domenica 15 gennaio 2023

IL PLACEBO E’ EFFICACE COME L’AMOXICILLINA NELLA CURA DELLA BRONCHITE ACUTA

 


L’ efficacia della terapia antibiotica
con amoxicillina sulla durata dei sintomi nelle infezioni non complicate delle basse vie respiratorie (con esclusione della polmonite) in età pediatrica è stata confrontata con placebo in questo studio svolto a livello delle cure primarie in UK. I criteri di inclusione corrispondevano a quelli comunemente utilizzati per la diagnosi di bronchite acuta sia nella pratica clinica che in precedenti revisioni Cochrane. 432 bambini sono stati randomizzati al gruppo antibiotico (n=221) o placebo (n=211). I genitori hanno compilato un diario dei sintomi e delle attività quotidiane per almeno una settimana e sino alla persistenza dei sintomi nelle 4 settimane successive alla randomizzazione. La durata media dei sintomi non è risultata significativamente diversa nei 2 gruppi (5 giorni nel gruppo antibiotico vs 6 giorni nel gruppo placebo), e neppure nei soggetti appartenenti a specifici sottogruppi con particolare gravità dei sintomi nei quali l'antibiotico viene comunemente prescritto.

giovedì 29 dicembre 2022

BUONE FESTE !

   LA REDAZIONE  DEL BLOG AUGURA  AI SUOI  LETTORI 

    BUONE   FESTE   E    FELICE    ANNO   NUOVO 



domenica 18 dicembre 2022

ARTRITE REUMATOIDE E MALATTIE AUTOIMMUNI : PREVENZIONE E IPOTESI DI TERAPIA

 


Lo studio condotto dalla dott.ssa Tajik et al. identifica l'alterazione della barriera epiteliale intestinale come un evento principale che precede l'esordio dell'Artite Reumatoide. La zonulina (proteina che agisce sulle giunzioni tra gli enterociti regolando la permeabilità intestinale) è un fattore centrale in questo processo poiché riduce l’espressione delle proteine TJ intestinali, induce l'infiammazione della mucosa mediata dai linfociti T e controlla la trasmigrazione delle cellule immunitarie dall'intestino alle articolazioni.

Il prof Philippe Saas commenta con interesse lo studio sottolineando quanto l'integrità della barriera intestinale sia un punto di controllo per la transizione dall'autoimmunità asintomatica alla malattia infiammatoria. La composizione alterata del microbiota intestinale, denominata “disbiosi”, è associata a malattie autoimmuni tra cui l’artrite reumatoide.   L’artrite reumatoide (AR) è una patologia autoimmune cronica disabilitante, caratterizzata da sinovite delle piccole e grandi articolazioni che si manifesta con tumefazione, rigidità, dolore e progressiva distruzione articolare.

sabato 19 novembre 2022

Gli integratori multivitaminici possono rallentare il declino cognitivo

 


 L'integrazione giornaliera di multivitaminici-minerali ha migliorato la cognizione globale e la memoria episodica negli anziani. A indicarlo sono i risultati di un ampio studio guidato dall'Università Wake Forest, in Carolina del Nord, e pubblicato su Alzheimer's & Dementia, rivista dell'Alzheimer's Association. Alzheimer e demenza colpiscono oltre 46 milioni di persone nel mondo ed è un numero destinato a crescere, per questo, scrivono gli autori dello studio, "è urgente identificare strategie efficaci per preservare la funzione cognitiva e mitigare il pesante carico sociale associato". Gli integratori alimentari sono pubblicizzati per la protezione cognitiva, ma le prove a sostegno sono contrastanti. Per questo, lo studio Cosmos-Mind ha valutato 2.262 partecipanti, con età media di 73 anni, sullo stato cognitivo, la capacità di ricordare parole, storie, intervalli numerici e la fluidità verbale. Ad alcuni anziani sono stati somministrati quotidianamente per tre anni flavonoidi estratti dal cacao, a un secondo gruppo integratori di vitamine e sali minerali, mentre un terzo ha costituito il gruppo di controllo, ricevendo placebo.

L'estratto di cacao non ha avuto effetto positivo mentre l'integrazione giornaliera di multivitaminici, rispetto al placebo, ha determinato un beneficio statisticamente significativo sulla cognizione, la memoria e la funzione esecutiva.

martedì 1 novembre 2022

LA VITAMINA D PROTEGGE DALLE INFEZIONI

 

La vitamina D è un importante regolatore dell'equilibrio del calcio. Inoltre, ha importanti effetti sul sistema immunitario, inducendo direttamente peptidi antimicrobici sulle superfici mucose e modulando la funzione dei linfociti T.  Studi osservazionali dell'era pre-pandemica hanno riscontrato un'associazione tra bassi livelli di vitamina D e un aumentato rischio di infezioni delle vie respiratorie.  I risultati di studi randomizzati controllati sono stati contrastanti, ma due grandi meta-analisi hanno trovato alcune prove di un effetto protettivo dell'integrazione di vitamina D contro le infezioni del tratto respiratorio, in particolare negli individui carenti di vitamina D.  La vitamina D può aiutare a proteggere dal covid-19? A livello meccanicistico, la vitamina D aumenta le difese antivirali contro altri virus respiratori, come il virus dell'influenza A e il rinovirus.  I dati provenienti da studi osservazionali suggeriscono che bassi livelli di 25-idrossivitamina D (25(OH)D) possono essere un fattore di rischio per covid-19 grave.  Tuttavia, questa associazione potrebbe essere dovuta a causalità inversa o confondimento  : sia il covid-19 che la carenza di vitamina D sono associati indipendentemente con obesità, vecchiaia (>65 anni) e sesso maschile, per esempio. Due nuovi studi randomizzati collegati aggiungono prove tanto necessarie a questa importante domanda.

sabato 8 ottobre 2022

Svezia : basta ai vaccini anti-Covid agli adolescenti

 


La Svezia ha detto basta ai vaccini anti-Covid per gli adolescenti. Scrive il quotidiano France Soir che l'autorità sanitaria svedese ha annunciato lo scorso venerdì 30 settembre, che non raccomanderà più la vaccinazione contro il Covid-19 per gli adolescenti dai 12 ai 17 anni che “si trovino in stato di buona salute”, a causa di un rilevato "rischio molto basso" di sviluppare una forma grave di malattia a questa età. Il provvedimento entrerà in vigore dalla fine di questo mese di ottobre, lunedì 31.“La decisione implica che dal 1° novembre la raccomandazione – e quindi la proposta di vaccinazione– si applicherà solo ai minori nei gruppi a rischio Covid-19”, indica l’Agenzia di sanità pubblica dopo che all'inizio di settembre il Regno Unito ha revocato la stessa raccomandazione ma per i bambini sotto gli 11 anni in stato di buona salute. L’Agenzia svedese sottolinea che "nel complesso, troviamo che il bisogno di cure legate al Covid-19 è stato basso tra i bambini e i giovani durante la pandemia, e che è anche diminuito dalla comparsa della variante Omicron", mentre per gli over 18, la raccomandazione resta quella di tre dosi. Nel paese nordico, la quarta dose è raccomandata sopra i 65 anni d’età. Il quotidiano fa notare che a differenza della maggior parte degli altri paesi in Europa, “la Svezia ha rifiutato di mettere in atto restrizioni sanitarie come il lockdown” in quanto dati scientifici certi e diversi studi “hanno dimostrato che la nazione scandinava avrebbe subito meno danni dal virus e dalle restrizioni rispetto ai Paesi che hanno implementato tali misure”. Il 13 settembre sono state tuttavia dapprima le autorità sanitarie danesi a non raccomandare più la vaccinazione anti-Covid per le persone di età inferiore ai 50 anni. Una decisione, quest’ultima, che si applica anche i richiami sui vaccini.

Tratto da Agi   7/10/2022

domenica 25 settembre 2022

NEI CAVOLI E BROCCOLI PROPRIETA’ FLUIDIFICANTI IL SANGUE

 


Sono tra i cibi più impopolari nei menu familiari e meno graditi dai bambini, (purtroppo) - broccoli, cavoli, cavolfiori e cavoletti di Bruxelles - ma le loro proprietà salutari sono fuori questione.     Ora una nuova ricerca dell'Heart Research Institute e dell'University of Sydney indica che le loro sostanze chimiche naturali possano dissolvere gli emboli e trattare i pazienti affetti da ictus, oltre a migliorare l'efficacia dei farmaci fluidificanti. Le sperimentazioni pre-cliniche finora condotte usando modelli animali mostrano che il loro uso nel combattere gli ictus potrebbe essere ampliato individuando le molecole che mitigano il rischio di infarto. Il responsabile del progetto Xuyu Liu dell'University of Sydney, specializzato nello sviluppo di farmaci a piccole molecole, scrive sul sito dell'ateneo che una dieta accresciuta di broccoli e cavoletti di Bruxelles, in particolare, può raddoppiare la probabilità di sbloccare le arterie e potenzialmente di evitare gli ictus. "La ricerca segna la prima volta in cui si esamina come alimentarsi  con questi cibi modifica  il sistema di circolazione del sangue.