È noto che con l’introduzione del vaccino coniugato
anti-pneumococcico (PCV7 nel 2002, sostituito dal PCV13 nel 2010) l’incidenza della malattia
pneumococcica invasiva (IPD) è diminuita, e di qui la necessità di ricoveri
ospedalieri per tale patologia. Il presente studio, condotto dal Centro di
Ricerca Epidemiologica sulle infezioni da S.
pneumoniae di Calgary (CASPER), conferma tale dato: dai risultati dello
studio emerge infatti che dopo l’introduzione del vaccino l’incidenza di IPD
nella popolazione pediatrica si è ridotta da 17 casi/100.000/anno negli anni
2000/2001 a 4 casi/100.000 anno nel 2015, con uno spostamento in avanti
dell’età media di presentazione (2 anni nell’era pre-vaccinale, 3,9 anni
nell’era post-vaccinale). A fronte di questo emerge però una maggiore incidenza
di malattie pneumococcciche invasive (cioè gravi) associata ad infezioni focali
severe quali meningite, polmonite, empiema, peritonite (44,6% dell’era
pre-vaccinale, 64% e 61,4% dopo l’introduzione rispettivamente del PCV7 e del
PCV13) rispetto a quelle con sola batteriemia
domenica 17 giugno 2018
domenica 10 giugno 2018
LATTE DI MUCCA PERCHE' NO ?
Questa domanda me la
sento rivolgere sempre più frequentemente dai genitori che con stupore
ricevono come primo consiglio dietetico la limitazione
nel consumo dei prodotti a base di latte
di mucca .
Riporto ai miei lettori questo articolo comparso su una rivista
on line “Santé
Nature Innovation” nel
luglio 2013 con questo titolo “ 10
minutes pour convaincre des dangers des produits laitiers” (10 minuti
per convincere dei pericoli dei latticini).
“Vi sono molte persone convinte che l’uso dei latticini sia
fondamentale per le loro ossa. Non è facile far cambiare abitudini da un giorno
all’altro a persone che consumano il latte da 35 anni o più.
1 LE RACCOMANDAZIONI SONO DISCUTIBILI
Le raccomandazioni ufficiali sono di consumare almeno 3 prodotti
a base di latte nella giornata e ciò è stabilito da un comitato di esperti
della salute. Questo comitato è composto da una trentina di persone di cui
almeno 19 sono direttamente affiliate a industrie casearie (Danone, Nestle’
ecc.)Non c’è alcuna trasparenza, pertanto le raccomandazioni non hanno
alcun credito.
2 L’UOMO E’ LA SOLA SPECIE CHE CONSUMA LATTE DI UN’ALTRA SPECIE
IN ETA’ ADULTA
La specie umana è sopravissuta e si è evoluta durante 7 milioni
di anni senza alcun prodotto a base di latte, nutrendosi di latte materno
unicamente nel periodo infantile. Sugli scheletri degli uomini preistorici, non
si trova traccia alcuna delle malattie ossee oggi conosciute. I prodotti
caseari sono apparsi nella nostra storia all’incirca 10000 anni fa,
evento che , nella scala evolutiva è da considerare abbastanza recente.
Il risultato di questi milioni di anni di evoluzione senza latte ? 75% della
popolazione mondiale è intollerante ai latticini in età adulta .
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domenica 3 giugno 2018
Depressione e Rhodiola Rosea
La Rhodiola rosea (R. rosea) è usata nella medicina tradizionale
del Nord Europa e specialmente in Russia come rimedio per migliorare la
performance lavorativa, per trattare la fatica, la debolezza e l’impotenza,
nonché come droga adattogena ovvero in
grado di aumentare la resistenza allo
stress fisico e mentale. Ancora oggi in Siberia si usa regalare un bouquet di
radici dorate, come viene soprannominata la droga della pianta, al momento del
matrimonio come augurio di fertilità.
Gli autori di questa review prendono in considerazione tutte le
pubblicazioni sull’attività antidepressiva della R. rosea a ottobre 2015
presenti su medline e sulle librerie russe; infatti, dato l’uso tradizionale
della pianta, numerosi studi clinici sono stati condotti in Russia.
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venerdì 25 maggio 2018
Frutta e verdura fresca meglio di creme
Il
segreto per una pelle più giovane dopo i 50 anni non è custodito in una crema
contenuta in un barattolo, ma in una
dieta ricca di frutta e verdura fresca con l’aggiunta di pesce. Pare tuttavia
che questi effetti positivi si mostrino
solo sulle donne poiché, rispetto
all’altro sesso, hanno una pelle più sottile e con meno densità di collagene e
quindi più soggetta alle tante odiate rughe.
Secondo la ricerca, condotta dell’Erasmus Medical
Centre di Rotterdam e pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology, le
donne che consumano con regolarità questi alimenti, ricchi di vitamine e
flavonoidi che proteggono dall’invecchiamento e stimolano la produzione di
collagene, hanno meno segni del tempo dopo i 50 anni.
domenica 20 maggio 2018
Disturbi dell'apprendimento in aumento, colpiti 250.000 studenti
Il 2,9% della popolazione studentesca
dell'anno scolastico 2016-2017 ha Disturbi specifici dell'apprendimento
(Dsa). Alunne e alunni delle scuole italiane di ogni ordine e grado
con Dsa sono complessivamente 254.614, stando ai dati pubblicati dal Miur sul
suo sito. Il disturbo mediamente più diffuso è la dislessia (42,5%), anche se più disturbi possono coesistere in
una stessa persona. Seguono la disortografia (20,8%), la discalculia (19,3%) e
la disgrafia (17,4%). Il cervello di un bambino dislessico è diverso da
quello dei bambini che riescono a leggere normalmente, ma questo non vuol dire
avere una malattia. Lo stesso vale per gli alunni con disgrafia, disortografia,
discalculia : l'importante è arrivare a una diagnosi veloce, che si può già fare tra la fine della seconda
elementare e la terza, e fornire ai bambini gli strumenti che portano a
una riorganizzazione del cervello.
domenica 13 maggio 2018
ASMA
L’asma è una patologia
infiammatoria cronica multifattoriale delle vie aeree caratterizzata da:
·
episodi
ricorrenti di dispnea (difficoltà a respirare, sibili, tosse e senso di
costrizione toracica;
·
ostruzione
bronchiale (di solito reversibile spontaneamente o dopo trattamento
farmacologico);
·
iperreattività
bronchiale;
·
infiltrazione
di cellule infiammatorie, rilascio di mediatori e rimodellamento strutturale delle vie aeree.
In Italia si sta
assistendo a un costante aumento delle persone affette da tale patologia, in
particolare in età pediatrica. Attualmente si calcola che circa il 5-10% dei
bambini è colpito da tale sintomatologia. Il 30% dei pazienti presenta i
sintomi attorno ad un anno di età, mentre l’80-90% dei bambini è sintomatico
prima dei 4-5 anni di età.
I motivi di tale aumento
non sono a tutt’oggi completamente noti, anche se molti studiosi concordano
nell’affermare che l’inquinamento, la riduzione delle malattie infettive e l’elevato numero di viaggi, con esposizione
ad allergeni sconosciuti, possano avere un ruolo di primaria importanza.
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domenica 6 maggio 2018
Fitogemmoterapia nell’allergia primaverile(terza parte)
Nella cura della rinocongiuntivite allergica è di notevole aiuto
l’utilizzo di gemmoderivati :
Ribes nigrum
Il Ribes nigrum appartiene alla Famiglia delle Sassifragacee.
E’ un arbusto spontaneo tipico del centro
Europa e dell’Asia settentrionale .
Numerose sono le sue proprietà , antinfiammatorie, energetiche e
antiallergiche. Si utilizza sia nella formulazione in Tintura Madre (in
particolare nelle patologie reumatiche ) che sotto forma di Gemmoderivato
(azione antiallergica, energetica , antinfiammatoria)
L’azione antiallergica è legata alle proprietà antistaminiche e di
stimolo sulla corteccia surrenale.
La sua somministrazione
infatti aumenta la concentrazione di cortisolo nel sangue, senza tuttavia
determinare gli effetti collaterali dei corticosteroidi.
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