neoplasia.
Sono da più parti state sollevate perplessità circa l’opportunità e l’efficacia di questa vaccinazione. Al riguardo, l’Agenzia governativa svedese per la valutazione medica (SBU) ha recentemente raccomandato al Consiglio Nazionale per la Salute e Previdenza di rivalutare i risultati degli studi utilizzati a supporto della decisione di avviare la campagna vaccinale.
A fronte, infatti, della previsione che la vaccinazione generalizzata con i virus HPV 16 e 18 potrebbe prevenire lo sviluppo di metà dei casi di cancro del collo dell’utero, la ridotta durata della copertura vaccinale (sperimentata per solo 5 anni), gli elevatissimi costi per una campagna vaccinale così vasta (circa 75 milioni l’anno) e l’errata percezione pubblica dei vantaggi di questa vaccinazione (non si tratta di un vaccino “contro” il cancro del collo dell’utero ma per prevenire l’infezione di due ceppi di HPV) consiglierebbero un’ulteriore attenta valutazione.
Queste considerazioni, riaprono inoltre l’annoso dibattito sull’opportunità delle campagne vaccinali “in genere”. Non sembra il caso di sostenere quanti negano “a priori” l’opportunità di ricercare una copertura vaccinale. Esistono in letteratura ampie dimostrazioni dell’efficacia sociale di campagne vaccinali su larga scala, e non si può negare l’effetto positivo di questi interventi sulla durata media della vita sulla popolazione generale. Occorre però vigilare molto attentamente sull’attendibilità degli studi allegati a supporto dei vantaggi di questi interventi preventivi, allo scopo anche di eliminare ogni dubbio sulla possibilità che eventuali interessi di tipo commerciale prevalgano sull’effettiva utilità di queste campagne vaccinali.
Il testo originale, tradotto in inglese, del rapporto dell’Agenzia governativa svedese per la valutazione medica (SBU) è scaricabile da questo sito

G. Di Leone

sabato 5 aprile 2008

Donne in Medicina: Margaret Lucy Tyler (1857-1943)

Nella rivista La critica – Giornale di Medicina Omiopatica Scientifica e Chirurgia, Anno II, N°5, settembre-ottobre 1911, fondata e diretta dai dottori Attilio Mattòli e Dandolo Mattòli, e stampata a Firenze, si legge nella sezione Miscellanea questo articoletto:
“ Gli studenti di Tyler. — Sappiamo che tre studenti di Tyler sono per andare in America per studiare sotto il Dr. Kent. Uno di questi è il Dr. Jessie Murray, che ha già fatto il Corso Honyman-Gillespie in Inghilterra, gli altri sono convertiti più recentemente [...]. La Dottoressa Margaret Tyler, di Londra, è una convertita nell’Omiopatia, che esercita con grande convinzione e successo. Cominciò la sua carriera omiopatica praticando quella Omiopatia che il Dr. Kent ha bollato col nome di “bastarda”, perchè non seguiva gli insegnamenti del Grande Maestro. Fortunatamente la Dottoressa Tyler si accorse che gli insuccessi non erano nell’Omiopatia, ma nella cattiva applicazione di essa, e quindi ebbe la convinzione che l’errore era in Lei e non nella Dottrina. Non so ora in qual modo e per influenza di chi si mise ad uno studio più severo dell’Organon di Hahnemann e della filosofia omiopatica di Kent. Però so con certezza, perché ho con Lei esaminato e prescritto a molte centinaia di pazienti al “London Homeopathic Hospital”, che è una valente e pura Omiopatica ed il successo continuo le allieta la vita. Suo padre, il fu Sir Tyler, ha dato due anni fa 250000 lire per l’ingrandimento dell’Ospedale Omiopatico di Londra, che io ho potuto in quest’anno ammirare più grande e più bello: secondo il parere di moltissimi dirò che è il più bell’Ospedale di Londra. E la Dottoressa Tyler è così convinta che il successo dell’Omiopatia risiede nel modo con cui la Scienza è compresa e l’arte applicata, che ha destinato un fondo annuale di molte migliaia di lire per potere inviare ogni anno a sue spese tre Dottori in America per studiare la Pura Omiopatia sotto la guida del Dr. Kent — D. M.”

Margaret Lucy Tyler (1857-1943) fu una figura chiave nell’omeopatia inglese all'inizio del ventesimo secolo. Laureata presso le Università di Edinburgh e di Bruxelles, esercitò per oltre quarant’anni presso il Royal London Homoeopathic Hospital. La sua specialità era la cura dei bambini ritardati. Collaborò strettamente con J.H. Clarke e fu una “protetta” di Kent anche se non studiò mai con lui. Usò parte del patrimonio lasciatole dal padre, sir Henry Tyler, per costituire un fondo (sir Henry James Tyler Scholarship ) da utilizzare come borsa di studio per inviare a Chicago giovani medici in modo che potessero studiare con kent. Scrisse il libro Homoeopathic Drug Pictures, che fu pubblicato per la prima volta nel 1942 e fu redattrice per undici anni di The Correspondence Course on Homoeopathy rivolto a chi non poteva assistere alle conferenze presso la Faculty of Homoeopathy. Morì ad 86 anni.


Enrica Campanini

giovedì 3 aprile 2008

Policosanoli e ipercolesterolemia

Presso l'Ambulatorio U.O.C. di Medicina Sociale - Azienda Ospedaliera Di Venere - Giovanni XXIII - Bari - Carbonara è stato condotto dal dottor Giuseppe Leone uno studio volto a valutare l'efficacia dei policosanoli, estratti dalla canna da zucchero nel ridurre la colesterolemia totale. I policosanoli oltre ad inibire la biosintesi del colesterolo attraverso una inibizione dell'attività della HMG-CoA-reduttasi, enzima chiave nella trasformazione del mevalonato in squalene, aumentano il numero dei recettori per le LDL determinando una serie di effetti benefici nell'organismo quale la riduzione della colesterolemia totale, la riduzione delle lipoproteine a bassa densità ed infine un aumento del colesterolo HDL. I policosanoli della canna da zucchero sono stati ottimamente tollerati e non hanno dato luogo ad effetti collaterali degni di nota. L'articolo può essere letto qui.

mercoledì 2 aprile 2008

Piante medicinali e Sindrome dell'Intestino Irritabile

Presso la School of Chinese Medicine -University of Hong Kong - è stata realizzata una revisione sistematica della letteratura esistente nelle banche dati digitalizzate (1) al fine di valutare l’efficacia terapeutica delle piante medicinali e la loro sicurezza nel trattamento della Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS). Sono stati selezionati 22 studi (randomized controlled trials) che rispondevano ai criteri di inclusione: quattro di questi studi sono risultati di buona qualità, mentre gli altri 18 studi sono stati considerati di scarsa qualità. Su un totale di 1279 pazienti, sono stati registrati 15 eventi avversi in 47 persone. Non sono stati riportate comunque reazioni avverse serie o anomalie nei test di laboratorio. L'incidenza degli eventi avversi è risultata bassa (2.97%). Le piante medicinali, tipiche della Medicina Tradizionale Cinese e impiegate in diverse formulazioni, individualizzate o standardizzate, hanno dimostrato di poter arrecare un beneficio terapeutico nel trattamento dell’IBS. Gli autori auspicano uno sviluppo della ricerca, in particolare tramite studi clinici rigorosi che siano in grado di delineare la reale efficacia e sicurezza delle piante medicinali nel trattamento dell’IBS. Il test integrale del report può essere visionato sul sito della rivista che lo ha pubblicato (World J Gastroenterolog)
(1)Shi J, Tong Y, Shen JG, Li HX. Effectiveness and safety of herbal medicines in the treatment of irritable bowel syndrome: A systematic review. World J Gastroenterol 2008 January;14(3):454-462

Enrica Campanini

martedì 1 aprile 2008

Pillole di Materia Medica


Studiare la Materia Medica è spesso un passo che può demotivare l'aspirante omeopata, sia per l'oggettiva difficoltà sia perchè non sempre i testi riescono a mettere a fuoco gli elementi caratterizzanti di un rimedio. Questo blog inizia da oggi la pubblicazione di una serie di "schede" riassuntive dei rimedi, ad opera del Dott. Giuseppe Tagliente a cui va il ringraziamento di tutti noi per l'impegno con cui ha saputo concretizzare in breve tempo un progetto culturale in perfetto equilibrio tra semplicità, praticità e rigore metodologico.
La scheda che allego è relativa ad Aconitum, ed è un piccolo esempio del lavoro svolto.

ACONITUM
1. Persona robusta, sana, vigorosa di temperamento, viva, veloce e ottimista.
2. Tensione emotiva, mentale e fisica, iperestesia dei sensi.
3. Attacco di febbri steniche caratterizzate da ansia intensa, con predizione e paura
della morte, costante agitazione e continuo movimento; polso rapido, pieno; pelle calda secca e grande sete; intolleranza al caldo e ad essere coperti.
4. Malattie da esposizione ai venti secchi, freddi e correnti d’aria, da traspirazione
soppressa, emozioni mentali: tipo spavento, lesioni, shock,operazioni chirurgiche e caldo intenso.
5. Dolori intensi e insopportabili; ferite, tagli, lacerazioni spesso associati fra loro.
6. Torpori locali o formicolii, parestesie.
7. Disturbi improvvisi dei sensi, specialmente della vista.

8. Improvvise affezioni spasmodiche nei bambini, tipo croup.

9. Emorragie di sangue rosso vivo brillante quando è presente a forma di ansia mentale

10. Modalità: <> > aria fresca; dolori alle articolazioni; > riposo <>