domenica 5 maggio 2019

Infortuni domestici: le linee guida del Ministero


I pericoli sono sempre in agguato anche in casa propria. Spigoli, prese, coltelli fuori posto, forbici, elettrodomestici, molte sono le insidie tanto che ben il 74% delle lesioni trattate in ospedale avviene proprio tra le mura domestiche, o nel tempo libero e lo sport. Nei bambini sotto i 5 anni, il 64% degli infortuni non mortali avviene nella propria abitazione dopo una caduta, mentre sotto i 14 anni la prima causa di morte è rappresentata dagli infortuni accidentali, che coinvolgono di più i maschi. A rivelarlo sono le nuove Linee guida sulla prevenzione degli incidenti domestici in età infantile, pubblicate dal ministero della Salute.

Età, tipologia e lesioni

            Secondo i dati Istat, i casi di urto o schiacciamento sono più frequenti tra i bambini e i ragazzi tra i 6 e i 17 anni e l’ambiente dove si verifica il maggior numero di incidenti è il salone, dove si concentrano il 28,5% degli incidenti nei maschi e il 38,4% nelle femmine. Nella stessa fascia di età gli incidenti sono legati in tre casi su quattro ad attività ludico-creative.

domenica 28 aprile 2019

Le evidenze di un'ipotesi chimica per l'omeopatia


Nell'ambito dell'VIII Convegno triennale della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata (SIOMI) dal titolo "L'omeopatia cambia verso...", che si è tenuto a Firenze dal 15 al 17 marzo scorsi, si è svolto il seminario internazionale dal titolo: "Advances in Homeopathy, a new scientific and social perspective".

            Finalmente è arrivata la svolta! Quello che non si è saputo spiegare per tutti questi anni e che ha esposto l'omeopatia a una condanna della scienza che l'ha classificata come un sistema di cura non plausibile poiché priva di molecole, oggi è stato sfatato. Gli studi di Jayesh Bellare, professore di ingegneria chimica a Mumbai (India), hanno dimostrato in maniera incontrovertibile, attraverso il microscopio elettronico a trasmissione (TEM), la presenza di un rilevante numero di molecole di principio attivo in tutte le diluizioni omeopatiche dalla 6CH alla 200CH.

sabato 20 aprile 2019

AUGURI DI BUONA PASQUA

LA REDAZIONE  AUGURA  A  TUTTI  I  SUOI LETTORI




domenica 7 aprile 2019

Come proteggersi dalle zecche( seconda parte)


Le zecche si attaccano alle persone quando camminano nell'erba alta o vicino a cespugli  o rami di alberi. Sono pertanto utili  abiti lunghi, soprattutto i pantaloni. Molto importante: mettere il ​​fondo dei pantaloni nei calzini. Poichè alla zecca  non piace molto camminare, probabilmente non salirà fino a  sopra i pantaloni per pungere. Per i bambini, che hanno la testa all'altezza di rami o cespugli , aiuta molto far indossare un berretto. Al rientro da una camminata  ispezionare attentamente la persona dalla testa ai piedi. Evitare imperativamente di passare una notte senza togliere le zecche che potrebbero avere punto. Controllare in particolare le pieghe degli arti, l'ombelico, le orecchie, il cuoio capelluto e genitali. Se si dorme in tenda o comunque all’aperto  o in un campeggio , controllare la mattina, prima di iniziare la giornata, di non essere  stati punti durante la notte. Se si  rimuove  il parassita  meno di sei ore dopo , il rischio di contaminazione è molto basso, sale  dopo 12 ore e ancora  di più dopo 24 ore.

domenica 31 marzo 2019

Un parassita in continua crescita : la zecca


Con l’inizio della   primavera e le gite all’aperto  ricompare il problema del morso di zecca .Il morso di zecca è indolore e nel 70% dei casi passa inosservato. Se la zecca non è infettata  (da animali selvatici) non trasmette alcuna infezione per cui di norma non è consigliato l’uso preventivo dell’antibiotico se non compaiono manifestazioni cliniche.
Ci sono comunque due malattie che possono essere trasmesse dalle zecche comuni in Europa:
La prima è piu rara e comporta il rischio di trasmissione attraverso la zecca del virus TBE che causa un’encefalite, ma per cui esiste un vaccino disponibile per la prevenzione. Circa 1:4 persone infettate con il virus TBE può ammalarsi con i sintomi di encefalite che includono febbre alta , cefalea e talvolta paralisi e convulsioni. La maggior parte delle persone affette da questo tipo di encefalite va comunque incontro a guarigione spontanea

domenica 10 marzo 2019

IPERTROFIA ADENOIDEA E TERAPIA OMEOPATICA (seconda parte)


Il tessuto adenoideo inizia a crescere all’età di sei mesi o poco più tardi e raggiunge il suo apogeo a circa tre anni, regredendo dai sei ai dieci anni, per poi sparire completamente.
I fattori che entrano in gioco nell’aumento del tessuto adenoideo sono : infezioni(rinofaringiti a ripetizione, fattori climatici, inquinamento atmosferico, inalazione di fumo passivo, familiarità  di allergie, turbe dell’immunità, terapie antibiotiche ripetute o vaccini.
Il tessuto adenoideo ipertrofico rappresenta un focolaio di infezione che sostiene continue reinfezioni dell’apparato respiratorio (adenoidite cronica ), inoltre una barriera meccanica responsabile dell’ostruzione nasale e tubarica .
Il trattamento dovrà quindi interessare i tre aspetti:
1)riduzione dell’ostruzione nasale
2)riduzione delle rinofaringiti
3)riduzione dell’ipertrofia adenoidea

1)TERAPIA DELL’OSTRUZIONE NASALE
 Si utilizzeranno i medicinali omeopatici della rinite con ostruzione nasale prevalente(vedi)
Nux Vomica, Sambucus Nigra, Sticta Pulmonaria, Ammonium Carbponicum.

2)RIDUZIONE DELLE RINOFARINGITI RICORRENTI

Potranno essere messe in atto numerose strategie terapeutiche che variabilmente utilizzeranno medicinali omeopatici, gemmoterapici , oligoterapia catalitica ecc.

3)RIDUZIONE DELL’IPERTROFIA ADENOIDEA

I medicinali omeopatici che hanno un’azione sul tessuto adenoideo sono i seguenti:

Agraphis nutans

Euphorbia resinifera
Thuya.

domenica 3 marzo 2019

IPERTROFIA DELLE ADENOIDI E CORTISONE (prima parte)


STEROIDI INTRANASALI NEI BAMBINI


L'ipertrofia delle adenoidi è una condizione molto frequente in età pediatrica che può condizionare uno stato di persistente ostruzione nasale associato a complicazioni: otiti ricorrenti, apnee notturne e disturbi cardiorespiratori.
La terapia nei casi gravi è esclusivamente chirurgica, mentre nelle forme piu' lievi è medica e si avvale di decongestionanti, antistaminici e cortisonici locali con risultati non sempre decisivi.
In una ricerca effettuata sugli studi presenti in letteratura è stata confrontata l'efficacia del cortisone intranasale rispetto al placebo o ad altri interventi in bambini fino a 12 anni.
Nello studio, in cui sono stati inclusi circa 350 soggetti trattati per un periodo compreso tra le due e le quattro settimane, si è osservato un miglioramento nell'ostruzione nasale e nelle dimensioni delle adenoidi, rispetto al gruppo dei bambini trattati con placebo.