sabato 21 maggio 2016

Parassiti intestinali: gli ossiuri


L'infezione da ossiuri (Enterobius vermicularis) colpisce soprattutto i bambini con particolare riferimento all'età scolare e all'età prescolare. Sia nei bambini che negli adulti può comparire una sintomatologia abbastanza caratteristica, che comprende prurito anale, sintomi intestinali e talvolta disturbi nervosi. L’infestazione avviene di solito per trasferimento delle uova del parassita dalla regione anale a veicoli (vestiario, biancheria da letto, coperte, giocattoli) da qui le uova passano a un nuovo ospite, portate alla bocca e ingoiate . Il succhiarsi il pollice è un fattore di rischio. La re-infestazione (auto infestazione ) può verificarsi facilmente attraverso le dita contaminate che trasportano le uova dalla regione perianale alla bocca . Nel duodeno e nell'ileo le uova si schiudono e così avviene la formazione del verme adulto che da questa zona passa al tratto del ceco. Le uova compaiono a livello anale dopo circa 20-40 giorni dall'inizio dell'infezione. I movimenti del verme femmina e la sostanza gelatinosa, viscosa, in cui deposita le uova causano prurito perianale. Le uova possono sopravvivere per 3 settimane alla normale temperatura domestica.

domenica 15 maggio 2016

I FARMACI ANTIDOLORIFICI (FANS) SONO NEMICI DEL CUORE : quando un medico li prescrive dovrebbe ricordare il rischio di complicanze emorragiche e cardiache

Dopo il clamore suscitato negli anni passati dal ritiro dal mercato di alcuni “coxib” si conoscono i rischi cardiovascolari inerenti all’impiego di questi anti-dolorifici di nuova generazione. Ma adesso, un’ampia revisione di tutti i lavori pubblicati sui vecchi e classici farmaci anti flogistici non steroidei (FANS), dal diclofenac al naprossene, all'ibuprofene , evidenzia come anch’essi siano molto pericolosi per la salute del cuore.
I farmaci anti-flogistici non steroidei (FANS, Farmaci Antiflogistici Non Steroidei o NSAID, Nonsteroidal Anti-Inflammatory Drugs), diversi dall’aspirina, sono impiegati nella pratica clinica da oltre un secolo e sono tra i farmaci di più largo consumo in tutto il mondo per trattare dolore, febbre, stati infiammatori. Ma non sono esenti da pericoli, da molti anni infatti, si sa che questi farmaci possono causare ritenzione idrica e innalzare i livelli pressori, due condizioni che aumentano il rischio cardiovascolare nei soggetti con scompenso cardiaco.   

domenica 8 maggio 2016

Il canto aiuta ad eliminare ansie e pensieri negativi

            
Secondo uno studio condotto da Andreas Larsson dell’istituto Karolinska di Stoccolma e pubblicato su Behavior Modification, canticchiare le proprie paure o dargli la voce di un cartone animato potrebbe aiutare a vederle lontane da sé stessi e disinnescarle. Pertanto la soluzione per liberarsi dai pensieri negativi e l’ansia potrebbe essere proprio il canto.
L’80-99% delle persone sane – praticamente noi tutti – fa esperienza di pensieri negativi che in numerosi studi sono risultati collegati a rischio di psicopatologie. Il problema dei pensieri negativi, spiega Larsson, è che costruiscono una realtà a cui crediamo e che ci domina. ”Se penso in continuazione ‘forse perderò il lavoro’ – spiega – do corpo a questa paura e realmente crederò di correre questo rischio, dimenticando che è solo la mia mente a ‘materializzarlo’ dentro di me”.

domenica 1 maggio 2016

IO E I MIEI ANTIBIOTICI

Uno psicologo che scrive di antibiotici sulle pagine di un blog di medicina omeopatica. Lo ammetto, la cosa può apparire decisamente insolita. Ma vi assicuro che non è come sembra!
Prendo spunto da un articolo (http://27esimaora.corriere.it/articolo/se-non-ce-parita-negli-antibiotici/) che mi è capitato di leggere su un quotidiano nazionale e che mi ha incuriosito. Dai dati di ricerca emerge che le donne assumono più antibiotici degli uomini: hanno in media il 27% in più di probabilità di vederseli prescrivere dai loro medici. Lo studio avanza alcune ipotesi ma quella che più mi ha colpito suona così “alcune ricerche suggeriscono che [le donne] sentano in modo più pressante la necessità di guarire in fretta per non venir meno al ruolo di caregiver”. Naturalmente una persona sana di mente che, dal parrucchiere, leggesse questo articolo probabilmente girerebbe pagina e proseguirebbe oltre. Ma, si sa, gli psicologi fanno questo lavoro proprio per curare se stessi e quindi tanto registrati non sono. E infatti eccomi qui a scrivere. Scherzi a parte, la notizia mi ha fatto riflettere. Negli studi spesso noi psicologi vediamo adulti in ansia e spesso questa ansia è amplificata dal senso di precarietà e di competizione della nostra società.

domenica 24 aprile 2016

Panoramica delle strategie per il controllo dell’ipercolesterolemia : i probiotici (seconda parte)

Il ruolo dei probiotici
Sappiamo oggi che l’intestino rappresenta un ecosistema complesso che costituisce un crocevia ove si intrecciano molte funzioni essenziale al nostro stato di salute che vanno ben oltre la funzione digestiva. La barriera intestinale, coordinata dal secondo cervello, svolge una funzione selettiva molto importante nell’interazione con il mondo esterno.
Il microbiota intestinale, cioè quella che un tempo veniva chiamata microflora intestinale, ha un ruolo fondamentale all’interno della barriera intestinale garantendo diverse funzioni e prevenendo l’infiammazione cronica intestinale, che è responsabile di varie malattie dell’apparato digerente, della cute, delle prime vie aeree, delle vie genito-urinarie.
Purtroppo molte situazioni possono alterare l’equilibrio del microbiota (infezioni dell’apparato digerente, diete incongrue, terapie prolungate con cortisone, gastroprotettori, anticoncezionali orali…) determinando la perdita di tutti i benefici prodotti dal microbiota.
 Il modo più efficace per ripristinare l’equilibrio della flora intestinale è quello di correggere la dieta e assumere probiotici.
Per probiotico si intende “supplemento dietetico a base di organismi microbici vivi, che, quando assunto in quantità adeguata, conferisce un effetto benefico all'organismo ospite, migliorando l'equilibrio microbico intestinale" (Ilya Ilyich Mechnikov).

domenica 17 aprile 2016

Panoramica delle strategie per il controllo dell’ipercolesterolemia con alimenti funzionali ed integratori alimentari (prima parte)


Nel precedente articolo di fine gennaio abbiamo analizzato il colesterolo nei suoi aspetti positivi e negativi, scoprendo che è una molecola indispensabile alla vita degli esseri umani, ma che rappresenta un importante fattore di rischio cardiovascolare quando è presente nel sangue in quantità eccessiva, soprattutto quando è legato a proteine a bassa densità (colesterolo LDL). In questo caso, infatti, ha una spiccata tendenza a depositarsi sulle pareti dei vasi arteriosi, fino ad occluderli con la compartecipazione delle piastrine.
Per capire il meccanismo d’azione degli alimenti funzionali e degli integratori che vengono utilizzati per il controllo dell’ipercolesterolemia, è necessario conoscere il circolo entero-epatico del colesterolo.
Questa importante sostanza viene introdotta con la dieta, in misura del 30 % circa del totale circolante nel sangue, mentre il restante 70% è sintetizzato nel fegato e riversato nella bile (sotto forma di acidi biliari), che a sua volta viene escreta nel duodeno.
A livello dell’intestino tenue il 50% del colesterolo, sia di origine alimentare sia prodotto dal fegato, è riassorbito e riportato, attraverso la circolazione venosa portale, di nuovo al fegato dove è utilizzato, come abbiamo già visto, in diverse funzioni metaboliche.
Sono quindi diversi i punti di attacco delle strategie per la gestione dell’ipercolesterolemia che rappresenta oggi giorno uno dei più importanti fattori di rischio cardio-vascolare.

Approcci terapeutici per l’ipercolesterolemia
I cardini della gestione dell’ipercolesterolemia poggiano su questi quattro elementi fondamentali:

·         Cambiamenti dello stile di vita
§  Miglioramento dell’attività fisica
§  Ottimizzazione dell’alimentazione
·         Alimenti funzionali
·         Integratori alimentari
·         Farmaci specifici

domenica 10 aprile 2016

Cataplasma, ma che cos’è ?….

Un cataplasma(impacco,  impiastro) è una preparazione a base di erbe in pasta per l'applicazione sulla pelle. La pianta può essere macinata, tritata, mescolata con altre piante o altre sostanze (argilla, farina di semi di lino). Si può anche fare impacchi di frutta, alghe, verdure. Il cataplasma può essere caldo o freddo. Può essere diluito con acqua, vino, alcool o grasso. Oppure può essere cotto  per ottenere la consistenza desiderata. Generalmente lo si avvolge  con un panno per proteggerlo e mantenerlo.

L’Argilla , regina degli impacchi
L’Argilla bianca, grigio o verde è una terra di incredibile ricchezza. Storicamente, le civiltà trattavano con argilla e fango. Ancora oggi alcune tribù ricoprono il corpo completamente  di fango. In Francia i coltivatori di ostriche usano  camminare a piedi nudi nel fango del bacino di Arcachon per curare i loro reumatismi. Si conoscono  anche  le applicazioni di fanghi in balneo terapia. Questo perché l'argilla applicato alla pelle ha virtù più svariate. Ad esempio aggiunta a  miele e cera d'api  è efficace contro le ulcere. L'argilla può essere messo sulla pelle, ma può anche  essere mangiata o bevuta diluito con acqua. Così, si può trattare una regione interna che non può essere trattata  con un impiastro, come infiammazione del tratto digestivo: ulcere, colite, diarrea. Essa rappresenta  una sorta di medicazione sulla zona da trattare; non c'è niente altro da fare se non bere ed essa  lavora per la nostra salute. L’argilla viene usato in impacchi per tutto ciò che è infiammato, infettato, congestionato, bruciato, contuso. Per esempio ... Un grande classico: il cataplasma di argilla e coda cavallina contro le distorsioni . L'argilla assorbe le tossine e l'infiammazione. L’equiseto può drenare  e rimineralizzare.