domenica 17 dicembre 2017
Effetti dei farmaci contro la febbre nelle infezioni virali
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lunedì 11 dicembre 2017
MENOPAUSA
La terapia dei disturbi legati alla carenza estrogenica è
sempre più affidata a ciò che può essere chiamata “ medicina di precisione”,
ossia la attenta personalizzazione della stessa.
La menopausa è una
esperienza individuale che dipende dalla predisposizione genetica, dalla storia
personale, da fattori psicorelazionali, dall’ambiente socioculturale e dallo
stile di vita ( Nappi 2013).
Il primo intervento è quello di risolvere o addolcire la
sintomatologia legata alle variazioni ormonali quando questa sia di particolare
disturbo per la paziente.
Nella raccolta anamnestica può risultare utile proporre un
questionario a punteggio come lo score di Kuppermann che consenta da un lato di
oggettivizzare per quanto possibile un vissuto sintomatico e dall’altro di
permettere alla paziente di porre l’attenzione ai messaggi che il corpo le
invia.
domenica 3 dicembre 2017
Mononucleosi e Ailanthus glandulosa
La mononucleosi è una infezione provocata dal virus Epstein Barr. Essa può
decorrere nell’infanzia in modo subclinico con manifestazioni similinfluenzali
oppure dare origine, soprattutto in adolescenza, a un malattia con decorso
variabile. Dopo un periodo di incubazione (quattro-sette settimane) la mononucleosi
infettiva si manifesta con febbre, malessere, faringite (eritematosa o
pseudomembranosa) linfoghiandole ingrossate ai lati del collo e, spesso, anche
in altre sedi. Può accompagnarsi ingrossamento della milza e alterazioni della
funzione epatica . La diagnosi, dopo sospetto clinico, avviene con la conferma degli esami di
laboratorio. La terapia è sintomatica, cioè
non esiste una cura specifica, pertanto sono consigliati
antipiretici ed è necessario un periodo di riposo prolungato.
In aggiunta al
trattamento classico, può essere consigliato per ridurre il dolore alla
deglutizione e il fastidio legato al notevole ingrossamento delle tonsille il medicinale
omeopatico “Ailanthus glandulosa “.
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domenica 26 novembre 2017
I DISTURBI DELL’ALLATTAMENTO
Nel periodo dell’allattamento possono
verificarsi problemi che rischiano di ostacolarne la prosecuzione. In questi
casi sarà da evitare l’uso di farmaci antinfiammatori poiché potenzialmente
dannosi per il neonato, d’altra parte sovente vengono consigliate terapie
antibiotiche per ingorgo mammario erroneamente diagnosticato come “mastite”. In
queste problematiche sarà utile la terapia
omeopatica che, nella personale esperienza ventennale, ha permesso di
far proseguire l’allattamento anche in casi difficili.
IPOGALATTIA : la ipogalattia è l’ insufficiente secrezione di
latte. Per questa situazione vi possono essere cause anatomiche (anomalie del
capezzolo) o cause generali (parto cesareo, condizioni di debilitazione della
donna)oppure cause locali di tipo fisio-patologico(ingorgo mammario, mastite,
ragadi).
Salvo che per fattori anatomici,
si può favorire un aumento di produzione del latte con l’assunzione di rimedi
omeopatici, il più importante è Ricinus Communis .
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domenica 19 novembre 2017
Saltare la colazione è dannoso
Uno studio pubblicato
sul Journal of the American College of Cardiology ha mostrato un'associazione
tra saltare la colazione e l'accumulo di placche aterosclerotiche. Un gruppo di
dipendenti della sede di Santander Bank a Madrid, di età compresa tra i 40 ei
54 anni, ha compilato un questionario sui cibi assunti negli ultimi 15 giorni.
«Chi saltava la colazione abitualmente ha mostrato un'associazione con la
maggiore incidenza di aterosclerosi generalizzata, 29,2% rispetto a 10%,
indipendentemente dai fattori di rischio cardiovascolari addominale, 54,7%
rispetto a 27,9%, e dell'arteria carotidea, 81% rispetto a 36%. Anche una
colazione leggera rispetto a una più ricca di energia è risultata associata a
più placche nell'arteria carotide e nell'arteria ileofemorale» afferma Valentin
Fuster, del Mount Sinai di New York City e del Madrid's Fundación Centro
Nacional de Investigaciones Cardiovasculares Carlos III, autore principale
dello studio.
domenica 12 novembre 2017
Parole, parole, parole
Cari lettori, nell’articolo di oggi vorrei parlarvi delle
nostre parole. Ogni giorno migliaia di parole escono dalle nostre bocche ma,
forse, non abbiamo mai pensato alla portata di questa così naturale azione che
è il parlare. Un interessante articolo apparso su Nature nel numero di novembre
2017 (qui potete trovarne una traduzione in italiano http://www.lescienze.it/news/2017/11/08/news/stato_stress_cambia_linguaggio_usato-3745298/)
ci mostra come il nostro linguaggio cambi involontariamente in base alla quantità
di stress che viviamo in un determinato momento della nostra vita. Sono
soprattutto le parole “funzionali” a modificarsi, cioè i pronomi, gli
aggettivi, gli avverbi: le parole “significanti” (nomi e verbi) sono scelte
quasi sempre consapevolmente da chi parla, mentre le parole funzionali
risultano meno controllabili e quindi dipendono maggiormente dal momento
emotivo che stiamo vivendo e rivelano qualcosa di come noi percepiamo le nostre
relazioni.
«Dottore sono preoccupato, sono giorni che mia figlia che
non mi mangia più» «Luca quanti
compiti abbiamo da fare oggi? Dobbiamo preparaci bene per la verifica
di domani, vieni che ti aiuta papà»
sabato 4 novembre 2017
Le gemme preziose : Vitis Vinifera
Originaria del Sud Ovest asiatico, la Vite è coltivata in
Africa del Nord e in Europa da almeno tre millenni. Per i greci la Vite era
oggetto di un vero e proprio culto, essendo ritenuta un emblema della civiltà.
Citata a più riprese nella Bibbia, la Vite e il vino sono simboli di gioia,
dello Spirito Santo, della saggezza e della verità di Dio, ma anche del Cristo,
del suo sangue versato e dell’Eucaristia.
Nella storia si è fatto un uso terapeutico di tutte le parti
della Vite: la linfa, i fiori, le radici, le foglie, il frutto e gli acini e
persino le ceneri del ceppo o della
corteccia. Oggi si usano soprattutto le foglie e le gemme.
Le foglie ricche di tannini e di flavonoidi, possiedono
proprietà vitaminiche P, utili nelle flebiti, menorragie e le emorroidi.
Le gemme agiscono prevalentemente sulle degenerazioni
tissutali e sull’apparato osteoarticolare con azione antinfiammatoria.
Le sue indicazioni sono tutti i processi infiammatori
recidivanti o cronici delle articolazioni .
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