domenica 28 gennaio 2018
SEMPRE A PROPOSITO DI MENOPAUSA : COMINCIAMO DA CIO’ CHE MANGIAMO…..
domenica 29 gennaio 2017
Alimentazione e disturbi del comportamento
I disturbi psichici in età infantile stanno raggiungendo il 10% della popolazione . Esiste una correlazione tra alimentazione moderna e disturbi del comportamento? In questo libro si esaminano i cambiamenti alimentari avvenuti nell'ultimo secolo e le loro conseguenze sull'organismo .Gli alimenti più comuni sono sempre più impoveriti del loro valore biologico e sulle nostre tavole compaiono cibi nuovi , totalmente artificiali ricchi di coloranti e conservanti. Nuove molecole per lo più sconosciute al nostro sistema enzimatico e immunitario. Secondo Jean Seignalet, i grandi cambiamenti che hanno caratterizzato le differenze tra l'alimentazione ancestrale e quella moderna sono dovuti principalmente al consumo dei cereali coltivati e ibridati al consumo di latte animale (specie quello di mucca ) e dei suoi derivati, alla cottura dei cibi , all'inquinamento alimentare e alla carenza di sostanze nutrizionalmente attive.
Già nel secolo scorso Catherina Kousmine , medico e ricercatore sovietico,che ha dedicato la sua vita a trovare il modo di combattere il cancro, malattie degenerative e autoimmuni mediante l 'alimentazione , ci aveva messo in guardia dai rischi derivanti dall'alimentazione moderna e dalla raffinazione degli olii e dei cereali. In questo libro si espongono in modo sintetico gli effetti del cibo sull'intestino e le possibili ripercussioni sulla sfera comportamentale .
domenica 23 settembre 2012
MENOPAUSA E DIETA
sabato 2 ottobre 2010
Come diventare padri al cubo in poche mosse

Uscito in sordina, due anni fa, il primo divertente manuale per padri contemporanei continua a riscuotere un vasto interesse ancora oggi. Lo leggono e regalano donne-madri che lamentano l’inesistenza o l’ingiustificata assenza dei padri, ma anche maschi, da poco padri e quindi alla ricerca disperata di istruzioni per la funzione paterna, oppure padri separati che rivendicano la loro capacità di accudire i figli, non concessi o poco concessi dalle loro ex mogli, ora gelose madri “proprietarie”.
I due autori, un architetto e un giornalista, parlano per esperienza personale. Si sono incontrati per caso, una domenica in un parco di Milano, entrambi con carrozzina, pupo, pannolini, biberon e imbarazzo virile. Hanno subito talmente condiviso gioie e dolori della loro paternità che hanno deciso di scrivere a quattro mani un libro sul padre contemporaneo che hanno definito il Pa3 (pa-tre, dal latino pa-ter) ovvero il padre al cubo.
Il Pa3 è una nuova figura sociale, molto diversa dal padre tradizionale (cinghia, ceffoni e sempre fuori dai marroni), ma anche dal “pappone” (il padre che vuole sostituirsi alla madre contemporanea in tutto).
Il Pa3 innanzitutto mette i figli prima della carriera e del lavoro. Però i Pa3 sono soprattutto dei family server a tutto campo, perché devono saper badare ai figli per la loro crescita, alla moglie per la sua ricreazione (in tutti i sensi), e alla casa per tutte le faccende domestiche, economiche, legali, condominiali.
In Italia di Pa3 se ne vedono in giro ancora pochi, ma il loro numero sta crescendo sempre più, grazie anche al duo Biondillo-Colombo che spiegano che Pa3 non si nasce, ma si diventa.
Come? Il libro illustra la formazione pratica del Pa3 in quattro tempi: gravidanza, neonatalità, prima infanzia, età scolare (e qui si fermano perché i loro figli non sono ancora arrivati all’età della stupidera, alla adolescenza, alla giovinezza, ai figli bamboccioni di 30-40 anni…).
Per ogni tappa della loro paternità, i Pa3 fanno un diario spassoso di tutte le cose che succedono, dedicando pagine eque e sostenibili a quello che provano i padri (con paragrafi sulle loro “cinque tipiche paure”), a come devono trattare le madri (con un altro paragrafo fisso su sei consigli spassionati relativi alle cose da evitare con la moglie durante la gravidanza, i primi anni d’infanzia, ecc.), a come si curano i figli, con approfondimenti del tipo “La notte in cui tutte le cacche sono nere” ovvero “Come cambiare ( il pannolino) con filosofia” ecc.
I consigli e le istruzioni sono certamente a volte opinabili, ma lo scopo del libro non è certamente tecnico, ma “motivazionale”, filosofico. In un età in cui è difficile tenere famiglia e allevare figli, i due autori, partiti dalla condivisione del “mal comune” per avere “mezzo gaudio”, arrivano a sostenere che la paternità è un’avventura, un grande romanzo, un appassionante film in cui non sai proprio come va a finire. L’unica certezza è che la parte di supereroe o superman tocca a papà. Anche se non vola, ma spinge una carrozzina…
Gianni Biondillo, Severino Colombo, Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo. (Diventare Pa3 in poche oculate mosse), Guanda, Parma, 2008.
Claudio Bernardi
Docente di Teatro Sociale e di Comunità
Università Cattolica di Milano
domenica 12 settembre 2010
Quando l’aiuto viene dal cibo: PREVENIRE I TUMORI MANGIANDO CON GUSTO

Quali accorgimenti possiamo adottare per aumentare le nostre difese?
Come e perché il cibo può concorrere ad agevolare o ostacolare lo sviluppo delle cellule difettose?
Quanto incide il sovrappeso sul rischio di sviluppare un tumore ?
Esiste una dieta salutare che sia possibile seguire per sempre?
Dalla’acqua minerale alle verdure biologiche , come orientarsi al supermercato?
Ci sono cotture che potenziano gli effetti benefici del cibo?
Dove trovare ricette che “mettano d’accordo tutti” alla stessa tavola?
Coordinato dal dottor Franco Berrino dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Diana è il Progetto che dal 1995 studia le relazioni tra alimentazione e tumore al seno, e che ha coinvolto e coinvolge migliaia di donne in tutta Italia. Questo libro, basato sui risultati di questo importantissimo studio, spiega come, modificando la propria dieta, sia possibile ridurre i fattori di rischio del tumore e delle recidive. Ma non solo: seguendo i suggerimenti del Diana si alleviano gli effetti collaterali delle terapie aumentandone l'efficacia. Più in generale questo stile di vita alimentare combatte il sovrappeso senza dover contare le calorie, e aiuta a prevenire l'osteoporosi, il diabete, l'ipertensione, l'anemia, gli alti tassi di colesterolo e di trigliceridi. Ecco perché si è pensato di raccogliere in un libro, oltre alle indicazioni scientifiche scaturite dal Progetto, anche i molti consigli pratici per modificare le abitudini scorrette e imparare a fare la spesa in modo più consapevole, leggere le etichette, scegliere cibi, cotture, conservazioni più salutari. Il risultato: tante ricette facili e appetitose per comporre menù vari e sfiziosi che faranno evitare i principali errori dell'alimentazione moderna.
( Anna Villarini, Giovanni Allegro : Prevenire i tumori mangiando con gusto, Sperling & Kupfer editore, Milano 2010 )
Elena Bosi, pediatra Milano
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mercoledì 15 ottobre 2008
Il girone delle polveri sottili
"Qual'è l'origine delle micropolveri? Come agiscono quando vengono assorbite dal nostro corpo? Quali patologie apparentemente estranee a questo fenomeno possono finalmente trovare una spiegazione?."A queste ed ad altre domande il libro di Stefano Montanari cerca di dare delle risposte esaustive in un contesto di indifferenza e a volte di vero e proprio boicottaggio della comunità scientifica. Trovo molto interessante questo libro anche perchè ritengo che le patologie descritte dal dr.Montanari possano richiamare l'attenzione della comunità omeopatica sulla possibile relazione di dette patologie con la modalità reattiva sicotica .Il dr.Stefano Montanari vive e lavora a Modena, dove dal 2004 è Direttore Scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics, il centro che svolge studi e ricerche relative all'inquinamento da polveri inorganiche e al quale si rivolgono per consulenze aziende alimentari, enti pubblici e privati. (Montanari Stefano, Il girone delle polveri sottili, Macro edizioni,2008) giovedì 9 ottobre 2008
Giocare per forza
Segnalazione del libro di Ermanno BENCIVENGA, Giocare per forza. Critica della società del divertimento, Bruno Mondatori, Milano 2007, pp. 182.
A che gioco giochiamo noi tutti?
A che gioco giocano i bambini?
Ma giocano o vengono giocati?
E qual è la posta in gioco?
Chi c’è dall’altra parte del tavolo?
Quali trucchi usa per farci perdere?
E cosa perdiamo?
Cosa perdono i nostri figli?
A queste e ad altre domande cerca di rispondere un filosofo, Ermanno Bencivenga. La prima edizione del suo libro, Giocare per forza, era del 1995. La recente riedizione aggiornata non smentisce l’analisi precedente, ma anzi conferma l’aggravarsi del fenomeno. Quale? Da Disneyland al proliferare di parchi giochi, tematici, acquatici, dai quiz televisivi ai videogame, dalle mille diavolerie di internet ai villaggi turistici e alle notti bianche, la parola d’ordine, l’unico comandamento scrupolosamente osservato da tutti, è “Divertitevi!”.
Ma di che divertimento si tratta? Anzi, visto che si chiede sempre di più la partecipazione, l’interazione, il coinvolgimento delle persone, di che gioco si tratta?
L’autore, filosofo italiano docente da lunghi anni negli Stati Uniti, ha girato in lungo e in largo le capitali del divertimento, come Orlando in Florida o Las Vegas, ma ha anche analizzato le nostre forme di gioco e intrattenimento, scoprendo che la vera finalità dell’esplodere di così tanto divertimento coatto è il business.
Il divertimento è il più grande affare del secolo. Ed è la nostra religione! Una volta la maggior parte della gente alla domenica andava in chiesa, oggi va ai centri commerciali. Così come, osserva l’autore, se analizzate bene i nostri quiz televisivi vi accorgerete subito che viene recitato un lungo rosario di…pubblicità.
Il gioco, il divertimento, le città meraviglia, le luci, le attrazioni, i paesi dei balocchi, i centri commerciali servono per sedurci. Come in un centro commerciale dove c’è tutto per accontentare tutti, grandi e piccini, donne e uomini: cinema, pizzeria, salagiochi, boutiques, sauna, relax, sport, supermercato, ecc. Si deve poter passare nel village tutta la giornata, felici e contenti.
Spendendo.
Ma non è questo il problema. Ognuno può fare dei suoi soldi e della sua vita ciò che vuole.
Il guaio è che questo tipo di gioco non richiede sforzo, disciplina, applicazione, invenzione. Il nostro giocare per forza, insomma, sta uccidendo la creatività, perché è ossessiva ripetizione di qualcosa creato da altri, sta mortificando la nostra intelligenza, riempie quello spazio vuoto e toglie quel tempo inutile che sono fondamentali per sviluppare il dono più prezioso che l’uomo ha e che i nostri bambini non riescono più ad avere: la fantasia.
Prof Claudio Bernardi
Docente di Antropologia del Teatro
Università Cattolica di Brescia
lunedì 28 luglio 2008
Ecoshopping
La società dei consumi è la nostra 'mamma'. Noi siamo i suoi figli. Chi più spende quindi è il vero cittadino di questa società; infatti se acquistiamo più merce, la produzione aumenta e i soldi circolano.
Quindi i nostri atti quotidiani, o meglio i nostri acquisti, influenzano il mercato e noi esercitiamo un potere.
Ma in questi atti siamo fortemente condizionati da tanti fattori, come pubblicità martellanti, promozioni ecc. per cui spesso agiamo d'impulso acquistando prodotti superflui.
Come fare per esercitare questo potere in modo consapevole e scegliere prodotti ecologici che tengano conto dell'ambiente ?
Rita Imwinkelried e Nicoletta Pennati, giornaliste e ambientaliste, già autrici di Guida alla spesa biologica (Sperling & Kupfer ed.), hanno presentato a Milano il loro nuovo libro Ecoshopping-idee,indirizzi,siti per fare acquisti senza trascurare ambiente, salute e ..portafoglio (edizioni Sperling & Kupfer), ovvero come orientarsi su punti vendita e su acquisti di abbigliamento, detergenza, cosmetici, articoli per la casa e per l'ufficio oltre a indicazioni sul turismo ecosostenibile e responsabile.
Tra gli Ecosuggerimenti:
- quando compriamo un prodotto stiamo esercitando un potere;
libertà di scelta nell'acquisto significa non farsi abbindolare dalla pubblicità e offerte sottocosto;
- se abbiamo a cuore la Terra scegliamo prodotti a basso impatto ambientale;
-la produzione ecologica presuppone innovazione, ricerca e utilizzo di tecnologie avanzate;
-un buon mix di tecnologia all'avanguardia e di materiali naturali migliora la qualità della vita;
- prima di fare un acquisto fermiamoci a riflettere: ne abbiamo veramente bisogno?Esiste un'alternativa eco?
per informazioni www.esseresostenibili.it
articolo presentato da Elena Bosi medico
sabato 21 giugno 2008
Il 29 marzo 2008 è stato presentato il primo volume della collana: Guida alle specie allergeniche degli orti botanici italiani: il giardino dei semplici - L’orto botanico di Firenze (a cura di M. Manfredi, G. Moscato, P. Luzzi, S. Varriale, Editore Mattioli).Il volume è stato realizzato dall’Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA) in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, Museo di Storia Naturale, Orto Botanico “Il Giardino dei Semplici”. L’idea è nata da una prima esperienza di creazione di un percorso alla scoperta delle piante allergeniche nell’Orto Botanico di Firenze che risale al settembre del 2004 durante il Corso intensivo di Palinologia e Fenologia, realizzato da AIA in occasione del Congresso della Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica (SIAIC) a Firenze. Ogni volume prevede alcuni capitoli, curati da maggiori specialisti del settore, dedicati ad argomenti specifici inerenti l’aerobiologia, la pollinosi e la loro storia ed include un percorso guidato all’interno di ogni Orto, corredato di mappa. Le diverse specie allergeniche, arboree, arbustive ed erbaceae, all’ interno dell’Orto sono contraddistinte ognuna da un cartellino che ne segnala l’interesse dal punto di vista allergologico. Per ogni specie allergenica è presente nel volume una scheda conoscitiva, comprensiva di iconografia ed informazioni relative alla sua classificazione tassonomica, caratteristiche botaniche, distribuzione in campo, periodo di fioritura, rilievi aerobiologici, caratterizzazione degli allergeni e dati clinici. Il volume è stata realizzato a scopo educativo per i cittadini ed in particolare per i pazienti allergici per favorire la diffusione della conoscenza delle specie allergeniche e dei processi di salute al fine di contribuire a ridurre il rischio di allergie. Per saperne di più e per informazioni relative all’acquisto del libro consultare il sito dell'Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA).lunedì 19 maggio 2008
Piante e ambiente
“Amare e proteggere le piante oggi significa soprattutto tutelare il territorio in cui essi vivono, per permettergli di riprodursi e svilupparsi. Secondo la lista delle 50 piante più a rischio di estinzione nelle isole mediterranee, pubblicata di recente dalla IUCN (Unione Mondiale della Conservazione), l'Italia rischia di perdere la Silene vellutata delle Eolie, la Centaurea gymnocarpa dell'isola di Capraia, nove specie presenti in Sicilia tra cui l'Abete dei Nebrodi, la Zelkova sicula, la Calendula martittima, la Viola di Ucria, cinque specie presenti in Sardegna, l'Aquilegia barbaricina, l'Aquilegia nuragica, Lamyropsis microcephala, la Polygala. L'analisi della IUCN richiama l'attenzione sui danni prodotti dall'agricoltura intensiva, dall'urbanizzazione e dal turismo di massa sugli habitat naturali, ma anche dall'aumento demografico, dal riscaldamento globale e dall'invasione di piante aliene che ha portato all'estinzione o vicino all'estinzione molte specie endemiche. La ricerca presentata dalla IUCN pone l'accento sulla necessità di prediligere la conservazione in situ a programmi di coltivazione e reintroduzione, che spesso sono complicati e dispendiosi. In Italia un esempio di programma di conservazione di una specie vegetale a rischio di estinzione è stato messo in atto dal Ministero dell'Ambiente a tutela delle praterie di Posidonia, una pianta acquatica endemica del Mediterraneo, che si sviluppa in estese praterie sottomarine, produce ossigeno e sostanze organiche, fornisce riparo a numerose specie acquatiche, attenua l'erosione del mare lungo le coste. La Posidonia è minacciata dalla competizione con alghe invasive alloctone, dalla cementificazione delle coste, dall'aumento dell'inquinamento, dalla pesca "a strascico".” venerdì 16 maggio 2008
L'angolo del Pediatra: Vaccinare contro il Papillomavirus

Da qualche settimana l’argomento più gettonato dalle mamme di adolescenti è sicuramente il vaccino contro il Papilloma Virus.
Il tema è tanto interessante e dibattuto che i pareri sono discordanti, senza una reale comprensione dei meccanismi di protezione, della loro durata o dei possibili effetti collaterali.
Consigliamo per approfondire e decidere consapevolmente il libro di recente edizione(Salus Infirmorum)
Gli autori: Dr Roberto Gava,specialista in farmacologia e tossicologia e il Dr .Eugenio Serravalle specialista in pediatria,sono due esperti in materia di vaccinazioni pediatriche.
In esso vengono illustrate le perplessità sul reale rapporto rischio/beneficio di questo vaccino.
Infatti l’infezione da HPV è comune, ma il rischio di sviluppare un carcinoma è eccezionale, richiede decenni e può essere evidenziato precocemente da periodici e innocui Pap-test che in ogni caso devono essere eseguiti anche nei vaccinati, perché il vaccino copre solo contro 2 dei 15 ceppi ad alto rischio tumorale.
Ulteriori dubbi sono legati alla mancanza di informazioni corrette ed esaustive sui reali effetti indesiderati di questa vaccinazione e stanno diventando sempre più numerose le segnalazioni di gravi danni da vaccino.
Non vi sono ancora a tutt’oggi dati precisi sulla durata della protezione e sulla reale capacità di prevenire veramente non le lesioni precancerose ma il carcinoma del collo dell’utero.
Infine non si sa come si modificheranno i numerosi tipi di HPV in risposta allo stimolo vaccinale: gli altri tipi virali non coperti dal vaccino diventeranno ancora più cancerogeni?
Scopo di questa pubblicazione è fornire un’informazione aggiornata sui vantaggi e sui limiti di questa vaccinazione, in modo che ognuno possa trovarsi nella condizione più corretta per esprimere, con un maggior grado di scienza e coscienza, il suo consenso .
Elena Bosi
lunedì 28 aprile 2008
...Anche le piante pensano
Secondo recenti ricerche condotte da studiosi di Neurobiologia Vegetale le piante sembrano possedere una qualche forma di intelligenza che consente loro non solo di pensare e comunicare, ma anche di risolvere problemi legati soprattutto alla salvaguardia del loro territorio e alla loro incolumità. Stefano Mancuso, professore di fisiologia delle specie arboree all' Università di Firenze, è responsabile del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (Linv), il primo laboratorio al mondo specializzato nello studio dell' "intelligenza verde": merito dei ricercatori del Linv è l’individuazione di una regione dell’apice radicale, chiamata zona di transizione, che sembra possedere tutti i requisiti per essere considerata una zona simil-neurale. In questa intervista il prof. Stefano Mancuso sottolinea come tali studi possano avere varie applicazioni pratiche : “ Dalla comprensione su come funzionano veramente le piante a ricadute in campi apparentemente distanti come, per esempio, nella robotica con la costruzione dei primi robot ispirati al mondo vegetale, i cosiddetti “plantoidi” su cui stiamo lavorando. Ma il risultato più importante sarebbe far crescere nelle persone la consapevolezza che le piante sono esseri viventi estremamente complessi da cui dipende la vita sulla Terra. Si stima che noi conosciamo soltanto il 5-10 % delle specie vegetali presenti sul pianeta e da queste traiamo il 95% di tutti i principi medicinali utilizzati dall’uomo. Ogni anno migliaia di specie di cui non sappiamo assolutamente nulla si estinguono, portando con se chissà quali regali per l’umanità che non conosceremo mai. Spesso paragono il mondo delle piante a un enorme regalo fatto all’uomo, che noi gettiamo via senza nemmeno averlo scartato. Ecco, forse sapere che le piante ragionano, sentono, comunicano potrà farcele sentire più vicine e magari proteggerle con più efficacia”.Per chi volesse approfondire l’argomento si suggerisce la lettura del libro “Communication in Plants– Neural aspects of plant life” (Baluska, Mancuso e Volkmann, ed.Springer 2006)


