mercoledì 15 aprile 2020

CORONAVIRUS : PROPOSTA PER RIAPRIRE L’ITALIA


E’ stato pubblicato su  Dott Net 14/04/2020,  il documento “Convivere con COVID-19: proposta scientifica per riaprire l’Italia, gestendo in modo sicuro la transizione da pandemia a endemia” sottoscritto da Roberto Burioni, Filippo Anelli (Fnomceo), Arnaldo Caruso (Siv), Andrea Cossarizza (Icas), Giuliano Grignaschi (Research for life), Giovanni Leoni (Fnomceo), Pier Luigi Lopalco (Patto trasversale per la scienza), Alberto Oliveti (Enpam), Guido Poli (Università San Raffaele), Silvestro Scotti (Fimmg), Marcello Tavio (Simit) e Guido Silvestri.
(Mi sembra utile pubblicare questo articolo  su questo Blog per informare le persone su come si sta pensando di procedere per gestire l’uscita da questa emergenza)
Premessa: la grande epidemia italiana da COVID-19 non dovrebbe comportarsi in modo molto dissimile da ogni altra epidemia conosciuta, ovvero arrivare a un plateau sia come numero di nuovi casi, che come numero di morti per giorno, e poi calare abbastanza rapidamente nel giro di alcune settimane. Nel momento in cui si registreranno  riduzione dei nuovi contagi e decessi, sarà importante iniziare rapidamente una discussione sulle strategie sanitarie a medio-lungo termine, che devono essere messe in atto per limitare i danni da COVID-19. Per questi motivi, riteniamo che sia necessario riflettere fin da adesso su come meglio emergere dalla attuale fase di isolamento della popolazione, dalla quale pensiamo si debba uscire non appena si osserveranno due-tre settimane di un trend stabile verso un numero molto basso di contagi e morti. Considerando il numero progressivamente crescente di persone infettate da SARS-CoV-2 nel mondo, quello di cui stiamo parlando è la transizione dalla fase “pandemica” di COVID-19 a quella “endemica”. Dal punto di vista scientifico, ci sono almeno tre fattori chiave che possono contribuire allo scenario che prevede una prossima fine per la fase “acuta” dell’epidemia.

giovedì 9 aprile 2020

CONSIGLI PREZIOSI SU COME PROTEGGERE GLI OCCHI DALL'INFEZIONE DA COVIT-19



Il Presidente della Società Oftalmologica Italiana fornisce consigli utili su come proteggere sé stessi e gli altri da una potenziale infezione da COVID-19 .
Sapere quale mascherina è più adatta ad ogni circostanza è infatti estremamente utile, ma, come segnala il Dr. Matteo Piovella, la mascherina non esenta da sola dai rischi di infezione.
Tutto nasce dal fatto che gli occhi, e la congiuntiva, sono la porta più facile di ingresso per il virus tramite il contatto con i droplets( goccioline di saliva) di un individuo infetto”, afferma Matteo Piovella. “L’utilizzo delle mascherine blocca l’accesso del virus a naso e bocca, a loro volta importanti, ma lascia scoperto l’occhio”.

martedì 31 marzo 2020

ATTENZIONE AI CONTAGI IN FAMIGLIA


Dagli asintomatici ai 'guariti', ecco chi è a rischio in vista della riapertura. Se i dati continuano a segnalare un aumento dei contagi da nuovo coronavirus in Italia, e in modo particolare in Lombardia, è soprattutto per effetto delle infezioni intra-familiari, ovvero dei contagi che avvengono in uno stesso nucleo dove è presente un soggetto positivo. Un fenomeno 'esplosivo', perchè conterebbe numeri altissimi, secondo il virologo dell'Università di Padova Andrea Crisanti, che parla di un vero e proprio 'effetto Diamond' sostenendo la necessità di effettuare più tamponi per identificare i soggetti positivi. "I dati segnalano che i contagi continuano ad aumentare e la fonte principale di contagio è a casa: stiamo cioè vedendo - spiega Crisanti - un 'effetto Diamond Princess'". Come sulla nave Diamond, ferma in Giappone per giorni con molti positivi a bordo e dove si è assistito ad un propagarsi di contagi anche per l'ambiente circoscritto in cui erano confinate centinaia di persone, allo stesso modo, secondo l'esperto, il contagio intra-familiare nei nuclei con soggetti positivi è "molto alto".  La "probabilità che un soggetto si infetti se vive in casa con un positivo - afferma - è oltre 100 volte maggiore".

martedì 17 marzo 2020

INFEZIONE DA CORONAVIRUS NEI BAMBINI


Uno studio pubblicato sul server medRxiv preprint il 4 marzo suggerisce che i bambini potrebbero avere lo stesso rischio degli adulti di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2, anche se spesso con manifestazioni così lievi da sfuggire alla rilevazione. Questa conclusione è stata formulata in seguito all’analisi dei casi pediatrici compresi nella casistica di 391 pazienti registrati dal 14 gennaio al 12 febbraio a Shenzhen in Cina, e di 1.286 dei loro contatti stretti. Nell'insieme, il tasso di contagio secondario (percentuale di contatti successivamente confermati come infetti da SARS-CoV-2) è stato del 14,9% tra i contatti familiari e del 9,6% nel complesso. Il tasso di infezione nei bambini tra gli 0 e i 9 anni (7,4%) è stato simile alla media della popolazione (7,9%). Questa scoperta potrebbe avere importanti implicazioni nelle misure adottare per rallentare la diffusione del virus, tra cui la chiusura delle scuole, come sottolineato in un commento apparso su Nature. Uno studio retrospettivo uscito il 12 marzo sul New England Journal of Medicine ed effettuato su 366 bambini ricoverati a Wuhan nella prima settimana di gennaio dimostra che i primi casi pediatrici sono stati molto precoci, hanno causato sintomi da moderati a gravi (febbre alta, tosse e vomito, polmonite) ma con un recupero del 100% dopo una media di 7,5 giorni. Resta comunque poco chiaro se, pur infettandosi, i bambini siano un elemento importante nella diffusione del virus, come accade per l'influenza. Ad oggi non ci sono stati decessi tra i bambini sotto i 10 anni di età e il tasso di letalità tra i 10 e 19 anni è pari a 0,2% secondo uno studio pubblicato su The Lancet.

lunedì 9 marzo 2020

ALLARME PANDEMIA..

Nel precedente post vengono riportate le osservazioni della Dott.ssa Gismondo dell Ospedale Sacco( Microbiologa) nel quale si afferma che il Virus Covit19 ha una bassa mortalita, ovvero inferiore a quella del Virus Influenzale.
La sua affermazione è assolutamente vera, ma essendo la contagiosità del Virus molto alta, la propagazione è stata molto rapida e  una grande parte della popolazione, sicuramente più alta di quanto dicono i numeri, è stata infettata(vedi intervista della Dott.ssa Ilaria Capua il 5 Marzo nel Programma Piazza Pulita ). Ma contagi numerosi non significano ammalati numerosi, ma persone che hanno incontrato il Virus e hanno prodotto anticorpi, difendendosi autonomamente come  avviene  nelle persone normali e senza gravi patologie.
Il problema attuale, per cui è stato emanato un Decreto che impone restrizioni al contatto interpersonale è che gli Ospedali sono al collasso, in particolare le Unita' Intensive.
Purtroppo ciò che si è visto nel tempo è che il Virus nei soggetti, spesso molto anziani e con gravi patologie ( raramente in giovani adulti) determina un quadro di "Polmonite Interstiziale " molto grave che porta all'insufficienza respiratoria  e ciò richiede "intubazione" e ricovero in Terapia Intensiva per un tempo molto lungo (circa due/tre settimane ). Questo è il motivo del collasso del nostro Sistema Sanitario.
La domanda che sorge alla persona comune è che cosa fare  oltre a seguire tutte le indicazioni emanate dal Decreto del 7 Marzo ?
-ALIMENTAZIONE SANA( dieta a basso carico di cibi sensibilizzanti come grano, latte di mucca, cibi raffinati e industriali  e ricca di verdura fresca, legumi , semi oleaginosi e frutta)
-MANTENERE INTESTINO PULITO al fine di stimolare il nostro sistema immunitario ( integrare con  cicli di Probiotici )
-INTEGRARE CON VITAMINA D (azione immunostimolante)
-INTEGRARE CON PRODOTTI CHE AUMENTANO LE DIFESE  ( Vitamina C, Echinacea, Uncaria, Rosa Canina, Resveratrolo, oligoelementi  ecc)

Dott Elena Bosi
Specialista in Pediatria e Medicine Complementari


lunedì 24 febbraio 2020

ALLARME PANDEMIA...


Il direttore del laboratorio dell'Ospedale Sacco: "Scambiata influenza per pandemia! Mi sembra una follia!"
“Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!", scrive su Facebook
·          
·         A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così”. Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze, il laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano in cui vengono analizzati da giorni i campioni di possibili casi di Coronavirus.“Il nostro laboratorio ha sfornato esami tutta la notte. In continuazione arrivano campioni”, è scritto nel post. “Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!!!”, ha scritto ancora in un post Facebook Maria Rita Gismondo. “I miei angeli sono stremati. Oggi la mia domenica sarà al Sacco. Vi prego, abbassate i toni! Serena domenica!”, ha concluso. 



domenica 16 febbraio 2020

Regole rigide sul sonno sono utili fino a 18 anni: dormire a sufficienza durante l'adolescenza è vitale per lo sviluppo mentale e fisico


Non solo ai più piccoli: ritmi regolari e corretti del sonno fanno bene anche ai ragazzi più grandi, fino ai 18 anni. Per questo i genitori dovrebbero stabilire una corretta routine, non trascurando l'ora in cui si va a letto, l'utilizzo dei dispositivi elettronici e l'assunzione di caffeina tardi nel corso della giornata. Il consiglio arriva da uno studio della Rochester University a New York, pubblicato sulla rivista Sleep. Dormire a sufficienza durante l'adolescenza è vitale per lo sviluppo mentale e fisico, eppure allorchè  i ragazzi diventano indipendenti, dotati di smartphone e giochi per computer, restano svegli fino a notte fonda in quella che gli esperti chiamano "un'epidemia di sonno insufficiente". E la maggior parte dei genitori quando  i figli crescono rinuncia a dire loro quando andare a letto o a limitare l'uso di device elettronici la sera.
Per lo studio sono stati analizzati 193 adolescenti, dai 14 ai 17 anni, e relativi genitori, per sette notti, scoprendo che non era stato stabilito alcun limite specifico per il momento in cui andare a dormire nel 74% delle notti prese in esame. Un terzo dei genitori ha affermato di non aver applicato regole relative all'uso dello schermo di pc, tablet e smartphone prima del riposo notturno e il 48% non aveva fissato dei paletti sul consumo serale di caffeina. Le famiglie che hanno stabilito le regole per andare a dormire hanno visto però i loro figli trarne beneficio. I genitori che hanno fatto rispettare il momento di andare a letto più spesso, hanno visto i ragazzi dormire per una media di 6 minuti in più ogni notte e nonostante questo minimo miglioramento era migliorato il tono dell’umore e l’energia durante il giorno.

fonte: Sleep
tratto da DOTTNET 3/01/2020