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venerdì 7 giugno 2024

La vitamina D potrebbe aumentare la resistenza al cancro

 


La vitamina D potrebbe offrire in futuro una marcia in più contro i tumori, rinforzando la risposta immunitaria al cancro. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Science, condotto presso il Francis Crick Institute di Londra, the National Cancer Institute (NCI) del National Institutes of Health (NIH) in Usa e l'università danese di Aalborg. I ricercatori hanno scoperto che i topi di laboratorio alimentati con una dieta ricca di vitamina D avevano una migliore resistenza immunitaria ai tumori trapiantati sperimentalmente nel loro corpo e rispondevano meglio al trattamento con immunoterapia. Inoltre, il team ha scoperto che la vitamina D agisce nell'intestino, favorendo un batterio chiamato Bacteroides fragilis.
Secondo i ricercatori, è questo microrganismo a conferire ai topi una migliore immunità al cancro. Studi precedenti hanno proposto un legame tra carenza di vitamina D e rischio di cancro nell'uomo, anche se le prove non sono state risolutive. Per indagare ulteriormente, i ricercatori hanno analizzato un set di dati provenienti da 1,5 milioni di persone in Danimarca, che ha evidenziato un legame tra livelli più bassi di vitamina D e un rischio più elevato di cancro.  Un'analisi separata di una popolazione di pazienti oncologici ha anche suggerito che le persone con livelli più alti di vitamina D hanno chance maggiori di rispondere bene ai trattamenti immunoterapici contro il cancro.

domenica 28 gennaio 2018

SEMPRE A PROPOSITO DI MENOPAUSA : COMINCIAMO DA CIO’ CHE MANGIAMO…..

SPUNTI DIETOLOGICI  LIBERAMENTE TRATTI DA:

“Prevenire i tumori mangiando con gusto”, A. Villarini, G. Allegro. Ed. Sperling & Kupfer
Questo libro parte da una sperimentazione eseguita presso l’istituto dei tumori di Milano che ha dimostrato come giuste regole alimentari possano diminuire la percentuale di recidive di tumori al seno. L’autore approfondisce quindi generali direttive per una sana alimentazione utili anche nell’ambito della menopausa.
Nella prefazione di questo interessante libro, viene citato un medico ebreo del XII secolo per riflettere sugli eccessi nelle nostre abitudini alimentari: “Nessuno dà al suo cavallo troppo fieno , ogni padrone di un cavallo gliene serve una misura adatta a quanto gli necessita e può digerire, ma egli stesso mangia in eccesso”.
Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro nel 2007 ha concluso una ampia opera di recensione di tutti gli studi sul rapporto cibo-tumori ed ha stilato una serie di “Regole d’oro”, che sono applicabili con ampio spettro.
-          LIMITARE i cibi con una quantità eccessiva di calorie (troppo ricchi di zuccheri o grassi)
-          EVITARE COMPLETAMENTE LE BEVANDE ZUCCHERATE: infatti esistono numerosi studi che mettono in relazione obesità e il consumo di bibite gasate dolcificate.
-          LIMITARE LE BEVANDE ALCOOLICHE
-           EVITARE LE CARNI CONSERVATE E RIDURRE LE CARNI ROSSE
-          BASARE L’ALIMENTAZIONE soprattutto su cibi di provenienza vegetale non industrialmente raffinati, ampliando le varietà di cereali, legumi, frutta e verdura. Inoltre è altrettanto importante masticare con calma qualsiasi alimento.

domenica 6 dicembre 2015

Il Vischio e le sue proprietà terapeutiche

Il vischio è una pianta ornamentale che nelle diverse culture, soprattutto del centro Europa, ha assunto un significato benaugurante. Basti pensare alle composizioni con il vischio che vengono appese alla porta d’ingresso nel periodo natalizio.
Il suo uso terapeutico risale alla tradizione fitoterapica europea nella quale l’estratto alcolico è stato ampiamente utilizzato come anti-ipertensivo, spesso in associazione con gli estratti di aglio e di biancospino. Sono state ormai abbandonate le indicazioni terapeutiche dell’estratto alcolico nell’epilessia e nell’asma bronchiale.
 Il vischio (Viscum album, L. 1753) è una pianta cespugliosa che appartiene alla famiglia delle Viscaceae o Santalaceae secondo la classificazione APG. E’ una pianta particolare semiparassita che non danneggia l’ospite ma lo utilizza per approvvigionarsi di sostanze nutritive. E’ in grado di sviluppare la fotosintesi clorofilliana, infatti possiede delle piccole foglie verdi, ma invece di radicarsi nel terreno cresce su un’altra pianta; essa non segue un normale ritmo di sviluppo annuale con la sequenza classica, infatti produce un frutto sotto forma di bacca bianca nel periodo invernale.
Possiede un’altra peculiarità: non ha uno sviluppo verticale, ma bensì circolare ed è caratteristico vedere sulle piante di latifoglia, nel periodo invernale quando sono scomparse le foglie, i cespugli circolari del vischio. Può crescere sia sulle latifoglie sia sulle conifere.
All’inizio del novecento, tra il 1916 e il 1925, Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia, ebbe l’intuizione, con la collaborazione della dottoressa Ita Wegman, di utilizzare una particolare preparazione di vischio per la terapia dei tumori, studiando la corrispondenza tra i processi patologici neoplastici e i processi di sviluppo di questa pianta.