venerdì 11 giugno 2010
ANCORA UNA VOLTA UN ATTACCO ALL’OMEOPATIA
La British Medical Association ha approvato una mozione con la quale viene chiesta l’esclusione dei medicinali omeopatici dal Nhs, il Servizio sanitario nazionale, motivando questa richiesta con la presunta mancata dimostrazione di efficacia di questi medicinali. Al di là delle considerazioni sulla periodicità sistematica con la quale si perpetuano questi attacchi (con un’alternanza quasi scientifica con analoghi attacchi di parte della comunità medica italiana), rimangono due considerazioni, più volte rimarcate da questo blog:
1. In Italia operano attualmente circa 20.000 medici esperti in Medicina complementare (circa 10.000 sono omeopati) e secondo gli ultimi dati Istat (2005) sono 7,9 milioni gli italiani che fanno ricorso alle medicine non convenzionali (13,6% della popolazione). In considerazione dell’ampia diffusione di medici e di pazienti che ricorrono a queste terapie, sarebbe doveroso avviare un’ampia sperimentazione che consenta di stroncare definitivamente o, al contrario, di confermare l’efficacia di questo approccio terapeutico. È noto però che la sperimentazione si basa sulla disponibilità di risorse e che, a maggior ragione in periodi di crisi economica quali quello attualmente affrontato, è piuttosto improbabile che si rendano disponibili i fondi necessari (tanto più se consideriamo che la ricerca italiana si basa ormai, in larghissima misura, sui fondi resi disponibili dalle case farmaceutiche che certo non avrebbero interesse a finanziare studi scientifici in omeopatia).
2. Di contro, anche il mondo delle medicine complementari dovrebbe fare un maggior sforzo per cercare di allinearsi ai canoni di scientificità attualmente accettati. Continuare a mantenere un atteggiamento di distacco e di sufficienza certo non contribuisce a mantenere sereni gli animi e sicuramente non favorisce quel confronto indispensabile per il raggiungimento dell’unico obiettivo veramente condiviso da tutti: il benessere del paziente.
G. Di Leone – Medico - Bari
venerdì 4 giugno 2010
PER I BIMBI ITALIANI TANTA TV E POCA VERDURA
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Tra i bambini italiani che frequentano l'asilo, uno su cinque è in soprappeso o addirittura obeso. È il risultato di un'indagine svolta dal progetto europeo Periscope (Pilot european regional interventions for smart childhood obesity prevention in early age) che ha coinvolto 1200 bambini italiani, polacchi e danesi di età compresa tra i 3 e i 6 anni. Il dato più significativo riguarda l'alimentazione: rispetto ai loro piccoli coetanei stranieri, i bimbi italiani non consumano verdura cruda (27,5%) né cotta (40%). I danesi, invece, seguono un regime alimentare molto equilibrato: il 70% del campione si ciba di frutta almeno una volta al giorno e il 65% di verdura, da una a più volte al giorno. Gli italiani sono anche i bambini che si muovono meno: uno su due, a quanto riferiscono i genitori, non gioca mai all'aperto, a differenza dei bimbi danesi e polacchi che, nonostante vivano in paesi con un clima sicuramente meno mite del nostro, nel 99% dei casi sono abituati a passare tanto tempo in aree verdi attrezzate. Evidenze negative anche per quanto riguarda lo sport: mentre un bimbo danese su due svolge un'attività sportiva, i piccoli italiani sono molto più inattivi, e soltanto uno su cinque viene avviato sin da piccolo a questa pratica. L'ultimo risultato interessante dello studio si concentra sulle ore quotidiane passate davanti al televisore: il 13,2% dei bimbi italiani rimane seduto davanti allo schermo per più di due ore, contro il 12,2% dei polacchi e solo il 3% dei danesi. I valori cambiano durante il fine settimana: 41% per i polacchi, seguiti dal 25% degli italiani e dal 22,7% dei danesi.
Tratto da
"Nutrizione33"
Elena Bosi, pediatra Milano
martedì 1 giugno 2010
Un nuovo arrivo:Trattato di Agopuntura e Medicina Cinese

E’ stato da poco pubblicato il quinto volume della collana Trattato di Agopuntura e Medicina Cinese (CEA edizioni) dedicato alla Farmacologia Cinese. Questo testo è la sintesi del lavoro effettuato sulla farmacologia cinese dal dottor Lucio Sotte (medico esperto in Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese), con la collaborazione di altri autori, dalla fine degli Anni 80 ad oggi. Si completa in questa maniera il contenuto degli altri volumi dedicati ai Principi della Medicina Cinese (I vol.), alla Semeiotica Cinese (II vol.) all’Agopuntura Cinese (III vol.) ed al Massaggio Cinese (IV vol.).
Si tratta di un testo completo che, dopo una breve introduzione storica, presenta per la prima volta al mondo medico italiano in maniera completa sia i principi della farmacologia cinese che i principali rimedi e le ricette più importanti, soffermandosi soprattutto su quelle maggiormente utilizzate.
Scrive Lucio Sotte: “Nel corso degli ultimi venticinque anni la farmacologia cinese è finalmente approdata in Italia:ciò è avvenuto per l’impegno profuso da molti colleghi medici che si sono appassionati allo studio, alla didattica e alla pratica clinica di questa disciplina. L’edizione di questo volume permetterà certamente ai medici italiani che vorranno interessarsi di farmacologia cinese di avere a disposizione uno strumento fondamentale per poter intraprendere il lungo percorso della sua acquisizione.”
Per il prossimo autunno è prevista la pubblicazione del VI volume dedicato alla Dietetica Cinese.
Enrica Campanini, medico, Firenze
domenica 30 maggio 2010
Acqua sempre più contaminata dai pesticidi

I pesticidi stanno avvelenando l'acqua di stagni, laghi e fiumi. La denuncia arriva dal Rapporto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sul Monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque, realizzato a partire dai dati raccolti localmente da Regioni e Agenzie territoriali per la protezione dell'ambiente. Sono stati effettuati, nel 2008, più di 9.500 campionamenti in 1.082 siti di analisi delle acque superficiali e in 2.054 siti delle acque sotterranee. Gli esperti hanno rinvenuto tracce di pesticidi rispettivamente nel 47,9 e nel 27% dei punti di monitoraggio, con valori oltre i limiti consentiti nel 31,7 nel 15,5% dei casi. Nel Rapporto si riconferma critica "la contaminazione da terbutilazina, utilizzata nella coltura del mais e del sorgo. Nelle regioni dove l'uso della sostanza è più intenso - Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna - la contaminazione interessa più dell'80% dei siti delle acque superficiali controllati". Inoltre, "emerge la presenza di alcune sostanze in passato non rinvenute con tale frequenza, in particolare il fungicida carbendazim e gli insetticidi metomil e imidacloprid. La contaminazione è evidente soprattutto in Sicilia, che rispetto agli anni precedenti ha ampliato considerevolmente lo spettro delle sostanze monitorate". In Italia, ricorda ancora l'Ispra, solo il comparto agricolo impiega oltre 300 diversi pesticidi, per un totale di circa 150.000 tonnellate all'anno.
Nutrizione 33 (21 maggio 2010 - Anno 5, Numero 9)
"Nutrizione33"
Elena Bosi, pediatra Milano
lunedì 24 maggio 2010
Ruolo paterno nelle psicopatologie

Nell'ultimo trentennio ha acquisito sempre maggiore rilevanza il possibile ruolo del comportamento del padre nel determinismo di alterazioni psicopatologiche nei bambini. Questa review mette a fuoco le principali linee di ricerca, che si possono sintetizzare in questi tre aspetti: 1) l'importanza della struttura familiare con particolare riguardo alla residenza del padre al di fuori di essa; 2) l'attenzione dedicata dal padre all'educazione dei figli e 3) l'associazione tra eventuali patologie psichiatriche del padre e problematiche analoghe nei figli. Più che vere e proprie evidenze, dall'analisi critica emerge invece una serie di lacune nello stabilire correlazioni precise tra caratteristiche biologiche e comportamentali dei padri e alterazioni psicopatologiche nella prole. Mentre, per esempio, è comprovata la rilevanza di alcuni tratti subclinici nel padre quali fattori predittivi dello sviluppo di forme autistiche e dislessia, non ci sono dati sufficienti sulla genesi di alcune patologie psichiatriche, tra cui il vasto spettro dei disturbi pervasivi del comportamento e la schizofrenia. Resta in ogni caso un forte interesse per l'esplorazione di questo ambito, che può essere recepito dal pediatra come un invito a mantenere sempre viva l'attenzione su tutti gli elementi utili a delineare il contesto di crescita di un bambino con disturbi psichiatrici e in particolare le caratteristiche della figura paterna.
Clinical Psychology Review 2010; 30:363-369
sabato 22 maggio 2010
ALLARME SORDITA'

Mp3 è per le orecchie come rombo di jet
Roma, 21 apr. (Adnkronos Salute) - Musica 'sparata' nelle orecchie dai lettori Mp3 pericolosa quanto il rombo di un jet. L'iPod e i dispositivi simili, irrinunciabili per eserciti di teenager e giovani, possono provocare danni ai padiglioni auricolari fino alla graduale perdita dell'udito. Alzare troppo il volume, apporta gli stessi guai che provocheremmo alle nostre orecchie tenendoci a distanza ravvicinata al rombo di un jet che si appresta a spiccare il volo. A lanciare l'allarme è Peter Rabinowitz, esperto della Yale University School of Medicine.Sulle pagine del British Medical Journal l'esperto paragona i rischi derivanti dall'uso smodato degli amati lettori musicali a quelli generati da assordanti fonti di rumore, dal suono di un martello pneumatico al rombo di un jet. Rabinowitz prova numeri alla mano: che i livelli del volume di alcuni lettori Mp3 supererebbero addirittura il tetto dei 120 decibel, esattamente quello raggiunto dal motore di un jet in azione. Ma i giovani non sembrano preoccuparsene più di tanto. Le ricerche suggeriscono che circa il 90%, tra Europa e Usa, ne fa un uso regolare spesso per diverse ore al giorno e alzando al massimo il volume. "Serpeggia il timore - scrive dunque Rabinowitz sul Bmj - che bambini e giovani perdano l'udito, negli anni a venire, a causa dell'eccessiva esposizione alla musica ascoltata da questi lettori. Come per i telefoni cellulari - prosegue - l'uso di questi apparecchi portatili è cresciuto più rapidamente della nostra capacità di valutare le loro conseguenze sulla salute". Ecco perché, a detta dell'esperto, sono necessari più studi e maggiori approfondimenti per valutare i reali pericoli per le nostre orecchie
Tratto da univadis 22/04/2010
mailto:info@univadis.it
Elena Bosi, pediatra Milano
mercoledì 19 maggio 2010
L'agopuntura come terapia profilattica per l'emicrania

La Cochrane library verifica periodicamente lo stato dell'arte dei numerosi trattamenti presenti nel proprio database aggiornandoli a seconda degli studi e dei risultati.
E' interessante vedere come il trattamento profilattico dell'emicrania con l'agopuntura venga, rispetto alla precedente edizione, promosso a terapia di primo livello da considerare alla stessa stregua della tradizionale terapia farmacologica.
Questo il link
Amedeo Galassi