martedì 17 giugno 2008

Il sito di AMICO



E' ormai visualizzabile online il sito di AMICO in quella che dovrebbe essere la sua struttura definitiva.
Sono bene accetti consigli e suggerimenti.

lunedì 16 giugno 2008

Il professor Francesco Menichini - Ordinario di Fitofarmacia e Direttore del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università della Calabria – da sempre è impegnato, insieme alla sua équipe (Filomena Conforti, Giancarlo Antonio Statti, Rosa Tundis, Monica Rosa Loizzo e Federica Menichini), nella valutazione degli aspetti farmaceutici di specie vegetali endemiche calabresi attraverso la loro caratterizzazione fitochimica e biologica. Sulla rivista scientifica Phytoterapy Research è stato pubblicato un interessante articolo contenente i risultati di una importante ricerca voluta e coordinata dal professor Francesco Menichini volta ad indagare le proprietà terapeutiche del Cedro di Calabria (Citrus medica L. cv. Diamante). Lo studio ha mostrato, per la prima volta, le proprietà antiossidanti, ipoglicemizzanti e anticolinesterasi (in vitro) di Citrus medica L. cv. Diamante. Tramite diversi test, tra cui il DPPH test comunemente utilizzato come un test di capacità scavenging dei radicali liberi, gli estratti ottenuti dalla buccia del cedro (citrus peel) si sono dimostrati dotati di significative attività antiossidanti. Tali estratti sono risultati essere ricchi in monoterpeni (in particolare limonene e γ-terpinene) e sesquiterpeni. Il danno ossidativo, dovuta all'azione di radicali liberi, può avviare e promuovere la progressione di un certo numero di malattie croniche, tra le quali il diabete e il morbo di Alzheimer. Il cedro di Calabria può rappresentare, secondo gli Autori, un ottimo contributo naturale nella lotta contro tali malattie. Viene inoltre sottolineato come possa essere utilmente impiegato anche nella moderna fitocosmesi.
Enrica Campanini, medico

venerdì 13 giugno 2008

"L'arte perduta di guarire" di Bernard Lown



"Le mirabolanti scoperte della biologia e le nuove tecniche della medicina messe a punto negli ultimi decenni (come il defibrillatore e le unità coronariche, al cui sviluppo Bernard Lown ha dato un contributo decisivo) hanno portato a risultati straordinari, per molti aspetti miracolosi. Tuttavia, mentre aumentano le spese per la salute, la fiducia nei medici appare in costante calo e le terapie «alternative» godono di un crescente favore.
Che cosa è successo? Perché l’impressionante oggettività scientifica della medicina moderna lascia tutti insoddisfatti?
Oggi spendiamo sempre più per la nostra salute, e tuttavia, malgrado i mirabolanti progressi scientifici e tecnologici, la nostra fiducia nei medici è in costante calo. Il rapporto tra il medico e il suo paziente sembra attraversare una crisi irrimediabile, come dimostra il crescente successo delle medicine «alternative». Che cosa è successo? Perché l’impressionante oggettività scientifica e le attrezzature fantascientifiche della medicina moderna lasciano tutti insoddisfatti?
Bernard Lown, giunto al culmine della sua brillante carriera di cardiologo e di scienziato (dobbiamo a lui il defibrillatore e le moderne unità coronariche), ci offre una profonda e umanissima riflessione sui recenti sviluppi della sua professione, alternando piacevolmente la divulgazione scientifica e l’aneddoto autobiografico, la lezione dei suoi maestri e i casi clinici più curiosi e istruttivi. A suo giudizio, il 75 per cento delle diagnosi azzeccate è il frutto del semplice colloquio e dell’osservazione diretta in ambulatorio, e a volte di una semplice stretta di mano; nel 20 per cento dei casi sono sufficienti semplici analisi di routine, e solo nel restante 5 per cento sono indispensabili strumenti diagnostici più raffinati (e costosi). Analogamente, certi eccessi terapeutici possono rivelarsi, al di là delle intenzioni, inutili crudeltà. Lown ci aiuta così a riscoprire il segreto più autentico e necessario dell’arte della medicina: il rapporto tra due esseri umani, tra chi soffre e chi può mitigare la sua sofferenza." Dalla prefazione del libro.


Questo libro ha il pregio della semplicità e allo stesso tempo della profondità, una serie di riflessioni a 360° sulla Medicina, anche quella non convenzionale. Per i curiosi di quest'ultimo aspetto è di grande interesse il racconto di un viaggio in Cina con una delegazione ufficiale del Governo USA e la scoperta dell'agopuntura. Affrettarsi prima che esca fuori catalogo !

Amedeo Galassi

lunedì 9 giugno 2008

Omeopatia pediatrica

La Casa Editrice Ambrosiana propone “Omeopatia pediatrica” di Paola Nannei e Giulio Viganò, soci fondatori di A.M.I.C.O. Questo testo nasce dalla lunga esperienza professionale degli autori ed è il risultato di un lavoro durato quasi tre anni. “Omeopatia pediatrica” è pensato per offrire l'opportunità di conoscere le applicazioni in ambito pediatrico della medicina omeopatica. Il volume si apre con un capitolo dedicato ai principi generali su cui si fonda l'omeopatia: gli Autori propongono un approccio al malato acuto e al malato cronico con considerazioni sulle diatesi miasmatiche e sui criteri di scelta del rimedio omeopatico. I capitoli successivi affrontano le più importanti e comuni patologie pediatriche: febbre, tosse, allergia, dermatite, ecc. La grafica è chiara e semplice: per ogni patologia sono proposti più rimedi e per ogni rimedio vengono riportate le keynotes per la patologia trattata. Sono presenti inoltre tavole sinottiche ( come per esempio per la tosse) che rendono più facile una diagnosi differenziale tra rimedi possibili. Ogni capitolo è inoltre corredato di una materia medica, dove gli Autori descrivono le principali caratteristiche dei “medicinali di fondo” o di “terreno” in base ad un modello reattivo psorico, tubercolinico, sicotico, luesinico, proponendo al lettore una visione più vasta della semplice prospettiva patologica.
Omeopatia pediatrica” rappresenta un valido ed indispensabile supporto per chi considera l'integrazione tra le diverse discipline mediche fondamentale per garantire il benessere del bambino.
Enrica Campanini, medico

venerdì 6 giugno 2008

Verifica dei siti internet dei medici

Riporto integralmente da Toscana Medica News n. 17 del 05/06/2008
"Ha preso il via l'attività di verifica e controllo dei siti internet dei medici, degli odontoiatri e delle strutture sanitarie fiorentine, promossa dall'Assessorato per il Diritto alla Salute della Regione Toscana, in collaborazione con l'Ordine dei Medici di Firenze. Il progetto, denominato "Medicina in Rete", si prefigge di sottoporre ad un controllo circa la trasparenza, la veridicità e la correttezza dei messaggi diffusi tramite internet dai professionisti e dalle strutture fiorentine, allo scopo di fornire alla cittadinanza una garanzia di qualità circa i messaggi diffusi e, allo stesso tempo, dare visibilità a quei siti internet sanitari il cui contenuto sia corretto ed equilibrato. Attualmente il progetto riguarda solo la provincia di Firenze, ma se darà esiti positivi potrà essere esteso alle altre provincie toscane. All'interno del portale del Servizio Sanitario Regionale http://www.sanita.toscana.it/ è inserito un link denominato "Medicina in Rete", accedendo al quale si entra nella sezione riservata al progetto in questione. Nella parte dedicata agli operatori sanitari, è prevista una sotto-sezione classificata come "Ordine dei Medici", che contiene i siti che sono stati esaminati. Il fatto che siano presenti in questa sezione garantisce che il controllo è stato svolto con esito positivo. I medici e gli odontoiatri iscritti all'Ordine di Firenze e le strutture sanitarie fiorentine che desiderassero segnalare il loro sito perchè venga verificato e, in caso positivo, inserito nella pertinente sezione, sono invitati a formulare apposita segnalazione utilizzando la procedura "segnalaci un sito" inserita nelle pagine dedicate al progetto."
Massimo Tilli, medico

mercoledì 4 giugno 2008

Orto botanico di Firenze: un'estate tra piante rare...

Sul CORRIERE FIORENTINO, pagine locali del Corriere della Sera, è stato pubblicato (04.06.2008) un breve articolo, ad opera di Laura Antonini, a proposito di un'iziativa riguardante l' Orto Botanico di Firenze.
"Una nuova opportunità per vivere uno spazio verde e storico nel cuore della città. A due passi dal Museo dell’Accademia e dalla Chiesa di San Marco l’orto botanico del Museo della Storia Naturale dell’ateneo fino al 30 settembre rimane aperto tutti i giorni, ad esclusione del mercoledì e del 15 di agosto, con orario continuato dalle 9.00 alle 19.00. Una superficie di quasi 24mila metri quadrati, dei quali 1.694 occupati da un complesso di grandi serre e da un gruppo di serrette calde, suddivisi in 21 quadri e 29 aiuole forma no un giardino bellissimo quanto antico. La sua origine viene fatta risalire al primo dicembre del 1545, quando Cosimo I dei Medici prese in affitto dalle suore domenicane il terreno su cui doveva sorgere l’Orto, Pochi sanno, in fatti, che questo spazio, nato come giardino di piante medicinali e per questo conosciuto anche con il nome di «Giardino dei Semplici», è il terzo Orto Botanico al mondo per antichità e che insieme a quelli di Pisa e Padova raccoglie le specie botaniche più rare.
Durante la straordinaria apertura dei tre mesi estivi chiunque potrà entrare per vedere queste meraviglie con qualche curiosità. Per l’occasione l’Orto diventa insolito scenario per mostre e percorsi didattici. La prima rassegna (da sabato 7 a domenica 22 giugno) è dedicata alla magia delle orchidee tropicali di cui verranno proposte al pubblico ben 50 specie botaniche, fornite da uno dei maggiori collezionisti priva- ti d’Europa, Francesco Piga, provenienti da tutto il mondo. Negli stessi giorni, grazie alla collaborazione tra il Museo di Storia naturale e l’Accademia delle Belle Arti, verrà allestita anche «Orto artistico», una mostra di lavori e opere a soggetto botanico. Il 26 giugno sempre nelle serre prenderà il via l’esposizione di fotografie di Lorenzo Carlomagno «Il cammino di Santiago. Magico è il viaggio che unisce l’ordinario all’impossibile», aperta fino a giovedì 31 luglio. Fino a metà luglio, infine, il Museo di Storia naturale riproporrà «Gold rush», un divertente percorso che riproduce il lavoro dei cercatori d’oro, Per il pubblico saranno allestite le vasche per lavare la sabbia aurifera e fare l’esperienza del ritrovamento di pagliuzze e piccole scaglie d’oro nativo e pirite che verranno analizzate e studiate al microscopio."
Enrica Campanini, medico

martedì 3 giugno 2008

Eutanasie e cure palliative

Questo articolo pubblicato sul settimanale “Internazionale” del 24/30 Aprile 2008, riprende una pubblicazione proposta da BMJ il 19/4/2008. Mi è sembrato interessante proporvela, non tanto per le considerazioni sull’eutanasia sulla quale vi confesso non ho una posizione precisa, ma quanto sulle cure palliative e sull’esperienza che un paese come il Belgio sta effettuando. In Italia credo che le risorse che vengono dedicate ai pazienti terminali siano molto scarse, sia in termini di strutture che di preparazione e aggiornamento ai medici che sono vicini a questi malati ( penso ai medici di medicina generale o a strutture come l’ANT in cui spesso vengono impiegati giovani medici ). Inoltre penso che le medicine complementari possano avere uno spazio molto importante nella gestione di questi pazienti.

Mario Dileo

EUTANASIA E CURE PALLIATIVE

BMJ –British Medical Journal- 19 Aprile 2008

Migliorare le cure palliative e legalizzare l’eutanasia. Il Belgio insegna che le due strategie non si eludono a vicenda, come spesso si teme. Tutt’altro. Nei primi anni ottanta il Belgio ha cominciato a sviluppare un sistema di cure palliative per alleviare il dolore dei malati terminali e allo stesso tempo si sono affermati i movimenti a favore dell’eutanasia. Al primo posto vengono messe le esigenze del malato, che deve essere correttamente ascoltato ed informato sulle terapie di fine vita. Non è un paradosso, né un caso fortunato, commenta sul BMJ un gruppo di ricerca di Bruxelles, che il Belgio sia uno dei paesi più avanzati nell’assistenza ai malati terminali ed è il secondo, dopo l’Olanda, ad aver legalizzato l’eutanasia. Tra il 1998 ed il 2001, mentre nel paese si discuteva della “dolce morte”, la qualità dell’assistenza ai malati terminali è migliorata: nel complesso i casi di interruzione della vita sono rimasti quasi gli stessi, ma sono diminuiti quelli di eutanasia volontaria ( dall’1% allo 0,3%). “In Belgio il processo di legalizzazione è stato legato, sul piano etico, professionale, politico ed economico, allo sviluppo delle cure palliative.