domenica 20 gennaio 2013

Coliche gassose del lattante


 

La colica gassosa post prandiale del lattante e' la causa più frequente di dolore a quest' età .
La sua diagnosi giunge dopo aver escluso patologie organiche sia malformative che infettive o di intolleranze alimentari. In genere le coliche insorgono dopo 15 giorni dalla nascita e passano al terzo mese di vita, talvolta al sesto mese. Questa patologia è molto più rara nel lattante allattato al seno rispetto al lattante allattato artificialmente, qualora intervenisse nel piccolo allattato al seno bisogna prendere in considerazione eventuali errori alimentari materni.
Ciclicamente il neonato più predisposto e' quello che sia alimenta spesso e tanto e che si agita durante l'assunzione del biberon.  Spesso si contorce,  piange, urla, contrae le gambe , le flette sull'addome.

domenica 13 gennaio 2013

Sindrome premestruale e intermestruale


Dal gonfiore all'irritabilità, dal mal di testa ai crampi addominali, sono questi i sintomi più frequenti che precedono, in molte donne, la comparsa del ciclo mestruale e che vanno normalmente sotto il nome di PmS (Premenstrual syndrome), cioè sindrome premestruale. I sintomi tendono a manifestarsi con regolarità e ciclicamente qualche giorno prima dell’inizio del flusso e interessano almeno il 40% delle donne, in particolare quelle stressate e di buon livello socioeconomico, ma non solo, visto che ogni donna prova questo disturbo almeno una volta nella vita.

La durata dei sintomi, secondo la letteratura, è in media di 6 giorni con incremento della gravità  nei due giorni precedenti il ciclo

Oltre alla sindrome premestruale, si può riscontrare anche la sindrome intermestruale, che compare invece al momento dell’ovulazione, cioè a metà del ciclo, quando l’ovulazione provoca un dolore pelvico d’intensità variabile, che in certi casi si accompagna a lievi perdite ematiche.

 

Su quelle che possono essere le cause della sindrome premestruale, sono state formulate diverse teorie: iperfollicolinemia (aumentata concentrazione di estrogeni nel sangue) o iperandrogenia (ipersecrezione di ormoni maschili), ma nessuna è stata ancora confermata. Si preferisce quindi ipotizzare che questa sindrome dipenda da uno squilibrio ormonale - un eccesso relativo di estrogeni in rapporto al progesterone - causato o da una produzione insufficiente o da un ritardo della secrezione di progesterone.

La comparsa delle mestruazioni è un complesso sistema di molecole che dipende dalla interazione tra gli ormoni ovarici ed il sistema immunitario, che può quindi avere un ruolo importante nel determinismo della sindrome.

 

 

SINTOMI:

 

Sul piano psichico, le pazienti manifestano spesso nervosismo, irritabilità, insonnia, depressione e alterazioni della libido. Sul piano fisico, sono molto frequenti dolore pelvico, tensione mammaria, irregolarità mestruali, leucorrea abbondante e pesantezza degli arti inferiori. Alcune pazienti lamentano anche cefalea, mal di schiena e dolore alle articolazioni o ai muscoli, ritenzione idrica e aumento di peso periodico. Prima delle mestruazioni alcune donne possono soffrire anche di emorroidi, sintomi digestivi (quali stipsi o diarrea) e urinari, mentre è solo nei casi molto rari e gravi, che la sindrome premestruale può determinare fenomeni allergici, problemi cardiaci e crisi convulsive.

Numerosi studi hanno documentato che alcuni di questi sintomi, se non tutti, sono direttamente correlati a variazioni dei livelli di marcatori dell’infiammazione, ciò equivarrebbe a dire che è una infiammazione locale la diretta responsabile della sintomatologia, anche quella emotiva. In quest’ultimo caso la infiammazione avverrebbe a livello delle cellule della microglia, il sostegno dei neuroni, che sono le cellule responsabili degli impulsi nervosi.

La infiammazione potrebbe essere innescata anche da meccanismi di piccole irregolarità ormonali su un terreno sensibile, ossia una paziente particolarmente sensibile a queste variazioni.

lunedì 7 gennaio 2013

Kalium Sulfuricum


 

In questo articolo analizzeremo Kalium sulfuricum uno dei medicinali omeopatici più indicati nella sindrome rino-sinuso-bronchiale perché agisce sia sulla componente sinusale sia su quella bronchiale. Ma questa volta estenderemo il nostro studio alle caratteristiche generali  e alle indicazioni exta-respiratorie.

Questo medicinale omeopatico è preparato con il solfato di potassio (K2SO4) che si presenta sotto forma di cristalli bianchi solubili in acqua e insolubili nell’alcol.

Appartiene ai dodici sali biochimici tissutali di Schuessler.

La famiglia dei Sali di potassio, usati nella farmacologia omeopatica, è piuttosto numerosa e comprende, oltre a Kalium sulfuricum, anche Kalium arsenicosum (arsenito di potassio), Kalium bichromicum (bromuro di potassio), Kalium bromatum (bromuro di potassio), Kalium carbonicum (carbonato di potassio), Kalium iodatum (ioduro di potassio), Kalium muriaticum (cloruro di potassio), Kalium phosphoricum (Fosfato di potassico).

Kalium sulfuricum  non è stato oggetto di una sperimentazione su soggetti sani,  perciò tutti i dati di cui si dispone sono stati ricavati dalla pratica clinica quotidiana esercitata sui soggetti ammalati.

Ciò che emerge dall’analisi dei casi trattati negli ultimi due secoli è che il quadro clinico suscettibile di trattamento con Kalium sulfuricum è simile a quello di Pulsatilla sia per gli aspetti psicologici sia per quelli fisici. La similitudine fra questi due medicinali potrebbe essere ricondotta alla notevole quantità di solfato di potassio contenuta nel fiore di Pulsatilla.

martedì 25 dicembre 2012

Auguri

La  redazione del Blog augura a tutti i suoi lettori un sereno Natale e un felice Anno Nuovo


lunedì 10 dicembre 2012

Terapia omeopatica della sindrome rino-sinuso-bronchiale


Come abbiamo visto nel precedente articolo, la sindrome rino-sinuso-bronchiale è caratterizzata da infiammazioni croniche delle prime vie aree che sono le responsabili del deterioramento della funzionalità e dello stato immunitario del sistema bronchiale. Questa alterazione della funzionalità bronchiale sfocia nella iperreattività bronchiale che diventa l’elemento dominante del quadro clinico.

Malgrado l’asma sia l’elemento più appariscente e più pericoloso della sindrome, la risoluzione dei foci infiammatori rino-sinusali gioca un ruolo fondamentale dal punto di vista terapeutico, perché la loro persistenza impedisce un adeguato controllo dell’iperreattività bronchiale.

La sindrome rino-sinuso-bronchiale presenta quindi un quadro clinico complesso e articolato dal punto di vista sintomatologico, che ben si presta ad un approccio terapeutico omeopatico fondato sulla possibilità di usufruire di una vasta gamma di medicinali sia sintomatici sia di terreno.

La terapia omeopatica è prevalentemente individualizzata e offre molte soluzioni per affrontare tale patologia, sia in associazione con i medicinali convenzionali, nell’ambito di una terapia integrata, sia in uno schema terapeutico prevalentemente omeopatico, quando possibile, soprattutto nelle fase di intervallo tra le riacutizzazioni.

 

 

Medicinali del focus sinusale

 

I medicinali omeopatici indicati nel trattamento dell’infiammazione sinusale hanno come comune minimo denominatore la presenza di secrezioni muco purulente nelle cavità naso-sinusali. Si differenziano per le caratteristiche delle secrezioni, per le modalità di miglioramento e peggioramento dei disturbi e per la sintomatologia concomitante. Queste differenze permettono di individualizzare la terapia scegliendo il medicinale più adatto ad ogni singolo paziente.

In questo articolo, per esigenze di spazio, analizzeremo solo i medicinali di più frequente prescrizione.

domenica 9 dicembre 2012

IL RAME CONTRASTA LE INFEZIONI RESISTENTI AGLI ANTIBIOTICI


Secondo un nuovo studio della University
of Southampton, la diffusione del rame
puo' prevenire l'aumento del numero
 di infezioni resistenti agli antibiotici nel
mondo, ostacolando la trasmissione
orizzontale dei geni. Il trasferimento orizzontale
dei geni (Hgt) nei batteri e' largamente
responsabile dello sviluppo dell'antibiotico-
resistenza.

giovedì 29 novembre 2012

La sindrome rino-sinuso-bronchiale


SS

Definizione e meccanismi

Con  questo termine si indicano una serie di quadri anatomo-clinici con caratteristiche infiammatorie soprattutto di tipo infettivo e, talora allergiche, caratterizzate da rino-sinusiti croniche  o da poliposi nasali e sinusiti che, nel tempo, si complicano con bronchiti ricorrenti o asma bronchiale.

Si tratta di una patologia di interesse sia otorinolaringoiatrico sia pneumologico, che fa riferimento ad entrambe le discipline. Si definisce quindi sindrome rino-sinusobronchiale (SRB) una affezione che interessa le vie aeree superiori e l’albero tracheo-bronchiale,  le prime quale sede della noxa patogena e il secondo quale organo bersaglio, con compromissione del sistema immunitario di entrambi gli apparati ed iperreattività bronchiale.

E’ quindi chiaro che nella terapia della SRB, il controllo dell’infezione/infiammazione dell’area rino-sinusale è indispensabile per la gestione dell’asma bronchiale che ne consegue.

Possiamo trovare questa correlazione fisiopatologica tra la flogosi delle fosse nasali e l’asma in alcuni quadri clinici: rinite e asma, rino-sinusite e asma, poliposi nasale e asma.

Questa differenziazione è più didattica che fisiopatologica perché spesso, nei diversi pazienti affetti da SRB, i quadri clinici si sovrappongono con differenti sfumature.

In questo articolo mi limiterò a prendere in considerazione la correlazione rino-sinusite o poliposi  nasale e asma.

 

La persistenza  o la recidività  delle infezioni batteriche o virali a carico delle prime vie aeree e la diffusione al tratto respiratorio inferiore determinano l’insorgenza di iperreattività bronchiale aspecifica o l’aumento  del numero delle crisi di broncospasmo associate a deficit delle capacità difensive da parte degli anticorpi  IgA e IgG .

I batteri più comunemente coinvolti sono streptococchi, pneumococchi ed haemophilus nelle forme acute, mentre gli staphilococchi sono più tipici delle forme croniche. Le infezioni virali più frequenti nei bambini sono provocate dal virus sinciziale e dal coronavirus, mentre negli adulti prevalgono i virus influenzali e il Mycoplasma pneumoniae.

L’ elemento principale nel determinismo della sindrome è la discesa di materiale purulento dal naso verso i bronchi, dove le cellule di difesa di primo intervento (macrofagi e polimorfonucleati attivati) presentano gli antigeni dei germi ai linfociti T, che elaborano sostanze (linfochine) che iniziano e mantengono il processo infiammatorio. Sia le secrezioni  purulente sia i mediatori della infiammazione possono esaltare la reattività bronchiale aspecifica già esistente o possono indurla se non si era mai manifestata in precedenza.

L’alterazione  della funzione del muco e delle ciglia vibratili, che diventa deficitaria, è comune sia nelle forme infiammatorie allergiche sia in quelle infettive.