Visualizzazione post con etichetta prevenzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta prevenzione. Mostra tutti i post

lunedì 23 febbraio 2026

ALLARME PER LA DIETA DEI BAMBINI: TROPPI SNACK E VERDURA, FRUTTA ASSENTI

 


Bevande gassate ed energizzanti, snack confezionati, biscotti industriali e piatti pronti da riscaldare: gli alimenti ultra-formulati sono ormai entrati stabilmente nelle abitudini quotidiane di milioni di bambini in tutto il mondo, con una spesa per questi prodotti che ha superato i duemila miliardi di dollari. Un fenomeno che riguarda anche l'Italia, dove
oltre la metà dei bimbi consuma snack dolci più di tre volte a settimana, mentre più di uno su dieci mangia regolarmente snack salati e uno su quattro beve quotidianamente bibite zuccherate . Frutta e verdura sono assenti dalla dieta giornaliera di un quarto dei ragazzi, e la colazione sta progressivamente scomparendo dalle loro abitudini: il 10,9% la salta del tutto e un bambino su tre la consuma in modo non adeguato. È quanto emerge dal nuovo rapporto 'Cibo e bambini', presentato dalla fondazione Aletheia, dove viene evidenziato come nel nostro Paese il 9,6% dei bambini e adolescenti tra i 5 ei 19 anni versa in condizione di obesità, mentre il 27,3% risulta in sovrappeso. Questi dati evidenziano la diffusione di abitudini alimentari rischiose con impatti crescenti sulla salute delle nuove generazioni: investire nella prevenzione diventa quindi cruciale, partendo dalle mense scolastiche. In questo senso, le mense scolastiche rappresentano infatti il ​​primo presidio pubblico per promuovere stili di vita sani, perché circa il 41% dei bambini iscritti alla scuola primaria in Europa ha accesso quotidiano a un pasto scolastico gratuito o sovvenzionato, percentuale che sale al 61% nei Paesi ad alto reddito.

venerdì 13 febbraio 2026

QUANDO SI DIVENTA ALLERGICI?

 


Scoperto perché asma e allergie alimentari cambiano: nascono dal microbiota

"L'elemento chiave che entra in gioco è il microbiota intestinale che detta il nostro destino clinico decidendo se e quando, cambia l'espressione dei geni che predispongono a malattie come quelle allergiche "

Si può essere allergici fin da bambini, ma anche diventarlo in età adulta, a 50 o 60 anni. Fino ad oggi, non era chiaro il meccanismo che influenza la variabilità nel tempo delle allergie, che, a volte, possono risolversi spontaneamente nella prima infanzia, mentre altre, compaiono all'improvviso nel corso della vita. Le prove più innovative e recenti mostrano che  l'origine delle allergie è solo parzialmente determinata dal patrimonio genetico, ma il fattore che lo innesca è il microbiota intestinale che si forma già dal concepimento , per maturare nei primi due anni di vita. Questo, infatti, influenza la programmazione del sistema immunitario in senso protettivo, se si ritiene un rapporto simbiotico con l'individuo, o in senso negativo, se il microbiota non è in sintonia con l'ospite, determinando un'aumentata suscettibilità alle malattie allergiche in qualsiasi momento della vita.

"Fino a pochi anni fa eravamo convinti che il nostro destino da allergici dipendesse esclusivamente dalla genetica. Ma non è solo colpa del nostro bagaglio genetico , se nasciamo predisposti o meno, a sviluppare allergie come ad esempio, asma, allergie alimentari, dermatite atopica, che colpiscono non solo fin da bambini, ma che possono comparire per la prima volta da adulti, o addirittura da anziani - spiega Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di Allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) e direttore Uoc Medicina interna dell'Azienda Sanitaria di Salerno - L'elemento chiave che entra in gioco è il microbiota intestinale , un ecosistema di miliardi di microrganismi che detta il nostro destino clinico decidendo se e quando, cambia l'espressione dei geni che predispongono a malattie come quelle allergiche" "Il microbiota è come un pianista che suona il nostro spartito genetico: se è in equilibrio con il suo ospite, la melodia è armoniosa e il corpo funziona bene, ma se è disturbato da fattori esterni non previsti dalla nostra evoluzione, come il ricorso sempre più diffuso al parto cesareo, l'esposizione eccessiva ad antibiotici, un'alimentazione inappropriata, inquinamento, o stress, la melodia diventa suono stridente, aumentando il rischio di sviluppare allergie - afferma Alessio Fasano, scienziato di fama mondiale tra i primi a decifrare il ruolo del microbiota, che sta rivoluzionando la comprensione delle malattie allergiche , pediatra e gastroenterologo del Massachusetts General Hospital di Boston, professore di Pediatria alla Harvard Medical School e professore di Nutrizione alla Harvard TH Chan School of Public Health -. In quest'ottica, i primi 1000 giorni di vita dettano la suscettibilità a essere resilienti a possibili cambiamenti del microbioma che possono scatenare allergie durante tutto l'arco della nostra vita .

martedì 3 febbraio 2026

QUANDO ASSUMERE GLI INTEGRATORI?


L'uso degli integratori alimentari è molto diffuso, tuttavia rimangono alcuni dubbi sulle modalità di assunzione. Va fatta prima o dopo i pasti o è indifferente? Facciamo il punto, esaminando gli integratori più diffusi utilizzati dagli italiani. In primo luogo anche se non sono farmaci, andrebbero assunti dopo indicazione di un professionista per evitare le dosi troppo basse o troppo alte del nutriente.

Integratori di vitamina D

Vanno presi subito dopo uno dei pasti principali (pranzo o cena), perché per l'assorbimento è necessaria la presenza di grassi, essendo la D una vitamina liposolubile. Si tratta di un nutriente che il nostro organismo produce da solo, grazie all'esposizione della pelle alla luce solare; non deriva dall'alimentazione, in nessun tipo di dieta (in quella 100% vegetale non è presente, ma anche in quella onnivora se ne può ricavare al massimo il 10-30% del fabbisogno, una quantità trascurabile). La carenza di vitamina D è molto diffusa tra gli italiani, poiché l'esposizione al sole nei mesi invernali e nella città dove lavoro e scuola avvengono in ambienti chiusi, è quasi impossibile, quindi l'integratore è indispensabile, in particolare fino al termine della crescita(ovvero 18 anni) e nella terza età. Meglio sarebbe evitare le megadosi, privilegiando l'assunzione quotidiana, dopo esami del sangue per valutarne la carenzaFine modulo

Integratori di vitamina B12

Vanno presi in qualsiasi momento, non c'è legame con il pasto, basta avere la bocca pulita. Questo perché per la vitamina B12 va scelto un integratore di tipo sublinguale (cioè la compressa va fatta sciogliere sotto la lingua) e quindi una parte della vitamina non passa dal sistema digestivo ma entra direttamente in circolo. Questa vitamina non è prodotta né dalle piante né dagli animali, ma dai batteri, che una volta contaminavano i cibi vegetali. Oggi non è più così, quindi questi batteri vengono coltivati ​​negli stabilimenti di produzione degli integratori. La maggior parte degli integratori di vitamina B12 prodotti nel mondo va a finire nei mangimi degli animali d'allevamento: per questo nella carne e nel pesce si ritrova questa vitamina (nei latticini non se ne trova molta e quella delle uova è molto poco assimilabile). Nonostante questo, la carenza di vitamina B12 è molto diffusa anche tra gli onnivori; chi ne è carente deve assumere l'integratore in modo diretto, in forma sublinguale, esattamente come devono fare tutti i latto-ovo-vegetariani e vegani.

Integratori di ferro

L'integratore di ferro va assunto lontano dai pasti, perché alcuni nutrienti possono contrastarne l'assorbimento. Una dieta 100% vegetale è molto ricca di ferro e nei casi in cui sia necessario assorbirne di più si possono applicare accorgimenti a questo scopo, come associare cibi ricchi di vitamina C a cibi ricchi di ferro. Tuttavia, l'anemia da carenza di ferro è la forma più diffusa, in questi casi può essere necessario assumere un integratore, specie nelle donne fertili con ciclo abbondante. Anche le donne in gravidanza devono spesso integrare il ferro. Un'altra ragione di carenza è in caso di donazioni di sangue troppo frequenti. Infine, abbiamo notato che molte persone credono di essere carenti e di dover integrare, mentre i loro valori sono del tutto nei media.

martedì 27 gennaio 2026

INQUINAMENTO ATMOSFERICO: COME E’ L ARIA DELLE CITTA’ ITALIANE

 


I dati Isde confermano un'emergenza sanitaria strutturale:
sottili polveri e biossido di azoto superano ampiamente i limiti di sicurezza. Migliaia di morti prematuri evitabili e un'esposizione urbana incompatibile con la tutela della salute.

L'inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sanitarie e ambientali in Italia e in Europa. I dati 2025 del progetto nazionale Cambiamo aria .

Lo studio ha analizzato i dati provenienti da 57 stazioni di monitoraggio distribuite in 27 città italiane, confrontando le concentrazioni di inquinanti con i limiti di legge attualmente in vigore, con quelli previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell'aria (2024/2881), che entreranno in vigore nel 2030, e con i valori guida raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il risultato è una distanza ancora marcata tra la realtà delle città italiane e gli standard necessari per proteggere efficacemente la salute pubblica. Tra gli inquinanti monitorati, il particolato fine Pm2,5 si conferma il più pericoloso. Capacità di penetrare in profondità nei polmoni e di raggiungere il circolo sanguigno, è associato a patologie muscolari, respiratorie e un aumento della mortalità. Milano, Torino e Padova registrano le situazioni più critiche, con medie annue rispettivamente di 22, 20 e 20 µg/m³: valori quasi doppi rispetto al futuro limite europeo (10 µg/m³) e quattro volte superiori alla soglia raccomandata dall'Oms (5 µg/m³).

domenica 18 gennaio 2026

AUMENTO DI MALATTIE INFIAMMATORIE E METABOLICHE NELL'INFANZIA

 

 


“Il continuo aumento delle malattie infiammatorie e metaboliche durante l’infanzia, dovuto alle modificazioni della flora intestinale, sta creando una situazione mai vista in passato. I numeri sono preoccupanti. È il pediatra lo specialista della longevità, non il geriatra: è infatti l’alimentazione dei primi 10-12 anni di vita a gettare le basi della salute di tutta l’esistenza. Mantenere un microbiota equilibrato è fondamentale per contrastare le malattie infiammatorie, in costante aumento nell’infanzia e nell’adolescenza. Lo afferma il prof. Antonio Gasbarrini, direttore scientifico dell’Ospedale Gemelli di Roma e gastroenterologo di fama mondiale, nel corso del XXXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica in corso in questi giorni a Roma. "Le alterazioni del microbiota intestinale dovute ai cibi ultraprocessati (cioè quegli alimenti molto manipolati industrialmente e molto additivati)" dice Gasbarrini "lo rendono proinfiammatorio, quindi in grado di favorire malattie metaboliche che prima si manifestavano intorno ai 50 anni e che nei prossimi anni compariranno a 30. L’insulinoresistenza, che è tra le prime manifestazioni di questo squilibrio, interessa ormai in Italia quasi il 15% dei bambini e in America addirittura 30%: tutti candidati a diventare diabetici conclamati entro i 18 anni"."È una vera e propria epidemia quella delle malattie infiammatorie in età pediatrica, responsabili delle cronicità negli adulti" concorda il prof. Claudio Romano, presidente SIGENP "Le malattie infiammatorie intestinali frutto della alimentazione scorretta nell’infanzia ricca di alimenti ultraprocessati provocano infiammazione.

giovedì 27 novembre 2025

VERDE NEI LUOGHI DI VITA: I BENEFICI PER LO SVILUPPO DEI BAMBINI

 


Numerosi studi dimostrano che il contatto con la natura ha effetti positivi sulla salute in ogni fase della vita. Durante la gravidanza, il verde urbano è associato ai migliori esiti neonatali, mentre
nell'infanzia favorisce lo sviluppo cognitivo, comportamentale e la salute mentale , con effetti protettivi anche nei disturbi del neurosviluppo. La frequentazione degli spazi verdi scolastici sembra migliorare apprendimento, creatività e benessere emotivo, anche durante l'adolescenza, contribuendo a ridurre il “burnout” da studio ei sintomi depressivi. Inoltre, la biodiversità degli ambienti naturali promuove la salute visiva, respiratoria e cardiovascolare e rafforza il sistema immunitario attraverso il microbioma, confermando l'importanza della presenza di spazi verdi nelle nostre città .

domenica 7 settembre 2025

Vaccini e disbiosi

 


I vaccini rappresentano un'arma fondamentale per limitare la diffusione delle malattie infettive e proteggere le popolazioni vulnerabili dalle infezioni. La risposta al vaccino dipende da diversi fattori, sia propri dell'ospite sia ambientali. Recentemente se si è ipotizzato un ruolo del microbiota intestinale e della disbiosi intestinale nella risposta al vaccino, con
individui disbiotici che mostrano minori tassi di risposta . Per questo alcuni ricercatori hanno condotto uno  studio , i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista  Critical Reviews in Microbiology , basandosi sull'ipotesi che la modifica dei costituenti dietetici possa modulare la composizione del microbioma intestinale, che, a sua volta, può alterare le risposte al vaccino. Le risposte vaccinali dipendono sia da fattori dell'ospite sia ambientali. I primi coinvolgono patrimonio genetico, sesso, età, immunità preesistente, anticorpi materni, stato nutrizionale e stato di salute, mentre i fattori ambientali includono tipo di vaccino, dose, modalità di somministrazione e adiuvanti, ma anche dimensioni della famiglia, posizione geografica, variazione stagionale, condizioni igieniche e sanitarie. Tra i fattori dell'ospite, recentemente, è stato menzionato anche il microbiota intestinale: esso influenza lo sviluppo e la funzionalità del sistema immunitario, con un probabile impatto sull'immunocompetenza e sulla risposta ai vaccini.  Una comunità microbica bilanciata, ovvero il mantenimento dell'eubiosi intestinale, è fondamentale per garantire una salute ottimale del sistema immunitario e massimizzare le risposte immunologiche specifiche agli agenti vaccinali. L'eubiosi intestinale, caratterizzata da una maggiore diversità microbica con una predominanza di microbi benefici, promuove l'integrità della barriera intestinale, attenua l'infiammazione e promuove l'omeostasi immunitaria.  Tra i diversi fattori determinanti della composizione del microbioma intestinale, la dieta è quella più importante .

domenica 29 giugno 2025

BAMBINI AL SOLE


Dermatologi e Pediatri della WHAD&P fanno chiarezza sulla fotoprotezione pediatrica e presentano le Linee di indirizzo per un approccio globale, con gli stili di vita da seguire ei filtri da usare, per garantire efficacia e sicurezza. Che l'esposizione alla luce solare abbia effetti benefici sulla salute di grandi e piccini è un dato di fatto: la produzione della vitamina D da parte della pelle stimolata da raggi UV ne è solo un esempio. Tuttavia, è altrettanto vero che esporsi al sole senza fotoprotezione in orari inappropriati può provocare non pochi danni che, nel caso dei bambini, si ripercuotono anche sulla salute in età adulta. Per questo, la World Health Academy of Dermatology and Pediatrics (WHAD&P), grazie al contributo di un panel di esperti dermatologi e pediatri internazionali, ha deciso di realizzare le
Linee di Indirizzo sulla Fotoprotezione Pediatrica ”, un documento che, sulla base delle più recenti evidenze scientifiche, presenta un approccio globale, con gli stili di vita da seguire ei filtri da usare, per garantire efficacia e sicurezza. La radiazione ultravioletta è responsabile non solo di potenziali danni cutanei acuti, quali l'ustione solare e le fotodermatiti, ma anche e soprattutto di danni a lungo termine, come l'insorgenza di tumori cutanei e il photoaging. Il melanoma cutaneo, in particolare, sembra più facilmente correlato alle esposizioni intense e intermittenti che spesso causano ustioni solari, soprattutto a quelle avvenute nell'età pediatrica. I bambini, infatti, sono più suscettibili sia alle scottature solari, che ai danni a lungo termine, poiché le loro difese naturali sono meno efficienti, la pelle è più sottile e la melanina meno rappresentata.

mercoledì 8 gennaio 2025

COME MANTENERE IL CERVELLO GIOVANE

 


Dal sonno alla dieta all'attività fisica
, ecco otto buone abitudini per rallentare l'invecchiamento del cervello, proteggendo potenzialmente dalla demenza: si tratta della lista di controllo Life's Essential 8, originariamente pensate per la salute cardiovascolare ma che, secondo uno studio coordinato da Tianzhou Ma dell'Università del Maryland, funzionano anche per la salute del cervello. Le raccomandazioni consigliano almeno 150 minuti di esercizio fisico moderato, come una camminata a passo sostenuto, alla settimana, una dieta sana ricca di noci, frutta, verdura e alimenti integrali, il mantenimento di un peso sano, un sonno di almeno 7 ore a notte, no al fumo, controllo dei livelli di colesterolo, glicemia e pressione sanguigna. Gli esperti hanno stimato che per ogni 10 punti in più di aderenza alle 8 abitudini su una scala da 0 a 100, il cervello appare più giovane di 113 giorni.

domenica 10 novembre 2024

DOVE RICAVARE OMEGA 3


Non esiste il concetto di "carenza" per gli omega-3 e i livelli non sono misurabili. Infatti non esistono per questo nutriente test standardizzati e validati, né livelli di riferimento affidabili, al contrario di quanto vale invece per altri nutrienti come la vitamina B12, la vitamina D, il ferro, ecc. Secondo l'Istituto Nazionale della Salute statunitense: non sono noti i livelli di concentrazione di DHA e EPA al di sotto dei quali risultano danneggiate funzionalità come ad esempio quella visiva, neurale, o del sistema immunitario; carenze di acidi grassi essenziali in individui sani sono virtualmente non esistenti negli USA. Pur non esistendo il concetto di carenza, l'assunzione di omega-3 è importante, in quanto questi acidi grassi sono antinfiammatori, sono importanti per la salute delle membrane cellulari del nostro organismo e servono a prevenire alcune malattie degenerative: malattie cardiovascolari, alcuni tipi di tumore, malattie coronariche, malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Per ottenere i benefici degli omega-3 è sufficiente assumere 2 porzioni al giorno di cibi ricchi di omega-3, dove una porzione è, a scelta:

  • un cucchiaino di olio di lino da frigo (5 g);
  • 10 grammi di semi di lino macinati;
  • 15 grammi di semi di chia macinati;
  • 30 g di noci (6 noci).

domenica 22 settembre 2024

Stop smartphone sotto i 14 anni e social sotto i 16


"Ogni tecnologia ha il suo giusto tempo
". E' la premessa con cui un gruppo di pedagogisti, psicoterapeuti, neurobiologi, neuropsichiatri infantili e altri esperti si è fatto promotore di una petizione per ottenere lo "stop a smartphone e social" per i ragazzi sotto una certa età. Un appello lanciato nelle scorse ore che - a metà mattina dell'11 settembre - ha superato il traguardo delle 5mila firme.

Lanciata sulla piattafoma 'Change.org', la petizione chiede "al Governo italiano di impegnarsi per far sì che nessuno dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze possa possedere uno smartphone personale prima dei 14 anni e che non si possa avere un profilo sui social media prima dei 16.

Aiutiamo le nuove generazioni", chiedono i firmatari dell'appello promosso dal Centro psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti (Cpp). Le prime sigle sono quelle del pedagogista Daniele Novara, direttore del Cpp, e del medico e psicoterapeuta Alberto Pellai. Seguono le firme di 24 esperti e di diversi esponenti di Unita (Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo), tra cui molti attori, da Stefano Accorsi a Luca Zingaretti.

"Se è vero che spesso le tecnologie migliorano la qualità della vita, questo non accade quando si parla di educazione nella prima infanzia e nella scuola primaria - avvertono i promotori della petizione - I bambini e le bambine che utilizzano strumenti tecnologici e interagiscono con gli schermi subiscono due danni: uno diretto, legato alla dipendenza", e l'altro "indiretto, perché l'interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale le esperienze fondamentali per un corretto allenamento alla vita. E' ormai chiaro che prima dei 14 anni avere uno smartphone personale possa essere molto dannoso così come aprire, prima dei 16 anni, un proprio profilo personale sui social media".

Gli esperti precisano che non si tratta di "una presa di posizione anti-tecnologica", ma dell'accoglimento "di ciò che le neuroscienze hanno ormai dimostrato: ci sono aree del cervello, fondamentali per l'apprendimento cognitivo, che non si sviluppano pienamente se il minore porta nel digitale attività ed esperienze che dovrebbe invece vivere nel mondo reale. Simili comportamenti in età prescolare portano ad alterazioni della materia bianca in quelle aree cerebrali fondamentali per sostenere l'apprendimento della letto-scrittura".

mercoledì 11 settembre 2024

Antibiotici nelle infezioni respiratorie?

 


L'attenzione dell'OMS per la diagnosi corretta e la scelta del corretto approccio terapeutico è volta a garantire la qualità di vita del paziente e ottimizzare le risorse sanitarie.

L'uso di antibiotici in pazienti con infezioni delle vie respiratorie non ha avuto alcun impatto significativo sulla gravità o sulla durata della tosse, anche in presenza di un'infezione batterica . Questa è la conclusione tratta da uno studio prospettico condotto dal professor Merenstein e colleghi negli Stati Uniti su persone che hanno cercato cure primarie o di primo soccorso per le infezioni delle basse vie respiratorie (ALRTI). Dallo studio, pubblicato nel 2024, condotto da Merenstein e altri ricercatori, della Scuola di Medicina dell'Universitaria di Georgetown, si evince che anche se le infezioni del tratto respiratorio inferiore tendono ad essere potenzialmente più pericolose, poiché circa il 3-5% dei pazienti è affetto da polmonite, i medici continuano a somministrare antibiotici, senza avere nessuna prova che si tratti di un'infezione batterica. Tale approccio è motivato dal fatto che non tutti hanno un facile accesso ad una prima visita che include una diagnosi per immagini, pertanto in questa fase non è possibile avere un'evidenza che attesta la presenza di un'infezione batterica . Inoltre per curare la tosse, sono gli stessi pazienti che si aspettano la prescrizione di un antibiotico anche se i farmaci di base, utili ad alleviare i sintomi, portano nella maggior parte dei casi ad una risoluzione delle infezioni.

mercoledì 21 febbraio 2024

Cosa fare per contrastare l’uso dei cibi ultra-processati


Il consumo di cibi ultra-processati (CUP) è in rapido aumento in tutto il mondo da 2-3 decenni.  In alcuni paesi (USA, UK) rappresenta già oltre il 50% della dieta, in altri, tra cui l’Italia, si avvia a superare questo limite in pochi anni. Ciò è accompagnato da un aumento dell’incidenza di molte malattie non trasmissibili (obesità, diabete, malattie cardio e cerebro-vascolari, depressione, ecc.) e della mortalità precoce. Le prove scientifiche tendono a classificare come causale (in realtà multi-causale) l’associazione tra CUP e danni alla salute individuale e collettiva. Sia il consumo di CUP, sia i conseguenti danni per la salute, sono distribuiti in modo diseguale, con prevalenze più elevate nelle classi sociali più svantaggiate. Infine, è molto probabile che i CUP causino dipendenza, associata all’alto contenuto di alcuni zuccheri, grassi e additivi. Dal punto di vista clinico, se si vuole ridurre il consumo di CUP e mitigarne le conseguenze dannose, bisognerebbe adottare gli stessi principi che si usano per le dipendenze da altre sostanze (tabacco, alcol, ecc.). Dal punto di vista sociale e politico, sono necessari interventi urgenti per:

1) incentivare, anche economicamente, e non solo con educazione per una dieta sana, il consumo di cibi poco o per nulla processati, frutta, verdura, legumi e noci d’albero in primis

 2) regolare, se non proibire, tutte le forme di marketing dei CUP( in particolare nei canali dedicati ai bambini)

3) imporne una riformulazione, riducendo o proibendo gli ingredienti che creano dipendenza

 4)escludere la lobby e la presenza di rappresentanti dell’industria, e di esperti con conflitti di interessi, dai gruppi e dalle commissioni che sviluppano leggi, regolamenti e linee guida. Il tutto usando una lente di equità per proteggere soprattutto le famiglie meno abbienti.

 

mercoledì 29 novembre 2023

I cibi industriali sono legati a tumori, malattie metaboliche e cardiache

 


Sono entrati nelle nostre diete perché saporiti e facili da preparare. Tuttavia i cibi ultra-processati possono avere effetti negativi sulla salute.     L'ultima conferma arriva da uno studio, coordinato dalla International Agency for Research on Cancer (Iarc), pubblicato su The Lancet Regional Health - Europe, che ha osservato che all'aumentare dei consumi di cibi ultra-processati cresce il rischio di sviluppare simultaneamente cancro, malattie cardiovascolari e diabete.    I cibi ultra-processati sono "prodotti fabbricati industrialmente che comprendono componenti alimentari decostruiti e modificati, ricombinati con una varietà di additivi", spiegano i ricercatori. La loro diffusione è aumentata in tutto il mondo e "rappresentano oggi il 50-60% dell'apporto energetico giornaliero in alcuni Paesi ad alto reddito". 

domenica 26 novembre 2023

Cimici dei letti, come evitarle ed eliminarle

 


I consigli degli esperti dell'Ats di Milano Città metropolitana offrono spiegano come ridurre i rischi e prevenire il peggio: cioè che l'ematofago si installi in casa. In Francia è allarme cimici dei letti. Ma questo parassita "infestante molto invasivo e difficile da debellare" c'è anche in Italia. Il posto preferito di queste cimici sono le valigie. E' così che molto spesso si torna a casa con a bordo intere famiglie di piccoli ospiti clandestini. Gli esperti dell'Ats di Milano Città metropolitana offrono qualche consiglio per ridurre i rischi e prevenire il peggio: cioè che l'ematofago si installi in casa. Perché "a quel punto - precisano all'Adnkronos Salute Maira Bonini, direttore Struttura complessa di Igiene e Sanità pubblica, e Vincenzo Celeste, operatore tecnico della stessa struttura - c'è bisogno di personale altamente specializzato che intervenga con delle metodologie specifiche per l'eliminazione e la risoluzione della problematica".

Come evitarle

Prima precauzione suggerita è imbustare le valigie. "Quando si arriva in aeroporto, per esempio, ci sono dei servizi ad hoc e si può provvedere ad avvolgerle bene nel cellophane", spiega Celeste. Poi, una volta arrivati alla meta - viaggiando ben coperti, indicano gli esperti - l'invito è a tenere gli occhi aperti. "Se si va in vacanza in città con infestazioni in corso o comunque frequenti è bene stare in allerta - raccomanda Bonini - e controllare", a cominciare dall'hotel o dalla struttura ricettiva in cui si soggiorna. "Un consiglio - prosegue - è di lasciare i vestiti in una busta di plastica quando li si ripone in armadi e cassetti", scegliendo di collocarli, aggiunge Celeste, "su ripiani alti e ben distanziati dal pavimento. Prima di andare via, è bene controllare sempre se ci sono tracce dell'infestante".

Se si presta attenzione, infatti, "è un fenomeno ben visibile - evidenzia Celeste - Si può rilevare la presenza dell'infestante adulto, ma le valigie possono essere vettori anche con la presenza di uova che poi si schiudono" nei luoghi dove è stata depositata la valigia. La cimice dei letti adulta misura "intorno ai 5 millimetri, mentre le uova circa 1 o 1,5 millimetri".

martedì 19 settembre 2023

10 consigli ai genitori per il ritorno a scuola

 

 


Dai pediatri dell’Istituto per la Salute dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù i consigli per aiutare i genitori ad affrontare nel migliore dei modi, insieme ai propri figli, il ritorno a scuola.

  1. Prepariamo lo zaino insieme. Prepariamo con bambini e ragazzi uno zaino leggero, resistente e ben organizzato, posizionando i libri pesanti vicino alla schiena e indossando entrambe le bretelle in modo comodo e sicuro.
  2.  Incoraggiamo una giusta postura. Spieghiamo ai bambini come sedersi dritti, appoggiati allo schienale, con le braccia sul banco, favorendo così la concentrazione e il comfort durante le lezioni.
  3. Una passeggiata per andare a scuola. Promuoviamo il movimento attraverso piacevoli attività, come camminare a scuola o giocare all’aperto, per mantenere mente e corpo attivi.
  4. Una buona alimentazione per rimanere concentrati. Bilanciamo i pasti principali con spuntini sani, fornendo la giusta quantità di calorie per l’età del bambino e dell’adolescente. Uno spuntino adeguato dovrebbe fornire il 5-10% delle calorie giornaliere, dunque variare – in base all’età – tra le 80-100 calorie di un bambino di 6 anni e le 180-200 calorie di un adolescente. Importante la colazione  e il consumo di frutta e verdura quotidiano (ndR)
  5. La gestione del tempo, tra studio e gioco. Stabiliamo un orario fisso per i compiti a casa, prevedendo momenti di riposo, studio e attività sportive, per una routine equilibrata.
  6. Condividiamo le esperienze scolastiche. Mostriamo interesse per la giornata scolastica, chiedendo non solo delle lezioni ma anche delle amicizie e delle esperienze condivise, creando un dialogo familiare.
  7. Ognuno ha i suoi tempi. Notiamo eventuali difficoltà senza allarmarci, rispettando il ritmo di apprendimento del bambino, specialmente nella lettura e nella scrittura.
  8. Un supporto senza stress. Sosteniamo i ragazzi nel prendersi cura dei propri impegni senza esagerare, rendendo l’apprendimento un’esperienza gratificante, non stressante.
  9. Rispettiamo l’autonomia. Offriamo supporto e dialogo senza invadere la privacy, rispettando la loro autonomia e immagine sociale.
  10. Insieme per crescere. Comunichiamo ai ragazzi che genitori e insegnanti lavorano insieme per comprendere e superare le difficoltà, creando un ambiente di supporto

Tratto da Salute e Sanità 11/09/2023

venerdì 9 giugno 2023

LATTE DI CAPRA : PERCHE' E' UTILE ?

 


Da alcuni anni sono sempre più numerose le persone che utilizzano latte di capra , mentre è in calo il consumo di latte vaccino.
Una moda o una dotazione indispensabile alla luce delle patologie emergenti come allergie, ipersensibilità alimentari o altro?

In questo articolo cercheremo di descrivere le caratteristiche e le indicazioni anche alla luce dei dati scientifici presenti.

Il latte di capra sembra innanzitutto  un prodotto sano e sostenibile per l'ambiente infatti le capre ai meno spazio utilizza, meno risorse e meno trattamenti rispetto. Inoltre i caseifici meno si affidano a trattamenti a base di ormoni per aumentare la produzione, inoltre la composizione di questo latte varia a seconda della dieta, della razza, dell'ambiente, della salute dell'animale e della stagione in cui viene prodotto(una differenza del latte vaccino che è stabile). Il contenuto proteico medio del latte di capra può essere più alto di quello del latte vaccino (ma può comunque variare ampiamente). C'è comunque una netta somiglianza (85-95%) tra la composizione aminoacidica delle sei principali proteine ​​del latte vaccino e del latte di capra (quindi chi è veramente allergico alle proteine ​​del latte di mucca lo è anche al latte di capra).

Per quanto riguarda  i lipidi del latte di capra essi sono presenti sotto forma di globuli di grasso più piccoli dei globuli del latte vaccino, questo lo rende più digeribile rispetto al latte di mucca , in quanto è maggiore la superficie  esposta all'azione degli enzimi digestivi . La crema di latte di capra è ricca di  acidi grassi a catena media e corta, importanti per le funzioni immunitarie e metaboliche.

A proposito degli zuccheri, il principale è il lattosio, il principale quale favorisce l'assorbimento intestinale di calcio, magnesio e fosforo e l'utilizzo di vitamina D  . Il contenuto di lattosio nel latte di capra è comunque inferiore dello 0,2-0,5 per cento rispetto al latte vaccino, ma oltre al lattosio il latte di capra contiene oligosaccaridi, glicopeptidi, glicoproteine ​​e zuccheri nucleotidici in maggiore quantità rispetto al latte vaccino , mostrando un profilo oligosaccaridico (con attività prebiotica) similitudine a quello del latte materno.

Per quanto riguarda la concentrazione di minerali e vitamine, nel latte di capra è maggiore in potassio, calcio, magnesio, fosforo e riboflavina , mentre la quantità di selenio, utile per il buon funzionamento del sistema immunitario, è simile a quella del latte materno. Invece vitamina B12 e acido Folico sono in quantità inferiore rispetto a quello vaccino, mentre la vitamina A è superiore nella capra. Sia latte di mucca che capra sono carenti in Vitamina B6, C e D e Ferro, ciò non li rende adatti all'alimentazione del lattante, anche perché entrambi presentano un carico di proteine ​​che un sovraccarico renale .

Pertanto sia il latte di mucca che il  latte di capra andrebbero modificati per poterli utilizzare nei più piccoli. Come sottolineato in un parere scientifico pubblicato nel 2012, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ritiene ci siano prove sufficienti per concludere che le proteine ​​del latte di capra possono essere adatte per l'utilizzo nelle formule per lattanti e nelle formule di proseguimento  . IL latte comunque non va considerato solo come nutriente, infatti se analizziamo il latte materno , vi sono contenute sostanze (glicoproteine, anticorpi, oligosaccaridi) che proteggono il lattante riducendo il numero delle infezioni da parte dei germi patogeni e promuovendo lo sviluppo della parete intestinale e del microbiota (comunità di germi presenti normalmente nell'intestino). Si è visto inoltre, da alcuni studi,  che la composizione del microbiota intestinale del bambino che assume latte di capra è più simile a quella del bambino allattato al seno , ciò potrebbe essere alla base dei disturbi intestinali, in particolare  la stitichezza, a cui vanno soggetti più facilmente i bambini che assumono latte di mucca.

domenica 14 maggio 2023

PASTI PIU’ LENTI FAVORISCONO IL CONSUMO DI FRUTTA E VERDURA NEI BIMBI


La fretta non è amica della sana alimentazione.
La conferma arriva da uno studio coordinato dal Max Planck Institute for Human Development di Berlino e pubblicato su
Jama Network Open, secondo cui pasti più lunghi di una decina di minuti e rilassati incentivano i bambini a mangiare più frutta e verdura , senza avere ricadute sul consumo di altri alimenti . "Un basso consumo di frutta e verdura aumenta il rischio di malattie croniche non trasmissibili. Eppure i bambini di tutto il mondo mangiano molta meno frutta e verdura rispetto alla quantità raccomandata",scrivi i ricercatori. Il team ha verificato l'impatto della durata dei pasti sull'alimentazione coinvolgendo 50 coppie genitore-bambino. Tutte le coppie sono state osservate nel contesto di due pasti identici in tutto, tranne che nella durata. Nel primo pasto, gli inservienti hanno annunciato che avrebbero sparecchiato dopo un tempo pari alla durata tipica dei loro pasti a casa (in media, circa 20 minuti). Nella seconda, il tempo è stato aumentato del 50% (circa 10 minuti aggiuntivi). Quando c'era più tempo a disposizione i bambini mangiano più frutta senza che aumentasse il consumo degli altri alimenti; inoltre, mangiavano più lentamente e riportavano un maggiore senso di sazietà a fine pasto. Si tratta di risultati importanti, spiegano i ricercatori: l'aumento nei consumi di frutta"Questo risultato ha un'importanza pratica per la salute pubblica perché 1 porzione giornaliera aggiuntiva riduce il rischio di malattie cardiometaboliche dal 6% al 7%", scrivono.

domenica 12 marzo 2023

PERCHE’ E’ IMPORTANTE INTEGRAZIONE DI VITAMINA D

 


La vitamina D è entrata prepotentemente nella conoscenza del medico, da alcuni anni, non più solo per la sua nota funzione di favorire la produzione di calcio e conseguentemente la mineralizzazione ossea, ma in ragione di molte altre proprietà, e alcune sono veramente importanti. Vediamo le più significative: La vitamina D contribuisce a trasformare il triptofano in serotonina, garantendo in tal modo un buon tono dell’umore. La vitamina D agisce a livello dell’Ippocampo nella produzione di BDNF (Brain Derived Neurotrofic Factor) migliorando moltissimo le funzioni legate alla memoria e alla gestione delle emozioni a causa del collegamento ippocampo-amigdala. Stimola la produzione di IL 2. Attiva i NK e i linfociti T. Promuove la produzione di IL-4 e l’inibizione delle citochine proinfiammatorie, quindi contrasta le infiammazioni. Attiva la produzione di INF gamma. Ha un’azione antivirale. Inibisce la formazione di placche amiloidee nel cervello (declino cognitivo e malattia di Alzheimer). Ha un’azione antiproliferativa immunosoppressiva con effetti di pro-differenziazione nella cute, quindi utile nelle malattie dermatologiche es.Psoriasi, Vitiligine. È espressione di potenti peptidi antimicrobici e contribuisce all’aumento delle possibilità di azione dei macrofagi (Infezioni) .Importante è la sua azione anti-proliferativa(antitumorale) con pro-differenziazione ed aumento dell’apoptosi e diminuzione dell’angiogenesi in specifiche cellule cancerose.

domenica 18 dicembre 2022

ARTRITE REUMATOIDE E MALATTIE AUTOIMMUNI : PREVENZIONE E IPOTESI DI TERAPIA

 


Lo studio condotto dalla dott.ssa Tajik et al. identifica l'alterazione della barriera epiteliale intestinale come un evento principale che precede l'esordio dell'Artite Reumatoide. La zonulina (proteina che agisce sulle giunzioni tra gli enterociti regolando la permeabilità intestinale) è un fattore centrale in questo processo poiché riduce l’espressione delle proteine TJ intestinali, induce l'infiammazione della mucosa mediata dai linfociti T e controlla la trasmigrazione delle cellule immunitarie dall'intestino alle articolazioni.

Il prof Philippe Saas commenta con interesse lo studio sottolineando quanto l'integrità della barriera intestinale sia un punto di controllo per la transizione dall'autoimmunità asintomatica alla malattia infiammatoria. La composizione alterata del microbiota intestinale, denominata “disbiosi”, è associata a malattie autoimmuni tra cui l’artrite reumatoide.   L’artrite reumatoide (AR) è una patologia autoimmune cronica disabilitante, caratterizzata da sinovite delle piccole e grandi articolazioni che si manifesta con tumefazione, rigidità, dolore e progressiva distruzione articolare.