|
Secondo un
nuovo studio della University
of Southampton, la diffusione del rame
puo'
prevenire l'aumento del numero
di infezioni resistenti agli antibiotici nel
mondo, ostacolando la trasmissione
orizzontale dei geni. Il trasferimento
orizzontale
dei geni (Hgt) nei batteri e' largamente
responsabile dello
sviluppo dell'antibiotico-
resistenza. |
domenica 9 dicembre 2012
IL RAME CONTRASTA LE INFEZIONI RESISTENTI AGLI ANTIBIOTICI
giovedì 29 novembre 2012
La sindrome rino-sinuso-bronchiale

SS
Definizione
e meccanismi
Con questo termine si indicano una
serie di quadri anatomo-clinici con caratteristiche infiammatorie soprattutto
di tipo infettivo e, talora allergiche, caratterizzate da rino-sinusiti
croniche o da poliposi nasali e sinusiti
che, nel tempo, si complicano con bronchiti ricorrenti o asma bronchiale.
Si tratta di una patologia di interesse sia otorinolaringoiatrico sia
pneumologico, che fa riferimento ad entrambe le discipline. Si definisce quindi
sindrome rino-sinusobronchiale (SRB) una affezione che interessa le vie aeree
superiori e l’albero tracheo-bronchiale,
le prime quale sede della noxa patogena e il secondo quale organo
bersaglio, con compromissione del sistema immunitario di entrambi gli apparati
ed iperreattività bronchiale.
E’ quindi chiaro che nella terapia della SRB, il controllo
dell’infezione/infiammazione dell’area rino-sinusale è indispensabile per la
gestione dell’asma bronchiale che ne consegue.
Possiamo trovare questa correlazione fisiopatologica tra la flogosi delle
fosse nasali e l’asma in alcuni quadri clinici: rinite e asma, rino-sinusite e
asma, poliposi nasale e asma.
Questa differenziazione è più didattica che fisiopatologica perché
spesso, nei diversi pazienti affetti da SRB, i quadri clinici si sovrappongono
con differenti sfumature.
In questo articolo mi limiterò a prendere in considerazione la
correlazione rino-sinusite o poliposi
nasale e asma.
La persistenza o la recidività delle infezioni batteriche o virali a carico
delle prime vie aeree e la diffusione al tratto respiratorio inferiore
determinano l’insorgenza di iperreattività bronchiale aspecifica o l’aumento del numero delle crisi di broncospasmo
associate a deficit delle capacità difensive da parte degli anticorpi IgA e IgG .
I batteri più comunemente coinvolti sono streptococchi, pneumococchi ed
haemophilus nelle forme acute, mentre gli staphilococchi sono più tipici delle
forme croniche. Le infezioni virali più frequenti nei bambini sono provocate
dal virus sinciziale e dal coronavirus, mentre negli adulti prevalgono i virus
influenzali e il Mycoplasma pneumoniae.
L’ elemento principale nel determinismo della sindrome è la discesa di
materiale purulento dal naso verso i bronchi, dove le cellule di difesa di
primo intervento (macrofagi e polimorfonucleati attivati) presentano gli
antigeni dei germi ai linfociti T, che elaborano sostanze (linfochine) che
iniziano e mantengono il processo infiammatorio. Sia le secrezioni purulente sia i mediatori della infiammazione
possono esaltare la reattività bronchiale aspecifica già esistente o possono indurla
se non si era mai manifestata in precedenza.
L’alterazione della funzione del
muco e delle ciglia vibratili, che diventa deficitaria, è comune sia nelle
forme infiammatorie allergiche sia in quelle infettive.
lunedì 19 novembre 2012
Oligoterapia catalitica e prevenzione
Anche attraverso l’uso degli oligoelementi si può attuare
una valida terapia di prevenzione nei confronti delle patologie invernali. E’
comunque necessario attenersi ai presupposti fondamentali dell’oligoterapia per
cui si parte sempre dalla valutazione dell’ammalato inquadrandolo in uno dei
quattro modelli reattivi o diatesi ed appoggiandosi ad un oligoelemento
complementare se è necessario. La terapia di prevenzione deve essere proseguita
per almeno tre/quattro mesi, a giorni alterni, facendo assumere l’oligoelemento
fondamentale al mattino e quello complementare, se necessario, alla sera
lontano dai pasti.
Esaminiamo ora come gli oligoelementi dei quattro modelli
reattivi possono essere utilizzati nella
terapia di prevenzione :
Manganese: è il rimedio biocatalitico principale
della diatesi allergica. Pur non essendo un oligoelemento di elezione nella
terapia delle patologie invernali, esso può essere molto utile nei soggetti
allergici, soprattutto agli acari che, nel periodo autunno/inizio inverno, più
facilmente si ammalano di forme virali. Evitare la somministrazione nella
tubercolosi attiva e non stabilizzata.
Complementari da associare:
Zolfo:quando l’individuo tende a presentare
contemporaneamente manifestazioni cutanee di tipo allergico: orticaria,
dermatite atopica ecc
Iodio:se sono associati eccitabilità spiccata,
tendenza all’ipertensione o all’ipertiroidismo.
Manganese-Rame: è il policatalizzatore della diatesi
“ipostenica”. Esso è utile in tutti quei soggetti che presentano tendenza alle
infezioni recidivanti delle prime vie aeree superiori, e bronchiti asmatiche.
domenica 11 novembre 2012
Fitoterapia e prevenzione
Parlare di prevenzione in questo periodo può sembrare fuori
luogo perché in realtà tali considerazioni avrebbero dovuto essere state fatte
a settembre. Comunque non è mai troppo tardi ed anche attualmente si può
impostare un buon programma di protezione dall’influenza e dalle malattie
invernali. Ovviamente fra l’elenco dei medicinali che proporrò andranno scelti
quelli adatti ad ogni organismo seguendo con esattezza le regole posologiche
(quelle sottoelencate si riferiscono a soggetti adulti), consigliando una
terapia di 3 settimane al mese per 4-6 mesi (maggiori precisazioni si possono
trovare nella parte generale della fitogemmoterapia.).E’ necessario tenere
presente ogni tipo di allergia accertata nei confronti della droga da
consigliare e quindi, se presente, evitarne la somministrazione.
Fitoterapia
Echinacea Angustifolia DC (
fam Asteraceae) TM 25-30 gtt/die in acqua 15’ prima pasto e cicli di terapia di
2 mesi .La TM si ottiene dalla pianta intera. Essa possiede attività
immunobiologica (Commissione E 1989) antiinfiammatoria, vulneraria. Da diversi
studi, è stato dimostrato che oltre ad una sua azione adiuvante nel trattamento
delle infezioni recidivanti delle vie aeree superiori e inferiori, essa riesce
a stimolare le difese dell’organismo verso le varie forme febbrili e
influenzali delle vie respiratorie per cui può essere utilizzata, in base alla
posologia, sia in modo preventivo, sia nella patologia acuta. Non esistono
effetti tossici o secondari, comunque il
suo utilizzo è controindicato in caso di malattie autoimmuni E’ stata
segnalata una sua possibile epatotossictà negata da studi successivi (Mattocks,
Miller). La Commissione E ne ammette
l’uso anche in gravidanza nonostante alcuni ricercatori la sconsiglino per la
presenza di polissaccaridi a struttura non ancora totalmente chiarita.
Uncaria tomentosa DC ( fam
Rubiaceae): 1DH per macerazione di gemme fresche 15-20 gtt/die. Se ne sconsiglia l’uso in
gravidanza, durante l’allattamento e in caso di malattie autoimmuni.
Possiede un’azione immunostimolante
e immunomodulante, antiinfiammatoria, antivirale, antidolorifica.
lunedì 5 novembre 2012
Prevenzione autunno-inverno: omeopatia
Parlare di prevenzione a novembre è essere un pò in ritardo
perché, di solito in questo periodo i programmi di prevenzione sono già stati
stabiliti ed ogni individuo dovrebbe
seguire sino dal mese di settembre un proprio schema. Settembre è
infatti il periodo migliore per iniziare una terapia che protegga in modo
completo dalle patologie invernali. Comunque sino a quando non saremo a
primavera inoltrata, potremo sempre iniziare una terapia di prevenzione per le
malattie da raffreddamento o per lo meno apporre allo schema iniziale, se non
soddisfacente, alcune modifiche che lo rendano più consono al caso in esame.
In omeopatia i medicinali vengono utilizzati frequentemente
non solo nella terapia delle patologie acute e croniche, ma anche nella
prevenzione delle varie malattie stagionali.
Etichette:
Medicinali omeopatici,
Omeopatia,
prevenzione
giovedì 1 novembre 2012
Menopausa e terapia omeopatica : LACHESIS
:
E’ un medicinale preparato a
partire dal veleno di un serpente brasiliano, il crotalo muto.
E’ un altro medicinale molto
utile nel periodo della menopausa e nel periodo di climaterio,
infatti tutti i sintomi sono
caratterizzati dal miglioramento significativo con la comparsa di un flusso, in
questo caso mestruale.
Le vampate sono molto fastidiose,
con sensazione di mancanza d’aria ed intolleranza agli indumenti stretti al
collo e in vita, ed al caldo e sono spesso accompagnate da importante tachicardia
( aumento della frequenza del
battito cardiaco).
Il viso è arrossato e talora con
vene evidenti, segni di couperose.
Può anche essere presente aumento
della pressione sanguigna o mal di testa battente, peggiorato dal caldo.
Il sonno è disturbato dalle
vampate ma talora anche da sogni che creano turbamento, il risveglio è di
conseguenza faticoso, con cattivo umore.
Può avere anche disturbi della
circolazione venosa e capillare: emorroidi e comparsa di ematomi anche per
piccoli traumi
La donna sensibile a questo
medicinale omeopatico è di solito ipersensibile, sia agli stimoli tattili che a
quelli emotivi.
Alterna fasi di eccitazione con
loquacità anche scherzosa a momenti di depressione con scarsa energia,
soprattutto nei riguardi dell’attività lavorativa.
Il suo comportamento è spesso
quello di una donna bella e forte che non si riconosce più e nei confronti del
compagno può manifestare atteggiamenti di gelosia, talora anche di rabbia.
In alcuni casi può trovare sfogo
e consolazione nell’alcool che peggiora però tutti i suoi disturbi.
La somministrazione del rimedio
sarà dipendente dalla situazione clinica, utilizzando medie/ alte diluizioni partendo dalla 15CH .
DR.
GABRIELLA MAGGI - Specialista in OSTETRICIA E GINECOLOGIA & ENDOCRINOLOGIA
SPERIMENTALE & OMEOPATA Milano
Etichette:
Ginecologia,
Medicinali omeopatici,
Menopausa,
Omeopatia
domenica 21 ottobre 2012
MENOPAUSA E TERAPIA OMEOPATICA
SEPIA
E’un medicinale preparato a
partire dall’inchiostro di seppia.
E’ uno dei maggiori medicinali
ginecologici di terreno, utile in molte situazioni legate alla gravidanza ed al
puerperio, oltre che al periodo climaterico.
Sul piano fisico la paziente è
solitamente freddolosa, talora anemica.
Le vampate di calore si possono
accompagnare ad intolleranza agli abiti e soprattutto a quelli troppo stretti
al collo. Compaiono spesso la notte
disturbando il riposo con conseguente stanchezza mattutina, con sudorazione
anche profusa e palpitazioni.
E’ spesso presente una secchezza
vaginale che rende fastidiosi i rapporti sessuali, già poco desiderati sul
piano emotivo.
La paziente può avvertire senso
di peso alla parte bassa del ventre ed alla vagina, con sensazione di trazione
verso il basso. Questi sintomi sono legati ad un prolasso uterino o vescicale
oppure ad una situazione di “ VARICOCELE PELVICO”, ossia la presenza di vene
dilatate nel parte bassa del cavo addominale.
Etichette:
Ginecologia,
Medicinali omeopatici,
Omeopatia
Iscriviti a:
Post (Atom)





