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domenica 25 marzo 2018

LE PIANTE CHE CURANO : ARTIGLIO DEL DIAVOLO(Harpagophytum procumbens)

“Artiglio del Diavolo” è il nome comune con cui è conosciuta questa pianta perenne rampicante appartenente alla famiglia delle Pedaliacee. Diffuso nell’Africa Sud Occidentale ed in particolare nel deserto del Kalahari, in Namibia  e in Botswana, l’Artiglio del Diavolo deve il suo nome alle appendici dure che caratterizzano i suoi frutti ovoidali. Queste escrescenze sono dotate di robusti uncini che, penetrando nel corpo o nelle zampe degli animali, procurano serie ferite  e li costringono a compiere una specie di ballo scatenato per cercare di liberarsene. Il nome della pianta deriva appunto da “harpagos”, cioè uncino, riferito alle protuberanze acuminate dei suoi frutti legnosi. Nella medicina tradizionale sud africana l’Artiglio del Diavolo è utilizzato da secoli per la cura di malattie reumatiche, dolori articolari, febbre e problemi gastroenterici, dove viene sfruttata la sua azione di tonico amaro utile nei disturbi digestivi.

sabato 4 novembre 2017

Le gemme preziose : Vitis Vinifera

Originaria del Sud Ovest asiatico, la Vite è coltivata in Africa del Nord e in Europa da almeno tre millenni. Per i greci la Vite era oggetto di un vero e proprio culto, essendo ritenuta un emblema della civiltà. Citata a più riprese nella Bibbia, la Vite e il vino sono simboli di gioia, dello Spirito Santo, della saggezza e della verità di Dio, ma anche del Cristo, del suo sangue versato e dell’Eucaristia.
Nella storia si è fatto un uso terapeutico di tutte le parti della Vite: la linfa, i fiori, le radici, le foglie, il frutto e gli acini e persino le ceneri  del ceppo o della corteccia. Oggi si usano soprattutto le foglie e le gemme.
Le foglie ricche di tannini e di flavonoidi, possiedono proprietà vitaminiche P, utili nelle flebiti, menorragie e le emorroidi.
Le gemme agiscono prevalentemente sulle degenerazioni tissutali e sull’apparato osteoarticolare con azione antinfiammatoria.
Le sue indicazioni sono tutti i processi infiammatori recidivanti o cronici delle articolazioni .

domenica 22 ottobre 2017

Le gemme preziose : PINUS MONTANA

Il pino, che appartiene alla famiglia delle Pinacee, ha una spiccata attività sull’apparato osteoarticolare. Se ne utilizzano le gemme, che rappresentano il tessuto fresco e vitale della pianta, ovvero il concentrato dell’energia vitale.
Le sue proprietà sono di stimolazione del trofismo osseo e cartilagineo, pertanto rappresenta un rimedio antiartrosico per eccellenza, insieme a Ribes Nigrum e a Vitis Vinifera.  Questi tre gemmoterapici possono infatti essere utilizzati contemporaneamente in qualunque tipo di localizzazione di artrosi .
Pinus Montana in particolare, sembra agire rallentando l’usura della cartilagine , rafforzando la trama ossea. Può essere consigliato nell’osteoporosi post menopausale o senile, nel reumatismo articolare cronico degenerativo e nella prevenzione e terapia delle fratture patologiche nelle persone anziane oppure nel morbo di Osgood Schlatter dei giovani .

domenica 8 settembre 2013

SETTIMANA DELLA CHIROPRATICA


                                     
   
Dal 14 al 19 ottobre

AL VIA LA SETTIMANA DELLA CHIROPRATICA

CHECK-UP GRATUITI IN TUTTA ITALIA

Per salvare dallo stress la colonna vertebrale e la salute


 


Dal 14 al 19 ottobre, in concomitanza con il World Spine Day del 16 ottobre, giorno dedicato in tutto il mondo alla salute della colonna vertebrale, prende il via in tutta Italia, la settimana della chiropratica.


In occasione di questo evento, promosso dall’Associazione Italiana Chiropratici, oltre 200 dottori in chiropratica aprono i loro studi per un check-up gratuito della colonna vertebrale. Per trovare lo studio chiropratico della propria città dove prenotarsi basta telefonare, già dai primi di ottobre, al numero verde AIC 800017806 dal lunedì al venerdì in orario 9-12,30 e 14,30-17,30.


 

 

 

L’iniziativa si propone di far conoscere la chiropratica e i suoi benefici sulla salute visto che in Italia si registra ancora una carenza d’informazione circa le indicazioni terapeutiche e l’esercizio di questa disciplina. Molti pensano, infatti, che la chiropratica sia in grado solo di alleviare e prevenire il mal di schiena. Invece il dottore in chiropratica si occupa soprattutto della salute di tutto l’organismo. E a tal fine si propone di mantenere la colonna vertebrale sana, cioè in grado di svolgere i complessi compiti biomeccanici necessari per la nostra vita quotidiana. Come viene perseguito questo obiettivo? “Principalmente individuando, eliminando o riducendo l’instaurarsi di sublussazioni vertebrali che, anche in assenza di sintomi particolari, possono compromettere le normali trasmissioni del sistema nervoso con effetti negativi in varie parti del corpo e di riflesso sulla salute”, risponde John Williams, presidente dell’Associazione Italiana Chiropratici. Il dottore in chiropratica non usa farmaci, né interventi invasivi, ma ricorre a tecniche manuali scelte in base ai parametri del caso e secondo una diagnosi olistica che tiene conto dello stile di vita, del tipo di lavoro svolto, dell’alimentazione e di eventuali stress strutturali, psicologici e chimici: tutti fattori che influiscono sul nostro stato di salute. “E’ importante sottolineare che il dottore in chiropratica non si ferma al sintomo e non si limita a rimuovere le sublussazioni”, precisa  John Williams,  “perché fa parte dei suoi compiti valutarne le cause mediante una visita clinica accurata che include tra l’altro un esame posturale, l’analisi di radiografie e di esami clinici e un colloquio personale con domande mirate su stile di vita, tipo di lavoro svolto ecc”. Questa visita approfondita è necessaria per capire se le cause dei disturbi (e delle sublussazioni) sono di tipo strutturale (cioè provocate da traumi fisici recenti o lontani nel tempo, da problemi di disequilibrio dovuti a volte a una malocclusione dentale, o persino a problemi uditivi o visivi) oppure di tipo chimico, (alimentazione scorretta, fumo, abuso di bevande alcoliche, esposizione eccessiva all’inquinamento), o se dipendono anche da uno stress emotivo. “Lo stress in sé può avere una valenza positiva, perché fornisce l’energia per superare prove e difficoltà. E’ il suo eccesso, provocato dal sovrapporsi di eventi negativi su diversi fronti che, invece, mette a rischio la salute, definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non come semplice assenza di malattia, avverte John Williams.

domenica 14 aprile 2013

Rosa canina nelle malattie infiammatorie


Alcuni ricercatori australiani hanno realizzato una meta-analisi  per valutare i risultati dell’azione antiinfiammatoria della rosa canina sull’infiammazione e sull’artrite ottenuti nel corso di 3 studi clinici standardizzati e controllati verso placebo ( 2 anche crossover ).

Tali studi hanno avuto il loro inizio partendo dalla conoscenza che i cinorroidi di rosa canina contengono un particolare tipo di galattolipidi che esercita una specifica azione antiinfiammatoria. E’ stata utilizzata polvere di rosa canina standardizzata per assicurare al massimo la conservazione delle sostanze fitochimiche. Si è evidenziato che tale polvere standardizzata possiede attività antiossidante e antiinfiammatoria e che determina una serie di benefici clinici in patologie come l’osteoartrite, l’artrite reumatoide e malattie infiammatorie intestinali. La meta-analisi dei tre studi clinici ha coinvolto 287 pazienti per un periodo di terapia e di osservazione pari a tre mesi. Si è così evidenziato che il trattamento con polvere standardizzata di rosa canina ha costantemente ridotto i punteggi del dolore e che i pazienti in terapia con rosa canina avevano una probabilità doppia ( verso placebo ) di rispondere al trattamento.

lunedì 18 febbraio 2013

Arnica montana nello sport


L’Arnica appartiene alla famiglia delle Composite e cresce spontaneamente  in ambiente montano. È conosciuta da secoli per le sue proprietà , tanto che era usata per uso esterno sotto forma di decotto per applicazioni  su  contusioni e traumi. I suoi benefici si evidenziano sull’indolenzimento muscolare che si avverte durante l’attività sportiva o dopo un trauma o una contusione. Ogni sintomo è peggiorato dal contatto, dalla pressione o dallo sforzo fisico. Aiuta  a riassorbire ecchimosi ed  emorragie o a frenare epistassi (sangue dal naso). Come utilizzarla? In preparazione allo sport: prima di una gara, un allenamento, una giornata sugli sci, oppure durante una pratica sportiva per alleviare i sintomi della fatica muscolare.

domenica 24 giugno 2012

Terapia dei traumi con l'omeopatia - seconda parte

Ledum palustre
Il ledo delle paludi è un arbusto che cresce nelle zone umide dell'Europa, dell'Asia e dell'America. In omeopatia è utilizzato con successo nei traumi oculari (occhio pesto). Il paziente presenta soffusioni emorragiche, soprattutto periorbitali, con scarsa tendenza al riassorbimento. Il dolore locale è migliorato da applicazioni fredde. Un altro campo d'applicazione è rappresentato dalle ferite causate da oggetti appuntiti (chiodi, spine, denti di animali...), soprattutto se non hanno sanguinato.
Posologia: 7-9 CH 4 granuli 2-3 vv/die

Rhus toxicodendron
È una arbusto, appartiene alla famiglia delle Anarcadiacee, e comunemente conosciuto come sommaco velenoso. È di fondamentale importanza in traumatologia quando vogliamo trattare  distorsioni e  strappi. Il medicinale omeopatico da esso ottenuto ha un’azione elettiva su tendini, legamenti e aponeurosi. Il sintomo più caratteristico è il dolore iniziale che migliora con il movimento lento e progressivo. Si ha un netto peggioramento con l’umidità. Spesso il paziente lamenta una sensazione di irrigidimento.
Posologia: 7-9 CH 4 granuli 2-3 vv/die
NB il quadro patogenetico di Rhus spesso coincide con i postumi delle distorsioni. In fase acuta è più utile Ruta.

Ruta graveolens
La Ruta è una pianta della famiglia delle Rutacee. Si utilizza nel trattamento dei traumi dei tessuti fibrosi, aponeurosi, tendini e legamenti (distorsioni e/o strappi). Il paziente accusa una sensazione di ossa rotte e di indolenzimento che peggiora con il riposo e migliora con il movimento ed il caldo. Molto utile nelle distorsioni, soprattutto di caviglia e polso, dove viene somministrata dopo un primo utilizzo di Arnica, che è sempre il primo medicinale a cui pensare in caso di trauma. Posologia: 7-9 CH 4 granuli 2-3 vv/die

Silicea
La silice è una polvere bianca, fine ed insolubile in acqua. Da essa si ottiene uno dei più importanti rimedi omeopatici, con molteplici indicazioni cliniche. Nel nostro caso possiamo prenderne in considerazione due.
La prima: usare Silicea se a seguito di un trauma ci si procura una ferita con tendenza a suppurare. La suppurazione è di solito cronica o recidivante, infatti nelle formazioni di pus acute è più utile Hepar sulfur. Posologia: 9 CH 4 granuli 2-3 volte al dì
La seconda: ricordiamoci di Silicea se all'interno di una ferita, quando ormai la cute si è rimarginata, è rimasto un corpo estraneo (spina, sassolino detrito..). Posologia: 4-5 CH 4 granuli per 2 volte al dì sino a risoluzione.

Staphysagria
La Staphisagria o erba dei pidocchi è una pianta che appartiene alla famiglia delle Ranucolacee. In omeopatia viene utilizzata per trattare molteplici problematiche. Nel nostro caso possiamo prenderla in considerazione quando volgiamo ridurre il dolore di ferite procurate con oggetti affilati. Se, ad esempio, ci si taglia il polpastrello con un coltello il dolore che sentiamo sarà mitigato dall’assunzione di questo medicinale, così come nel caso di ferite chirurgiche. Inoltre ne faciliterà la cicatrizzazione.
Posologia: 30 CH 4 granuli 2;3 volte/die.

Symphytum
È una pianta, detta anche Cosolida maggiore, che appartiene alla famiglia delle Borraginacee. Molto utile, in seguito ad Arnica, quando si hanno dolori ossei nel punto di frattura. Viene usato anche in associazione a Calcarea Phosphorica per facilitare il consolidamento dell’osso. Posologia: 5-9 CH 4 granuli 2-3 volte al dì.

Dr. Giulio Viganò, pediatra, Milano

giovedì 29 settembre 2011

Il benessere? Passa dalla colonna vertebrale in equilibrio!


Dal 24 al 29 ottobre in tutta Italia - Settimana della Chiropratica 2011...


 ... Per fare il tagliando alla spina dorsale con un check up chiropratico gratuito e conoscere i benefici e le tecniche della chiropratica.


Hai mal di schiena? Fai parte del grande esercito di italiani che ne soffre. “Secondo stime recenti se ne contano circa 15 milioni tra uomini e donne di tutte le età e persino adolescenti”, precisa John Williams, presidente dell’Associazione Italiana Chiropratici (AIC), “lombalgia (dolore nella parte bassa della schiena) e dorsalgia (dolore nella zona centrale della schiena) sono il motivo per cui nella maggior parte dei casi ci si rivolge a un dottore in chiropratica che, il più delle volte, rappresenta l’ultima spiaggia”.  E sottolinea Williams: “Un vero peccato, visto che con controlli preventivi e periodici della colonna vertebrale, e senza il ricorso a farmaci, si potrebbe sia attuare una prevenzione efficace di questi e altri problemi di salute (tra i tanti: molti tipi di ernie del disco, protusioni discali, vertigini, senso di stanchezza, ansia, disturbi derivanti da artrosi), sia stimolare l’innata capacità di autoguarigione dell’organismo, favorendo anche il mantenimento di una buona forma psicofisica”.

mercoledì 7 settembre 2011


Yoga 2 volte a settimana per 2 mesi riduce dolore cronico

Roma, 2 ago. (Adnkronos Salute) - Yoga efficace contro il dolore cronico. Uno studio canadese, pubblicato su 'Journal of Pain Research', ha dimostrato che due sedute alla settimana per due mesi consecutivi sono in grado di ridurre i sintomi dolorosi e lo stress psicologico nelle donne colpite da fibromialgia. Si tratta della prima ricerca orientata a studiare gli effetti della disciplina orientale sul tasso del cortisolo nelle pazienti che soffrono di questo disturbo. La fibromialgia colpisce principalmente le donne, provoca dolori cronici, stanchezza rigidità muscolare, disturbi del sonno e depressione. Uno studio precedente aveva dimostrato che i tassi di cortisolo nelle pazienti colpite era inferiore alla media. Una condizione che può favorire i sintomi. Nella nuova ricerca, perciò, gli scienziati hanno tenuto sotto controllo i valori del cortisolo, misurandoli nella saliva di due gruppi di donne, uno dei quali partecipava a sedute bisattimanali da 75 minuti di hata yoga. E' emerso così che le pazienti impegnate nelle lezioni della particolare ginnastica dolce avevano i livelli migliori di cortisolo, meno dolore e una maggiore serenità psicologica. "Teoricamente i tassi di cortisolo - spiega Kathryn Curtis, dell'Università canadese di York - sono più alti al mattino, 30-40 minuti dopo il risveglio. Si abbassano poi, progressivamente, fino a quando si va a letto. Ma la produzione dell'ormone risulta alterato nelle donne colpite da fibromialgia".

Tratto da Univadis 3/08/2011

Elena Bosi, pediatra Milano


mercoledì 6 luglio 2011

'Epidemia' piede piatto tra bimbi, meglio scarpe morbide e flessibili

"Il piedino piatto è il disturbo più frequente nei bambini. Si tratta di un dismorfismo che spesso con la crescita tende a correggersi autonomamente. Prima dei 4 anni, quindi, è inutile sottoporre i bimbi allo stress o a troppe visite; è bene farlo controllare periodicamente e utilizzare calzature adeguate: scarpine elastiche con la parte posteriore alta e rigida". A consigliare a mamme e papà come salvaguardare la salute dei piedini dei più piccoli è Marco Cianfanelli, ortopedico e responsabile dell’ambulatorio di Patologia del piede dell’ospedale San Camillo,  al III congresso internazionale sulla chirurgia del piede, in corso a Roma."Oggi, purtroppo – continua Cianfanelli – bisogna combattere contro la moda e con le scarpe da ginnastica pubblicizzate in tv". "Il piede del bambino, soprattutto nella prima infanzia – aggiunge Attilio Basile, ortopedico e specialista presso il centro di eccellenza per la cura del piede dell’ospedale San Camillo di Roma - è molto delicato. Ha bisogno di crescere e svilupparsi libero da vincoli di qualsiasi genere.