L'insufficienza di vitamina D nella prima infanzia
aggrava il rischio di sviluppare allergie a determinati cibi, un fenomeno in
preoccupante crescita nei paesi avanzati. Una ricerca su 5.000 bambini di un
anno, condotta in Australia dal Murdoch children's research institute di
Melbourne, indica che i bambini con carenza di vitamina D hanno un rischio tre
volte maggiore di sviluppare un'allergia alimentare, rispetto ai bambini i cui
livelli della vitamina sono adeguati. Per contro, i bambini allergici ai cibi
hanno una probabilità fino a 10 volte maggiore di avere bassi livelli della
vitamina. «Questo studio offre la prima evidenza diretta che la sufficienza di
vitamina D può essere un importante fattore protettivo per l'allergia a cibi
nel primo anno di vita», scrive l'immunologa pediatrica Katie Allen sul
sito web dell'Istituto. «Questo aggiunge sostegno alla pratica di correggere
tempestivamente per via medica i bassi livelli di vitamina D».
sabato 13 luglio 2013
domenica 7 luglio 2013
Svezzamento : seconda parte
SECONDA PAPPA
La seconda pappa verrà preparata esattamente come
la prima, sostituendo la carne con formaggio fresco: ricotta,
caprino o 2 cucchiai di yogurt non
acido.
La tempistica per l'introduzione di altri alimenti,
valida solo se non esistono allergie
familiari, sarà la seguente:
VII mese:
pastina, semolino, frumento, azuki, lenticchie rosse decorticate (sono proteine
e vanno date al posto della carne o del formaggio), pappa tipo pancotto (150 ml di brodo vegetale, 1 fetta biscottata spappolata o
pane raffermo, 1 cucchiaino d’olio e uno di parmigiano), banana, farine
con glutine (multicerali, farro...)
VIII mese: polenta (più parmigiano e qualche
cucchiaio di latte), legumi vari ( fagioli, ceci, ecc.) passati (non frullati).
Dopo l'ottavo mese la carne può essere fresca (50 – 70 gr. di prodotto crudo),
bianca cotta al vapore passata al tritacarne: tacchino, pollo, coniglio,
agnello
IX mese: pesce (platessa, branzino, orata,
sogliola), patate
X-XI mese: tuorlo d’uovo: 1 cucchiaino ogni 3
giorni sino al tuorlo intero, prosciutto cotto senza conservanti, 1 – 2
cucchiai di spremuta di mandarino
XII mese: latte vaccino, uovo intero, altri
legumi, pomodoro (prima cotto poi fresco),albume
Alcuni consigli per chi
vuole seguire uno svezzamento
vegetariano:
lunedì 1 luglio 2013
Svezzamento
Per svezzamento, detto anche divezzamento, si
intende il passaggio da un'alimentazione esclusivamente lattea del bambino ad
una mista.
Se ci si prende la briga di analizzare le
abitudini dei diversi paesi si capirà immediatamente che uno schema standard
non esiste. Infatti a seconda della sua nazionalità il bambino seguirà un diverso tipo
di svezzamento con una differente tempistica nell'introduzione degli alimenti.
Inoltre ogni bimbo ha i suoi tempi e le sue preferenze. Anche questo influenzerà
le modalità con cui viene svezzato.
Alcuni punti in comune vanno però salvaguardati.
Se la mamma sta allattando proficuamente è bene posticipare l'introduzione delle prime
pappe a dopo il sesto mese di vita. Questo termine può
essere anticipato, sempre consultandosi con il proprio Pediatra, qualora il
bimbo non cresca adeguatamente o si abbiano difficoltà nell'allattamento. E'
sempre sconsigliabile iniziare prima del IV mese.
Lo scopo principale dello svezzamento è duplice:
facilitare l'assunzione di sostanze nutritive adeguate all'età del bambino ed
abituarlo ad assumere il cibo attraverso il cucchiaino.
Ogni mamma che inizia a svezzare il proprio
piccolo si chiede se e quando iniziare. A questa domanda non esiste una
risposta univoca. E' necessario osservare come cresce il bambino, valutare con
attenzione le resistenze che oppone alle prime pappe e seguire quello che è più
adatto ad una sua armoniosa crescita psicofisica. Non tutti i lattanti sono
pronti a 4-6 mesi a staccarsi dal seno materno per passare alle pappe. Se si
notano troppe difficoltà può essere utile fermarsi, riprendere l'alimentazione
lattea esclusiva riprovando più in là. La vera regola è non avere fretta. Ci
sono bambini che faranno grossi sorrisi mangiando la prima pappa, altri invece
inizieranno a “sputacchiarla” ovunque piangendo irritati. Non insistete.
Solitamente consiglio di iniziare a dare i primi
cibi solidi partendo dalla frutta: mele o pera grattugiata, biologica. Qualche
cucchiaino all'inizio è sufficiente, giusto per far abituare il piccolo ad un
gusto ed una consistenza diversa. Date sempre frutta “vera”, possibilmente
biologica, evitate le composte e gli omogenizzati che abitueranno il vostro
bimbo a gusti troppo dolci. Gradualmente aumenterete le dosi sino a raggiungere
la quantità di mezza pera o mezza mela.
Quando il bambino si è abituato ad assumere la
frutta con il cucchiaino si può pensare di
iniziare con le prime pappe. Di solito
ci vogliono 15-20 giorni.
Per le pappe si inizia con un brodo di verdure
(180-200 ml) a cui pian piano vengono aggiunte altre sostanze: farine di
cereali per addensare le pappe, olio extravergine di oliva ed infine le
proteine.
domenica 23 giugno 2013
Omeopatia nell’ Eritema solare
La luce del sole è la causa più ovvia di benessere e l’amore per la luce è insito
nella natura umana. Questa innata
propensione per il sole determina conseguenze benefiche di riscaldamento
dell’organismo e di sintesi della vitamina D, ma l’esposizione della cute alla
luce del sole può portare conseguenze patologiche. E’ noto che l’ eccessiva esposizione
della cute ai raggi solari è in grado di provocare una riduzione delle risposte
immunitarie il che potrebbe svolgere un ruolo importante nella patogenesi di
alcuni tumori cutanei.
. In generale la capacità individuale di tollerare la luce
solare è inversamente proporzionale alla pigmentazione melaninica che funge
come filtro a densità neutra con un
ampio spettro di assorbimento nell’ambito delle radiazioni ultraviolette dello
spettro solare.
La melanina viene accumulata nei melanosomi trasferiti
quindi ai cheratociti dove esplicano la loro azione fotoprotettiva. Proprio in
base alla tolleramza all’esposizione solare la popolazione è stata suddivisa in
sei tipi cutanei che vanno dal tipo1 ( costanti ustioni solari, assenza di
abbronzatura ) al tipo 6 ( assenza di ustioni solari, abbronzatura costante ).
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domenica 16 giugno 2013
Carcinosinum
E un nosode preparato essenzialmente da tessuto mammario neoplastico
e con esso si sono ottenuti i migliori risultati perché la patogenesi clinica
descritta da Foubister e il proving effettuato da Templeton furono realizzati
utilizzando tale estratto (sono stati impiegati anche estratti di carcinoma
gastrico, intestinale, polmonare e vescicale.)
Nel 95% dei casi esso
viene prescritto soprattutto sulla base dei sintomi mentali e generali.
Corrispondenze eziologiche: Carcinosinum trova il suo impiego nel soggetto che ha
subito gravi traumi infantili (
rimproveri continui, violenze, aspettative elevate, responsabilizzazione
eccessiva, perdita di persone care ) che lo hanno così pesantemente
condizionato da bloccarlo a livello emotivo e sul piano della comunicazione.
Sia nella sua storia personale sia in quella familiare si
ritrovano numerose patologie lesionali, diabete, tubercolosi, mononucleosi,
psicosi ecc.
Carcinosinum è un rimedio polimiasmatico che comprende
un’ampia gamma di manifestazioni da quelle psoriche di tipo disattentivo a
quelle luesiniche di tipo delinquenziale. Infatti sue caratteristiche sono la presenza di molti sintomi che non corrispondono ad un
solo medicinale, il costante cambiamento dei sintomi e la frequente sostituzione
con un sintomo opposto ( aggravamento-miglioramento al mare ).
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lunedì 10 giugno 2013
Bambini e ADHD
Negli
ultimi anni sempre più spesso si sente parlare di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività = Attention Deficit and
Hyperactivity Disorder) . Con questa sigla si indica un insieme di sintomi che
possono presentarsi in età pediatrica caratterizzati da difficoltà nel
mantenere l’attenzione, nel controllare l’impulsività e nel regolare il proprio
comportamento.
I sintomi più comuni, non necessariamente tutti presenti
nel medesimo soggetto, sono:
•
continua tendenza a
fantasticare
•
non ascoltare
•
essere facilmente
distratti nei compiti o nel gioco
•
dimenticare le cose
•
essere in costante
movimento o non riuscire a stare seduti
•
contorcersi in
continuazione
•
parlare troppo
•
non essere in grado
di giocare tranquillamente
•
agire e parlare
senza pensare
•
avere difficoltà ad
attendere il proprio turno
•
interrompere
continuamente gli altri
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domenica 2 giugno 2013
WYETHIA HELENOIDES nel raffreddore allergico
Nonostante l’attuale primavera così piovosa e
instabile faccia pensare che la maggior parte degli individui che soffrono di
allergia stagionale ai pollini abbia avuto pochi e moderati sintomi, ho
personalmente osservato che invece un quarto delle persone che seguo per tale
disturbo hanno comunque presentato intensi disturbi.
Conosciamo e usiamo di frequente per
l’oculorinite allergica stagionale medicinali omeopatici sintomatici quali Apis
mellifica, Allium cepa, Nux vomica, Sticta pulmonaria, Ammonium muriaticum,
Sabadilla,
Arundo donax, Arsenicum album.
Un medicinale che ho imparato ad utilizzare con
successo, naturalmente se indicato dal quadro sintomatologico specifico, è Wyethia helenoides, rimedio vegetale
della famiglia delle asteracee, bel fiore giallo, medicamento utile laddove
Sabadilla o Arundo donax abbiano fallito. Il quadro patogenetico descritto da Wyethia
è quello di un disturbo prevalentemente localizzato al rinofaringe e
contraddistinto da prurito nasale, al palato, ma soprattutto da fastidio in
gola, con necessità continua di doversi “grattare” la parte posteriore della
gola con piccoli colpi di tosse, di raschiare la gola con movimenti riflessi
della mucosa faringea, il così detto “raspeghin”. La gola è la zona più colpita
dall’allergia nelle forme meritevoli di Wyethia. Il faringe appare gonfio,
irritato, la persona si schiarisce di continuo la gola e così facendo si viene
a creare un corto circuito infiammatorio, che poi porta anche a un senso di secchezza
e bruciore che può provocare tosse solleticante.
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