Nonostante l’attuale primavera così piovosa e
instabile faccia pensare che la maggior parte degli individui che soffrono di
allergia stagionale ai pollini abbia avuto pochi e moderati sintomi, ho
personalmente osservato che invece un quarto delle persone che seguo per tale
disturbo hanno comunque presentato intensi disturbi.
Conosciamo e usiamo di frequente per
l’oculorinite allergica stagionale medicinali omeopatici sintomatici quali Apis
mellifica, Allium cepa, Nux vomica, Sticta pulmonaria, Ammonium muriaticum,
Sabadilla,
Arundo donax, Arsenicum album.
Un medicinale che ho imparato ad utilizzare con
successo, naturalmente se indicato dal quadro sintomatologico specifico, è Wyethia helenoides, rimedio vegetale
della famiglia delle asteracee, bel fiore giallo, medicamento utile laddove
Sabadilla o Arundo donax abbiano fallito. Il quadro patogenetico descritto da Wyethia
è quello di un disturbo prevalentemente localizzato al rinofaringe e
contraddistinto da prurito nasale, al palato, ma soprattutto da fastidio in
gola, con necessità continua di doversi “grattare” la parte posteriore della
gola con piccoli colpi di tosse, di raschiare la gola con movimenti riflessi
della mucosa faringea, il così detto “raspeghin”. La gola è la zona più colpita
dall’allergia nelle forme meritevoli di Wyethia. Il faringe appare gonfio,
irritato, la persona si schiarisce di continuo la gola e così facendo si viene
a creare un corto circuito infiammatorio, che poi porta anche a un senso di secchezza
e bruciore che può provocare tosse solleticante.






