domenica 28 giugno 2015

Omeopatia nel Parto

Scopo della omeopatia nel travaglio di parto è quello di favorire nei limiti del possibile lo svolgersi
naturale delle varie fasi che portano alla nascita.
Ancora una volta è utile ricordare che sarebbe utile somministrare un medicinale di terreno, magari
a cadenza mensile, durante la  gravidanza sulla base di eventuali dati psichici o fisici emersi durante  questo periodo.
ACTAEA RACEMOSA  30 CH  in granuli tre volte la settimana durante l’ultimo mese può essere di aiuto a quelle gestanti che cominciano ad avere paura, a temere per il parto, per la salute del nascituro. Questo stesso medicinale ha anche effetto nel controllare le contrazioni uterine preparatorie che si manifestano nel corso di questo periodo e che la gravida vive ansiosamente nel timore di “non saper riconoscere il manifestarsi del travaglio di parto o non riuscire ad arrivare in ospedale in tempo”.

domenica 21 giugno 2015

Un ospite un po’…ingombrante: l’Helicobacter pylori

Chi non ha lamentato almeno saltuariamente i disturbi tipici della gastrite quali dolore alla bocca dello stomaco, bruciore gastrico, senso di pienezza poco dopo aver cominciato il pasto, aerofagia, acidità, rigurgiti? Spesso questi fastidi sono correlati alle modalità con cui ci alimentiamo sia quantitativamente, perché mangiamo troppo, sia qualitativamente, perché assumiamo troppi alimenti che il nostro sistema digerente fatica a trasformare (latte vaccino e derivati, carboidrati ricchi di glutine, carne rossa, grassi saturi, troppi pomodori e patate…).
Però, negli ultimi decenni, è stato messo in evidenza dai ricercatori un ospite che ci ha accompagnato nella evoluzione della nostra specie, albergando nel nostro stomaco, e che ora è diventato indesiderato perché produce gastrite molto fastidiosa con tutto il corteo di sintomi, sopra citati, rende più lesivo il reflusso gastro-esofageo e può provocare ulcera gastro-duodenale e in casi più rari, per fortuna, un certo tipo di linfoma gastrico, un tumore maligno.
Ma chi è questo ospite, per lungo tempo silenzioso, che si annida nello stomaco del 40% degli italiani, 24 milioni di persone, e che può attivarsi procurando tutti questi guai?
E’ l’Helicobacter pylori. Si tratta di un batterio flagellato (con la coda) che ha la capacità di produrre un enzima che gli permette di sopravvivere e svilupparsi in un ambiente pur così acido come quello dello stomaco, che impedisce la crescita della maggior parte degli altri batteri.

lunedì 15 giugno 2015

Linee guida per la prevenzione e cura del morso di zecca

Ogni anno in primavera-estate un crescente numero di persone richiedono informazioni e cure per essere stati morsi da zecche, infettate da animali selvatici e presenti soprattutto nelle aree boschive pedemontane. Le zecche sono in aumento anche per l’aumentare dei terreni incolti.
Il morso di zecca è indolore e nel 70% dei casi passa inosservato. Se la zecca non è infetta non trasmette alcuna infezione per cui di norma non è consigliato l’uso preventivo dell’antibiotico se non compaiono manifestazioni cliniche.
Ci sono comunque due malattie che possono essere trasmesse dalle zecche comuni in Europa:
La prima è piu rara e comporta il rischio di trasmissione attraverso la zecca del virus TBE che causa un’encefalite, ma per cui esiste un vaccino disponibile per la prevenzione. L’ufficio vaccinazioni dell’ASL e i medici curanti possono fornire le informazioni necessarie.

lunedì 8 giugno 2015

La via dell'abbraccio: i nostri figli adolescenti

Eccoci giunti all'ultima tappa del nostro viaggio. Non che con la fine dell'adolescenza si smetta di essere genitori. Siamo noi che ci fermeremo qui, almeno per ora.
La vita dei nostri figli in adolescenza cambia completamente, nuovi amici, amori romantici e passionali, storie brevi e di consumo, social network e vita digitale, fuga e allontanamento, grandi ribellioni e fragili pianti. Questo è chiaro, lo sanno tutti. Ma il nostro abbraccio, allora, che fine fa? Ecco, già qui le cose diventano un po' più oscure. Ma come ormai sapete, il dubbio e l'oscurità non ci bloccheranno. Fuori la nostra piccola torcia e iniziamo a rischiarare la stanza.
Quel "disgraziato" che prima si faceva sbaciucchiare dalla sua mammina ora mi allontana, non mi vuole più. La cosa più bella che mi dice ora la mia principessa è "per favore papà smettila, sei imbarazzante!".

lunedì 1 giugno 2015

Ibuprofene. Ema: confermate indicazioni della farmacovigilanza: ad alte dosi un piccolo aumento del rischio cardiovascolare

L’ibuprofene è un antidolorifico e anti-infiammatorio che serve a trattare dolore, febbre e infiammazione. La sua azione consiste nel bloccare un enzima chiamato ciclo-ossigenasi, che produce sostanze – prostaglandine – coinvolte nel dolore e nell’infiammazione. La dose consueta per adulti e bambini al di sopra dei 12 anni varia da 200 a 400 milligrammi presi in maniera ripetuta, tre o quattro volte al giorno. In generale, i FANS appartengono ad un gruppo di farmaci associati ad un piccolo aumento del rischio di eventi tromboembolici arteriosi (coaguli di sangue nelle arterie), soprattutto se assunti ad alte dosi e in pazienti con condizioni cardiache o circolatorie alla base di problemi importanti oppure con determinati fattori di rischio cardiovascolare.
Oltre a ciò vanno considerati, tra gli effetti collaterali , anche se rari, gastrite emorragica e insufficienza renale.
E’ comprensibile, quindi , come l’uso di tali farmaci nel bambino vada riservato a situazioni delicate ovvero la sedazione di un dolore importante o una febbre molto elevata che comporti rischio di convulsione.
Purtroppo tali farmaci sono entrati nell’uso routinario in pediatria dove vengono prescritti largamente ( e ingiustamente secondo la sottoscritta) per banali fenomeni infiammatori delle prime vie respiratorie o per tutte le forme febbrili.
La loro grande diffusione è motivata anche dalla rapidità con cui la febbre scende e ciò, per alcuni genitori pochi informati, equivale alla guarigione, in realtà solo apparente..

domenica 24 maggio 2015

SIAMO ARRIVATI ALLA PREPARAZIONE DEL PARTO

Prima di parlare del corpo vale la pena di lasciare un po’ di spazio alle emozioni perché:
liberamente tratto dal libro “Diario della gravidanza di Marcella Marcone e Nicoletta Polla Mattiot“ avere un figlio resta una scelta definitiva, l’unica rimasta in un panorama di opzioni sempre reversibili.
Le nostre vite sono, rispetto a due generazioni fa, più versatili, provvisorie, varie, affollate e flessibili.
Partorire resta forse l’unica dimensione  del  “per sempre” che resta immutabile nel tempo.
La metamorfosi   fisica è segno del mutamento psichico.
 Soltanto che il corpo a termine di gravidanza torna in breve tempo quello di prima, l’identità cambia irreversibilmente con la maternità.  Mai più uno ma due.
Avere un figlio è la resa assoluta, la più incondizionata di un essere ad un altro. Bisogna essere forti, adulti ed ottimisti abbastanza per reggere la sfida della dipendenza.
I cambiamenti psicologici che avvengono nel corso della gravidanza sono reali tanto quelli fisici ma vengono spesso trascurati. Anche se alcuni sono così evidenti da non poter passare inosservati vengono attribuiti in modo generico all’instabilità dell’umore, all’emotività.

domenica 17 maggio 2015

QUANDO ANDARE IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO

Ogni anno circa 5 milioni di bambini vengono visitati nei Pronto soccorso italiani. Solo nel 10% dei casi si tratta di codici gialli e rossi, ovvero quelli che identificano i casi di reale emergenza e urgenza, mente i codici verdi (le urgenze considerate minori) rappresentano invece il 60-70% degli accessi. "Tra questi ultimi circa la metà può essere considerato un accesso appropriato per la necessità di escludere gravi complicanze e/o evoluzioni della malattia, mentre la restante metà di questi accessi è inappropriato e può creare disservizi che possono ostacolare l’assistenza a chi ne ha veramente bisogno", spiega Antonio Urbino, presidente della Società italiana di emergenza e urgenza pediatrica (Simeup).
Se è vero che tutti sanno cos’è un pronto soccorso, Simeup ricorda anche ciò che non è un pronto soccorso, per scoraggiarne un utilizzo improprio . "Innanzitutto non va confuso con un ambulatorio pediatrico - spiega Urbino - e non sostituisce il pediatra di famiglia che sarebbe bene consultare, se possibile e almeno telefonicamente, prima di recarsi in pronto soccorso. Non è nemmeno un ambulatorio poli-specialistico infatti le visite specialistiche urgenti richieste dal medico curante vanno comunque prenotate al Centro unico prenotazioni (Cup) e di norma non hanno luogo in pronto soccorso, che non è la struttura preposta per approfondire aspetti clinici non urgenti o cronici". Dalla Simeup arrivano anche alcuni suggerimenti utili in situazioni frequenti che possono invece richiedere una visita in pronto soccorso.
1)Febbre
Necessario  in caso di febbre nel lattante con età inferiore a tre mesi se non è stato possibile farlo visitare al curante. Nei bambini più grandi se la febbre è elevata, persistente, risponde poco alla terapia antipiretica e si associa a stato di sofferenza e condizioni generali compromesse. O infine se in presenza di febbre il bambino presenta crisi convulsive soprattutto se di età inferiore ad un anno.