lunedì 6 dicembre 2010

Leggere fa bene al cervello.


Si dice spesso che leggere migliori la nostra funzione cerebrale, ma si tratta di fantasie o affermazioni scientifiche?Un equipe di neuro scienziati provenienti da Belgio,Brasile,Francia e Portogallo sotto la direzione del neuro scienziato cognitivo Stanislas Dehaene dell’Institut National de la Santè et de la Recherche Medicale (INSERM) di Gif-sur-Yvette, in Francia, si è prefissa di dare una risposta che ha pubblicato recentemente sulla rivista Science. Dallo studio è emerso che le persone che hanno imparato a leggere manifestano reazioni più incisive alla parola scritta in diverse regioni del cervello, preposte ad elaborare ciò che vediamo. Inoltre nei soggetti alfabetizzati(ma non in quelli analfabeti)le parole scritte hanno innescato l’attività cerebrale nelle regioni del lobo temporale sinistro che reagiscono alla lingua parlata. Questo suggerisce che la lettura usa circuiti neurali che si sono evoluti per supportare la lingua parlata, una forma della comunicazione umana molto più antica della lettura. La lettura, infatti è un fenomeno relativamente recente nella storia umana(5000 anni circa). Le modalità con cui la lettura migliora le risposte cerebrali sono almeno tre: promuovere l’organizzazione delle corteccia visiva(la parte che riceve ed elabora gli impulsi dei nervi ottici),stimolare l’emisfero cerebrale sinistro e affinare l’elaborazione della lingua parlata migliorando una regione fonologica(il planum temporale).
Tratto da Cordis Europa Notiziario 26/11/2010
Elena Bosi, pediatra Milano

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