giovedì 8 maggio 2008

Energia pulita e antiossidanti dai fondi del caffè

Un procedimento innovativo, messo a punto da Roberto Lavecchia e Antonio Zuorro del Dipartimento di Ingegneria Chimica dell'Università di Roma La Sapienza, apre nuove prospettive per lo sfruttamento in senso ecologico dei residui di caffè, un rifiuto organico ad alto impatto ambientale prodotto nelle case e dalle industrie. La valorizzazione di questi sottoprodotti ne potrebbe permettere un impiego favorevole all'ambiente ed economicamente vantaggioso.
I due ricercatori della Sapienza sono riusciti infatti a recuperare oltre il 95 per cento dei polifenoli presenti nella sostanza esausta. Il residuo solido che rimane dopo l’estrazione dei polifenoli si è rivelato inoltre un ottimo materiale per la rimozione dei metalli pesanti, utilizzabile per esempio per depurare acque contaminate da piombo, cadmio o da altre specie metalliche nocive. In alternativa, tenuto conto che il potere calorifico dei residui di estrazione del caffè è molto alto, addirittura superiore a quello del legno di migliore qualità, questo potrebbe essere sfruttato sotto forma di pellets o bricchette per alimentare stufe, caldaie o caminetti. Qui è possibile leggere l’articolo.
Enrica Campanini

mercoledì 7 maggio 2008

L'angolo del Pediatra: quando nascono le bugie ?



Pare proprio che le bugie nascano quando nascono i bambini ,o perlomeno quando il piccolo inizia a comunicare .
Cosi’ sembra secondo gli studi di Vaseudevi Reddy che nel suo libro “How infants know minds “ di recente pubblicazione ,afferma come gia’ all’eta’ di 8- 9 mesi il bambino impari a conquistarsi le attenzioni con strategie comunicative molto raffinate a volte ingannevoli.
L’osservazione di numerosi bambini ha svelato come la comunicazione non verbale serva ad attirare il genitore per avere affetto e cio’ anche attraverso un pianto spesso simulato,anche a poche settimane di vita.
Questi studi concordano con recenti teorie che hanno rivalutato l’intelligenza dei bambini dei primi mesi di vita,gia’ in grado di adattarsi ad ambienti o situazioni difficili.
Il pediatra omeopata si stupisce spesso di come già dai primi giorni ,il lattante abbia un carattere ben determinato espresso dalle sue modalità di alimentazione ,di sonno e dalla ricerca di contatto fisico con la madre .
Che il bimbo sappia essere tiranno o dittatoriale o ingannatore come la piccola Pulsatilla che sa piangere a comando e sorridere con la lacrima ancora sul visino allorche ‘ viene accontentata nella sua sete inesauribile di affetto,forse noi pediatri omeopati possiamo confermarlo ed anche che cio’ avvenga anche molto presto,addirittura nei primi mesi di vita.
Elena Bosi

martedì 6 maggio 2008

ARNICA M.: POSITIVO TRIAL CLINICO A DOPPIO CIECO

Questo è un abstract di un lavoro pubblicato su Archives of facial plastic surgery (pubblicazione ufficiale dell’American Accademy of facial plastic and reconstructive surgery) e riportato su PUB MED. Lo propongo alla vostra attenzione perché ritengo che pochi rimedi omeopatici possano essere sottoposti positivamente al modello di un trial clinico in doppio cieco come è stato fatto con Arnica montana.Azione dell’Arnica montana omeopatizzata sulle ecchimosi in chirurgia plastica faciale: risultati diun trial clinico randomizzato a doppio cieco, versus placebo. Seeley BM et al. Connecticut Facial Plastic Surgery, Farmington, Conn, USA. (Effect of homeopathic Arnica montana on bruising in face-lifts: results of a randomized, double-blind, placebo-controlled clinical trial. Arch Facial Plast Surg. 2006 Jan-Feb;8(1):54-9. 2006 Jan-Feb;8(1):54-9)
Obiettivi: progettare un modello riproducibile, attraverso l’analisi obiettiva dei cambiamenti di colore della cute e applicare questo modello nella valutazione dell’efficacia dell’Arnica m. omeopatizzata come sostanza anti-ecchimotica utilizzabile nel perioperatorio.
Metodi: 29 pazienti sottoposti a lifting faciale (ritidectomia) in centri di cure terziarie sono stati trattati nel periodo perioperatorio con Arnica m. omeopatizzata o con il placebo in doppio cieco. Le fotografie post-operatorie sono state studiate tramite un nuovo modello di computer che analizzava il cambiamento di colore delle ecchimosi post-operatorie e sono state raccolte valutazioni soggettive delle stesse.
Risultati: non sono state notate differenze soggettive tra il gruppo trattato e il gruppo-controllo, sia dai pazienti che dallo staff professionale. Nessuna differenza oggettiva nella gradazione di colore. I pazienti che avevano ricevuto Arnica m. omeopatizzata avevano un’area più piccola di ecchimosi nei giorni post-operatori 1, 5, 7, e 10. Queste differenze erano statisticamente significative (P<0,05)(solo href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16415448?ordinalpos=1&itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum">PUB MED
Mario Dileo

Il Contesto

Secondo i dati recenti la spesa sanitaria pubblica italiana compresa quella per i “non autosufficenti” raddoppierà entro il 2050.
Si stima un passaggio dal 6,6% al 13% del PIL.
Il trend di crescita è costante.
Il rapporto spesa sanitaria/PIL è passato dal 5,9% del 2000 al 6,6% del 2004.
Il disavanzo della sanità nel 2004 ha per esempio raggiunto i 4 miliardi di euro.
Deficit a parte il nostro sistema sanitario è in genere considerato in buona salute; non siamo peggiorati dal 2000.
Sono molti gli Italiani che si pagano le cure di tasca propria.
A fronte di un SSN che per esempio sempre nel 2004 ha impegnato la stessa percentuale di risorse del 1991, i cittadini sono stati costretti ad una spesa diretta pari a 24 miliardi di euro.
Negli ultimi 14 anni la spesa sanitaria pubblica rispetto al PIL è rimasta pressochè invariata.
Nel 1991 lo stato spendeva il 6,4% del PIL mentre la spesa complessiva era pari al 7,7%.

Massimo Tilli

lunedì 5 maggio 2008

Stravaganti e bizzarri: ortaggi e frutti....

Nelle prestigiose sedi delle Scuderie medicee e del Museo della Natura Morta nella Villa medicea di Poggio a Caiano (Prato) si svolgerà la mostra "Stravaganti e bizzarri: ortaggi e frutti dipinti da Bartolomeo Bimbi per i Medici " (11 maggio - 20 luglio 2008). La mostra presenta al pubblico per la prima volta, dopo i restauri degli ultimi anni, i dipinti di Bartolomeo Bimbi appartenenti alla Sezione Botanica del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, provenienti da un importante nucleo di opere destinate dal granduca Cosimo III de’ Medici, tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento, alla Villa (o Casino) della Topaia, luogo di ritiro e di pace agreste nei pressi della villa medicea della Petraia. I dipinti raffigurano ortaggi e frutti eccezionali o stravaganti per dimensioni e forma: zucche, meloni, cavoli, grappoli d’uva, agrumi, tartufi, che ornavano il salone e le altre sale della Topaia dove si trovavano anche i sontuosi campionari dei frutti e degli agrumi prodotti in Toscana che hanno reso celebre il Bimbi e che sono oggi stabilmente visibili nella villa di Poggio a Caiano. Insieme a queste opere saranno esposte anche altri documenti artistici e scientifici che documentano l’interesse di Cosimo III per la botanica, e soprattutto per i frutti bizzarri o mostruosi, e alcune tavole dall'importantissimo Erbario del botanico granducale Pier Antonio Micheli . Sarà inoltre esposta per la prima volta una significativa selezione dalla collezione di modelli in cera di frutti ed ortaggi, risalenti al tardo Settecento, conservata anch’essa nella Sezione Botanica dell’Università di Firenze. Qui è possibile visionare l’articolo di presentazione della mostra.
Enrica Campanini

Farmaci, pazienti, medici di famiglia, specialisti

La sindrome della catena di S. Antonio colpisce il 20% degli over 65 della penisola, costretti a vagare senza pace tra medici e ospedali e a mischiare fino a 10 farmaci contemporaneamente.
Afflitti da dolori persistenti e da pluripatologia cronica, ogni anno gli anziani vittima di questa sindrome bussano in media alla porta di almeno cinque professionisti: il MMG, lo specialista ambulatoriale, il laboratorio di analisi, un altro specialista ospedaliero e ancora il MMG.
Questo comporta una raffica di prescrizioni tanto che il 40% di loro finisce per assumere cinque farmaci nello stesso tempo e il 12% arriva ad un cocktail di 10 prodotti. (Appropriatezza clinica?)
Si è dimostrato che nei paesi sviluppati (Italia) i pazienti ultra 65 enni (pari nel mondo al 15% della popolazione) consumano un terzo di tutte le prescrizioni mediche.
Uno dei nodi critici nelle ASL per quel che riguarda le attività territoriali è riuscire a far aderire al sistema aziendale i medici di medicina generale (MMG), i pediatri di libera scelta (PLS) ed i medici di continuità assistenziale (MCA). Pur essendosi ridotta infatti in maniera sostanziale la distanza tra il mondo della ASL e quello dei medici convenzionati e pur essendo presenti esperienze eccellenti di partecipazione, è ancora a volte difficile, sul piano culturale e operativo, sentirci fino in fondo protagonisti attivi di uno stesso sistema. Se sul piano culturale non si arriva a sentirci fino in fondo protagonisti attivi di uno stesso sistema tutto si riduce ad una sterile contrattazione sul piano economico che non giova a nessuno. C’è da lavorare in questa direzione come tecnici, organizzatori ma anche sul piano politico.

Massimo Tilli

sabato 3 maggio 2008

Placebo, il peso delle diverse componenti


Anche a costo di sembrare eccessivamente autoreferenziale vorrei citare questo interessante lavoro pubblicato nell'ultimo numero del BMJ e da me già segnalato su Doctorbebop alcuni giorni fa. Nello studio si analizzano le tre differenti componenti dell'effetto placebo (osservazione e valutazione dell paziente, terapia placebo, successivo rapporto medico paziente di supporto) in pazienti affetti da sindrome del colon irritabile allo scopo di valutarne il differente impatto terapeutico.
Il gruppo di pazienti è stato trattato con "agopuntura placebo", cioè senza attenzione ai punti trattati e successivamente sono stati studiati due gruppi, uno dei due con maggiore attenzione al rapporto medico paziente nel corso delle sei settimane di trattamento, l'altro mantenendo un rapporto con il paziente più formale.

La conclusione riporta una netta differenza tra i due gruppi, in favore del gruppo trattato dal medico con supporto psicologico maggiore. Gli autori considerano quindi questa parte del processo terapeutico come la più importante.

Amedeo Galassi