La Redazione di Amicomeopatia augura ai suoi lettori
Buone Vacanze
mercoledì 1 agosto 2012
sabato 28 luglio 2012
Dermatite atopica: rimedi utili
La dermatite atopica può essere
efficacemente trattata con l'omeopatia. Per una cura più profonda del paziente
e nei casi di dermatite importante è necessario rivolgersi ad un omeopata
esperto che sappia prescrivere un'adeguata terapia, utilizzando i medicinali di
fondo cui abbiamo già accennato.
È comunque possibile affrontare i
sintomi acuti grazie all'ausilio della gemmoterapia e di alcuni rimedi
omeopatici che andrò a descrivere.
Nelle fasi iniziali di una
dermatite, quando prevale un semplice arrossamento della cute (eritema), il primo farmaco cui pensare
è Apis mellifica. La cute appare
rossastra, si ha sensazione di bruciore, spesso migliorata da applicazioni
fredde. La pelle può essere infiltrata. Posologia 30 CH 4 granuli al bisogno (se i sintomi dopo
una prima somministrazione migliorano per poi riacutizzarsi dopo 1 ora è venuto
il momento di ripetere la dose). Ricordiamoci sempre che Apis agisce
velocemente, ma ha un'azione terapeutica che dura poco.
Quando la dermatite inizia a
progredire compaiono sulla cute delle vesciole, che si presentano come rilievi
non superiori ad una capocchia di spillo contenenti liquido sieroso. A questo punto dobbiamo sceglere tra alcuni
rimedi:
-
Rhus toxicodendrum
-
Petroleum
-
Graphites
Il più usato tra essi, in questo
stadio, è sicuramente Rhus, il sommaco velenoso. Le vescicole sono
piccole 1-2 mm,
contengono liquido chiaro e la cute intorno è infiamma e bruciante. Il prurito
è insopportabile e grattarsi non arreca beneficio. Spesso si ha miglioramento
con applicazioni di acqua molto calda. Posologia: 9-15 CH 4 granuli al dì sino
a miglioramento
Se le vescicole compaiono su cute
secca e rugosa, sono associate o seguite da croste e fissurazioni profonde e
sanguinanti dobbiamo somministrare Petroleum. Posologia 9 CH 4 granuli
per 3 volte al dì. Caratteristica del rimedio è il netto peggioramento con il
freddo, in inverno.
Un ultimo rimedio utile in questo stadio (anche se viene usato molto
anche per curare lo stadio crostoso) è Graphites. Le vescicole sono
piene di liquido che velocemente diventa giallastro e vengono ricoperte da
croste umide. La loro localizzazione preferenziale è: : pliche di flessione,
retroauricolare, palpebre, intorno alla
bocca, cuoio capelluto, organi genitali.
Il paziente lamenta prurito e bruciore insopportabili che lo costringono a
grattarsi sino a scorticarsi. Posologia (mai a basse diluizioni per rischio di
peggioramenti): 15-30 CH 4 granuli 1-2 volte al giorno.
Se la cute non è adeguatamente
trattata la dermatite può evolvere e dare origine a diversi tipi di lesione. Si
possono avere complicanze infettive con la formazione di pustole , in cui il
liquido trasparente delle vescicole si infetta diventando opaco. Si possono
rompere le vescicole o le pustole , anche in seguito al ripetuto grattamento, e
dare origine a croste più o meno infette o a piccole ragadi e ulcere. Spesso
questi elementi sono presenti contemporaneamente e i rimedi caratteristici per
ognuno di essi vano associati durante la terapia.
sabato 21 luglio 2012
Dermatite Atopica
La
dermatite atopica (DA) è una patologia ad eziologia multifattoriale, descritta
per la prima volta in letteratura medica circa cento anni fa. È caratterizzata da
un quadro infiammatorio cutaneo ad andamento cronico, recidivante, in cui si
possono presentare eritema, edema, prurito intenso, essudazione, croste e
desquamazione.
La
sua prevalenza effettiva non è conosciuta. Appare comunque in progressivo
aumento nel corso degli ultimi decenni raggiungendo nei paesi industrializzati
il 12 –15% in età pediatrica.
Circa
l’80% dei bambini presenta i sintomi
entro il primo anno di vita. Il decorso della malattia è variabile e
molto soggettivo, con andamento molto lieve, in alcuni casi, in altri grave e
permanente fino alla giovinezza.
La
DA esordisce solitamente dopo il secondo mese
di età, con lesioni maculo–papulo eritematose, pruriginose,
eventualmente essudanti, localizzate alle guance, fronte e capo, con possibile
estensione al tronco e alla superficie
estensoria degli arti.
Con
il progredire dell’età, la distribuzione della DA si modifica, localizzandosi
interamente sugli arti, in particolare nelle regioni flessorie, risparmiando,
solitamente fino ai 4-5 anni, il volto. In tale fase la cute appare molto secca
ed il prurito è molto variabile, condizionando spesso lesioni da grattamento e
superinfezioni batteriche.
Nel
corso dell’adolescenza le lesioni tendono a cronicizzare e coinvolgono frequentemente viso, collo,
parte superiore del tronco e superfici flessorie degli arti.
La
DA può essere considerata la prima espressione di Atopia, infatti
statisticamente il 50-80% dei bambini
affetti soffriranno nel tempo di
allergie respiratorie ed hanno nel 60-80% dei casi familiari allergici.
Non
è sempre possibile, tuttavia, riconoscere il fattore eziologico predominante
nell’insorgenza e nelle riacutizzazioni della malattia.
Gli
allergeni, che spesso assumono un ruolo causale, possono essere di natura
alimentare, oppure di tipo inalante o microrganismi capaci di iniziare ed
amplificare la risposta allergica a livello cutaneo. Probabili cofattori, nelle
riacutizzazioni, sono considerati gli agenti ambientali e irritanti oltre ai
disagi psicoemotivi.
Il
trattamento della DA si avvale, nell’impossibilità di riconoscere nella maggior
parte dei casi un fattore causale unico, di terapie sintomatiche
(antistaminici, cortisonici topici e sistemici e di un’attenta igiene locale .
Poiché le terapie non sono esenti da effetti collaterali,
in particolare in età pediatrica è possibile un approccio con una terapia
integrata che si avvale di medicinali omeopatici, presidi
fito-gemmoterapici e dieta di
eliminazione per brevi periodi.
domenica 15 luglio 2012
La varicella
La
varicella è una malattia infettiva, acuta causata da un membro di virus erpetici.
Essa
decorre, per la maggiore parte dei casi, con sintomi generali modesti:
febbricola, malessere inappetenza.
Clinicamente
è caratterizzata dalla comparsa, a mandate successive di macule-papule, che si
trasformano rapidamente in vescicole e quindi in croste.
La
contagiosità è di 1-2 giorni prima della comparsa delle manifestazioni cutanee
sino alla caduta delle croste.
La
terapia non convenzionale, se eseguita correttamente, è molto utile
nell’approccio alla varicella che in tale modo decorre senza complicanze ed
evitando al bambino la maggiore parte della sofferenza.
Omeopatia: periodo esantematico
- Rhus toxicodendron 15 CH 4 granuli/4h. Si tratta del sommaco velenoso (fam Anarcadiaceae) pianta contenente un lattice irritante e caustico per la pelle. È il rimedio più utile nella varicella. Negli stati iniziali di eruzione vescicolare può essere prescritto in maniera quasi sistematica. È utile nei casi di vescicole piccole (1-2 mm), contenenti un liquido chiaro, la cute è bruciante, infiammata attorno alle vescicole, il prurito è intenso non migliorato dal grattamento, ma lenito da spugnature calde.
- Croton tiglium: 7 CH 4 granuli 3v/die (fam Euforbiaceae). Spesso utile come complementare di Rhus toxicodendron. La pelle è calda rossa, ipersensibile,il prurito è intenso, doloroso per cui il bambino non si gratta. Può migliorare con un leggero sfregamento.
- Rhus vernix: 15 CH 4 granuli/3h (fam Anarcadiaceae). Vescicole simili a quelle di Rhus toxicodendron ma spesso di colore rosso-viola per presenza di sangue. La sintomatologia è più intensa, prurito intollerabile che peggiora con il grattamento e di notte.
Omeopatia: complicanze
- Mezereum 15 CH 4 granuli 2-3v/die quando le pustole sono piene di liquido giallastro, dall’aspetto purulento. Esse tendono a seccarsi formando croste sotto le quali spesso si trova secrezione purulenta, fetida.
- Antimonium tartaricum 15 CH 4 granuli 1-2 v/die per lungo tempo quando vi sono esiti di cicatrici rosso-bluastre ipertrofiche. Si tratta dell’antimonio tartrato di potassio che in seguito a frizioni sulla cute determina eruzioni pustolose e cicatrici bluastre pressoché permanenti.
Oligoterapia
- Rame (Cu): 2 dosi al dì per la sua azione antiinfiammatoria.
Gemmoterapia
- Rosa Canina MG1DH posologia in base al peso e all’età. In dermatologia è consigliata per la sua azione antivirale e di stimolo delle difese immunitarie.
- Ribes nigrum MG1DH per la sua azione anti infiammatoria.
Paola Nannei, Pediatra Milano
domenica 8 luglio 2012
Orticaria
L’orticaria
è una forma di dermatite che coinvolge solo le parti superficiali del derma
e si
presenta sotto forma di lesioni ben circoscritte con margini eritematosi,
serpiginosi e rilevati, in genere a
centro più pallido. Gli elementi possono confluire assumendo l’aspetto
di lesioni giganti.
Spesso i
ponfi sono “evanescenti” per cui compaiono a gettate successive della durata di
24-72 ore poi si appiattiscono, impallidiscono e scompaiono mentre si
manifestano altre nuove lesioni. Episodi di orticaria ricorrenti della durata
di meno sei settimane sono considerati acuti mentre quelli che persistono oltre
questo periodo vengono considerati cronici.
Le
lesioni coinvolgono qualsiasi segmento corporeo dal cuoio capelluto alla pianta
dei piedi. Solitamente il soggetto presenta anche prurito, più raramente senso
di tensione e dolori articolari. Il meccanismo fisiopatologico di tale
patologia è complesso, anche perché l’eziologia è di diversa natura.
Tra i
fattori causali più frequenti ricordiamo:
- Farmaci (penicilline, salicilati ecc)
- Alimenti (pesce, frutta fresca e secca,semi oleosi tipo noccioline, pomodori, uovo ecc)
- Coloranti e conservanti ( E102, tartrazina, benzoato di sodio, bisolfito, E127 ecc )
- Stimoli fisici ( sole, caldo, freddo ecc)
- Allergeni inalanti ( acari pollini ecc )
- Piante e animali ( ortiche, punture di insetto, meduse ecc )
- Infezioni virali
Esiste
anche un tipo di orticaria idiopatica.
Con la
medicina non convenzionale si può intervenire
in modo vario.
Omeopatia: negli episodi acuti, per
scegliere il medicinale adatto, è necessario indagare alcuni punti: causalità
stress emotivi (Ignatia ecc), umidità (Dulcamara, Rhus toxicodendron ecc ),
sintomi e segni locali, colore della
lesione rosea-rossa (Apis mellifica ecc ), rosa pallido (Urtica
urens ), sensazioni associate prurito comunque presente in quasi tutti i
rimedi (Apis mellifica, Fagopyrum, Urtica urens ecc) bruciore (Apis mellifica,
Urtica urens ecc), modalità principali di peggioramento acqua fredda (Urtca urens), umidità (Dulcamara,
Rhus toxicodendron), calore (Apis mellifica, Bovista ecc), modalità principali
di miglioramento applicazioni fredde
(Apis mellifica ecc).
Apis
mellifica (fam
Apidi ) 15 CH; 4 granuli anche ogni ora o due. La tintura madre ottenuta
dall’ape intera ha un’azione patogenetica complessa per la presenza di numerosi
componenti: enzimi, fosfolipasi A2, ialuronidasi, mellitina.apamina
peptidi,istamina, dopamina, noradrenalina serotonina ecc. Sulla cute determina edema rosa-rosso, pruriginoso, bruciante che
migliora con applicazioni fresche. Fosfolipasi A2 e mellitina sono dotate di
azione immunizzante per cui è necessario essere prudenti nell’uso con soggetti
allergici al veleno di ape.
domenica 1 luglio 2012
Eritema
È un
termine generico che si riferisce ad un arrossamento dell’epitelio determinato
da vasodilatazione capillare e che scompare con la vitropressione per
interruzione del flusso ematico.
Le forme,
le dimensioni, l’eziologia, i tempi di insorgenza di tale manifestazione sono
varie.
In base
ai capillari interessati lo si cataloga come:
- eritema attivo (arteriole) rosso acceso, temperatura locale aumentata ad esempio eritema gluteo, scarlattiniforme ecc
- eritema passivo (venule) colore rosso violaceo, temperatura locale diminuita ad esempio cute marmorizzata,geloni ecc.
Cause
più frequenti:
- fisiche (meccaniche,termiche radianti ecc)
- chimiche
- infettive
- emotive (rossore viso, collo per motivi di disagio
- farmaci
- condizioni di natura patologica (disvitaminosi, disendocrinie, reazioni allergiche)
I tipi di
eritema sono vari (descriverò in modo più dettagliato quelli dove si può
ricorrere alla terapia non convenzionale ottenendone un miglioramento).
1) a farfalla: maculo papule sul dorso del naso e allargate ad ali di
farfalla sugli zigomi. Può riscontrarsi in diverse patologie (lupus). Se non è
sostenuto da patologie particolari giova somministrare di:
Sepia
30CH 5 granuli al
di per diversi mesi. È un medicinale ottenuto dall’inchiostro di seppia con
azione patogenetica sulla cute dove determina
dermatosi varie ed un eritema caratteristico ad ali di farfalla o
periorale.
2) eritema da pannolino o dermatite da pannolino: soprattutto nei bambini o nei
soggetti che non hanno ancora acquisito l’uso degli sfinteri. È dovuto sia allo
sfregamento della cute sul pannolino, sia
al contatto più o meno prolungato
con materiale fecale che può anche essere particolarmente acido. La cute
è arrossata intensamente,calda, tumefatta, ipersensibile. Oltre all’accurata
igiene locale, se la sintomatologia è sostenuta anche da scariche liquide, a
getto, prurito intenso somministrare:
Croton
tiglium 15 CH: 4
granuli per due volte al dì. Si tratta di un arbusto della famiglia delle
Euforbiacee che nella sua patogenesi presenta diarrea a getto, eritema intenso
ai glutei e ai genitali.
3) eritema fisso da farmaco; insorge dopo 1gg circa dall’assunzione del
farmaco. Vengono interessati mani, piedi, zona genitale e perianale. I farmaci
coinvolti sono: eritromicina e tetracicline, cotrimossazolo, derivati del
pirazolone, naprossene, acido mefanamico.
Inizialmente
questo tipo di eritema è rappresentato da una chiazza rosso-violacea, ovale o
rotonda,ma con il ripetersi delle manifestazioni le
chiazze possono aumentare di numero e dimensioni. Oltre all’ immediata
sospensione del farmaco
Apis mellifica
15 CH 4 granuli
anche ogni 2 ore può accelerare la guarigione. Tale medicinale si ottiene dalla
tintura madre di api intere e determina sulla cute eritema rosso a comparsa rapida.
4) megaloeritema infettivo polimorfo o 5° malattia determinata
dal Parvovirus B19.
L’eritema è localizzato inizialmente al viso che appare rosso acceso come se
fosse stato schiaffeggiato, poi al tronco con chiazze dai contorni irregolari
che tendono a schiarire al centro. Pur essendo una malattia ad andamento
benigno, spesso le manifestazioni eritematose tendono a persistere a lungo, per
cui si può usufruire dell’azione di:
Berberis
vulgaris 15 CH 4
granuli 2-3 volte al dì che sperimentalmente si è dimostrata utile nelle forme
di eritema cercinato. Il medicinale si ottiene dalla tintura madre di questo
arbusto della famiglia delle Berberidacee.
domenica 24 giugno 2012
Terapia dei traumi con l'omeopatia - seconda parte
Il ledo delle paludi è un arbusto che cresce nelle zone umide
dell'Europa, dell'Asia e dell'America. In omeopatia è utilizzato con successo
nei traumi oculari (occhio pesto). Il paziente presenta soffusioni emorragiche,
soprattutto periorbitali, con scarsa tendenza al riassorbimento. Il dolore
locale è migliorato da applicazioni fredde. Un altro campo d'applicazione è
rappresentato dalle ferite causate da oggetti appuntiti (chiodi, spine, denti
di animali...), soprattutto se non hanno sanguinato.
Posologia: 7-9 CH 4 granuli 2-3 vv/die
Rhus toxicodendron
È una arbusto, appartiene alla famiglia delle Anarcadiacee, e comunemente
conosciuto come sommaco velenoso. È di fondamentale importanza in traumatologia
quando vogliamo trattare distorsioni
e strappi. Il medicinale omeopatico da
esso ottenuto ha un’azione elettiva su tendini, legamenti e aponeurosi. Il
sintomo più caratteristico è il dolore iniziale che migliora con il movimento
lento e progressivo. Si ha un netto peggioramento con l’umidità. Spesso il
paziente lamenta una sensazione di irrigidimento.
Posologia: 7-9 CH 4 granuli 2-3 vv/die
NB il quadro patogenetico di Rhus spesso coincide con i postumi delle
distorsioni. In fase acuta è più utile Ruta.
Ruta graveolens
La Ruta è una pianta della famiglia delle Rutacee. Si utilizza nel
trattamento dei traumi dei tessuti fibrosi, aponeurosi, tendini e legamenti
(distorsioni e/o strappi). Il paziente accusa una sensazione di ossa rotte e di
indolenzimento che peggiora con il riposo e migliora con il movimento ed il
caldo. Molto utile nelle distorsioni, soprattutto di caviglia e polso, dove
viene somministrata dopo un primo utilizzo di Arnica, che è sempre il primo
medicinale a cui pensare in caso di trauma. Posologia: 7-9 CH 4 granuli 2-3
vv/die
Silicea
La silice è una polvere bianca, fine ed insolubile in acqua. Da essa si
ottiene uno dei più importanti rimedi omeopatici, con molteplici indicazioni
cliniche. Nel nostro caso possiamo prenderne in considerazione due.
La prima: usare Silicea se a seguito di un trauma ci si procura una ferita con
tendenza a suppurare. La suppurazione è di solito cronica o recidivante,
infatti nelle formazioni di pus acute è più utile Hepar sulfur. Posologia: 9 CH 4 granuli
2-3 volte al dì.
La seconda: ricordiamoci di Silicea se all'interno di una ferita, quando ormai la
cute si è rimarginata, è rimasto un corpo estraneo
(spina, sassolino detrito..). Posologia: 4-5 CH 4 granuli per 2 volte al dì sino a risoluzione.
Staphysagria
La Staphisagria o erba dei pidocchi è una pianta che appartiene alla
famiglia delle Ranucolacee. In omeopatia viene utilizzata per trattare
molteplici problematiche. Nel nostro caso possiamo prenderla in considerazione
quando volgiamo ridurre il dolore di ferite procurate con oggetti affilati. Se,
ad esempio, ci si taglia il polpastrello con un coltello il dolore che sentiamo
sarà mitigato dall’assunzione di questo medicinale, così come nel caso di
ferite chirurgiche. Inoltre ne faciliterà la cicatrizzazione.
Posologia: 30 CH 4 granuli 2;3 volte/die.
Symphytum
È una pianta, detta anche Cosolida maggiore, che appartiene alla
famiglia delle Borraginacee. Molto utile, in seguito ad Arnica, quando si hanno
dolori ossei nel punto di frattura. Viene usato anche in associazione a
Calcarea Phosphorica per facilitare il consolidamento dell’osso. Posologia: 5-9
CH 4 granuli 2-3 volte al dì.
Etichette:
Medicinali omeopatici,
Ortopedia,
Patologie acute
Iscriviti a:
Post (Atom)




