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sabato 20 dicembre 2025

ASSE INTESTINO-CERVELLO: IL MICROBIOTA INFLUENZA LE MALATTIE

 


Lo squilibrio del microbiota influenza le malattie. A spiegare come, parlando con l'Adnkronos Salute è l'immunologo Mauro Minelli della Fondazione per la Medicina Personalizzata. Nel microbiota intestinale umano, "esiste una quota di microrganismi capace di agire sul cosiddetto
'asse intestino-cervello' , un canale bidirezionale attraverso il quale l'intestino comunica con il cervello e viceversa. La comunicazione lungo quest'asse viene fornita da alcune molecole che consentono un dialogo costante ed immediato tra i neuroni cerebrali ei neuroni che, distribuiti nell'intestino umano, compongono il cosiddetto 'plesso neuro-enterico'. Tali molecole sono anche prodotte da diversi batteri del microbiota, quali 'psicobiotici' ed in grado di interloquire con le cellule neuronali , così intervenendo nelle dinamiche funzionali di quell'asse delicato"."D'altro canto, organizzazioni microbiche intestinali disordinate e squilibrate sono state trovate in varie condizioni neuropsichiatriche, come  depressione e ansia, disturbi dello spettro autistico, schizofrenia e persino morbo di Parkinson e malattia di Alzheimer E - prosegue - si ipotizza che alterazioni dei segnali del microbiota nei primi anni di vita, se non addirittura nell'ambiente fetale, hanno importanti ripercussioni sui processi di formazione dei neuroni che andranno a costituire la preziosa struttura cerebrale dell'ippocampo, con conseguenze sul comportamento del bambino e, successivamente, dell'adulto", prosegue l'immunologo. "In particolare, per quel che riguarda i disturbi dello spettro autistico, in questi pazienti sono spesso osservati disordini gastrointestinali con alterazioni del microbiota più frequentemente rappresentate da un'aumentata abbondanza di clostridi e da un generale aumento di batteri anaerobi tra i quali primeggiano batteri appartenenti al genere sutterella,

mercoledì 15 gennaio 2025

AUTISMO: NEI PAESI RICCHI 1 PERSONA OGNI 127

 


ll disturbo dello spettro autistico ha un peso enorme sulla salute dei giovani nel mondo: si colloca tra le prime 10 cause non fatali di cattiva salute tra gli under-20, infatti si stima che nel 2021 circa 61,8 milioni di persone fossero colpite da autismo - pari a 1 persona su 127. È quanto emerge da una nuova analisi globale condotta nell'ambito del Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study (GBD) 2021. Pubblicato su The Lancet Psychiatry, lo studio è stato condotto presso l'Institute for Health Metrics and Evaluation dell'Università di Washington a Seattle.  I risultati principali rivelano forti disparità: la prevalenza globale di ASD è significativamente più alta tra i maschi, con 1065 casi per 100mila maschi, quasi il doppio della prevalenza globale tra le femmine (508 per 100mila femmine). Regioni ad alto reddito come l'Asia-Pacifico, compreso il Giappone, hanno registrato la più alta prevalenza globale (1.560 per 100.000 persone), mentre l'America Latina tropicale e il Bangladesh hanno registrato la più bassa. Nonostante le differenze di sesso e regione, le persone autistiche sono presenti a livello globale in tutte le fasce d'età, con un aumento degli anni di vita persi per disabilità (DALY) dovuto alla crescita della popolazione.

martedì 9 aprile 2024

Autismo: quanti sono in Italia?

 


Comportamenti ripetitivi, difficoltà ad avere relazioni sociali, parlare in modo anomalo o non parlare affatto: sono solo alcuni dei modi in cui si manifestano i disturbi dello spettro autistico, che in Italia colpiscono un bambino su 77 nella fascia d'età compresa fra 7 e 9 anni. Molto poco si sa sulle possibili cause e molto c'è da fare sui fronti della ricerca e della diagnosi precoce. A sollevare l'attenzione sul problema è la Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo istituita nel 2007 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e che si celebra il 2 aprile. Per l'occasione, i monumenti di molte città si sono illuminati di blu. A Roma le luci blu si sono accese nella fontana dei Dioscuri a piazza del Quirinale e sulle facciate di Palazzo Madama, Palazzo Montecitorio e del Palazzo H sede del Coni.     Le stime più recenti diffuse dal ministero della Salute indicano che i maschi sono 4,4 volte più colpiti rispetto alle femmine e che sono inoltre circa 500mila le famiglie nelle quali è presente almeno una persona con disturbi dello spettro autistico. Tra le cause, più ricerche hanno indicato delle componenti genetiche, ma molto c'è ancora da comprendere.

venerdì 28 aprile 2017

OSTEOPATIA E AUTISMO

L'autismo si contraddistingue per la presenza della cosiddetta TRIADE:
  • sviluppo anomalo e/o deficitario dell'interazione sociale: il bambino con autismo non riesce a sviluppare relazioni con gli altri,spesso non riesce ad interpretarne i gesti, a volte confonde le persone con gli oggetti,  evita lo sguardo diretto.
  •  Vi è una marcata compromissione della capacità verbale: spesso il linguaggio è ripetitivo e stereotipato: non amano comunicare con gli altri o lo fanno in un modo tutto loro, e ciò può portare all'isolamento  o all' "attaccamento". Hanno difficoltà nelle regole di base della comunicazione e, spesso, parlano senza consapevolezza.
  • I bambini con Autismo hanno un repertorio ristretto di attività e interessi: non amano  giocare con gli altri, preferiscono attività solitarie e il gioco d'immaginazione è assente. Loro non giocano ma  "osservano" i giochi.

domenica 29 gennaio 2017

Alimentazione e disturbi del comportamento


I disturbi psichici in età infantile stanno raggiungendo il 10% della popolazione . Esiste una correlazione tra alimentazione moderna e disturbi del comportamento? In questo libro si esaminano i cambiamenti alimentari avvenuti nell'ultimo secolo e le loro conseguenze sull'organismo .Gli alimenti più comuni sono sempre più impoveriti del loro valore biologico e sulle nostre tavole compaiono cibi nuovi , totalmente artificiali ricchi di coloranti e conservanti. Nuove molecole per lo più sconosciute al nostro sistema enzimatico e immunitario. Secondo Jean Seignalet, i grandi cambiamenti che hanno caratterizzato  le differenze tra l'alimentazione ancestrale e quella moderna sono dovuti principalmente al consumo dei cereali coltivati e ibridati al consumo di latte animale (specie quello di mucca ) e dei suoi derivati, alla cottura dei cibi , all'inquinamento alimentare e alla carenza di sostanze nutrizionalmente attive.
Già nel secolo scorso Catherina Kousmine , medico e ricercatore sovietico,che  ha dedicato la sua vita a trovare il modo di combattere il cancro, malattie degenerative e autoimmuni mediante l 'alimentazione , ci aveva messo in guardia dai rischi derivanti dall'alimentazione moderna e dalla raffinazione degli olii e dei cereali. In questo libro si espongono in  modo sintetico gli  effetti del cibo sull'intestino e le possibili ripercussioni  sulla sfera comportamentale .

domenica 12 luglio 2015

Autismo: uno dei primi sintomi è la percezione superiore dei dettagli da piccoli

Gli autistici sono spesso descritti come “persone che percepiscono il mondo in modo diverso”. Essi tendono a mostrare una percezione superiore dei dettagli. Un esempio sono le rappresentazioni molto accurate di paesaggi urbani disegnate a memoria dall’artista autistico Stephen Wiltshire. L’11 giugno, sulla rivista di Cell Press Current Biology, i ricercatori hanno mostrato che queste differenze nelle capacità percettive sono presenti in una fase molto precoce dell’infanzia, prima della comparsa dei sintomi clinici di autismo.
I ricercatori sostengono che i loro risultati potrebbero spostare il punto di vista degli scienziati suggerendo che i cambiamenti nella percezione sono una caratteristica fondamentale del disturbo.

domenica 26 aprile 2015

Autismo e Vitamina D

Secondo la descrizione di un caso clinico appena pubblicata sulla rivista Pediatrics, i sintomi di autismo sono migliorati in un bambino cinese trattato con supplementazione di vitamina D. «Al piccolo, dell'età di 32 mesi, è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico con basse concentrazioni basali di 25-idrossivitamina D (25 (OH) D), pari a 13 nanogrammi per millilitro (ng/ml)» esordisce Lin Du del Dipartimento di neurologia pediatrica e neuroriabilitazione alla Jilin University di Changchun in Cina, tra gli autori dell'articolo. Alla luce di questi risultati è stato deciso di iniziare una supplementazione con vitamina D3 inizialmente per via intramuscolare e successivamente per bocca. Dopo il secondo mese di terapia,  i genitori del paziente hanno notato significativi miglioramenti comportamentali: il bambino ha iniziato a rispondere al suo nome e a giocare con i suoi giocattoli e a chiedere a mamma e papà di tenerlo in braccio.