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domenica 9 marzo 2025

OMEOPATIA IN AGRICOLTURA

 

 


I trattamenti omeopatici in agricoltura stanno suscitando sempre maggiore interesse e attirano investimenti soprattutto in America Latina dove sono condotti gli studi più numerosi. L’interesse è in crescita anche in Europa e in Italia e sta coinvolgendo non solo l’agronomo ma anche l’omeopata medico o veterinario, nonché l’utente omeopatico.

Osservare l’effetto del farmaco omeopatico nel mondo vegetale potrebbe arricchire e consolidare la conoscenza e la dimestichezza con i rimedi omeopatici che sono spesso usati inappropriatamente.

L’uso di una potenza alta (200CH) a scopo preventivo, appare innovativo in quanto gli studi agromeopatici utilizzano in genere potenze in genere basse. Nel 2023 è stato realizzato uno studio pilota in un orto di un medico omeopata di Empoli. Visti i risultati incoraggianti è stato esteso a tre aree agricole nell’estate scorsa. La documentazione di riferimento proviene dalle pubblicazioni degli agronomi Niurka Meneses e Nuria Cuch che a Siviglia durante il congresso della LHMI hanno tenuto un simposio di agromeopatia, e da Radko Tichavsky con le relative indicazioni del Prof. Francesco Di Lorenzo. A differenza del trattamento convenzionale, l’Agromeopatia non solo si propone di curare le patologie delle piante o di eliminare i parassiti, ma si pratica in modo sistemico coinvolgendo tutte le componenti possibili dell’azienda, nell’ottica di una prevenzione primaria. Il suolo, il clima, gli eventi atmosferici, gli insetti, i batteri, i funghi, i virus, gli altri vegetali, gli animali, l’uomo, sono considerati coinvolti e interattivi. In ambito bioagricolo, molte aziende non seguono più l’approccio definibile come antropocentrico, ma quello più coerente sistemico, quale risulta essere quello Agroecologico  sue attitudini come la Biodinamica e l’Agromeopatia.

domenica 28 aprile 2019

Le evidenze di un'ipotesi chimica per l'omeopatia


Nell'ambito dell'VIII Convegno triennale della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata (SIOMI) dal titolo "L'omeopatia cambia verso...", che si è tenuto a Firenze dal 15 al 17 marzo scorsi, si è svolto il seminario internazionale dal titolo: "Advances in Homeopathy, a new scientific and social perspective".

            Finalmente è arrivata la svolta! Quello che non si è saputo spiegare per tutti questi anni e che ha esposto l'omeopatia a una condanna della scienza che l'ha classificata come un sistema di cura non plausibile poiché priva di molecole, oggi è stato sfatato. Gli studi di Jayesh Bellare, professore di ingegneria chimica a Mumbai (India), hanno dimostrato in maniera incontrovertibile, attraverso il microscopio elettronico a trasmissione (TEM), la presenza di un rilevante numero di molecole di principio attivo in tutte le diluizioni omeopatiche dalla 6CH alla 200CH.

giovedì 18 maggio 2017

INTESTINO :secondo cervello

Facendo seguito all’articolo precedente, approfondiamo un altro aspetto, fin ora sconosciuto, sul ruolo neurologico dell ‘intestino.  Per quanto possa sembrare incredibile il nostro intestino contiene una struttura nervosa del tutto autonoma seppur strettamente connessa con il cervello contenuto nella scatola cranica.
Questa struttura, definita recentemente secondo cervello, è costituita da un intreccio di numerosi neuroni che sono posizionati nella mucosa e nella tunica muscolare intestinale. Essi sono in grado di produrre gli stessi neuromediatori dei neuroni cerebrali e contengono sulla loro superficie gli stessi recettori delle cellule del cervello. Questa particolare similarità permette un continuo scambio di informazioni e una spiccata sinergia tra i due cervelli.
L’intestino è quindi il solo organo a possedere un sistema nervoso intrinseco in grado di rielaborare i riflessi in completa assenza di input dal cervello o dal midollo spinale. Il sistema nervoso enterico è un residuo che abbiamo ereditato e conservato dal nostro passato evolutivo perché rappresenta una struttura caratteristica di molte forme di vita con una organizzazione biologica nettamente meno complessa di quella della specie umana.

domenica 14 maggio 2017

LA BARRIERA E IL MICROBIOTA INTESTINALE: SISTEMA COMPLESSO IN EQUILIBRIO DIFFICILE

Si è svolto a Milano il 6 Maggio un seminario avente come argomento  LA BARRIERA E IL MICROBIOTA INTESTINALE: SISTEMA COMPLESSO IN EQUILIBRIO DIFFICILE  tenuto dal Dott Edoardo Felisi (Milano)
Nel seminario è stato preso in esame il ruolo dell’Intestino alla luce dei recenti studi . In precedenza si riteneva infatti che l intestino avesse un ruolo solo nell ‘assorbimento dei cibi  , in realtà si è visto che l intestino rappresenta una vera barriera  con  funzioni di difesa  prevalentemente immunologica. La mucosa intestinale infatti riconosce i cibi (gli Antigeni dei cibi) e stabilisce una tolleranza (ovvero da il via al loro assorbimento). Inoltre il SISTEMA IMMUNITARIO INTESTINALE  (GALT) diffuso in tutta la lunghezza dell’ intestino, secerne anticorpi IgA e attiva Linfociti , passando queste informazioni al SISTEMA IMMUNITARIO DELLE MUCOSE (MALT) come quelle respiratorie  e a tutto il sistema linfatico (ghiandole , adenoidi , tonsille ecc.).

domenica 15 marzo 2015

Batteri intestinali e sistema nervoso centrale : una stretta relazione

La rivista Journal of Medicinal Food pubblica una sintesi di tutte le ultime ricerche sull’interazione tra batteri intestinali e sistema nervoso centrale. Poichè  è ormai appurata  l’esistenza di un asse intestino-cervello e di vari meccanismi di interazione, gli scienziati prospettano un futuro dove una serie di malattie saranno curate con diete ‘modifica-microbioma’ e  supplementazione di prebiotici e probiotici.
Leo Galland e colleghi della Foundation for Integrated Medicine di New York, autori del lavoro pubblicato su Journal of Medicinal Food, dopo aver valutato tutte le ultime pubblicazioni in materia, presentano la sintesi di tutte le ultime ricerche sulla relazione tra composizione della flora batterica intestinale e sistema nervoso centrale nell’uomo.

domenica 16 febbraio 2014

Studio sulla tosse trattata con medicinali omeopatici


La tosse è un sintomo frequente associato a infezioni virali delle alte vie respiratorie (URTI) e, pur essendo autolimitante, può influire negativamente sulla qualità della vita sia in età adulta che pediatrica. In questo studio è stata valutata l'efficacia dello sciroppo omeopatico complesso (composto da Anemone pulsatilla 6 CH, Rumex crispus 6 CH, Bryonia dioica 3 CH, Ipecacuanha 3 CH, Spongia tosta 3 CH, Sticta pulmonaria 3 CH, Antimonium tartaricum 6 CH, Myocarde 6 CH, Coccus cacti 3 CH, Drosera MT ) nel trattamento della tosse provocata da infezioni del tratto respiratorio superiore (URTI) nell’ambito di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, contro placebo, presentato a Verona in occasione del XIV Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri.

domenica 14 aprile 2013

Rosa canina nelle malattie infiammatorie


Alcuni ricercatori australiani hanno realizzato una meta-analisi  per valutare i risultati dell’azione antiinfiammatoria della rosa canina sull’infiammazione e sull’artrite ottenuti nel corso di 3 studi clinici standardizzati e controllati verso placebo ( 2 anche crossover ).

Tali studi hanno avuto il loro inizio partendo dalla conoscenza che i cinorroidi di rosa canina contengono un particolare tipo di galattolipidi che esercita una specifica azione antiinfiammatoria. E’ stata utilizzata polvere di rosa canina standardizzata per assicurare al massimo la conservazione delle sostanze fitochimiche. Si è evidenziato che tale polvere standardizzata possiede attività antiossidante e antiinfiammatoria e che determina una serie di benefici clinici in patologie come l’osteoartrite, l’artrite reumatoide e malattie infiammatorie intestinali. La meta-analisi dei tre studi clinici ha coinvolto 287 pazienti per un periodo di terapia e di osservazione pari a tre mesi. Si è così evidenziato che il trattamento con polvere standardizzata di rosa canina ha costantemente ridotto i punteggi del dolore e che i pazienti in terapia con rosa canina avevano una probabilità doppia ( verso placebo ) di rispondere al trattamento.

domenica 25 settembre 2011


Dallo  squalo una sostanza scudo contro  i virus

 Dallo squalo una speranza per la salute umana. Proprio una sostanza chimica trovata nello Squalus acanthias, meglio noto come spinarolo, si è rivelata un'arma potente e sicura contro i virus che attaccano l'uomo. La ricerca, pubblicata su 'Pnas', è partita dalla potente l'immunità naturale dello squalo contro le infezioni virali. E' noto che questo pesce produce un composto chiamato squalamina, che utilizza per combattere i batteri. Ora i test in laboratorio hanno rivelato che la squalamina è anche un buon candidato antivirale, capace di uccidere un ampio spettro di virus umani e animali.

mercoledì 21 settembre 2011

Estratto di radice di liquerizia e carie nei bambini


Il principale responsabile della carie è lo Streptococcus mutans (SM).


Partendo da questa premessa, è stato realizzato negli USA uno studio clinico pilota in cui si sono valutati gli effetti dell’estratto di liquerizia sulle carie in un gruppo di bambini della scuola materna.

L’estratto di liquerizia è stato somministrato attraverso un  lecca-lecca ( senza zucchero ) due volte al dì e per 3 settimane con supervisione sull’effettivo consumo.


Si è valutata l’azione dell’estratto di liquerizia attraverso la conta di SM utilizzando anticorpi monoclonali specie-specifici.


I bimbi sono stati suddivisi in sottogruppi ad elevato, medio e basso rischio di carie partendo da livelli basali di SM come indicatore di rischio.

mercoledì 7 settembre 2011


Yoga 2 volte a settimana per 2 mesi riduce dolore cronico

Roma, 2 ago. (Adnkronos Salute) - Yoga efficace contro il dolore cronico. Uno studio canadese, pubblicato su 'Journal of Pain Research', ha dimostrato che due sedute alla settimana per due mesi consecutivi sono in grado di ridurre i sintomi dolorosi e lo stress psicologico nelle donne colpite da fibromialgia. Si tratta della prima ricerca orientata a studiare gli effetti della disciplina orientale sul tasso del cortisolo nelle pazienti che soffrono di questo disturbo. La fibromialgia colpisce principalmente le donne, provoca dolori cronici, stanchezza rigidità muscolare, disturbi del sonno e depressione. Uno studio precedente aveva dimostrato che i tassi di cortisolo nelle pazienti colpite era inferiore alla media. Una condizione che può favorire i sintomi. Nella nuova ricerca, perciò, gli scienziati hanno tenuto sotto controllo i valori del cortisolo, misurandoli nella saliva di due gruppi di donne, uno dei quali partecipava a sedute bisattimanali da 75 minuti di hata yoga. E' emerso così che le pazienti impegnate nelle lezioni della particolare ginnastica dolce avevano i livelli migliori di cortisolo, meno dolore e una maggiore serenità psicologica. "Teoricamente i tassi di cortisolo - spiega Kathryn Curtis, dell'Università canadese di York - sono più alti al mattino, 30-40 minuti dopo il risveglio. Si abbassano poi, progressivamente, fino a quando si va a letto. Ma la produzione dell'ormone risulta alterato nelle donne colpite da fibromialgia".

Tratto da Univadis 3/08/2011

Elena Bosi, pediatra Milano


sabato 30 luglio 2011

Sonno 'a singhiozzo' nuoce alla memoria

Roma, 26 lug. (Adnkronos Salute) - Risvegliarsi spesso durante la notte, dormendo quindi 'a singhiozzo', può nuocere alla memoria. Lo rivela uno studio della Stanford University (Usa) pubblicato sulla rivista 'Proceedings of the National Academy of Science'.L'indagine si è focalizzata sul sonno frammentato: non più breve o meno intenso del normale, ma semplicemente interrotto nel corso della notte. Per la verifica degli effetti sul cervello in un campione animale, gli esperti hanno usato una tecnica di optogenetica, nella quale cellule specifiche sono geneticamente modificate in modo che possano essere captate con una speciale luce. Hanno preso di mira un tipo di cellula cerebrale che svolge un ruolo chiave nel passaggio tra lo stato di sonno e di veglia.I ricercatori hanno poi inviato impulsi di luce direttamente nel cervello dei topolini da laboratorio, mentre dormivano. Tutto ciò per 'disturbare' il loro sonno senza influenzare il tempo totale e la qualità del riposo.

sabato 23 luglio 2011

Supplementazione con Alga Spirulina nell'anziano

Nei soggetti anziani si evidenziano frequentemente anemia e disfunzione immunologica (immunosenescenza).Un’integrazione alimentare consona potrebbe contrastare efficacemente questi fenomeni.

Un gruppo di ricercatori ha studiato quanto la supplementazione con spirulina possa essere utile a tale scopo.
La spirulina è un’alga pluricellulare filamentosa dotata di azione antiossidante e antiinfiammatoria per cui è stato ipotizzato che essa possa migliorare l’anemia e l’immunosenescenza in persone anziane con anamnesi positiva per anemia.
Nello studio sono stati inclusi 40 volontari di entrambi i sessi con 50 anni o più di età, senza malattie croniche. Si è prolungato il tempo di somministrazione con spirulina per 12 settimane. La dieta dei partecipanti è stata valutata attraverso un questionario. Lo studio si è concluso con 30 persone. Durante tutto il periodo di osservazione si è messo in evidenza un aumento graduale dell’emoglobina corpuscolare e alla 6° e 12° settimana, nella maggiore parte dei soggetti, una maggiore attività enzimatica IDO (indoleamina 2,3 diossigenasi) e una migliore conta dei globuli bianchi.

domenica 3 luglio 2011

Probiotici nella prevenzione dei tumori

 Nella letteratura scientifica sono stati segnalati una serie di studi sul rapporto fra la composizione della flora a livello dell’intestino di pazienti con cancro del colon-retto e la stessa carcinogenesi del colon-retto.


In questa ricerca si è analizzata la diversità della flora intestinale di soggetti affetti da tumore del tratto gastroenterico colon-retto rispetto  a quella di individui sani e si è presa in considerazione la possibilità di ripristinarne l’integrità con l’utilizzo di probiotici.

domenica 5 giugno 2011

Coriolus versicolor e salvia multiorrhiza: benefici in pazienti con tumore al seno

È stato condotto uno studio con estratti combinati di Coriolus versicolor (yunzhi) e di Salvia multiorrhiza (danshen) per verificare la loro eventuale azione sulla qualità di vita in pazienti oncologici (cancro al seno). Per sei mesi sono state somministrate giornalmente a 82 donne con carcinoma mammario capsule di yunzhi e di danshen con posologia di 4 capsule al giorno. L’esame dei risultati ha evidenziato un miglioramento significativo della componente fisica e di quella emozionale, della funzionalità fisica ed anche una passaggio a uno stato di maggiore salute (p<0,05).

venerdì 20 maggio 2011

Benefici del Cranberry nella batteriuria

E’ stata attuata una particolare ricerca sull’uso di Cranberry (mirtillo rosso di palude: Vaccinium macrocarpon) su paziemti che erano stati sottoposti a enterocistoplastica successiva a cistectomia.
Da tempo i vantaggi del Cramberry sulle vie urinarie sono stati ampiamenti studiati e documentat.Gli AA di questa ricerca hanno voluto approfondire l’argomento per valutare quanto il mirtillo rosso di palude potesse intervenire diminuendo il numero di infezioni delle vie urinarie su pazienti che avevano subito ileocistoplasica.
Le batteriurie infatti sono fra le complicanze più frequenti dei sopracitati interventi chirugici

lunedì 16 maggio 2011

Broccoli fanno bene ai polmoni


Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) - Broccoli protettivi per i polmoni. Queste verdure, infatti, possono essere di aiuto ai grandi fumatori o in chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Lo suggerisce uno studio preclinico, realizzato dall'equipe di Shyam Biswal, dell'università Johns Hopkins (Usa) e pubblicato su Science Translational Medicine. I broccoli, secondo la nuova ricerca, proteggono i polmoni, grazie al sulforafano, la stessa sostanza che ne fa un alimento 'terapeutico' anticancro come già noto da tempo. Questo elemento, infatti, è capace di ripristinare la fagocitosi dei batteri (ovvero la capacità di inglobare nel loro citoplasma particelle estranee e di distruggerle) per i macrofagi degli alveoli polmonari. In questo modo vengono favorite le risposte immunitarie naturali. Gli scienziati americani hanno dimostrato l'azione positiva del sulforafano sia su pazienti affetti da Bpco sia sui topi. Un test clinico di fase 2, sponsorizzato dal National Institutes of Health (NIH), sta ora valutando gli effetti di un'integrazione della sostanza, per via orale, in pazienti con Bpco.
"Quotivadis" info@univadis.it 18/04/2011


Elena Bosi, pediatra Milano

giovedì 12 maggio 2011

Utilizzo di fitoterapici in bambini con ADHD

E’stato condotto,per quattro mesi, uno studio interessante su 120 bambini con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD).
Si è trattato di un lavoro seguito da ricercatori israeliani che hanno voluto testare l’efficacia di un composto fitoterapico a base di Poeoniae alba, Vithania somnifera, Centenella asiatica, Spirulina platensis, Bacopa monieri, Melissa officinalis e altro nel migliorare attenzione, impulsività e sfera cognitiva in bambini con ADHD.
Lo studio clinico, randomizzato, in doppio cieco controllato verso placebo ha preso in considerazione bambini con nuova diagnosi di ADHD secondo i criteri DSM-IV.
I bambini sono stati assegnati random al trattamento fitoterapico (n80) e a quello di controllo con placebo (n40). Essi sono stati sottoposti, prima e dopo il trattamento,a prova delle variabili di attenzione (TOVA): punteggio complessivo e 4 sottoscale.
I 4 mesi di studio sono stati completati da 73 pazienti nel gruppo di trattamento (91%) e 19 nel gruppo di controllo (48%).
I risultati ottenuti hanno messo in evidenza un miglioramento statisticamente significativo nel gruppo con fitoterapico sia riguardo al punteggio complessivo TOVA sia riguardo alle 4 sottoscale mentre nel gruppo di controllo non è stato evidenziato alcun miglioramento.
Il trattamento con fitoterapici è stato accettato e sopportato senza sintomi collaterali negativi ed ha migliorato il controllo degli impulsi,la sfera cognitiva e l’attenzione. Da questo studio si può sperare in una promettente possibilità terapeutica nei bambini con ADHD.

Katz M et al A coumpound herbal preparation (CHP) in the treatment of children with ADHD. A randomized controlled trial. J Atten Disord 2010, 14: 3, 281-91.

Paola Nannei Viganò, pediatra Milano


lunedì 9 maggio 2011

Potenzialità del magnesio nelle vampate di calore in donne con tumore al seno

E’ stato preso in considerazione da un gruppo di ricercatori (USA) l’utilizzo di magnesio in pazienti con tumore al seno e che presentavano vampate di calore (VdC).
Lo studio, condotto per quattro settimane, ha incluso donne con almeno 14 VdC a settimana (400mg di ossido di magnesio con un massimo di 800mg se necessario). Sono state esaminate 29 pazienti di età media 53,5 anni. Fra esse 8 erano in trattamento con tamoxifene, 9 con inibitori dell’aromatasi e 12 con antidepressivi; 25 hanno completato il trattamento e 17 hanno aumentato il
il dosaggio con magnesio. Dopo il trattamento la frequenza settimanale delle VdC si è ridotta da 52,2 (errore standard-ES-13,7) a 27.7 (ES 5.7), una diminuzione del 41,4% (p=0.002).
E’ stato valutato il punteggio relativo alle VdC (come definito sopra) ed esso è risultato diminuito da 109,8 (ES 40.9) a 47,8 /ES 13,8) con una riduzione del 50.4% (p=0.004).
Fra le 25 pazienti che hanno completato lo studio 14 (56%) hanno presentato una riduzione maggiore del 50% della scala sulle VdC e 19 (765) di oltre il 25%. Inoltre è stata registrata, in generale. una diminuzione sensibile del disagio, della spossatezza e del sudore.
Gli effetti collaterali, considerati lievi, si sono manifestati in due donne, che hanno sospeso il trattamento, una per cefalea l’altra per nausea, mentre altre due hanno presentato diarrea di grado 1.
La compliance è stata ottima e molte pazienti hanno protratto il trattamento anche dopo la fine dello studio.
In conclusione la somministrazione del magnesio è stata ben tollerata e sembra avere avuto risultati positivi in oltre il 50% delle pazienti considerate.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Internal Medicine Residency Program, Virginia Commonwealth University Health System, Richmond, VA, USA. Park H e al. A pilot phase II trial of magnesium supplement to reduce menopausal hot flashes in breast cancer patients. Support Care Cancer 2011 (ePub)


Paola Nannei Viganò, pediatra Milano

giovedì 21 aprile 2011

Probiotici in soggetti con HIV


Esistono ormai molteplici informazioni sulla correlazione fra integrità della mucosa intestinale e sistema immunitario. Ricercatori canadesi, partendo dall’acquisizione che infezioni gastrointestinali ed altri fattori possono avere un impatto sul deterioramento del sistema immunitario fra le persone affette da HIV e AIDS, hanno condotto uno studio osservazionale, retrospettivo sul periodo di 3 anni con il confronto longitudinale di CD4.
Gli AA hanno valutato gli effetti della supplementazione a lungo termine con probiotico Lactobacillus rhannosus Fiti in yogurt. Sono state esaminate 68 donne, a basso reddito con HIV e AIDS in Tanzania, prima e durante il consumo con probiotico, confrontando i risultati con quelli emersi in un gruppo di controllo senza supplementazione (n82).
Nel gruppo con probiotico,prima dell’assunzione dello stesso e in quello senza probiotico, si è evidenziato nel primo periodo di studio, un aumento della conta di CD4 di 0,13cellule/mul/giorno (indice di Confidenza 95%: 0,07-0,20, p=<0,001). Dopo l’inizio della somministrazione con probiotici, è emerso , in coloro che li hanno assunti,un ulteriore aumento di 0,28 cellule/mul/giorno (IC 95%: 0,10-0,46, p=0,003).
Tenendo presente il tempo di utilizzo di antiretrovirali, l’incremento supplementare da attribuire al probiotico è di 0,17cellule/mul/giorno (IC 95%: 0,01-0,34, p=0.04). E’ stato anche esaminato l’incremento dovuto ai farmaci antiretrovirali che è risultato pari a 0,27 cellule/mul/giorno (IC95% CI: 0,17-0,38. p=<0,001.
Gli autori della sperimentazione stimano l’assunzione del probiotico, in questo gruppo, significativamente associata ad un aumento della conta dei CD4.
Pur considerando il carattere aperto dello studio e la situazione sociale e sanitaria del gruppo coinvolto nella sperimentazione, emerge un risultato coerente: quanto una mucosa intestinale in condizioni non ottimali, se curata, possa favorire una migliore difesa immunitaria sia come difese immunitarie vere e proprie sia in termini di barriera .
Ricerca realizzata da associati a: Brescia University College, London, Canada ed altri centri di ricerca. Irvine et al. Probiotic yogurt consumption is associated with un increase of CD4 count among people living with HIV/AIDS. J Clin Gastroenterol 2010, 44(9).


Paola Nannei Viganò, pediatra Milano

mercoledì 6 aprile 2011

Omeopatia ed emicrania: studio osservazionale.


E' stato condotto uno studio clinico,osservazionale, multicentrico, prospettico da un gruppo di ricercatori tedeschi su pazienti affetti da emicrania.
Gli AA hanno valutato i possibili effetti di una terapia omeopatica individualizzata nell'emicrania.
Lo studio è stato condotto nell'arco di 2 anni utilizzando questionari standardizzati.
Sono stati presi in considerazione i dati registrati durante i due anni di studi compresa la diagnosi (ICD, nona revisione), la compliance corrente, la gravità (scala di valutazione numerica=0-10), la qualità della vita correlata alla salute (QoL,36-item Schort-Form Health Survey).
Gli individui esaminati pari a 212 adulti (89,2% femmine) erano di età media 39,4+/-10,7 anni e presentavano emicrania da 15,2+/-10.9 anni. Il 90% dei pazienti era stato sottoposto a terapia con
con farmaci convenzionali,
Hanno partecipato alla ricerca 67 medici il cui carico di lavoro è stato di165,6+/-118,8 minuti complessivi. Sono state formulate 62+/-4,6 prescrizioni omeopatiche.
A conclusione del lavoro si è registrato un netto miglioramento dell'emicrania con notevole “effect size”(di Cohen=1,48 dopo 3 mesi e 2,28 dopo 24 mesi) e della qualità di vita con punteggi della componente mentale e fisica, dopo 24 mesi, rispettivamente 0,42 e 0,45. Di conseguenza è diminuito l'uso di farmaci convenzionali o il ricorso ad altri servizi sanitari.

Witt CM e all, Homeopathic treatment of patients with migraine:
A prospective observational study with 2 year follow-up period.
J Altern Complement Med 2010, April; 16(4): 347-55

Paola Nannei Viganò, pediatra Milano