La sperimentazione è iniziata da poche
settimane e sta dando risultati ritenuti "estremamente incoraggianti"
Estrarre anticorpi da pazienti guariti da Covid-19 per infonderli in
malati gravi che sono ancora intubati e hanno il 40% di possibilità di
morire. E' la nuova, forse rivoluzionaria, tecnica messa a punto dai medici
dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la struttura che è stata al
centro dell'epidemia di coronavirus. La sperimentazione è iniziata da
poche settimane e sta dando risultati ritenuti "estremamente
incoraggianti". "Finora nessuno dei pazienti sottoposti al
trattamento con questa procedura è morto o ha avuto effetti collaterali -
spiega Piero Luigi Ruggenenti, direttore dell'unità di Nefrologia e
Dialisi dell'ospedale bergamasco, che coordina le infusioni effettuate dai
medici Stefano Rota e Diego Curtò - Anche per il donatore non c'è alcun
rischio.
lunedì 4 maggio 2020
mercoledì 29 aprile 2020
CORSA AL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS
La corsa al vaccino contro
il nuovo coronavirus diventa sempre più rapida, con
oltre 70 candidati in corsa, alcuni dei quali già arrivati alla
sperimentazione sull'uomo, ma la rapidità con cui la ricerca sta avanzando non
deve illudere perché la strada dei test è lunga, così come quella per la
produzione su larga scala. Ci vorranno "dei mesi prima di poter pensare
alla commercializzazione di un vaccino" e per capire quanto
"potrà durare la protezione", ha osservato il presidente del
Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli.
"Oggi c'è evidenza", ha
aggiunto, che per "due potenziali vaccini negli Usa, uno in
Inghilterra, uno in Germania e uno in Cina vi è una fase avanzata di sviluppo.
Ma deve essere chiaro che ciò non significa affatto un'imminenza di
commercializzazione, ma messa a punto di approcci vaccinali in grado di
sviluppare una risposta immunologica protettiva per chi
verrà sottoposto al vaccino". La sperimentazione sull'uomo di un possibile
vaccino anti Covid-19 è cominciata in Cina, guidata dall'azienda CanSino
Biological e dall'Istituto di Biotecnologia di Pechino, basata su materiale
genetico del virus trasportato da un virus reso inoffensivo, dalla
Sinovac e dagli Istituti di Pechino e di Wuhan per
prodotti biologici che utilizzano il coronavirus SarsCoV2 attenuato; le
americane Inovio e Moderna, quest'ultima in collaborazione con l'Istituto nazionale
per le malattie infettive (Niaid) utilizzano il materiale genetico del virus.
venerdì 24 aprile 2020
MILLE VOLONTARI PER IL NUOVO VACCINO
Sono più di mille i volontari - di sana e robusta costituzione, ed età
inferiore ai 55 anni - che da domani scendono in campo, a disposizione
della scienza, per i primi test clinici del vaccino contro il Covid-19 messo in cantiere nella
celeberrima università di Oxford: il progetto più avanzato d'Europa
in termini di sperimentazione. Dopo i risultati incoraggianti, fatti
registrare nella fase pre-clinica sugli animali, il prototipo oxfordiano
- chiamato ChAdOx1 nCoV-19 e frutto della partnership con l'azienda italiana
Advent-Irbm di Pomezia - passa dunque alla fase dei trails su uomini e
donne 'cavia', che riceveranno, sotto forma di "rimborso spese", fino
all'equivalente di 700 euro. Una
sensazionale accelerazione, quella impressa nella corsa al vaccino dal
prestigioso ateneo britannico (seguito a distanza dal singolo test umano
annunciato oggi in Germania dal Paul Ehrlich Institut) possibile solo grazie
alla concentrazione di diversi stadi della sperimentazione in quattro mesi,
invece dei cinque anni solitamente necessari.
giovedì 23 aprile 2020
Nuovi farmaci per il Covid 19
Trovate due armi di precisione per colpire al cuore il nuovo coronavirus:
sono molecole progettate per bloccare l'enzima proteasi, il motore che
permette al virus di moltiplicarsi. Si aggiungono alle due che erano state
ottenute nel marzo scorso: una in Germania, diretta contro lo stesso enzima,
e l'altra in Olanda, diretta contro la proteina Spike, l'arpione con cui
il virus aggredisce le cellule per invaderle. Diventano così quattro le
molecole candidate a diventare i primi farmaci contro un virus mai visto e
ancora quasi sconosciuto. Le ricerche decisive per ottenere queste molecole
sono state quelle che hanno permesso di vedere la struttura
molecolare del coronavirus SarsCoV2.
In particolare osservare come è fatto l'enzima proteasi ha permesso al
gruppo coordinato da Wenhao Dai, dell'Accademia Cinese delle Scienze, di
progettare due molecole in grado di bloccarlo, e il risultato è pubblicato
sulla rivista Science. Le molecole, chiamate inibitori della proteasi 11a e
11b, hanno affrontato i primi test con risultati incoraggianti.
Sperimentate in una coltura cellulare, entrambe "hanno fortemente inibito
la proteasi del SarsCoV2", hanno scritto i ricercatori. Sperimentato
nei topi, l'inibitore della proteasi 11a ha mostrato in particolare una bassa
tossicità. Per questa molecola la sperimentazione prosegue ora a livello
preclinico per ottenere ulteriori risultati sulla tossicità: se questi
indicheranno che è sicura, si potrà passare alla sperimentazione sull'uomo.
mercoledì 22 aprile 2020
Mozione di 100mila medici : trattamento precoce nei casi di Covid 19
Al Ministro Speranza le richieste in
linea con un piano in cinque punti :
Rafforzare i servizi territoriali e potenziare il trattamento
precoce dei pazienti affetti da Covid-19, "anche con terapie off
label, alcune delle quali peraltro già autorizzate dall'Aifa". Sono i
contenuti di una lettera aperta di un gruppo di 100 mila medici su Facebook
pienamente condivisa da parte della Federazione nazionale degli Ordini dei
Medici (Fnomceo). Oltre alla richiesta di tamponi e dispositivi di
protezione per il personale sanitario, nella lettera si chiede inoltre
"di poter mettere a frutto le esperienze cliniche, senza ostacoli
burocratici nel prescrivere farmaci, tamponi, Rx e/o Tc, ecografia
polmonare anche a domicilio, emogasanalisi, tutte cose che vanno a
supportare la clinica, ma che non la sostituiscono"."Condivido
totalmente il contenuto della lettera aperta inviata dai colleghi e li
ringrazio per le loro sollecitazioni", scrive in una nota il presidente
della Fnomceo Filippo Anelli, commentando la lettera indirizzata alla stessa
Federazione, al ministro della Salute Roberto Speranza, ai
presidenti delle Regione e delle Federazioni regionali degli Ordini
dei Medici.
mercoledì 15 aprile 2020
CORONAVIRUS : PROPOSTA PER RIAPRIRE L’ITALIA
E’ stato pubblicato su Dott Net
14/04/2020, il documento “Convivere
con COVID-19: proposta scientifica per riaprire l’Italia, gestendo in modo
sicuro la transizione da pandemia a endemia” sottoscritto da Roberto Burioni,
Filippo Anelli (Fnomceo), Arnaldo Caruso (Siv),
Andrea Cossarizza (Icas), Giuliano Grignaschi (Research for
life), Giovanni Leoni (Fnomceo), Pier Luigi Lopalco (Patto
trasversale per la scienza), Alberto Oliveti (Enpam), Guido Poli (Università
San Raffaele), Silvestro Scotti (Fimmg),
Marcello Tavio (Simit) e Guido Silvestri.
(Mi sembra utile pubblicare questo articolo su questo
Blog per informare le persone su come si sta pensando di procedere per gestire
l’uscita da questa emergenza)
Premessa: la grande epidemia italiana da COVID-19 non
dovrebbe comportarsi in modo molto dissimile da ogni altra epidemia
conosciuta, ovvero arrivare a un plateau sia come numero di
nuovi casi, che come numero di morti per giorno, e poi calare abbastanza
rapidamente nel giro di alcune settimane. Nel momento in cui si
registreranno riduzione dei nuovi contagi e decessi, sarà importante iniziare
rapidamente una discussione sulle strategie sanitarie a medio-lungo termine,
che devono essere messe in atto per limitare i danni da COVID-19. Per questi motivi, riteniamo che sia necessario riflettere fin da adesso su
come meglio emergere dalla attuale fase di isolamento della popolazione,
dalla quale pensiamo si debba uscire non appena si osserveranno due-tre
settimane di un trend stabile verso un numero molto basso di contagi e morti.
Considerando il numero progressivamente crescente di persone infettate
da SARS-CoV-2 nel mondo, quello di cui stiamo parlando è la
transizione dalla fase “pandemica” di COVID-19 a quella “endemica”. Dal punto
di vista scientifico, ci sono almeno tre fattori chiave che possono
contribuire allo scenario che prevede una prossima fine per la fase “acuta”
dell’epidemia.
giovedì 9 aprile 2020
CONSIGLI PREZIOSI SU COME PROTEGGERE GLI OCCHI DALL'INFEZIONE DA COVIT-19
Il Presidente della Società Oftalmologica Italiana fornisce consigli utili su come proteggere sé stessi e gli altri da una potenziale infezione da COVID-19 .
Sapere
quale mascherina è più adatta ad ogni circostanza è infatti estremamente utile,
ma, come segnala il Dr.
Matteo Piovella, la mascherina non esenta da sola dai rischi di infezione.
“Tutto nasce dal fatto che gli occhi, e la congiuntiva, sono la porta più facile di ingresso per il virus tramite il contatto con i droplets( goccioline di saliva) di un individuo infetto”, afferma Matteo Piovella. “L’utilizzo delle mascherine blocca l’accesso del virus a naso e bocca, a loro volta importanti, ma lascia scoperto l’occhio”.
“Tutto nasce dal fatto che gli occhi, e la congiuntiva, sono la porta più facile di ingresso per il virus tramite il contatto con i droplets( goccioline di saliva) di un individuo infetto”, afferma Matteo Piovella. “L’utilizzo delle mascherine blocca l’accesso del virus a naso e bocca, a loro volta importanti, ma lascia scoperto l’occhio”.
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