“Artiglio del Diavolo” è il nome comune con cui è conosciuta
questa pianta perenne rampicante appartenente alla famiglia delle Pedaliacee. Diffuso
nell’Africa Sud Occidentale ed in particolare nel deserto del Kalahari, in
Namibia e in Botswana, l’Artiglio del
Diavolo deve il suo nome alle appendici dure che caratterizzano i suoi frutti
ovoidali. Queste escrescenze sono dotate di robusti uncini che, penetrando nel
corpo o nelle zampe degli animali, procurano serie ferite e li costringono a compiere una specie di
ballo scatenato per cercare di liberarsene. Il nome della pianta deriva appunto
da “harpagos”, cioè uncino, riferito alle protuberanze acuminate dei suoi
frutti legnosi. Nella medicina tradizionale sud africana l’Artiglio del Diavolo
è utilizzato da secoli per la cura di malattie reumatiche, dolori articolari,
febbre e problemi gastroenterici, dove viene sfruttata la sua azione di tonico
amaro utile nei disturbi digestivi.
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domenica 25 marzo 2018
sabato 4 novembre 2017
Le gemme preziose : Vitis Vinifera
Originaria del Sud Ovest asiatico, la Vite è coltivata in
Africa del Nord e in Europa da almeno tre millenni. Per i greci la Vite era
oggetto di un vero e proprio culto, essendo ritenuta un emblema della civiltà.
Citata a più riprese nella Bibbia, la Vite e il vino sono simboli di gioia,
dello Spirito Santo, della saggezza e della verità di Dio, ma anche del Cristo,
del suo sangue versato e dell’Eucaristia.
Nella storia si è fatto un uso terapeutico di tutte le parti
della Vite: la linfa, i fiori, le radici, le foglie, il frutto e gli acini e
persino le ceneri del ceppo o della
corteccia. Oggi si usano soprattutto le foglie e le gemme.
Le foglie ricche di tannini e di flavonoidi, possiedono
proprietà vitaminiche P, utili nelle flebiti, menorragie e le emorroidi.
Le gemme agiscono prevalentemente sulle degenerazioni
tissutali e sull’apparato osteoarticolare con azione antinfiammatoria.
Le sue indicazioni sono tutti i processi infiammatori
recidivanti o cronici delle articolazioni .
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domenica 22 ottobre 2017
Le gemme preziose : PINUS MONTANA
Il pino, che appartiene alla famiglia delle Pinacee, ha una
spiccata attività sull’apparato osteoarticolare. Se ne utilizzano le gemme, che
rappresentano il tessuto fresco e vitale della pianta, ovvero il concentrato
dell’energia vitale.
Le sue proprietà sono di stimolazione del trofismo osseo e
cartilagineo, pertanto rappresenta un rimedio antiartrosico per eccellenza,
insieme a Ribes Nigrum e a Vitis Vinifera.
Questi tre gemmoterapici possono infatti essere utilizzati contemporaneamente
in qualunque tipo di localizzazione di artrosi .
Pinus Montana in particolare, sembra agire rallentando
l’usura della cartilagine , rafforzando la trama ossea. Può essere consigliato
nell’osteoporosi post menopausale o senile, nel reumatismo articolare cronico
degenerativo e nella prevenzione e terapia delle fratture patologiche nelle
persone anziane oppure nel morbo di Osgood Schlatter dei giovani .
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domenica 8 settembre 2013
SETTIMANA DELLA CHIROPRATICA
AL VIA LA
SETTIMANA DELLA CHIROPRATICA
CHECK-UP GRATUITI IN TUTTA ITALIA
Per salvare dallo stress la colonna
vertebrale e la salute
Dal
14 al 19 ottobre, in concomitanza con il World Spine Day del 16 ottobre, giorno
dedicato in tutto il mondo alla salute della colonna vertebrale, prende il via
in tutta Italia, la settimana della chiropratica.
In
occasione di questo evento, promosso dall’Associazione Italiana Chiropratici,
oltre 200 dottori in chiropratica aprono i loro studi per un check-up gratuito
della colonna vertebrale. Per trovare lo studio
chiropratico della propria città dove prenotarsi basta telefonare, già dai
primi di ottobre, al numero verde AIC
800017806 dal lunedì al venerdì in
orario 9-12,30 e 14,30-17,30.
L’iniziativa si propone di far conoscere
la chiropratica e i suoi benefici sulla salute visto che in Italia si registra
ancora una carenza d’informazione circa le indicazioni terapeutiche e l’esercizio di questa disciplina. Molti pensano,
infatti, che la chiropratica sia in grado solo di alleviare e prevenire il mal
di schiena. Invece il dottore in chiropratica si occupa soprattutto della
salute di tutto l’organismo. E a tal fine si propone di mantenere la colonna
vertebrale sana, cioè in grado di svolgere i complessi compiti biomeccanici
necessari per la nostra vita quotidiana. Come viene perseguito questo obiettivo?
“Principalmente individuando, eliminando o riducendo l’instaurarsi di
sublussazioni vertebrali che, anche in assenza di sintomi particolari, possono
compromettere le normali trasmissioni del sistema nervoso con effetti negativi
in varie parti del corpo e di riflesso sulla salute”, risponde John Williams,
presidente dell’Associazione Italiana Chiropratici. Il dottore in chiropratica non usa farmaci, né interventi invasivi, ma ricorre a tecniche manuali scelte in base ai parametri del
caso e secondo una diagnosi olistica che tiene conto dello stile di vita, del
tipo di lavoro svolto, dell’alimentazione e di eventuali stress strutturali,
psicologici e chimici: tutti fattori che influiscono sul nostro stato di
salute. “E’ importante sottolineare che il dottore in chiropratica non si ferma
al sintomo e non si limita a rimuovere le sublussazioni”, precisa John Williams, “perché fa parte dei suoi compiti valutarne
le cause mediante una visita clinica accurata che include tra l’altro un esame
posturale, l’analisi di radiografie e di esami clinici e un colloquio personale
con domande mirate su stile di vita, tipo di lavoro svolto ecc”. Questa visita
approfondita è necessaria per capire se le cause dei disturbi (e delle
sublussazioni) sono di tipo strutturale (cioè provocate da traumi fisici recenti
o lontani nel tempo, da problemi di disequilibrio dovuti a volte a una malocclusione
dentale, o persino a problemi uditivi o visivi) oppure di tipo chimico, (alimentazione
scorretta, fumo, abuso di bevande alcoliche, esposizione eccessiva all’inquinamento),
o se dipendono anche da uno stress emotivo. “Lo stress in sé può avere una
valenza positiva, perché fornisce l’energia per superare prove e difficoltà. E’
il suo eccesso, provocato dal sovrapporsi di eventi negativi su diversi fronti che,
invece, mette a rischio la salute, definita dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità come uno stato
di completo benessere fisico, psichico e sociale e non come semplice assenza di
malattia”,
avverte John Williams.
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domenica 14 aprile 2013
Rosa canina nelle malattie infiammatorie
Alcuni ricercatori australiani hanno realizzato una meta-analisi per valutare
i risultati dell’azione antiinfiammatoria della rosa canina sull’infiammazione
e sull’artrite ottenuti nel corso di 3 studi clinici standardizzati e
controllati verso placebo ( 2 anche crossover ).
Tali studi hanno avuto il loro inizio partendo dalla
conoscenza che i cinorroidi di rosa canina contengono un particolare tipo di
galattolipidi che esercita una specifica azione antiinfiammatoria. E’ stata
utilizzata polvere di rosa canina standardizzata per assicurare al massimo la
conservazione delle sostanze fitochimiche. Si è evidenziato che tale polvere
standardizzata possiede attività antiossidante e antiinfiammatoria e che
determina una serie di benefici clinici in patologie come l’osteoartrite,
l’artrite reumatoide e malattie infiammatorie intestinali. La meta-analisi dei
tre studi clinici ha coinvolto 287 pazienti per un periodo di terapia e di
osservazione pari a tre mesi. Si è così evidenziato che il trattamento con
polvere standardizzata di rosa canina ha costantemente ridotto i punteggi del
dolore e che i pazienti in terapia con rosa canina avevano una probabilità
doppia ( verso placebo ) di rispondere al trattamento.
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lunedì 18 febbraio 2013
Arnica montana nello sport
L’Arnica appartiene alla famiglia delle
Composite e cresce spontaneamente in
ambiente montano. È conosciuta da secoli per le sue proprietà , tanto che era
usata per uso esterno sotto forma di decotto per applicazioni su
contusioni e traumi. I suoi benefici si evidenziano sull’indolenzimento muscolare
che si avverte durante l’attività sportiva o dopo un trauma o una contusione. Ogni
sintomo è peggiorato dal contatto, dalla pressione o dallo sforzo fisico. Aiuta a riassorbire ecchimosi ed emorragie o a frenare epistassi (sangue dal
naso). Come utilizzarla? In preparazione allo sport: prima di una gara, un
allenamento, una giornata sugli sci, oppure durante una pratica sportiva per
alleviare i sintomi della fatica muscolare.
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domenica 24 giugno 2012
Terapia dei traumi con l'omeopatia - seconda parte
Il ledo delle paludi è un arbusto che cresce nelle zone umide
dell'Europa, dell'Asia e dell'America. In omeopatia è utilizzato con successo
nei traumi oculari (occhio pesto). Il paziente presenta soffusioni emorragiche,
soprattutto periorbitali, con scarsa tendenza al riassorbimento. Il dolore
locale è migliorato da applicazioni fredde. Un altro campo d'applicazione è
rappresentato dalle ferite causate da oggetti appuntiti (chiodi, spine, denti
di animali...), soprattutto se non hanno sanguinato.
Posologia: 7-9 CH 4 granuli 2-3 vv/die
Rhus toxicodendron
È una arbusto, appartiene alla famiglia delle Anarcadiacee, e comunemente
conosciuto come sommaco velenoso. È di fondamentale importanza in traumatologia
quando vogliamo trattare distorsioni
e strappi. Il medicinale omeopatico da
esso ottenuto ha un’azione elettiva su tendini, legamenti e aponeurosi. Il
sintomo più caratteristico è il dolore iniziale che migliora con il movimento
lento e progressivo. Si ha un netto peggioramento con l’umidità. Spesso il
paziente lamenta una sensazione di irrigidimento.
Posologia: 7-9 CH 4 granuli 2-3 vv/die
NB il quadro patogenetico di Rhus spesso coincide con i postumi delle
distorsioni. In fase acuta è più utile Ruta.
Ruta graveolens
La Ruta è una pianta della famiglia delle Rutacee. Si utilizza nel
trattamento dei traumi dei tessuti fibrosi, aponeurosi, tendini e legamenti
(distorsioni e/o strappi). Il paziente accusa una sensazione di ossa rotte e di
indolenzimento che peggiora con il riposo e migliora con il movimento ed il
caldo. Molto utile nelle distorsioni, soprattutto di caviglia e polso, dove
viene somministrata dopo un primo utilizzo di Arnica, che è sempre il primo
medicinale a cui pensare in caso di trauma. Posologia: 7-9 CH 4 granuli 2-3
vv/die
Silicea
La silice è una polvere bianca, fine ed insolubile in acqua. Da essa si
ottiene uno dei più importanti rimedi omeopatici, con molteplici indicazioni
cliniche. Nel nostro caso possiamo prenderne in considerazione due.
La prima: usare Silicea se a seguito di un trauma ci si procura una ferita con
tendenza a suppurare. La suppurazione è di solito cronica o recidivante,
infatti nelle formazioni di pus acute è più utile Hepar sulfur. Posologia: 9 CH 4 granuli
2-3 volte al dì.
La seconda: ricordiamoci di Silicea se all'interno di una ferita, quando ormai la
cute si è rimarginata, è rimasto un corpo estraneo
(spina, sassolino detrito..). Posologia: 4-5 CH 4 granuli per 2 volte al dì sino a risoluzione.
Staphysagria
La Staphisagria o erba dei pidocchi è una pianta che appartiene alla
famiglia delle Ranucolacee. In omeopatia viene utilizzata per trattare
molteplici problematiche. Nel nostro caso possiamo prenderla in considerazione
quando volgiamo ridurre il dolore di ferite procurate con oggetti affilati. Se,
ad esempio, ci si taglia il polpastrello con un coltello il dolore che sentiamo
sarà mitigato dall’assunzione di questo medicinale, così come nel caso di
ferite chirurgiche. Inoltre ne faciliterà la cicatrizzazione.
Posologia: 30 CH 4 granuli 2;3 volte/die.
Symphytum
È una pianta, detta anche Cosolida maggiore, che appartiene alla
famiglia delle Borraginacee. Molto utile, in seguito ad Arnica, quando si hanno
dolori ossei nel punto di frattura. Viene usato anche in associazione a
Calcarea Phosphorica per facilitare il consolidamento dell’osso. Posologia: 5-9
CH 4 granuli 2-3 volte al dì.
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Patologie acute
giovedì 29 settembre 2011
Il benessere? Passa dalla colonna vertebrale in equilibrio!
Dal 24 al 29 ottobre in tutta Italia - Settimana della Chiropratica 2011...
... Per fare il tagliando alla spina dorsale con un check up chiropratico gratuito e conoscere i benefici e le tecniche della chiropratica.
Hai mal di schiena? Fai parte del grande esercito di italiani che ne soffre. “Secondo stime recenti se ne contano circa 15 milioni tra uomini e donne di tutte le età e persino adolescenti”, precisa John Williams, presidente dell’Associazione Italiana Chiropratici (AIC), “lombalgia (dolore nella parte bassa della schiena) e dorsalgia (dolore nella zona centrale della schiena) sono il motivo per cui nella maggior parte dei casi ci si rivolge a un dottore in chiropratica che, il più delle volte, rappresenta l’ultima spiaggia”. E sottolinea Williams: “Un vero peccato, visto che con controlli preventivi e periodici della colonna vertebrale, e senza il ricorso a farmaci, si potrebbe sia attuare una prevenzione efficace di questi e altri problemi di salute (tra i tanti: molti tipi di ernie del disco, protusioni discali, vertigini, senso di stanchezza, ansia, disturbi derivanti da artrosi), sia stimolare l’innata capacità di autoguarigione dell’organismo, favorendo anche il mantenimento di una buona forma psicofisica”.
mercoledì 7 settembre 2011
Yoga 2 volte
a settimana per 2 mesi riduce dolore cronico
Tratto da Univadis 3/08/2011
Elena Bosi, pediatra Milano
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mercoledì 6 luglio 2011
'Epidemia' piede piatto tra bimbi, meglio scarpe morbide e flessibili
"Il piedino piatto è il disturbo più frequente nei bambini. Si tratta di un dismorfismo che spesso con la crescita tende a correggersi autonomamente. Prima dei 4 anni, quindi, è inutile sottoporre i bimbi allo stress o a troppe visite; è bene farlo controllare periodicamente e utilizzare calzature adeguate: scarpine elastiche con la parte posteriore alta e rigida". A consigliare a mamme e papà come salvaguardare la salute dei piedini dei più piccoli è Marco Cianfanelli, ortopedico e responsabile dell’ambulatorio di Patologia del piede dell’ospedale San Camillo, al III congresso internazionale sulla chirurgia del piede, in corso a Roma."Oggi, purtroppo – continua Cianfanelli – bisogna combattere contro la moda e con le scarpe da ginnastica pubblicizzate in tv". "Il piede del bambino, soprattutto nella prima infanzia – aggiunge Attilio Basile, ortopedico e specialista presso il centro di eccellenza per la cura del piede dell’ospedale San Camillo di Roma - è molto delicato. Ha bisogno di crescere e svilupparsi libero da vincoli di qualsiasi genere.
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