venerdì 13 luglio 2018

COME USARE I MEDICINALI OMEOPATICI NELLE MALATTIE ACUTE


Vogliamo dare alcune indicazioni per chi utilizza l’Omeopatia Pluralista , ovvero più  medicinali omeopatici, se la situazione lo richiede , nella giornata (come nello Studio Dott.Bosi)

Salvo diverse indicazioni da parte del proprio omeopata, è possibile mantenere la cura preventiva di base , se questo consisteva in prodotti fitogemmoterapici (Ribes,Rosa Canina ecc.), isopatici (Sanum ), oligoterapici (Manganese, Rame ecc.) . Il Rimedio  Omeopatico di fondo, solitamente consigliato una volta alla settimana può essere mantenuto.
Il medicinale omeopatico consigliato per contenere la febbre (Belladonna 9CH/15 CH , Aconitum ecc.) può essere assunto anche se è necessario utizzare il farmaco antifebbre (paracetamolo, sconsigliato ibuprofene) distanziando almeno mezz’ora i due .

domenica 8 luglio 2018

Circolare sui vaccini : basterà un'autocerticificazione



Sarà sufficiente un’autocertificazione per iscriversi a scuola. A quanto  apprende Quotidiano Sanità da fonti ministeriali è quello che prevede la nuova circolare congiunta Miur-Salute che sarà presentata domani a Lungotevere Ripa dal Ministro della Salute, Giulia Grillo e dal Ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti. La circolare, nei fatti, allenta le maglie della legge Lorenzin sull'obbligo vaccinale in vista della scadenza del 10 luglio, data prevista per dimostrare di essere in regola con le vaccinazioni, per l’iscrizione a scuola (per asili e scuola dell’infanzia, 0-6 anni) e per non incappare nelle multe (per la scuola dell’obbligo, 6-16 anni).

domenica 1 luglio 2018

La febbre alta non sempre è segno di infezione grave


Come ben sappiamo la febbre è un sintomo estremamente frequente in età pediatrica e, nonostante nella maggior parte dei casi essa si associ ad un’infezione virale, la vera sfida è riconoscere i pazienti febbrili a rischio di un’infezione batterica severa (SBI). Segnaliamo pertanto questa interessante metanalisi che si propone di analizzare quanto il rischio di SBI possa essere predetto dai livelli di temperatura raggiunti. Le conclusioni dello studio sono che solo nei piccoli neonati e lattanti di età inferiore a 3 mesi di vita una temperatura corporea >40° aumenta in maniera significativa il rischio di SBI (OR 6,3 95% CI 4,44-8,95), mentre tale predittività è molto debole nelle età successive.

domenica 24 giugno 2018

E' TEMPO DI GIOCARE


Con le vacanze estive arrivano i tempi forse più complicati dell’anno nella gestione dei figli: ai giorni di vacanza dei bambini non ne corrispondono altrettanti per i genitori e questo porta ad un inevitabile surplus di dispendio di energie. Gli oratori estivi, i centri comunali, i vari campus e la presenza dei nonni aiutano a livello concreto, ma potrebbero portare i genitori a conclusioni fuorvianti: visto che i nostri figli giocano tutto il giorno, probabilmente non avranno bisogno di giocare anche con noi. Sbagliato! I bambini hanno bisogno e desiderano fortemente di giocare con i propri genitori. Si, proprio con quei genitori lì, magari non troppo creativi, magari stanchi e con poco tempo, magari insicuri e stressati ma pur sempre i loro genitori.
In una interessante ricerca di Pepita Onlus (http://www.pepita.it) che ha portato alla realizzazione di una campagna di sensibilizzazione ideata da Fanpage dal titolo #tempodigiocare (https://www.facebook.com/fanpage.it/videos/2217622168259445/)  emergono dati molto interessanti. Su un campione di 507 bambini tra i 5 e gli 11 anni, il 46% ha risposto di giocare durante la settimana (dal lunedì al venerdì) da 1 a 2 ore, contro un 32% che gioca meno di 1 ora. Il dato cresce nel fine settimana quando i bambini giocano per il 41% oltre 3 ore e per il 32% da 2 a 3. Una o due ore di gioco alla settimana, a volte anche meno…

domenica 17 giugno 2018

Le infezioni pneumococciche hanno cambiato espressione


È noto che con l’introduzione del vaccino coniugato anti-pneumococcico (PCV7 nel  2002, sostituito dal  PCV13 nel 2010) l’incidenza della malattia pneumococcica invasiva (IPD) è diminuita, e di qui la necessità di ricoveri ospedalieri per tale patologia. Il presente studio, condotto dal Centro di Ricerca Epidemiologica sulle infezioni da S. pneumoniae di Calgary (CASPER), conferma tale dato: dai risultati dello studio emerge infatti che dopo l’introduzione del vaccino l’incidenza di IPD nella popolazione pediatrica si è ridotta da 17 casi/100.000/anno negli anni 2000/2001 a 4 casi/100.000 anno nel 2015, con uno spostamento in avanti dell’età media di presentazione (2 anni nell’era pre-vaccinale, 3,9 anni nell’era post-vaccinale). A fronte di questo emerge però una maggiore incidenza di malattie pneumococcciche invasive (cioè gravi) associata ad infezioni focali severe quali meningite, polmonite, empiema, peritonite (44,6% dell’era pre-vaccinale, 64% e 61,4% dopo l’introduzione rispettivamente del PCV7 e del PCV13) rispetto a quelle con sola batteriemia

domenica 10 giugno 2018

LATTE DI MUCCA PERCHE' NO ?



Questa domanda me  la sento rivolgere sempre più frequentemente dai genitori che con stupore  ricevono  come   primo consiglio dietetico  la limitazione nel consumo dei prodotti a base di latte  di mucca .

Riporto ai miei lettori questo articolo comparso su una rivista on line “Santé Nature Innovation” nel luglio 2013 con questo titolo “ 10 minutes pour convaincre des dangers des produits laitiers” (10 minuti per convincere dei pericoli dei latticini).
Vi sono molte persone convinte che l’uso dei latticini sia fondamentale per le loro ossa. Non è facile far cambiare abitudini da un giorno all’altro a persone che consumano il latte da 35 anni o più.
1 LE RACCOMANDAZIONI SONO  DISCUTIBILI
 Le raccomandazioni ufficiali sono di consumare almeno 3 prodotti a base di latte nella giornata e ciò è stabilito da un comitato di esperti della salute. Questo comitato è composto da una trentina di persone di cui almeno 19 sono direttamente affiliate a industrie casearie (Danone, Nestle’ ecc.)Non c’è alcuna trasparenza, pertanto le raccomandazioni non  hanno alcun credito.
2 L’UOMO E’ LA SOLA SPECIE CHE CONSUMA LATTE DI UN’ALTRA SPECIE IN ETA’ ADULTA
 La specie umana è sopravissuta e si è evoluta durante 7 milioni di anni senza alcun prodotto a base di latte, nutrendosi di latte materno unicamente nel periodo infantile. Sugli scheletri degli uomini preistorici, non si trova traccia alcuna delle malattie ossee oggi conosciute. I prodotti caseari sono apparsi nella nostra storia  all’incirca 10000 anni fa, evento  che , nella scala evolutiva è da considerare abbastanza recente. Il risultato di questi milioni di anni di evoluzione senza latte ? 75% della popolazione mondiale è intollerante ai latticini in età adulta .

domenica 3 giugno 2018

Depressione e Rhodiola Rosea

La Rhodiola rosea (R. rosea) è usata nella medicina tradizionale del Nord Europa e specialmente in Russia come rimedio per migliorare la performance lavorativa, per trattare la fatica, la debolezza e l’impotenza, nonché come droga adattogena  ovvero in grado di  aumentare la resistenza allo stress fisico e mentale. Ancora oggi in Siberia si usa regalare un bouquet di radici dorate, come viene soprannominata la droga della pianta, al momento del matrimonio come augurio di fertilità.
Gli autori di questa review prendono in considerazione tutte le pubblicazioni sull’attività antidepressiva della R. rosea a ottobre 2015 presenti su medline e sulle librerie russe; infatti, dato l’uso tradizionale della pianta, numerosi studi clinici sono stati condotti in Russia.