Nella terapia dell'ansia sono possibili molteplici approcci.
Psicoterapia, meditazione, esercizio fisico, agopuntura ed una
adeguata alimentazione sono risorse
di primaria importanza.
Vorrei tuttavia in questo articolo limitarmi, un po'
artificiosamente , a descrivere l'approccio
terapeutico attraverso l'uso di farmaci non convenzionali.
Pilastri principali:
1) fitoderivati ansiolitici ;
2) medicinali omeopatici;
Pilastri secondari:
3) fitoderivati adattogeni :Ginseng, Eleuterococco, Withania...
utili per sostenere l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene ,nelle
situazioni croniche in particolare;
4) nutrienti per normalizzare il livello di cortisolo:
ad esempio : fosfatidil-serina, acido alfa-lipoico...
5) bilanciamento dei neurotrasmettitori con precursori della
biosintesi:
ad esempio : Gaba, Triptofano, Melatonina, L-Tirosina...
6) cofattori nutrizionali:
ad esempio: vitamine gruppo B ( 1,3,5,6,12), Magnesio...
Fitoderivati ad azione ansiolitica.
L'elenco nello schema sottostante è certamente incompleto, ma riporta
la maggior parte delle piante in uso
(anche qualcuna in disuso, per varie ragioni...) che sono state studiate in
tempi recenti per comprendere il meccanismo della loro azione ansiolitica.
L' effetto dei fitoderivati come sempre è espresso e armonizzato
dal fitocomplesso, ma, come si capisce bene dallo schema , avviene spesso a
livello dell'equilibrio dei neurotrasmettitori, come quello dei farmaci
convenzionali.
Quindi occorre cautela nell'associare i fitoderivati , per
esempio, alle benzodiazepine, i farmaci convenzionali più largamente usati per
trattare i fenomeni ansiosi.
La possibilità di utilizzare fitoderivati con meccanismi d'azione
diversi dà la possibilità di creare prescrizioni ansiolitiche in una certa
misura personalizzate , tenendo conto delle caratteristiche di reattività
farmacologica del paziente.