venerdì 6 marzo 2009

Domenica 8 marzo: 2° seminario del corso base "Le piante medicinali in Fitoterapia"

Domenica 8 marzo 2009 si terrà a Milano il Corso base di Fitoterapia "Le piante medicinali in terapia", rivolto a medici e farmacisti.
Programma del seminario
Apparato respiratorio:
• Sindrome influenzale: prevenzione e terapia
• Sindrome rino-sinuso-bronchiale
Apparato locomotore:
• Sindromi dolorose articolari
Esercitazioni pratiche su casi clinici
Orario: domenica 9.00-13.00 e 14.00-18.00
Sede: Milano, Istituto Don Bosco- Via Tonale 19
PROGRAMMA COMPLETO E CALENDARIO DEL CORSO SUL SITO http://www.amicomeopatia.it/

lunedì 2 marzo 2009

Patologie allergiche dell’apparato respiratorio e omeopatia: costi e benefici


Sul numero di gennaio 2009 di Homeopathy sono stati pubblicati due interessanti lavori sul trattamento omeopatico delle patologie allergiche dell’apparato respiratorio.
Il primo lavoro, dal titolo “Cost–benefit evaluation of homeopathic versus conventional therapy in respiratory diseases”, pubblicato da E. Rossi et al. (qui), parte da uno studio osservazionale retrospettivo condotto su un totale di 105 pazienti seguiti dalla Clinica Omeopatica dell’Ospedale di Campo di Marte a Lucca tra l’ottobre 1998 e il maggio del 2003. È stato valutato il costo del trattamento in un gruppo di pazienti affetti da asma (8 pazienti) e da infezioni respiratorie ricorrenti (16 pazienti) con una lunga storia di terapia convenzionale avviati al trattamento omeopatico, comparandolo con il costo delle cure convenzionali in un gruppo rispettivamente di 16 e 32 pazienti. I dati pubblicati mostrano significative riduzioni del costo delle terapie specifiche per le patologie respiratorie (del 46,3% nel primo anno di trattamento omeopatico e del 47,5% nel secondo). La spesa per i pazienti affetti da asma cronico mostra nel corso del primo anno di osservazione una riduzione del 71,1% nel gruppo trattato omeopaticamente a fronte di un incremento del 12,3% in quello trattato con medicinali convenzionali, e, nel secondo anno, rispettivamente un decremento del 54,4% e un incremento del 45,2%. Per quanto riguarda i pazienti con infezioni ricorrenti delle vie respiratorie, gli autori hanno osservato una riduzione dei costi pari al 35,8% nel corso del primo anno nel gruppo trattato omeopaticamente, a fronte di un incremento del 8,6% nel gruppo controllo, con valori che nel secondo anno di osservazione diventano rispettivamente pari a un decremento del 43,6% e a un incremento del 7,8%. Dal punto di vista delle aspettative, il 44% dei pazienti oggetto di osservazione riferiva di essere alla ricerca di una possibile combinazione del trattamento convenzionale con quello omeopatico, mentre il 12% era sollecitato al trattamento omeopatico dallo scarso successo ottenuto con le terapie convenzionali.
Il secondo lavoro, dal titolo “Evaluation of the quality of life after individualized homeopathic treatment for seasonal allergic rhinitis. A prospective, open, non-comparative study”, pubblicato da M. Goossens et al. (qui), descrive uno studio condotto in Belgio su 46 pazienti avviati al trattamento omeopatico per rinite allergica stagionale. La valutazione della qualità della vita in questi pazienti, in funzione del trattamento in corso, è stata effettuata utilizzando il Rhino-conjunctivitis Quality of Life Questionnaire (RQLQ), validato dalla comunità scientifica, somministrato all’inizio della terapia, dopo tre e dopo quattro settimane. Gli autori segnalano un evidente decremento della sintomatologia rinitica dei pazienti trattati, e un miglioramento della qualità della vita, come dimostrato anche dal RQLQ. Correttamente avvertono però come lo studio pubblicato non rispetti i criteri di un formale Randomized Clinical Trial (RCT) per cui non è possibile trarne conclusioni scientificamente valide sull’effettivo risultato del trattamento omeopatico.

Due considerazioni a margine:
ü È comune esperienza dei medici omeopati il buon risultato atteso in moltissimi casi nel trattamento omeopatico delle patologie allergiche. Questa esperienza rimane però purtroppo relegata nel bagaglio professionale dei singoli medici, non essendo supportata da ricerche che rispettino i comuni canoni di scientificità. Sono note le difficoltà progettuali (individualizzazione della terapia, doppio cieco, ecc.) ed economiche (assenza di finanziamenti dedicati) che sono alla base della mancata pubblicazione di studi scientificamente corretti. Purtroppo il silenzio degli omeopati in questo caso invece che apparire come “Silenzio degli innocenti” potrebbe sembrare a taluni invece configurare uno sdegnoso rifiuto di un confronto con la comunità scientifica e secondo talaltri nascondere una reale assenza di basi concettuali e scientifiche.
ü In un momento in cui la diffusa crisi economica, e, in particolare, le continue difficoltà che la Sanità pubblica sta affrontando, con costanti decurtazioni di fondi e pressioni sulla classe medica per una riduzione della spesa farmaceutica, credo potrebbe essere interessante diffondere la consapevolezza che l’approccio omeopatico oltre ad assicurare un buon successo terapeutico garantisce anche un decremento dei costi.
G. Di Leone – Medico - Bari

domenica 22 febbraio 2009

Bimbi e TV



TV INDIGESTA A TAVOLA

Nutrizionisti, pediatri ed esperti in obesità e disturbi del comportamento alimentare più volte richiamano l'attenzione sull'importanza di non mangiare davanti alla televisione. Tale abitudine, infatti, non soltanto distoglie l'attenzione ma influenza anche quel meccanismo fisiologico per cui la memoria di ciò che è stato assunto nel pasto precedente tende a ridurre l'introduzione di cibo in quello successivo. Questo studio è stato condotto su 16 giovani studentesse che hanno fatto un pranzo standard guardando, o meno, un video di 10 minuti. Il numero di biscotti consumati a merenda ha confermato l'ipotesi iniziale: è risultato infatti significativamente superiore nelle ragazze che avevano guardato la televisione. Tale osservazione è stata correlata anche al ricordo meno vivo delle caratteristiche e dei sapori del pranzo. I due autori, della School of Psychology dell'Università di Birmingham, sono così pervenuti alla dimostrazione di un effetto negativo della televisione non soltanto nell'immediato - cioè in termini di maggior introito di alimenti e quindi di calorie - ma anche nel periodo post-prandiale. Ne scaturisce un monito aggiuntivo che i pediatri dovrebbero sottolineare ai genitori.

Appetite 2009;52:39-43

Elena Bosi pediatra

giovedì 19 febbraio 2009

...a proposito di caffè


Tratto da Il Mercurio- febbraio 2009

Kopi Luwak è un caffè salito ultimamente agli onori delle cronache. Di fatto si tratta di un caffé fatto con chicchi che sono stati ingeriti e quindi defecati da un piccolo animaletto, il luwak appunto. Nelle Filippine il nome kopi significa Caffè, mentre luwak è il nome di questo roditore (che scientificamente si chiama Paradoxurus Hermaphroditus) che prevede nella sua normale alimentazione, oltre a insetti, uova e altri frutti anche le bacche di caffè. Non digerendo i semi essi vengono espulsi. Il miracolo sembra che avvenga nello stomaco dell’animale, dove gli enzimi “rompono” le proteine superficiali del chicco donandogli un particolare sapore dolce.Questo processo è ormai sfruttato commercialmente e i luwak, allevati allo scopo, defecano il caffè in apposite “latrine” preparate nelle loro gabbie (e quindi molto opportunamente lavato!). Sul reale valore commerciale di questo caffè si continua a discutere. Di fatto esso è al momento il più caro del mondo. Si ha notizia di una caffetteria Australiana che lo vende a 48 dollari a tazzina, vendendone circa 4 tazze a settimana; un altro coffee shop di Londra propone un blend di Kopi Luwak e Jamaica Blue Mountain venduto a più di 50€... E pensate come viene fatto... Ragazzi, il mondo è davvero strano...”

Bari: 2° seminario "Le piante medicinali in terapia"

Il 21-22 febbraio si terrà a Bari il 2° seminario del "Corso base in Fitoterapia" organizzato da AMICO.
Programma del seminario:
Sistema nervoso
• Sindrome ansiosa, astenia; fibromialgia
• Disturbi del sonno nell’adulto e nel bambino
Apparato cutaneo
• Acne giovanile
• Dermatite atopica e seborroica
Manifestazioni allergiche
• Allergie stagionali: rinite, congiuntivite,oculorinite
Apparato uro-genitale (I parte): Cistite; IPB
Esercitazioni pratiche su casi clinici
Orario: sabato: 14.00-18.00 e domenica 9.00-13.00 e 14.00-18.00
PROGRAMMA COMPLETO E CALENDARIO DEL CORSO SUL SITO http://www.amicomeopatia.it/

mercoledì 11 febbraio 2009

FIRENZE:LE PIANTE MEDICINALI IN TERAPIA

Domenica 15 febbraio inizierà a Firenze il Corso base di Fitoterapia "Le piante medicinali in terapia". Obiettivi del corso sono: acquisire le conoscenze in fitoterapia e gemmoterapia; comprendere le diverse opportunità di applicazione in terapia e acquisire le competenze per valutare la loro possibile integrazione nella pratica clinica quotidiana (medico);rispondere con efficacia alle richieste di informazione e cura dei propri clienti (farmacisti) Il corso, rivolto a medici e farmacisti, vuole inoltre stimolare e favorire la comunicazione e la collaborazione fra le due categorie professionali coinvolte nella terapia e nella corretta educazione sanitaria del paziente. Il corso è accreditato con 30 crediti ECM per i farmacisti (in corso di valutazione per i medici).
Per ulteriori informazioni: amicofitoterapia@chronosform.com
Sede del corso: c/o Confesercenti Piazza Pier Vettori 8/10

lunedì 9 febbraio 2009

Aristotele e placebo: una diversa visione dell’efficacia delle CAM


Con andamento periodico vengono pubblicati lavori sulle principali riviste scientifiche tesi a ridurre l’efficacia delle medicine non convenzionali (provata quotidianamente da innumerevoli medici e pazienti in giro per il mondo) ad un esclusivo effetto placebo. Se è vero che per placebo si intende (come definito dal Dizionario Medico Dorland) “qualunque trattamento falso”, è evidente che questo tentativo tende a screditare l’efficacia di questi approcci terapeutici e la serietà professionale di chi li pratica.
Sono noti i frequenti attacchi che ha dovuto fronteggiare in tale senso l’omeopatia (basti ricordare, fra questi l’articolo di Shang et al. dal titolo “Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy and allopathy” pubblicato nel 2005 sul Lancet). In questi giorni è stata pubblicata su alcune testate giornalistiche italiane la notizia che l’azione dell’Agopuntura sarebbe riferibile unicamente all’effetto placebo e che “l’importante per l’efficacia dell’Agopuntura è non dire al paziente che l’Agopuntura non funziona”.
Tutto ciò a seguito di un’errata interpretazione di due reviews sistematiche della letteratura scientifica mondiale pubblicate nella nuova versione del CD della Cochrane Collaboration, dedicate una all’agopuntura nelle cefalee di tipo tensivo (Linde K et al. “Acupuncture for tension-type headache”, Cochrane Database of Systematic Reviews 2009) e una all’agopuntura nella profilassi dell’emicrania (Linde K et al. “Acupuncture for migraine prophylaxis”, Cochrane Database of Systematic Reviews 2009).
Nel richiamare la puntuale replica diffusa dalla F.I.S.A., finalizzata a “ristabilire una verità scientifica, informare correttamente i pazienti che a questa medicina si affidano per la cura delle loro patologie e tutelare la dignità professionale dei circa 3000 medici agopuntori che operano in Italia”, segnalo anche gli interessanti spunti di riflessione sul concetto di scienza forniti da un lavoro pubblicato recentemente da Schmidt JM su The Journal of medical humanities, dal titolo “Is Homeopathy a Science? Continuity and Clash of Concepts of Science within Holistic Medicine”. L’autore, ricorda come vi siano due fondamentali radici che hanno influenzato lo sviluppo dei differenti approcci scientifici: da un lato i principi e le nozioni aristoteliche, che hanno determinato 2000 anni di storia della scienza occidentale, e dall’altro il moderno concetto di scienza naturale che ha dominato la storia della medicina per meno di 200 anni. Mentre la “scienza della vita” di Aristotele includeva ancora le dimensioni ontologiche e teleologiche nel tentativo di una interpretazione uniforme della natura, l’interesse della moderna scienza naturale si riduceva ad una spiegazione funzionale e causale di tutti i fenomeni di una natura dominante. Con l’obiettivo di prevenire future possibili catastrofi naturali e di restituire alle nostre vite le dimensioni perdute, si renderebbe perciò necessario controbilanciare la visione moderna della vita valorizzando nuovamente le categorie aristoteliche. Per questa strada, il terreno dovrebbe essere pronto, secondo Schmidt, a concepire i caratteri scientifici dell’omeopatia, in un più ampio, aristotelico senso.
Le domande quindi sono: le medicine non convenzionali sono un placebo (nel senso di “trattamenti falsi”)? O sono forse approcci terapeutici diversi rispetto ai paradigmi imposti (anche con indubitabile successo) dal moderno concetto di medicina, che rispettano principi più allineati alle nozioni aristoteliche della natura? E, se così fosse, non meriterebbero una differente attenzione, tesa non più a dimostrarne la “falsità” (nel senso di placebo) ma a ricercarne la reale efficacia secondo differenti approcci di analisi?

G. Di Leone – Medico - Bari