domenica 11 aprile 2010

Mela point

L’importante ruolo della mela in un corretto regime alimentare” viene ampiamente sviluppato dalla campagna informativa – finanziata con il contributo dell’Unione Europea e di tre Paesi (Italia, Francia, Olanda) e realizzata da Assomela, Interfel, e Dutch Produce Association - con 50 ‘Mela pointovvero gazebo informativi nelle mense di stabilimenti delle piu’ importanti aziende italiane, e altri 14 in palestre di tendenza di Milano, Genova e Bologna per ribadire l’importanza della mela nell’alimentazione quotidiana. E’ stato dimostrato che un consumo regolare di mele può aiutare a prevenire le malattie vascolari, previene l'invecchiamento, aumenta il senso di sazietà contribuendo a diminuire l’appetito, presenta effetto prebiotico (nutre la flora batterica 'benefica' nell'intestino), contribuisce all’igiene orale (pulisce i denti), tonifica il viso, ecc. , ecc.. “Che il frutto faccia bene infatti non è una novità, ma che allontani il rischio di ammalarsi di cancro è una scoperta che si deve a uno studio multicentrico , coordinato dal ‘Mario Negri’ di Milano, pubblicato recentemente sulla rivista Annals of Oncology. Gli autori hanno esaminato tutte le ricerche italiane sul ruolo della mela nel ridurre il rischio di cancro condotte dal 1991 al 2002. "La ricerca - osservano gli studiosi - documenta scientificamente che il consumo di più di una mela al giorno riduce in maniera considerevole il rischio di numerosi tumori….. È auspicabile una campagna informativa per il non abbandono della dieta mediterranea, e della frutta e verdura in tutti pasti quotidiani. Perché anche in questo modo si può abbassare il rischio di contrarre patologie oncologiche, preservando il gusto e la biodiversità"

Enrica Campanini, medico, Firenze

giovedì 8 aprile 2010

E' il pediatra che previene l'osteoporosi


Raggiungere il picco di massa ossea nell'infanzia e nell'adolescenza è cruciale per ridurre il rischio di osteoporosi negli anni successivi
L'osteoporosi si può prevenire a partire dall'infanzia. Il dato emerge da una ricerca svolta dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), secondo il quale solo al nord una esigua minoranza di donne (18%) sa che l'osteoporosi si previene fin da bambini e che l'accumulo di calcio e vitamina D insieme all'attività fisica regolare a questa età è fondamentale per costruire ossa forti. L'Osservatorio ha deciso di affrontare la questione da una duplice prospettiva che concerne sia l'età giovanile sia l'età adulta.

«Per cominciare» spiega Francesca Merzagora, presidente Onda «è necessario puntare di più sul ruolo del pediatra, finora quasi sempre escluso, per sensibilizzare alla prevenzione e a una educazione agli stili di vita sani le future donne». La prevenzione, infatti, come conferma Stefano Mora del Laboratorio di Endocrinologia Infantile dell'Istituto Scientifico San Raffaele inizia in età pediatrica. «L'unica prevenzione efficace» afferma Mora «si attua da giovani. E' quindi fondamentale trattare l'osteoporosi come malattia pediatrica. E' in questo momento, infatti, in cui si riesce ad aumentare in modo sensibile la massa ossea attraverso tre punti. Il primo è quello alimentare seguendo una dieta equilibrata. In genere questo è sufficiente a garantire il corretto apporto di calcio e vitamina D. Secondo: esercizio fisico regolare. Terzo: adeguata esposizione ai raggi solari. Anche quando c'è carenza di vitamina D, questo è il miglior sistema per produrla. Puntare, quindi, sul pediatra, troppo spesso escluso, può essere il segreto per una migliore informazione delle donne sulla malattia».
Pediatria 33
23 marzo 2010 - Anno 4, Numero 6
Elena Bosi, pediatra Milano

sabato 3 aprile 2010

BUONA PASQUA


La redazione del Blog porge a tutti suoi lettori i piu' sentiti auguri di Buona Pasqua

giovedì 1 aprile 2010

UOVA DI CIOCCOLATO


Uova di cioccolato benefiche per la salute, a patto che non si superino le dosi consigliate dagli esperti, e soprattutto dal buonsenso. Il dolce tipico della Pasqua è, infatti, in grado di proteggere cuore e arterie dai disturbi più comuni come l'ipertensione, ma anche da ictus e infarto. A confermarlo è un megastudio condotto su ben 19 mila persone dagli esperti del German Institute of Human Nutrition, che ne descrivono i risultati sulla rivista 'European Heart Journal'.Pare dunque che chi è abituato a consumare mezza tavoletta di cioccolato a settimana corra un rischio del 39% inferiore di disturbi cardiocircolatori rispetto a chi non ama il cioccolato o, al contrario, a chi ne mangia in modo eccessivo. Ma attenzione: all'interno dello studio, che ha monitorato per otto anni i pazienti coinvolti, la differenza fra amanti 'scellerati' del cacao e consumatori 'equilibrati' sia pari a un solo cubetto di cioccolato in più o in meno al giorno. "Il consumo moderato di questo alimento - evidenzia Brian Buijsse, autore principale dello studio - è in grado di aiutare a prevenire disturbi cardiovascolari di vario tipo. Ma solo se il cioccolato va a sostituire altri cibi ad alto contenuto calorico: non si può pensare di giovare dei suoi benefici se" il dolce "si abbina a snack ipercalorici e bibite dolci".
Roma, 30 mar. (Adnkronos Salute)
Elena Bosi,pediatra
Milano

lunedì 29 marzo 2010

ADDIO AD ANTONIO NEGRO


Ci ha lasciato all’età di 102 anni uno dei grandi omeopati italiani .
Aveva iniziato ad insegnare omeopatia nel 1946 a pochi studenti nella sua abitazione a Roma, ma l’interesse crescente per questa pratica medica lo portò a fondare nel 1947 il Centro Ippocratico Hahnemaniano italiano (C.I.H.I.) e nel 1953 l’Accademia Italiana di Medicina Omeopatica (A.I.M.O.H.) nella quale lavorò per quarant’anni e che divenne punto di riferimento didattico di grande importanza nazionale e internazionale.
Grande clinico,aveva compreso che la malattia risiedeva nella profondità dell’uomo,riteneva che il colloquio con il paziente fosse ” Sacro” ed era abituato ad ascoltare lungamente e ad osservare.
Molto credente e profondo conoscitore di Sant’Agostino, lavorava con discrezione e nonostante a lui si rivolgessero personaggi famosi ,era modesto e discreto.
A lui un grazie per i suoi insegnamenti
La redazione del Blog

venerdì 26 marzo 2010

Medicine complementari


Il link che alleghiamo invia ad un sito di estremo interesse, che si sobbarca (tra le altre cose) da anni l'ingrato compito di vagliare e ordinare le banche dati disponibili sul web dedicate alle medicine complementari. Il sottotitolo (eloquente) del sito recita: “developing the evidence base for complementary medecine”. Nel sito è anche presente un progetto di ricerca dell'Università di Westminster oltre a review di libri e news del mondo delle CAM. Raccomandiamo caldamente un giro tra le varie sezioni di questo sito.
http://www.rccm.org.uk/

Amedeo Galassi

lunedì 22 marzo 2010

Pericolo sordità eccedendo nell'uso di analgesici


Maggiori problemi all'udito con l'impiego eccessivo di analgesici. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su American Journal of Medicine che ha dimostrato come l'assunzione frequente di acido acetilsalicilico, farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) e paracetamolo aumenti il rischio di perdita dell'udito soprattutto nelle persone più giovani. L'indagine ha riguardato circa 27mila uomini d'età compresa tra 40 e 74 anni che, per oltre 18 anni, sono stati sottoposti, ogni due anni, a specifici questionari sulle capacità uditive e sull'utilizzo di analgesici. In breve, l'uso regolare di ciascuno dei suddetti farmaci è risultato associato a un incremento del rischio di sordità. In particolare, per coloro che ne facevano ricorso molto spesso (due o più volte la settimana), rispetto agli utilizzatori meno frequenti (meno di due volte la settimana), è stato registrato un hazard ratio di 1,12; 1,21 e 1,22 per acido acetilsalicilico, Fans e paracetamolo, rispettivamente, e con gli ultimi due farmaci, il rischio è apparso direttamente proporzionale alla durata dell'assunzione. Infine, quest'associazione è risultata maggiore negli uomini al di sotto dei 50 anni (hr = 1,33; 1,61 e 1,99 per acido acetilsalicilico, fans e paracetamolo).
Am J Med. 2010 Mar;123(3):231-237.
Docteur News 9Marzo 2010-Anno 8,Numero 41
Elena Bosi, pediatra Milano