domenica 22 febbraio 2015

La Vitamina D sembra migliorare i sintomi in un bambino autistico

Secondo la descrizione di un caso clinico appena pubblicata sulla rivista Pediatrics, i sintomi di autismo sono migliorati in un bambino cinese trattato con supplementazione di vitamina D. «Al soggetto, dell'età di 32 mesi, è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico con basse concentrazioni basali di 25-idrossivitamina D (25 (OH) D), pari a 13 nanogrammi per millilitro (ng/ml)» esordisce Lin Du del Dipartimento di neurologia pediatrica e neuroriabilitazione alla Jilin University di Changchun in Cina, tra gli autori dell'articolo. Alla luce di questi risultati è stato deciso di iniziare una supplementazione con vitamina D3 inizialmente per via intramuscolare e successivamente per bocca. E,alla fine del secondo mese di terapia,  i genitori del paziente hanno notato significativi miglioramenti comportamentali: per esempio, il bambino ha iniziato a rispondere al suo nome, a giocare con i suoi giocattoli, e a chiedere a mamma e papà di tenerlo in braccio.

domenica 15 febbraio 2015

domenica 8 febbraio 2015

La via dell’abbraccio: i nostri bambini nei primi anni di vita.

La via dell’abbraccio: i nostri bambini nei primi anni di vita.
Eccoci, cari lettori, al punto di partenza del nostro viaggio. E da dove partire se non dalla nascita? Capita spesso di pensare alla nascita come ad un evento talmente naturale e quasi ovvio -in fondo, è ad sempre che si nasce così- che ci si dimentica della sua caratteristica più importante. È forse l’evento più sconvolgente della nostra vita. Immaginate di essere all’improvviso, proprio mentre state leggendo queste righe, catapultati fuori dalla vostra stanza e di trovarvi non nel corridoio di casa vostra ma su Marte: niente ossigeno, una gravità che vi fa sembrare di pesare meno della metà (un sogno per tanti di noi!), una temperatura mai sentita prima. È perfino difficile da immaginare! Eppure ogni bambino vive questa esperienza all’inizio della sua vita. È un passaggio “dall’acqua all’aria”, nel vero senso della parola. Il bambino abituato a nuotare dentro la sua mamma, al sicuro, al caldo, con confini precisi e con quel ritmo di sottofondo tanto confortante, si trova in poco tempo in un posto che non è il suo. Prima la sensazione dell’aria sulla pelle, poi i suoni, le voci, la luce e i colori tutti nuovi e, infine, la cosa più sconvolgente: si trova senza il cordone ombelicale che gli ha fornito sangue, alimento e ossigeno tenendolo in vita fino a quel momento. Possiamo immaginare quale senso di smarrimento deve attraversare il suo piccolo corpicino, dalla tesa ai piedi, ammesso che si renda bene conto dove inizi la sua testa e dove finiscano i suoi piedi!

domenica 1 febbraio 2015

La via dell’abbraccio: una strada da percorrere insieme ai nostri figli, di tutte le età. (parte prima )

“Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico” spiegò la mamma “e anche io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola.”
“Allora abbracciami” disse Ben stringendosi a lei.
La mamma lo tenne stretto a sé. Sentiva il cuore di Ben che batteva. Anche Ben sentiva il cuore della mamma e l’abbracciò forte.
“Adesso non sono solo” pensò mentre l’abbracciava, “adesso non sono solo. Adesso non sono solo.”
“Vedi” gli sussurrò la mamma, “proprio per questo hanno inventato l’abbraccio.”
(da L’abbraccio, di David Grossman, Mondadori)

Chi di noi non ha mai sperimentato la potenza di un abbraccio? Chi non si è mai abbandonato tra le braccia di qualcuno –mamma, papà, amico o partner che sia? Chi non ha mai sperato che l’altro prima o poi si accorgesse del nostro bisogno di essere tenuti tra le braccia?
Vorrei, dalle pagine di questo blog, farvi percorrere una strada che mi piace chiamare “la via dell’abbraccio”: sarà un modo sia per ricordare quanto ci hanno fatto bene gli abbracci nella nostra vita, sia per pensare a quanto bene possano fare i nostri abbracci alle persone a noi care, in modo particolare ai nostri figli. In questa “via” ci fermeremo a guadare come, nei vari momenti della crescita dei nostri figli, il contatto fisico -pur nella necessaria varietà di stile- aiuti noi e loro a stare bene, a sentirci ben voluti. Volutamente non saranno, le mie, parole tecniche o indicazioni rigide di comportamenti giusti o sbagliati da tenere: quando ci si muove nel campo degli affetti, dello stare insieme all’altro, quello che dobbiamo ricercare è la naturalezza, la reciprocità e non la “cosa giusta da fare” che qualche tecnico del mestiere ci suggerisce. Certo, non tutto va bene, soprattutto quando abbiamo a che fare con i bambini, ma mi piacerebbe aprire un dialogo con voi lettori, più che darvi indicazioni asettiche e fuori dalla vostra vita reale. Mi limiterò, ma già è molto, a proporvi spunti di riflessione e di azione che vi permetteranno di stare insieme ai vostri figli in modo soddisfacente, per entrambi.

domenica 25 gennaio 2015

OMEOPATIA NELLA BRONCHIOLITE ACUTA

Nel precedente articolo abbiamo riportato le linee guida relative alla Bronchiolite. Senza nulla togliere a quanto esposto in precedenza , vogliamo descrivere quali sono i rimedi Omeopatici che possono essere utilizzati in accordo con le terapie che sono state precedentemente esposte, considerando che si tratta di una malattia ad eziologia virale.
Le terapie che esporremo sono riservate alle forme iniziali e di media gravità, dove lo stato generale lo consente.
Rammentiamo inoltre che esiste la possibilità di effettuare fisioterapia respiratoria per favorire l’espettorazione (pratica utilizzata frequentemente negli ospedali in Francia per le bronchiliti)

 ANTIMONIUM TARTARICUM.

E’ indicato quando la respirazione è rumorosa e si accompagna a dispnea(mancanza di respiro ) legata all’abbondante quantità di catarro.
La tosse è grassa, non insistente ,  si accompagna a difficoltà nell’espettorare.
Vi è miglioramento della difficoltà respiratoria quando compare l’espettorazione.

Posologia:
Granuli o gocce del medicinale a basse diluizioni (5CH o 7CH ) , frequentemente ripetute per favorire espettorazione 
alte diluizioni (15CH o 30CH ) per riassorbire  le secrezioni.

domenica 18 gennaio 2015

LA BRONCHIOLITE : informazioni utili per le famiglie


Che cosa è la bronchiolite?
La bronchiolite determina restringimento delle vie aeree più piccole (più vicine al polmone) del vostro bambino in conseguenza ad ispessimento delle pareti interne dei bronchi. Questa condizione può rendere difficile la respirazione. Il virus che causa più frequentemente la malattia è il virus respiratorio sinciziale (VRS). All’età di due anni quasi tutti i bambini sono entrati in contatto con questo agente infettivo, soprattutto in autunno ed inverno, causando generalmente semplici sintomi da “raffreddore” che si risolvono spontaneamente. Alcuni bambini, soprattutto se molto piccoli, possono invece presentare difficoltà respiratoria o problemi ad alimentarsi e pertanto avere bisogno di un ricovero ospedaliero.

domenica 11 gennaio 2015

PERCHE’ IL LATTE VACCINO FA MALE ?

Questa domanda me  la sento rivolgere sempre più frequentemente dai genitori che con stupore  ricevono  come   primo consiglio dietetico diretto  ai loro figli  la limitazione nel consumo dei prodotti a base di latte.
Riporto ai miei lettori questo articolo comparso su una rivista on line “Santé Nature Innovation” nel luglio 2013 con questo titolo “ 10 minutes pour convaincre des dangers des produits laitiers” (10 minuti per convincere dei pericoli dei latticini).
“Vi sono molte persone convinte che l’uso dei latticini sia fondamentale per le loro ossa. Non è facile far cambiare abitudini da un giorno all’altro a persone che consumano il latte da 35 anni o più.
1 LE RACCOMANDAZIONI SONO  DISCUTIBILI
 Le raccomandazioni ufficiali sono di consumare almeno 3 prodotti a base di latte nella giornata e ciò è stabilito da un comitato di esperti della salute. Questo comitato è composto da una trentina di persone di cui almeno 19 sono direttamente affiliate a industrie casearie (Danone, Nestle’ ecc.)Non c’è alcuna trasparenza, pertanto le raccomandazioni non  hanno alcun credito.
2 L’UOMO E’ LA SOLA SPECIE CHE CONSUMA LATTE DI UN’ALTRA SPECIE IN ETA’ ADULTA
 La specie umana è sopravissuta e si è evoluta durante 7 milioni di anni senza alcun prodotto a base di latte, nutrendosi di latte materno unicamente nel periodo infantile. Sugli scheletri degli uomini preistorici, non si trova traccia alcuna delle malattie ossee oggi conosciute. I prodotti caseari sono apparsi nella nostra storia  all’incirca 10000 anni fa, evento  che , nella scala evolutiva è da considerare abbastanza recente. Il risultato di questi milioni di anni di evoluzione senza latte ? 75% della popolazione mondiale è intollerante ai latticini in età adulta .


3 I PAESI CHE CONSUMANO LE MAGGIORI QUANTITA ‘ DI  LATTE HANNO PIU’ FRATTURE
Nel 2002 l’Organizzazione mondiale della Sanità riconobbe , ella stessa, un “paradosso del calcio”. I paesi che consumano le maggiori quantità di latticini al mondo (i paesi scandinavi)hanno le ossa più pesanti, sono i più   grandi e hanno la maggiore quantità di  fratture del collo del femore .
Al contrario le popolazioni dell’Africa e di alcune zone dell’Asia che consumano molto minori quantità di latticini hanno ossa di salute perfetta con tassi di frattura tra i minori in assoluto. Ciò non è una coincidenza. A questo punto verrebbe da obiettare che la spiegazione di ciò sta nelle differenza di esposizione al sole delle diverse popolazioni , che condiziona un minore assorbimento di VitD dove manca sole . La vitamina D è infatti essenziale per fissare il calcio. Tuttavia si vede che anche dove vi sia un clima soleggiato tutto l’anno come in Australia , vi siano gli stessi alti tassi di fratture delle ossa come in Scandinavia . Da ciò si deduce  che non è il sole la spiegazione, bensì il consumo di latticini.