giovedì 5 novembre 2009

Un po’ di cioccolato……

“Numerosi studi hanno confermato che la composizione in macronutrienti della dieta può influenzare la performance cognitiva. Oggi tuttavia vi è un grande interesse per il ruolo svolto dai micronutrienti della dieta nel decadimento delle capacità cognitive correlato all’età. In particolare i flavonoidi, potenti antiossidanti, sono presenti in concentrazioni elevate nel te, nel vino rosso e nel cioccolato. In questo ampio studio osservazionale più di 2000 donne norvegesi, di età compresa tra 70 e 74 anni, sono state sottoposte ad un'ampia valutazione cognitiva, i cui risultati sono stati correlati con le abitudini alimentari in termini di consumo di te, vino o cioccolato. Una correlazione positiva e dose-dipendente è stata osservata tra performance intellettuale e consumo di ognuno di questi tre alimenti. L’effetto protettivo massimo è stato osservato con 10 g al giorno di cioccolato e con 75-100 ml al giorno di vino, mentre per il te è stato rilevato un aumento lineare e più modesto anche al di sopra dei 200 ml. Tra i soggetti con il migliore punteggio dei test cognitivi è stata riscontrata una minore probabilità di casi con scarsa performance. I risultati migliori sono emersi dallo studio delle donne che consumavano tutti e tre gli alimenti, tra i quali il vino a dosi moderate (circa un bicchiere al giorno). Infatti l’alcol ad alte dose è considerato una delle principali cause di demenza. In conclusione il consumo di alimenti ricchi in flavonoidi migliora le capacità cognitive dell’anziano. “
(Cioccolato, te, vino e capacità cognitive in una popolazione di donne anziane. Nurk E, Refsum H, Drevon CA, Tell GS, Nygaard HA, Engedal K, Smith AD.J Nutr. 2009 Jan;139(1):120-7. Epub 2008 Dec 3.)
Enrica Campanini, medico, Firenze

lunedì 26 ottobre 2009

GLI ANTIBIOTICI PROTEGGONO DALLE RECIDIVE DI OTITE ?




In uno studio prospettico effettuato in collaborazione con 53 ambulatori di medicina generale olandese sono stati valutati gli effetti a lungo termine dell’antibioticoterapia nell’otite media in età pediatrica. L’osservazione ha coinvolto 240 bambini di età compresa tra sei mesi e due anni affetti da otite media acuta trattati con amoxicillina (40mg/Kg die in tre dosi) oppure con placebo (ovvero nessuna terapia).
L’obbiettivo dello studio, iniziato nel febbraio 1996 e terminato nel 2000, era indagare la frequenza di recidive, ricoveri e interventi chirurgici otorinolaringoiatrici.
I risultati finali hanno mostrato che la frequenza di ricomparsa di otite media acuta era inaspettatamente più alta nei bambini trattati con amoxicillina(63%) che nel gruppo di controllo, mentre non si erano modificati il numero di ricoveri e degli interventi otorinolaringoiatrici.
Da ciò si è dimostrato, per la prima volta, che il ricorso alla terapia antibiotica in caso di otite media nel bambino potrebbe avere a lungo termine un effetto sfavorevole favorendo le ricadute.
La spiegazione di questo fenomeno sembrerebbe da riferire alla comparsa, forse per selezione, di ceppi resistenti o alla compromissione delle difese naturali.
Un motivo in più per ridurre il ricorso agli antibiotici nella terapia dell’otite media acuta in età pediatrica.
(Bezakova N. Damoiseaux R, et al. Recurrence up to 3.5 years after antibiotic treatment of acute otitis media in very young Dutch children: survey of trial participant. Brit Med J 2009:339:b2525)
Elena Bosi, pediatra, Milano

mercoledì 21 ottobre 2009

Evidence based Complementary and Alternative Medecine


Non è facile, per aggiornarsi, muoversi nei meandri della letteratura medica e più che mai nella letteratura relativa alle terapia complementari. Esistono varie riviste dedicate a specifiche discipline, ad esempio Homeopathy, ma sempre più utili a mio parere possono essere quelle riviste che abbracciano l'intero ambito delle CAM selezionando i migliori studi e le migliori evidenze sperimentali. Sotto questo punto di vista ECAM (evidence-based complementary and alternative medecine) rappresenta una delle migliori scelte essendo dotata del più alto impact factor tra le riviste del settore. Tra l'altro il sito della rivista mette online gratuitamente gran parte degli articoli.

Amedeo Galassi

martedì 13 ottobre 2009

Prescrizioni poco appropriate nei bambini


IN ITALIA IL 61% DEI BAMBINI IN UN ANNO RICEVE UN FARMACO

E' quanto emerge da uno studio condotto dall'Istituto Mario Negri sulle terapie prescritte ambulatoriamente nell'anno 2006 a 923.353 bambini sotto i 14 anni in 22ASL.
Tutte le terapie appartenevano alla classe A(rimborsate dal Servizio sanitario nazionale).
Il 61% dei bambini ha ricevuto almeno un farmaco nel 2006, il 78%all'età di tre anni,il 58% tra i 4 e i sette anni e il 43% tra i sette e i tredici anni.
Antibiotici(52%) e antiasmatici(26%) coprivano l'80%delle prescrizioni.
Il farmaco più usato in assoluto era la combinazione di amoxicillina più acido clavulanico(24% della popolazione), seguito dal beclometasone (che era il più prescritto sotto l'anno di età).
Il 32%dei bambini trattati riceveva almeno due farmaci e il 16% tre o più farmaci.

CONCLUSIONE:
In Italia lo studio delle terapie in età pediatrica ha mostrato una maggiore tendenza,rispetto ad altri paesi occidentali, alla prescrizione di farmaci ed in particolare all'uso dell'associazione di amoxicillina più acido clavulanico invece della sola amoxicillina.
Anche gli antiasmatici sembrano piu' usati di quanto ci si attenderebbe dall'incidenza di asma in Italia.

Clavenna A,Berti A, et al. Drug utilisation profile in the Italian paediatric population.
Eur J Pediatr 2009;168:173-80.

Elena Bosi,Pediatra
Milano

mercoledì 7 ottobre 2009

IL PAESE DELLA PANDEMIA


L'influenza H1N1 è ormai il tormentone della stagione autunno, inverno 2009.
Gli allarmismi sono all'ordine del giorno, così come il consiglio di
vaccinare a tappeto dalla gravidanza ai 65 anni e oltre...
Riportiamo un resoconto confortante perchè anche le notizie positive abbiano il loro spazio.




VIRUS A, il paese della pandemia
a scuola colpiti 23 alunni su 44
FIRENZE

Ventitrè bambini malati di nuova influenza su 44.
La prima scuola italiana a fare seriamente i conti con il virus H1N1 si trova nella frazione di un paese in provincia di Arezzo, Ortignano Raggialo.
Durante la settimana che sta finendo oltre la metà dei bambini iscritti alla elementare è rimasta a casa.
La malattia è stata piuttosto blanda, con tre giorni di febbre non alta(37,5-38) dolori e mal di testa, e le autorità scolastiche hanno deciso che non c'era bisogno di chiudere le classi. Così, anche se con meno alunni, le lezioni sono proseguite senza problemi, mentre tutto il paese è stato coinvolto nella gestione della pandemia.
Quando è arrivata la prima segnalazione di caso sospetto, quello di un bambino rientrato da una vacanza, l'ufficio d'igiene della Asl ha contattato famiglie e pediatri.
Sono stati fatti tre tamponi a bambini risultati tutti colpiti dalla Nuova influenza.
“Quegli esami ci sono bastati per dire che tutti i piccoli della scuola erano stati colpiti dallo stesso virus-dice il capo della prevenzione della Asl Gabriella Bidini - Non c'è stato bisogno di altri approfondimenti, si tratta di una scuola piccola in un paese piccolo.
Il virus si sta diffondendo nella nostra provincia, nelle ultime 24 ore ci sono arrivate una quindicina di segnalazioni di casi sospetti dai pediatri della zona di quel paese, il Casentino.
La scuola italiana ad oggi maggiormente colpita dall'H1N1 si trova nella frazione di San Piero in Frassino, 800 abitanti in tutto.
Il sindaco racconta un paese che ha reagito bene alla pandemia”genitori e insegnanti sono stati molto bravi. Si sono informati e non hanno stressato i bambini per l'emergenza, anzi li hanno coinvolti come in un gioco”.
Parole rassicuranti arrivano dal padre di due bambini che si sono ammalati:”Non ci sono stati problemi. E' una banalissima influenza, anzi:meno virulenta di altre. I bambini sono stati a casa e ora tutto è a posto.
L'hanno affrontata benissimo”.


Tratto da La Repubblica, domenica 27 settembre 2009


Elena Bosi, pediatra, Milano

sabato 3 ottobre 2009

Le Società scientifiche e il conflitto di interessi


L’Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Italia, affiliata a ISDE - International Society of Doctors for the Environment, nel luglio di questo anno ha organizzato una giornata di studio dal titolo “Cancerogenesi transgenerazionale. Il conflitto d’interessi”.
Trascurando, non certo per mancanza di interesse, il primo tema, mi sembra particolarmente attuale la discussione relativa alla gestione del conflitto di interessi da parte delle Società Scientifiche.
Di particolare significato appare il “Manifesto contro il conflitto” allegato alla brochure dell’evento organizzato dall’ISDE Italia, pubblicato nella sua versione inglese (“Conflicts of interest. How could disclosure of interests work better in medicine, epidemiology and public health?” - Douglas L. Weed. Fonte: Journal of Epidemiology and Community Health 2009;63:601-602) e nella sua traduzione italiana oltre che sul sito dell’Associazione anche su quello di AMICO (http://www.amicomeopatia.it/info/MANIFESTO%20CONTRO%20IL%20CONFLITTO%20D'INTERESSE.PDF) .

"Di fatto" denuncia David Wosfy, docente di medicina dell'Università della California, "il peso dell'industria sull'attività delle società scientifiche è variabile ma sempre molto significativo". E in realtà sappiamo bene quanto l’attività di una Società scientifica sia vincolata dall’esiguità delle risorse disponibili e come peraltro la stessa ricerca scientifica sia condizionata dagli investimenti dell’industria farmaceutica.
Nel manifesto si afferma correttamente che impedire il conflitto di interesse non significa demonizzare ogni forma di rapporto con l'industria, purché rimanga fermo il principio che le società scientifiche hanno il dovere di presentare ai loro soci le migliori prove scientifiche in relazione a trattamenti e procedure. Queste società devono pertanto stabilire preventivamente la loro agenda e le loro priorità e rimanere aderenti a queste, indipendentemente dai richiami delle sirene aziendali.
Invito ad una lettura attenta del manifesto contro il conflitto di interessi in quanto ricco di stimoli che non potranno che essere sviluppati attraverso un opportuno dibattito.

G. Di Leone – Medico - Bari

domenica 27 settembre 2009

INFLUENZA A/H1N1: LA SITUAZIONE

Da Ultim'ora
Notiziario Ordine dei Medici della Provincia di Firenze - Integralmente riportiamo:


Il Nuovo Virus dell’influenza, denominata dai media influenza suina, sta creando allarmismo in Italia, è quindi opportuno fornire alcune notizie certe che sono disponibili alla data odierna (4 settembre 2009).Intanto è ormai accertato che la nuova influenza si presenta con caratteristiche simili di decorso e gravità rispetto all’influenza stagionale che ricorre tutti gli anni, anzi sembrerebbe che complicanze e decessi siano in percentuale lievemente minori. I casi in tutto il mondo sono attualmente centinaia di migliaia, in Italia circa 5000. Si precisa che durante i primi due mesi di circolazione del virus sono stati conteggiati solo i casi accertati con diagnosi di laboratorio, poi con la circolare del 27 luglio, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha cambiato sistema ed attualmente i casi sono segnalati sulla base del criterio clinico e vengono sottoposti ad accertamento analitico solo i casi sospetti ricoverati in ospedale, se si sospetta un focolaio e a campione si verifica anche qualche caso autoctono sul territorio.Non è quindi più necessario rivolgersi sistematicamente ai reparti di malattie infettive, il medico deve solo segnalare il caso sospetto al Servizio di Igiene Pubblica che poi provvede all’indagine epidemiologica e alla notifica alla Regione, settimanalmente si comunicano i dati al Ministero.Grazie a modelli matematici e sulla base dei casi segnalati dalle Regioni, l’Istituto Superiore di Sanità produce periodicamente delle simulazioni sull’andamento della pandemia e sulla diffusione del virus, la più recente stima il realizzarsi del picco pandemico fra le metà di dicembre e la metà di gennaio, un po’ più tardi di quanto si calcolava circa un mese fa, sembrerebbe quindi che la diffusione sia rallentata nel mese di agosto.Per quanto riguarda la vaccinazione vi è da distinguere tra quella che si definisce stagionale e la vaccinazione pandemica, che verranno entrambe effettuate in autunno con target differenziati e con tempistica ancora non esattamente definita. La decisione di somministrare entrambi i vaccini è motivata dal fatto che, per quanto sia molto probabile che quest’anno il ceppo dominante sia il Nuovo Virus (visto anche l’andamento nei Paesi dell’emisfero meridionale) non è escluso che anche altri virus siano in grado di diffondersi.La vaccinazione stagionale viene effettuata con il tradizionale vaccino contenente tre ceppi, le disposizioni sono già state date dal Ministero con una circolare che tra l’altro stabilisce che la somministrazione sia anticipata: si ricorda che normalmente si cominciava a metà ottobre vaccinando fino a dicembre inoltrato, quest’anno si inizierà i primi di ottobre e si dovrebbe concludere entro inizio novembre. Le modalità organizzative sono le stesse degli altri anni, il vaccino è disponibile negli ambulatori dei medici e dei pediatri convenzionati (che normalmente somministrano circa 80% delle dosi) e presso i centri vaccinali delle ASL. Anche le categorie di soggetti sono le stesse e quindi tutte le persone al di sopra del 65 anni e i soggetti di qualsiasi età che appartengono alle categorie individuate dalla circolare ministeriale.Per quanto riguarda il vaccino pandemico si tratta invece di un vaccino adiuvato contente un solo ceppo, quello del nuovo virus, e, molto probabilmente, se ne dovranno somministrare due dosi, a distanza di un mese l’una dall’altra. Questo vaccino viene acquistato dal Ministero (non sarà in vendita in farmacia) e distribuito gratuitamente alle Regioni. Non si sa ancora quando sarà disponibile per la somministrazione, a lungo si è parlato del 15 novembre ma forse sarà possibile anticipare, le sperimentazioni sono già in corso e il percorso sarà abbreviato il più possibile. Appena EMEA (l’agenzia europea che deve rilasciare l’autorizzazione) renderà disponibile il vaccino si inizierà contemporaneamente in tutta Italia. Ancora diversi aspetti di questa vaccinazione debbono essere precisati dal Ministero, le decisioni in questo ambito infatti saranno prese esclusivamente dal livello centrale, in particolare spetta allo Stato fissare quali sono le categorie di soggetti da vaccinare.Comunque, di sicuro i primi ad essere sottoposti a vaccinazione saranno tutti gli operatori sanitari, e si richiede che vi sia la più larga adesione. L’Ordine dei Medici ricorda che anche se la vaccinazione non è obbligatoria vi è un dovere morale di immunizzarsi al fine di garantire la continuità dell’assistenza e anche la sicurezza dei propri pazienti. Sono circolate molte voci su questo vaccino che è stato approntato con grande velocità, ma è importante precisare che l’EMEA rilascerà l’autorizzazione solo quando vi saranno ampie garanzie di sicurezza di impiego ed inoltre è previsto un protocollo di farmacovigilanza molto accurato e capillare, tale da far scattare immediatamente l’allarme se dovessero essere registrati effetti imprevisti.La Regione Toscana si sta già organizzando per questa vaccinazione straordinaria, si è deciso che i soggetti appartenenti ai servizi essenziali saranno vaccinati dai servizi territoriali, Dipartimenti di Prevenzione e Distretti, mentre i soggetti a rischio per patologia troveranno il vaccino presso il proprio medico o pediatra di famiglia. L’organizzazione delle sedute vaccinali dovrà tenere presente che il vaccino è confezionato in fiale da 10 dosi e che dopo l’apertura il prodotto deve essere utilizzato entro poche ore.In questo breve articolo si è cercato di sintetizzare le notizie al momento sicure, restano da definire ancora diversi aspetti, anche le attuali disposizioni potranno ancora variare, vi è infatti uno strettissimo monitoraggio del fenomeno e le strategie cambiano in funzione dell’evolversi della situazione. Si consiglia quindi di consultare gli appositi siti, molte ASL hanno pagine web dedicate, quelle della Regione Toscana in particolare si trovano al seguente indirizzo: www.regione.toscana.it/salute/diagnosticaespecialistica/influenza-virus-ah1n1/index.html

G. Di Leone - Medico - Bari