sabato 13 luglio 2013

Bimbi carenti di vitamina D più a rischio di allergie ai cibi


L'insufficienza di vitamina D nella prima infanzia aggrava il rischio di sviluppare allergie a determinati cibi, un fenomeno in preoccupante crescita nei paesi avanzati. Una ricerca su 5.000 bambini di un anno, condotta in Australia dal Murdoch children's research institute di Melbourne, indica che i bambini con carenza di vitamina D hanno un rischio tre volte maggiore di sviluppare un'allergia alimentare, rispetto ai bambini i cui livelli della vitamina sono adeguati. Per contro, i bambini allergici ai cibi hanno una probabilità fino a 10 volte maggiore di avere bassi livelli della vitamina. «Questo studio offre la prima evidenza diretta che la sufficienza di vitamina D può essere un importante fattore protettivo per l'allergia a cibi nel primo anno di vita», scrive l'immunologa pediatrica Katie Allen sul sito web dell'Istituto. «Questo aggiunge sostegno alla pratica di correggere tempestivamente per via medica i bassi livelli di vitamina D».

domenica 7 luglio 2013

Svezzamento : seconda parte


SECONDA PAPPA


La seconda pappa verrà preparata esattamente come la  prima, sostituendo  la carne con formaggio fresco: ricotta, caprino o  2 cucchiai di yogurt non acido.

 

 

La tempistica per l'introduzione di altri alimenti, valida solo se non esistono  allergie familiari, sarà la seguente:

 

VII  mese: pastina, semolino, frumento, azuki, lenticchie rosse decorticate (sono proteine e vanno date al posto della carne o del formaggio), pappa tipo pancotto (150 ml di brodo vegetale, 1 fetta biscottata spappolata o pane raffermo, 1 cucchiaino d’olio e uno di parmigiano), banana, farine con glutine (multicerali, farro...)

 

VIII mese: polenta (più parmigiano e qualche cucchiaio di latte), legumi vari ( fagioli, ceci, ecc.) passati (non frullati). Dopo l'ottavo mese la carne può essere fresca (50 – 70 gr. di prodotto crudo), bianca cotta al vapore passata al tritacarne: tacchino, pollo, coniglio, agnello

 

IX mese: pesce (platessa, branzino, orata, sogliola), patate

 

X-XI mese: tuorlo d’uovo: 1 cucchiaino ogni 3 giorni sino al tuorlo intero, prosciutto cotto senza conservanti, 1 – 2 cucchiai di spremuta di mandarino

 

XII mese: latte vaccino, uovo intero, altri legumi, pomodoro (prima cotto poi fresco),albume

 

Alcuni consigli per chi vuole  seguire uno svezzamento vegetariano:

lunedì 1 luglio 2013

Svezzamento


Per svezzamento, detto anche divezzamento, si intende il passaggio da un'alimentazione esclusivamente lattea del bambino ad una mista.

Se ci si prende la briga di analizzare le abitudini dei diversi paesi si capirà immediatamente che uno schema standard non esiste. Infatti a seconda della sua  nazionalità il bambino seguirà un diverso tipo di svezzamento con una differente tempistica nell'introduzione degli alimenti. Inoltre ogni bimbo ha i suoi tempi e le sue preferenze. Anche questo influenzerà le modalità con cui viene svezzato.

Alcuni punti in comune vanno però  salvaguardati.

Se la mamma sta allattando proficuamente è  bene posticipare l'introduzione delle prime pappe a dopo il sesto mese di vita. Questo termine può essere anticipato, sempre consultandosi con il proprio Pediatra, qualora il bimbo non cresca adeguatamente o si abbiano difficoltà nell'allattamento. E' sempre sconsigliabile iniziare prima del IV mese.

Lo scopo principale dello svezzamento è duplice: facilitare l'assunzione di sostanze nutritive adeguate all'età del bambino ed abituarlo ad assumere il cibo attraverso il cucchiaino.

Ogni mamma che inizia a svezzare il proprio piccolo si chiede se e quando iniziare. A questa domanda non esiste una risposta univoca. E' necessario osservare come cresce il bambino, valutare con attenzione le resistenze che oppone alle prime pappe e seguire quello che è più adatto ad una sua armoniosa crescita psicofisica. Non tutti i lattanti sono pronti a 4-6 mesi a staccarsi dal seno materno per passare alle pappe. Se si notano troppe difficoltà può essere utile fermarsi, riprendere l'alimentazione lattea esclusiva riprovando più in là. La vera regola è non avere fretta. Ci sono bambini che faranno grossi sorrisi mangiando la prima pappa, altri invece inizieranno a “sputacchiarla” ovunque piangendo irritati. Non insistete.

Solitamente consiglio di iniziare a dare i primi cibi solidi partendo dalla frutta: mele o pera grattugiata, biologica. Qualche cucchiaino all'inizio è sufficiente, giusto per far abituare il piccolo ad un gusto ed una consistenza diversa. Date sempre frutta “vera”, possibilmente biologica, evitate le composte e gli omogenizzati che abitueranno il vostro bimbo a gusti troppo dolci. Gradualmente aumenterete le dosi sino a raggiungere la quantità di mezza pera o mezza mela.

Quando il bambino si è abituato ad assumere la frutta con il cucchiaino si può  pensare di iniziare con le prime pappe. Di  solito ci vogliono 15-20 giorni.

Per le pappe si inizia con un brodo di verdure (180-200 ml) a cui pian piano vengono aggiunte altre sostanze: farine di cereali per addensare le pappe, olio extravergine di oliva ed infine le proteine.

domenica 23 giugno 2013

Omeopatia nell’ Eritema solare


La luce del sole è la causa più ovvia di  benessere e l’amore per la luce è insito nella natura umana.  Questa innata propensione per il sole determina conseguenze benefiche di riscaldamento dell’organismo e di sintesi della vitamina D, ma l’esposizione della cute alla luce del sole può portare conseguenze patologiche. E’ noto che l’ eccessiva esposizione della cute ai raggi solari è in grado di provocare una riduzione delle risposte immunitarie il che potrebbe svolgere un ruolo importante nella patogenesi di alcuni tumori cutanei.

. In generale la capacità individuale di tollerare la luce solare è inversamente proporzionale alla pigmentazione melaninica che funge come  filtro a densità neutra con un ampio spettro di assorbimento nell’ambito delle radiazioni ultraviolette dello spettro solare.

La melanina viene accumulata nei melanosomi trasferiti quindi ai cheratociti dove esplicano la loro azione fotoprotettiva. Proprio in base alla tolleramza all’esposizione solare la popolazione è stata suddivisa in sei tipi cutanei che vanno dal tipo1 ( costanti ustioni solari, assenza di abbronzatura ) al tipo 6 ( assenza di ustioni solari, abbronzatura costante ).

domenica 16 giugno 2013

Carcinosinum


E un nosode preparato  essenzialmente da tessuto mammario neoplastico e con esso si sono ottenuti i migliori risultati perché la patogenesi clinica descritta da Foubister e il proving effettuato da Templeton furono realizzati utilizzando tale estratto (sono stati impiegati anche estratti di carcinoma gastrico, intestinale, polmonare e vescicale.)

Nel 95% dei casi  esso viene prescritto soprattutto sulla base dei sintomi mentali e generali.

Corrispondenze eziologiche: Carcinosinum  trova il suo impiego nel soggetto che ha subito  gravi traumi infantili ( rimproveri continui, violenze, aspettative elevate, responsabilizzazione eccessiva, perdita di persone care ) che lo hanno così pesantemente condizionato da bloccarlo a livello emotivo e sul piano della comunicazione.

Sia nella sua storia personale sia in quella familiare si ritrovano numerose patologie lesionali, diabete, tubercolosi, mononucleosi, psicosi ecc.

Carcinosinum è un rimedio polimiasmatico che comprende un’ampia gamma di manifestazioni da quelle psoriche di tipo disattentivo a quelle luesiniche di tipo delinquenziale. Infatti sue caratteristiche sono la presenza di molti sintomi che non corrispondono ad un solo medicinale, il costante cambiamento dei sintomi e la frequente sostituzione con un sintomo opposto ( aggravamento-miglioramento al mare ).

lunedì 10 giugno 2013

Bambini e ADHD


Negli ultimi anni sempre più spesso si sente parlare di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività = Attention Deficit and Hyperactivity Disorder) . Con questa sigla si indica un insieme di sintomi che possono presentarsi in età pediatrica caratterizzati da difficoltà nel mantenere l’attenzione, nel controllare l’impulsività e nel regolare il proprio comportamento.
I sintomi più comuni, non necessariamente tutti presenti nel medesimo soggetto, sono:
                     continua tendenza a fantasticare
                     non ascoltare
                     essere facilmente distratti nei compiti o nel gioco
                     dimenticare le cose
                     essere in costante movimento o non riuscire a stare seduti
                     contorcersi in continuazione
                     parlare troppo
                     non essere in grado di giocare tranquillamente
                     agire e parlare senza pensare
                     avere difficoltà ad attendere il proprio turno
                     interrompere continuamente gli altri

domenica 2 giugno 2013

WYETHIA HELENOIDES nel raffreddore allergico


Nonostante l’attuale primavera così piovosa e instabile faccia pensare che la maggior parte degli individui che soffrono di allergia stagionale ai pollini abbia avuto pochi e moderati sintomi, ho personalmente osservato che invece un quarto delle persone che seguo per tale disturbo hanno comunque presentato intensi disturbi.

Conosciamo e usiamo di frequente per l’oculorinite allergica stagionale medicinali omeopatici sintomatici quali Apis mellifica, Allium cepa, Nux vomica, Sticta pulmonaria, Ammonium muriaticum, Sabadilla,

Arundo donax, Arsenicum album.

Un medicinale che ho imparato ad utilizzare con successo, naturalmente se indicato dal quadro sintomatologico specifico, è Wyethia helenoides, rimedio vegetale della famiglia delle asteracee, bel fiore giallo, medicamento utile laddove Sabadilla o Arundo donax abbiano fallito. Il quadro patogenetico descritto da Wyethia è quello di un disturbo prevalentemente localizzato al rinofaringe e contraddistinto da prurito nasale, al palato, ma soprattutto da fastidio in gola, con necessità continua di doversi “grattare” la parte posteriore della gola con piccoli colpi di tosse, di raschiare la gola con movimenti riflessi della mucosa faringea, il così detto “raspeghin”. La gola è la zona più colpita dall’allergia nelle forme meritevoli di Wyethia. Il faringe appare gonfio, irritato, la persona si schiarisce di continuo la gola e così facendo si viene a creare un corto circuito infiammatorio, che poi porta anche a un senso di secchezza e bruciore che può provocare tosse solleticante.