lunedì 28 aprile 2008

...Anche le piante pensano

Secondo recenti ricerche condotte da studiosi di Neurobiologia Vegetale le piante sembrano possedere una qualche forma di intelligenza che consente loro non solo di pensare e comunicare, ma anche di risolvere problemi legati soprattutto alla salvaguardia del loro territorio e alla loro incolumità. Stefano Mancuso, professore di fisiologia delle specie arboree all' Università di Firenze, è responsabile del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (Linv), il primo laboratorio al mondo specializzato nello studio dell' "intelligenza verde": merito dei ricercatori del Linv è l’individuazione di una regione dell’apice radicale, chiamata zona di transizione, che sembra possedere tutti i requisiti per essere considerata una zona simil-neurale. In questa intervista il prof. Stefano Mancuso sottolinea come tali studi possano avere varie applicazioni pratiche : “ Dalla comprensione su come funzionano veramente le piante a ricadute in campi apparentemente distanti come, per esempio, nella robotica con la costruzione dei primi robot ispirati al mondo vegetale, i cosiddetti “plantoidi” su cui stiamo lavorando. Ma il risultato più importante sarebbe far crescere nelle persone la consapevolezza che le piante sono esseri viventi estremamente complessi da cui dipende la vita sulla Terra. Si stima che noi conosciamo soltanto il 5-10 % delle specie vegetali presenti sul pianeta e da queste traiamo il 95% di tutti i principi medicinali utilizzati dall’uomo. Ogni anno migliaia di specie di cui non sappiamo assolutamente nulla si estinguono, portando con se chissà quali regali per l’umanità che non conosceremo mai. Spesso paragono il mondo delle piante a un enorme regalo fatto all’uomo, che noi gettiamo via senza nemmeno averlo scartato. Ecco, forse sapere che le piante ragionano, sentono, comunicano potrà farcele sentire più vicine e magari proteggerle con più efficacia”.
Per chi volesse approfondire l’argomento si suggerisce la lettura del libro “Communication in Plants– Neural aspects of plant life” (Baluska, Mancuso e Volkmann, ed.Springer 2006)
Enrica Campanini

sabato 26 aprile 2008

Uso delle Medicine non convenzionali nei bambini con diabete di tipo 1 in Germania


Questo abstract di un lavoro pubblicato su PEDIATRIC DIABETES il 5/3/2008 e riportato su PUBMED, realizzato in 4 centri di cura per il diabete di tipo 1 in Germania, evidenzia, da un punto di vista epidemiologico, la prevalenza, l’efficacia, le motivazioni ed altri parametri, sull’uso di terapie non convenzionali in pazienti difficili come sono i bambini affetti da questa patologia.


USO DELLE MEDICINE COMPLEMENTARI ED ALTERNATIVE (CAM) NEI BAMBINI CON DIABETE MELLITO TIPO 1: PREVALENZA, MODALITA’ D’USO E COSTI.

Dannemann k. et al…

Ospedale per bambini e adolescenti dell’università di Lipsia –Germania-

PRESUPPOSTI: L’uso di medicine complementari ed alternative (CAM) è andato aumentando negli adulti e nei bambini. Gli studi sulle CAM nel diabete hanno riguardato essenzialmente la popolazione adulta, mentre nei bambini con diabete di tipo 1 l’uso delle CAM non è stato ben studiato.

OBIETTIVI: Questo studio evidenzia la prevalenza, le motivazioni dei genitori, l’efficacia rilevata, i costi e l’informazione sull’uso delle CAM. Inoltre sono state indagate le variabili associate all’uso delle CAM relativamente al soggetto prescrittore (care-giver).

METODI: Un questionario anonimo da compilarsi autonomamente è stato somministrato ai genitori dei bambini affetti da diabete tipo1 in 4 centri di cura per il diabete pediatrico in Germania ( Lipsia, Berlino, Stoccarda, Bonn.)

RISULTATI: 228 (65,9%) su 346 famiglie hanno completato l’indagine. L’età media dei pazienti diabetici era 11,9 +/- 3,8 anni . 42 (18,4%) hanno utilizzato una o più tipi di CAM; le più frequenti sono state l’omeopatia (14,5%), vitamine e minerali (13,7%), modificazioni dietetiche (12,9%), aloe vera (7,3%), cinnamono (5,6%). Gli utenti di CAM avevano un reddito familiare significativamente più alto ed un grado di istruzione elevata (P<0,05)>

CONCLUSIONI: L’uso delle CAM nei bambini con diabete di tipo1 è meno comune di quello documentato per gli adulti. I genitori che fanno uso delle CAM non mettono in discussione la necessità dell’uso dell’insulina. Laddove le CAM vengono utilizzate, il miglioramento dello stato di salute e della qualità di vita sono le motivazioni più importanti per l’uso di queste terapie.


Il testo originale in inglese è possibile trovarlo su PUBMED.

Mario Dileo.

giovedì 24 aprile 2008

Derivati di Artemisia Annua nel trattamento della malaria da P.Falciparum

Questo articolo, gratuitamente disponibile online sul sito del NEJM, puntualizza, conl'ausilio di un caso clinico lo stato dell'arte sull'uso dei derivati dell'Artemisia nel trattamento della Malaria da P.falciparum.
I derivati dell'Artemisia, utilizzati nella Medicina tradizionale cinese come trattamento della malaria sono i più importante dei nuovi farmaci antimalarici. Al momento le raccomandazioni degli organismi internazionali già consigliano l'uso di questi farmaci nel trattamento della malattia (non complicata) spesso però in associazione con la Meflochina per evitare recrudescenze legate alla rapidià di azione dell'artemisia e della sua breve emivita.
Molto interessante, anche se specialistico, questo report del WHO sull'uso dell'Artemisina nella Malaria in gravidanza.

mercoledì 23 aprile 2008

L’efficacia delle campagne di screening

Ancora sul tema dell’attendibilità dei dati sui quali si fonda il paradigma della moderna medicina e del raffronto della Medicina Basata sulle Evidenze con la medicina omeopatica (per definizione in grossa difficoltà quando è chiamata a “dimostrare” secondo i canoni della scientificità la propria efficacia).
Invito alla lettura di un interessante saggio (“L’amara medicina” di Roberto Volpi, Edizioni Mondadori Febbraio 2008) nel quale l’autore, ben lungi dal formulare ipotesi o valutazioni sulla medicina omeopatica, analizza a fondo i temi della medicina preventiva, con particolare riferimento alle grandi campagne di screening. Sono veramente efficaci le dispendiose campagne preventive messe in atto dal Servizio Sanitario Nazionale?
L’attenta analisi di Volpi evidenzia come nonostante più della metà degli accertamenti diagnostici e delle visite siano effettuati su persone del tutto sane, la speranza di vita degli italiani sia cresciuta molto di più quando la sanità preventiva non esisteva.
Ciononostante, il sistema sanitario pubblico continua ad investire ingenti risorse in queste campagne e il mondo scientifico a supportarle con interventi talvolta non strettamente attinenti ai canoni della scientificità, dell’efficacia e della trasparenza.
Nel rimarcare come queste valutazioni non possano essere interpretate come rappresentative della totalità delle campagne preventive (che anzi in molti casi hanno ampiamente mostrato la propria efficacia), rimane la perplessità sulla facilità con la quale alle volte sia possibile ottenere la validazione scientifica e il via libero politico su iniziative scarsamente supportate da prove di efficacia.
Analoga apertura non è riscontrabile (e aggiungerei “per fortuna”) nei confronti delle pratiche mediche “non convenzionali” (tra le quali l’omeopatia) per le quali si esige opportunamente il massimo rigore scientifico.
A fronte però della difficoltà intrinseca nel metodo omeopatico di standardizzarsi sui comuni criteri di scientificità, potrebbe essere opportuno chiedersi se non esista la possibilità di contemplare ulteriori differenti vie di validazione. Tutto comunque e sempre ricercando il massimo rigore scientifico.

G. Di Leone

martedì 22 aprile 2008

Il sito internet dell'Omeopatia Universitaria Francese

Per chi ama navigare in internet segnalo il sito web dell’Omeopatia Universitaria Francese (Homéopathie Universitaire Française). In questo sito viene proposta “la scoperta dell’omeopatia, la sua storia, i suoi concetti, le realtà scientifiche, economiche e sociali, i reperi concernenti la ricerca fondamentale o clinica, i siti di informazione.” Sono segnalate le sedi universitarie francesi dove l’omeopatia viene insegnata (Besancon, Bobigny, Bordeaux, Lille, Limoges, Lyon, Marseille, Poitiers, ma anche, sempre a livello universitario, Partenaires esteri ). Vengono segnalati i link di varie associazioni culturali, fra le quali l'ANHFM (Association Nationale pour le développement de la recherche et de l'enseignement de l'Homéopathie en Faculté de Médecine) e il Collège Français d'Homéopathie (CFH ). E’ possibile inoltre conoscere il calendario di numerose iniziative formative e tanto altro ancora.

Enrica Campanini

lunedì 21 aprile 2008

Los Quinchos

Il Progetto Los Quinchos, fondato nel 1991 in Nicaragua dall'italiana Zelinda Roccia,accoglie bambini e bambine abbandonati e maltrattati. È sostenuto dai Comitati italiani dell’Adda, di Bolzano, Brescia, Cagliari, Firenze e Trento. Il Nicaragua, Paese tra i più poveri del Centroamerica, con gli indici più alti di natalità e mortalità, ha circa 5 milioni di abitanti. Più della metà è costituita da minori di 18 anni e sono 350.000 i bambini di strada, prevalentemente concentrati a Managua. Il loro numero è in continuo incremento. Fuggiti da situazioni di estrema povertà e violenza, i bambini di strada sono sempre affamati, non frequentano la scuola e non hanno mai avuto affetto né giocattoli. Provenienti da tutto il Paese fino ai mercati della capitale, Managua, sopravvivono svolgendo i lavori più pesanti, lustrando scarpe, lavando auto, vendendo acqua. Sottoposti a violenze e spesso a torture, riuniti in piccole bande aggressive e contrapposte, trascorrono la notte sotto i banchi o per terra, inalano vapori di colla e altre micidiali droghe e usano anche il coltello o il bastone per difendersi ed assalire. L’Asociación Los Quinchos è una struttura articolata e dinamica, diretta da Zelinda Roccia, che si avvale dell’opera di circa quaranta tra educatori ed educatrici, psicologi, maestri artigiani, assistenti, amministrativi, tutti nicaraguensi. Si può sostenere l’Asociación con contributi di qualsiasi entità ai Comitati italiani, impegnati con i propri volontari a diffondere la conoscenza del Progetto e nella diffusione della cultura della Pace e della Solidarietà tra i popoli. Adottando a distanza un bambino, si riceverà la sua fotografia e sue notizie almeno una volta l’anno. Gli si potrà scrivere e inviare piccoli doni molto attesi e graditi, contribuendo con affetto alla sua educazione, offrendo così anche un sostegno continuativo ed efficace ai Progetti.

Enrica Campanini

sabato 19 aprile 2008

REAZIONI AVVERSE AI PRODOTTI MEDICINALI NATURALI IN ITALIA

Vorrei porre all’attenzione di tutti voi questo abstract di un lavoro pubblicato su “Pharmacoepidemiology drug safety” del 10/3/2008 e riportato su Pub Med.
Questo studio è stato estrapolato su dati di reazioni avverse denunciate dall’Aprile del 2002 al Marzo del 2007 provocate da farmaci “naturali”. Sono cinque anni di rilevazioni!!. Le denunce sono state in Italia in totale 233!! Pochine, mi sembra. Vi invito però a leggere con attenzione le conclusioni del lavoro….. in attesa di vostre riflessioni.

SORVEGLIANZA SULLE SOSPETTE REAZIONI AVVERSE AI PRODOTTI MEDICINALI NATURALI IN ITALIA – Mennitti-Ippolito F., Mazzanti G., Santuccio C., Moro P., Calapai G., Firenzuoli F., Valeri A., Raschetti R.
Centro Nazionale di Epidemiologia Istituto Nazionale di Sanità, Roma -ITALIA-

Obiettivo: I prodotti medicinali naturali sono pubblicizzati come farmaci ugualmente o più efficaci dei farmaci convenzionali e meno tossici di questi. Tuttavia è noto che alcuni medicinali naturali, in particolare alcuni fitoterapici, presentano reazioni avverse. Il sistema italiano di farmacovigilanza, responsabile dell’agenzia italiana dei farmaci, raccoglie le denunce spontanee solo per i farmaci registrati. La consapevolezza della necessità di una sorveglianza sulla sicurezza dei prodotti medicinali naturali ha fatto sì che si realizzasse in Italia un sistema di registrazione delle sospette reazioni avverse. Tale sistema è stato realizzato dall’ Istituto Nazionale di Sanità.
Metodi: Un modulo ad hoc per la denuncia può essere scaricato da diversi siti web istituzionali. Le denunce spontanee di sospette reazioni avverse sono inviate all’ Istituto Nazionale di Sanità e sono valutate da un gruppo multidisciplinare di esperti.
Risultati: Da Aprile del 2002 a Marzo del 2007 sono state raccolte 233 denunce spontanee di sospette reazioni avverse ai prodotti medicinali naturali. La gran parte di sospette reazioni avverse erano gravi; l’ospedalizzazione è stata necessaria nel 35% dei casi; nel 6% sono state riferite reazioni avverse con pericolo di vita e sono stati registrati 2 eventi fatali. Circa il 50% delle reazioni avverse riguardavano l’apparato gastrointestinale, la cute o il sistema nervoso. In larga parte erano coinvolti i fitoterapici. 21 denunce erano associate all’assunzione di 27 preparati omeopatici, nella maggior parte dei casi prodotti omeopatici complessi. 14 denunce riguardavano sospette reazioni a prodotti contenenti Propoli.
Conclusioni: La sicurezza e l’efficacia delle medicine naturali non sono state studiate in maniera approfondita. E’ importante migliorare la comunicazione con il pubblico per ciò che concerne la sicurezza. L’incoraggiamento delle denunce spontanee può contribuire a migliorare la consapevolezza del personale sanitario e dei pazienti circa il rapporto danno/beneficio di questi rimedi.

Il lavoro in originale in inglese si può trovare su Pub Med.
Mario Dileo.