domenica 26 giugno 2016

ACNE GIOVANILE : approccio omeopatico( seconda parte )


RIMEDI DI TERRENO

NATRUM MURIATICUM
E’ il rimedio primario nella cura dell’acne giovanile polimorfa.
L’aspetto dell’acne , localizzata a livello del viso e  della schiena non è caratteristico . La pelle del viso è iperseborroica, lucida, d’aspetto sporco, sul bordo del cuoio capelluto coesistono acne e lesioni infiammatorie desquamanti; i capelli sono grassi; le labbra sono secche e screpolate con, talvolta , una ragade centrale del labbro inferiore. Si osserva inoltre magrezza della parte superiore del corpo, malgrado un appetito conservato e tendenza alla stanchezza mentale.
Vi è spesso una storia di rinofaringiti, allergie respiratorie, stipsi, eczema, herpes .Le adolescenti hanno spesso una pubertà tardiva e cicli mestruali lunghi.
Consigliato alla 15CH  o 30CH  da cinque granuli al giorno a una dose settimanale
SULFUR
In presenza di acne molto infiammata, congestizia, si ricercano i segni caratteristici di Sulfur, ovvero il rossore degli orifizi, l’insofferenza al caldo ecc.
Consigliato alla 15CH  o 30CH  adattando la posologia alla reattività della persona.

domenica 19 giugno 2016

ACNE GIOVANILE : approccio omeopatico( prima parte )

Per capire come trattare l’acne giovanile partiamo da una breve descrizione della sua Fisiopatologia:
l’acne giovanile è la risultante di
1)un eccessivo consumo di diidrotestosterone da parte del follicolo pilosebaceo, responsabile dell’iperseborrea ( eccesso di sebo)
2)di un disturbo della cheratinizzazione dell’epidermide a livello del canale pilosebaceo, con formazione di ammassi carnei e sebacei responsabili dell’ostruzione e dell’atrofia dei follicoli, ciò sta alla base della formazione del “comedone”.
I comedoni o microcisti, così formati, possono essere sovrainfettati da batteri             ( corynebacterium acnei o da Staphylococcus aureus). La presenza di questi germi sarà responsabile di lesioni papulose, papulo-pustolose e tuberose.
Nelle donne in periodo fertile , se le variazioni delle secrezioni ormonali gonadotrope provoca uno squilibrio tra estrogeni e progestinici, si può osservare un peggioramento premestruale dell’acne.
Approccio omeopatico 
La terapia omeopatica si pone lo stesso obbiettivo della terapia classica, ovvero ridurre l’iperconsumo di androgeni e l’eccesso di cheratinizzazione dei follicoli pilo-sebacei. Tale risultato viene ottenuto in modo meno spettacolare rispetto alla terapia classica , ma duraturo e meno tossico. Chiaramente sarà spesso necessario aggiungere un trattamento locale, non aggressivo  , vista anche la necessità dell’adolescente di ottenere risultati in breve tempo.

RIMEDI SINTOMATICI

domenica 12 giugno 2016

Acne : limitare gli antibiotici nel trattamento


L'acne, pur avendo tra i vari fattori eziopatogenetici anche un batterio (Propionibacterium Acnes), non è una malattia infettiva bensì una dermatite infiammatoria, pertanto l'uso degli antibiotici topici o sistemici probabilmente non è sempre giustificato. Lo precisa un documento reso disponibile dall'Agenzia italiana del farmaco e firmato da rappresentanti dell'Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi), della Società italiana di dermatologia e malattie a trasmissione sessuale (Sidemast), dell'Associazione italiana dermatologi ambulatoriali (Aida), della Società italiana di dermatologia plastica (Isplad), dell'Italian acne board (Iab), delle Donne dermatologhe italiane (Ddi) e dell'Aifa stessa. I dermatologi italiani prendono dunque una posizione importante nell'ottica della promozione di un uso ragionato degli antibiotici, fondata sulle ricerche più recenti, che confermano come l'acne sia legata all'alterazione della produzione di sebo, mentre l'intervento del batterio p.acnes è un fenomeno secondario.

domenica 5 giugno 2016

LE GEMME PREZIOSE : FICUS CARICA



Il fico è uno dei primi alimenti delle civiltà mediterranee , ritenuto dalle popolazioni primitive dono degli Dei e considerato simbolo di abbondanza nell’Antico testamento. Il profeta Isaia  utilizzò un impacco di fichi sulle ulcere di Re Ezechiele . Già nel I secolo d.C. Dioscoride  ne prescriveva il decotto per tutte le infiammazioni  viscerali , lo consigliava per gargarismi nelle angine e sotto forma di cataplasmi per accelerare i processi suppurativi ( foruncoli, paterecci , ascessi). Secondo il Mattioli(1566) “ essi guariscono le fistole senza speranza e le flussioni delle gambe che sono difficili da guarire “. Molte indicazioni terapeutiche riguardano il lattice di fico , usato sia internamente contro la gotta e l’amenorrea , esternamente contro le verruche . Va ricordato che il lattice di fico contiene vari enzimi fra cui una amilasi , una proteasi e una lipodiastasi , quest’ultima analoga al succo pancreatico. Il fico appartiene alla famiglia delle Moracee. Attualmente si utilizzano le gemme che hanno una polarità d'azione  sullo stomaco e sul sistema neurovegetativo.
Infatti il suo effetto  è rivolto  principalmente alle manifestazioni psicosomatiche dello stomaco , similmente ad  un ansiolitico è in grado di modulare i sintomi di iperacidità, gastrite , dispepsie  ed altri  disturbi digestivi che hanno una componente prevalentemente nervosa.

domenica 29 maggio 2016

Terapie complementari per i parassiti intestinali (seconda parte)


Oltre alla terapia farmacologica sarà utile modificare  l’alimentazione, ovvero ridurre gli zuccheri  e i carboidrati (soprattutto raffinati ) che sono nutrimento per i parassiti. Una dieta ricca di frutta e vegetali ad alto contenuto di fibra mantiene l’intestino pulito ed evita che i parassiti possano attecchire e proliferare. Oltre alla dieta ci sono terapie  naturali indicate per curare l’infezione. Ecco quelle più usate:
RIMEDI NATURALI (detti  “ della Nonna”)
  • Aglio: è il rimedio naturale più efficace. Si possono arricchire i cibi con molto aglio, per ottenere l’effetto desiderato, oppure tagliare uno spicchio e pestarlo mescolandolo ad una crema tipo vaselina per un uso topico nella zona anale o vaginale.
  • Cipolle: tagliare a fette una cipolla fresca e lasciarla in infusione nell’acqua per una notte. Il liquido va poi bevuto tre volte a giorno per liberare l’intestino dagli ossiuri.
  • Semi di  Zucca : con tali semi può  essere preparata una pasta vermifuga con zucchero o miele da somministrare a cucchiaini. Ai semi di zucca viene da sempre attribuita un’azione antielmintica : il principio attivo è la cucurbitina , aminoacido pirrololidinico presente nei semi che paralizza il verme e ne provoca il distacco dalla parete intestinale . E’ però opportuno far seguire , dopo due o tre ore , l’assunzione di un lassativo in quanto la droga paralizza ma non uccide i parassiti( tratto da Fitopediatria , Enrica Campanini, Ed Tecniche Nuove 2002)

sabato 21 maggio 2016

Parassiti intestinali: gli ossiuri


L'infezione da ossiuri (Enterobius vermicularis) colpisce soprattutto i bambini con particolare riferimento all'età scolare e all'età prescolare. Sia nei bambini che negli adulti può comparire una sintomatologia abbastanza caratteristica, che comprende prurito anale, sintomi intestinali e talvolta disturbi nervosi. L’infestazione avviene di solito per trasferimento delle uova del parassita dalla regione anale a veicoli (vestiario, biancheria da letto, coperte, giocattoli) da qui le uova passano a un nuovo ospite, portate alla bocca e ingoiate . Il succhiarsi il pollice è un fattore di rischio. La re-infestazione (auto infestazione ) può verificarsi facilmente attraverso le dita contaminate che trasportano le uova dalla regione perianale alla bocca . Nel duodeno e nell'ileo le uova si schiudono e così avviene la formazione del verme adulto che da questa zona passa al tratto del ceco. Le uova compaiono a livello anale dopo circa 20-40 giorni dall'inizio dell'infezione. I movimenti del verme femmina e la sostanza gelatinosa, viscosa, in cui deposita le uova causano prurito perianale. Le uova possono sopravvivere per 3 settimane alla normale temperatura domestica.

domenica 15 maggio 2016

I FARMACI ANTIDOLORIFICI (FANS) SONO NEMICI DEL CUORE : quando un medico li prescrive dovrebbe ricordare il rischio di complicanze emorragiche e cardiache

Dopo il clamore suscitato negli anni passati dal ritiro dal mercato di alcuni “coxib” si conoscono i rischi cardiovascolari inerenti all’impiego di questi anti-dolorifici di nuova generazione. Ma adesso, un’ampia revisione di tutti i lavori pubblicati sui vecchi e classici farmaci anti flogistici non steroidei (FANS), dal diclofenac al naprossene, all'ibuprofene , evidenzia come anch’essi siano molto pericolosi per la salute del cuore.
I farmaci anti-flogistici non steroidei (FANS, Farmaci Antiflogistici Non Steroidei o NSAID, Nonsteroidal Anti-Inflammatory Drugs), diversi dall’aspirina, sono impiegati nella pratica clinica da oltre un secolo e sono tra i farmaci di più largo consumo in tutto il mondo per trattare dolore, febbre, stati infiammatori. Ma non sono esenti da pericoli, da molti anni infatti, si sa che questi farmaci possono causare ritenzione idrica e innalzare i livelli pressori, due condizioni che aumentano il rischio cardiovascolare nei soggetti con scompenso cardiaco.